Tag: viterbo

Treno deraglia sulla Viterbo-Orte-Roma: paura tra i 150 passeggeri a bordo

Il treno deragliato a Montefiascone, Viterbo

Treno deragliato sulla Viterbo-Orte-Roma. La motrice del regionale 7569, partito alle 6,08 dal capoluogo della Tuscia, è uscita dai binari questa mattina poco dopo la stazione di Zepponami, nel comune di Montefiascone. Tanta paura tra i circa 150 pendolari a bordo, treni cancellati e ritardi di oltre 80 minuti sulla linea. Insomma, un’altra gionata nera per i viaggiatori viterbesi.

“Circolazione ferroviaria sospesa dalle 6,25 fra Montefiascone e Grotte S. Stefano, sulla linea Orte – Viterbo, per l’uscita dai binari (tecnicamente svio) dei primi due carrelli del locomotore del treno regionale 7569 Viterbo – Roma.
Lo svio – così riporta il sito Rfi – è stato causato dai detriti trasportati sui binari in corrispondenza di un passaggio a livello – in località Montefiascone – dal forte maltempo che in nottata ha interessato la zona. Nessuna conseguenza né per i 150 viaggiatori del treno né per il personale in servizio sul convoglio. Già attivati servizi sostitutivi con autobus – 3 bus nelle stazioni di Montefiascone, Orte e Viterbo –  per assicurare la prosecuzione del viaggio ai passeggeri del treno e per garantire la mobilità sulla linea”.

Un chilo di hashish nell’auto per rifornire il Viterbese: arrestato 54enne romano

Aveva oltre un chilogrammo di hashish nascosto nella sua auto quando è incappato in un controllo dei carabinieri della compagnia di Ronciglione (Viterbo). Nuovo colpo al traffico di sostanze stupefacenti nel territorio della Tuscia, messo a segno proprio nel giorno di Halloween.

I militari del nucleo operativo e radiomobile hanno infatti arrestato a Sutri un fornitore di sostanze stupefacenti. L’uomo. 54 anni di Roma e con numerosi precedenti penali per detenzione e spaccio, aveva 1,100 kg di hashish. I carabinieri avevano infatti notato i movimenti dell’uomo e, da alcuni giorni ,lo pedinavano per verificarne i contatti e gli spostamenti.

Il pomeriggio del 31 ottobre i militari sono entrati in azione e lo hanno bloccato a Sutri, al rientro dalla Capitale. Nella perquisizione dell’autovettura su cui viaggiava hanno trovato, nascosto nel portabagagli, un involucro con la droga di tipo di hashish. Successivamente, i militari del nucleo operativo di Ronciglione hanno effettuato una perquisizione nella sua abitazione: qui hanno rinvenuto altri 100 grammi circa di hashish, un bilancino di precisione e il materiale per confezionare le dosi di stupefacente.

Per l’uomo sono stati decisi gli arresti domiciliari, presso la propria abitazione, in attesa del rito per direttissima che sarà celebrato davanti al tribunale di Viterbo. Continuano intanto gli accertamenti e le verifiche per contrastare il traffico di stupefacenti che da Roma afluisce nel territorio viterbese.

Scontro tra furgone e autovettura: tre feriti, Cassia chiusa alla circolazione

L'incidente di oggi sulla Cassia
di Renato Vigna
Statale Cassia bloccata, questo pomeriggio, per un incidente stradale accaduto poco dopo le 15. Il tratto interessato è quello tra Vetralla e lo svincolo della Cassia sud per la superstrada Civitavecchia-Orte (provincia di Viterbo).Lo scontro ha visto coinvolti un furgone e un’autovettura, all’altezza del ristorante l’Oliveto e ha causato tre feriti. Sul posto sono accorsi le ambulanze del 118 Viterbo, i carabinieri e la polizia stradale. Successivamente sono arrivati anche i vigili del fuoco che hanno estratto dalle lamiere i passeggeri dell’autovettura. Fortunatamente dei tre feriti, nessuno ha riportato conseguenze preoccupanti. Tutti sono stati trasferiti in ambulanza all’ospedale Belcolle di Viterbo.La polizia stradale ha disposto la chiusura dell’arteria e la circolazione è stata deviata per permettere lo sgombero dei veicoli dalla carreggiata.

