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Vincenzo Pompeo Bava La nascita del Web: Correva l’anno 1991 il CERN pubblicava il primo sito Web della storia

La nascita del Web

Correva l’anno 1991, esattamente 25 anni fa, il CERN pubblicava il primo sito Web della storia, realizzato da Tim Berners