Viterbo, è morto lo studente universitario avvelenato da botulino a giugno

di Andrea Arena
Quattro mesi dopo, Rocco De Pace non ce l’ha fatta. E’ morto stanotte il 26enne studente viterbese che a giugno era stato vittima di avvelenamento da botulino. Accadde a Perugia, dopo che il ragazzo – insieme al coinquilino, universitario leccese – aveva mangiato del cibo mal conservato. Entrambi furono ricoverati in rianimazione all’ospedale Santa Maria, in gravi condizioni. Il pugliese fu dimesso il 30 luglio, mentre il 13 agosto Rocco fu trasferito all’ospedale Belcolle. Sembrava il segnale di un sensibile miglioramento, una speranza di un a guarigione, invece stanotte è morto.
Qualche giorno fa era scomparso anche il padre, Ciro, stimato professore universitario in pensione. Un doppio lutto per la famiglia (madre, maestra e tre altri figli). I funerali si svolgeranno domani, domenica, alle ore 15 alla chiesa della Verità.

Viterbo, l’Oscar del formaggio al caprino nobile della famiglia Ciambella

«Le più sentite congratulazioni al caseificio Monte Jugo, azienda agricola della provincia di Viterbo che, con il suo prodotto Caprino Nobile, ha vinto l’Oscar del formaggio, primo premio dell’Italian Cheese Awards, la rassegna nazionale che seleziona i migliori formaggi di qualità». Lo dichiara in una nota l’assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Lazio, Carlo Hausmann:  «È una bella notizia per la Regione Lazio e un meritato riconoscimento per la famiglia Ciambella che – spiega Hausmann – con impegno e competenza, conduce da tre generazioni gli allevamenti delle sue capre di razza Saanen, di alto valore energetico, alimentate unicamente con foraggi e cereali di propria produzione. Impegno e passione ripagati con soddisfazione attraverso i numerosi riconoscimenti che l’azienda Monte Jugo consegue nelle più importanti rassegne nazionali e internazionali dedicate ai migliori prodotti caseari», conclude.

Aggressione per rapina a un sessantenne, i carabinieri arrestano due stranieri

La piazza principale di Vignanello
di Renato Vigna
Arrestati i due presunti autori di una aggressione avvenuta, nella notte tra domenica e lunedì, a Vignanello (Viterbo) ai danni di un sessantenne del posto. Si tratta di due stranieri di origini marocchine, residenti nella zona, che sono stati trasferiti nel pomeriggio di ieri nel carcere di Mammagialla.

L’operazione è stata portata a termine dai carabinieri di Vignanello insieme ai colleghi del nucleo operativo della compagnia di Civita Castellana. Le indagini dei militari, guidati dal maggiore Anna Patrono, sono scattate subito dopo che l’uomo è riuscito a raggiungere la propria abitazione e a dare l’allarme. Ieri mattina la svolta, con i due che sono stati identificati e poi accompagnati in caserma per essere ascoltati.

La loro difesa di fronte alle accuse non è stata sufficiente a giustificare la presenza di entrambi sugli stessi luoghi dell’aggredito. Le prove raccolte hanno portato a far scattare le manette nei confronti dei due. Da quanto è stato ricostruito dalla testimonianza del 60enne di Vignanello, al termine di una cena in un ristorantel’uomo  è stato avvicinato da due stranieri, dopo aver pagato il conto. I due gli hanno chiesto un passaggio per tornare a casa ma una volta saliti in auto, con le minacce hanno costretto il malcapitato a dirigersi in aperta campagna. Poi l’uomo è stato fatto scendere dalla macchina e immobilizzato con una cinta; dopo averlo colpito al volto i rapinatori gli hanno rubato soldi e telefonino.

Viterbo, lite per il traffico: professore dovrà risarcire netturbino con 2mila euro

di Marco Carta
Assolto dall’accusa penale come aveva già stabilito in primo grado il giudice di pace di Viterbo ma responsabile sotto l’aspetto civile. E dunque condannato a pagare 2mila euro di provvisionale (e 2.500 di spese), almeno per ora. Poi, in sede civile, potrebbe essere deciso un ulteriore risarcimento dei danni. Questa è la sentenza emessa dal giudice Silvia Mattei nei confronto di F. M., professore di ragionieria nel capoluogo all’epoca dei fatti (2011) e ora in pensione. L’uomo era accusato di aver colpito con un pugno all’occhio un netturbino, al culmine di una lite per banali ragioni di traffico.

Era di prima mattina, all’incrocio tra via IV Novembre e via Brenta. L’operatore ecologico stava guidando un mezzo del Cev e davanti a lui la Smart del professore non ripartì al verde del semaforo. Ne nacque una discussione, poi degenerata. L’autista fu soccorso da un collega di passaggio e trasportato a Belcolle, dove gli fu riscontrato un edema all’occhio. Dopo l’assoluzione del giudice di pace, il ricorso della Procura respinto dal giudice perché non si possono riformare sentenze di primo grado impugnate dall’accusa. E’ stata accolta, invece, la richiesta della parte civile (avvocato Luca Chiodi) sulla responsabilità civile.

Roma, rapina choc all’Anagnina, mamma e figlia picchiate a colpi di cacciaviti

Picchiate e colpite con cacciaviti e coltelli per rapinarle di una collana d’oro. È successo domenica a madre e figlia rom, 46 e 16 anni, assalite da quattro rom, due uomini e due donne, al mercato Anagnina. Le donne sono moglie e figlia di Najo Adzovic, ex delegato di Alemanno ai rapporti con i rom e vivono nel campo di via Salone. La loro famiglia è ben integrata nel tessuto sociale romano. «Si è trattato di un’aggressione vile di fronte a decine di italiani che non hanno mosso un dito per aiutarle e soccorrerle», dice. La moglie è stata curata e dimessa con una prognosi di 15 giorni, la figlia è ancora ricoverata al Policlinico Casilino.

«Sono molto spaventate e scioccate, difficilmente potranno dimenticare questa brutta esperienza. Queste persone che si comportano così vanno punite, disonorano tutti».
Uno degli aggressori, K. H., del campo della Barbuta, è stato denunciato a piede libero dai poliziotti del Commissariato Romanina. Gli agenti subito dopo il fatto erano andati alla Barbuta, accompagnati dalla 46enne, per cercare i responsabili. Solo uno è stato trovato e fermato nella circostanza, mentre gli altri tre sono riusciti a dileguarsi garzie alla protezione di alcune famiglie. Da tempo la situazione alla Barbuta è esplosiva. In questo campo ai confini con il comune di Ciampino, diversi container sono stati dati alle fiamme e uno dei capi-clan è finito al centro di un’inchiesta sul pizzo per l’occupazione dei moduli.

Viterbo, rapina una farmacia in centro minacciando di avere una pistola: arrestato

di Andrea Arena
La disperazione, o magari gli effetti dell’alcol. Questi potrebbero essere state le ragioni che hanno spinto un 50enne siciliano, a rapinare domenica sera la farmacia di piazza Fontana Grande, in pieno centro città. Erano quasi le otto di sera quando l’uomo è entrato nel negozio – che era di turno nel giorno festivo -, con la scusa di voler acquistare un farmaco. Invece ha minacciato le persone presenti facendo credere loro di avere una pistola in tasca. In realtà era il suo dito puntato dietro il tessuto della giacca. Quindi, il rapinatore si è impossessato di una somma di denaro – pare non ingente – e ha provato a scappare. Un cliente della farmacia lo ha inseguito, e lui ha lanciato i soldi in strada. Poi l’intervento degli agenti della Squadra volante della Polizia, e l’arresto.
Ieri mattina in tribunale, davanti al giudice Silvia Mattei, la convalida degli arresti. Col difensore, avvocato Carlo Mezzetti, che ha chiesto e ottenuto i termini a difesa: il processo è stato fissato per il 1 dicembre prossimo. Nel frattempo il rapinatore – che ha qualche vecchio precedente e che a Viterbo è senza fissa dimora e si appoggia a varie strutture di accoglienza – è stato rimesso in libertà con l’obbligo di firma, non avendo una residenza fissa. Avrebbe tentato di giustificare il suo gesto dicendo che era fuori di sé, ubriaco.

Viterbo, rapina una farmacia in centro minacciando di avere una pistola: arrestato

di Andrea Arena

La disperazione, o magari gli effetti dell’alcol. Questi potrebbero essere state le ragioni che hanno spinto un 50enne siciliano, a rapinare domenica sera la farmacia di piazza Fontana Grande, in pieno centro città. Erano quasi le otto di sera quando l’uomo è entrato nel negozio – che era di turno nel giorno festivo -, con la scusa di voler acquistare un farmaco. Invece ha minacciato le persone presenti facendo credere loro di avere una pistola in tasca. In realtà era il suo dito puntato dietro il tessuto della giacca. Quindi, il rapinatore si è impossessato di una somma di denaro – pare non ingente – e ha provato a scappare. Un cliente della farmacia lo ha inseguito, e lui ha lanciato i soldi in strada. Poi l’intervento degli agenti della Squadra volante della Polizia, e l’arresto.

Ieri mattina in tribunale, davanti al giudice Silvia Mattei, la convalida degli arresti. Col difensore, avvocato Carlo Mezzetti, che ha chiesto e ottenuto i termini a difesa: il processo è stato fissato per il 1 dicembre prossimo. Nel frattempo il rapinatore – che ha qualche vecchio precedente e che a Viterbo è senza fissa dimora e si appoggia a varie strutture di accoglienza – è stato rimesso in libertà con l’obbligo di firma, non avendo una residenza fissa. Avrebbe tentato di giustificare il suo gesto dicendo che era fuori di sé, ubriaco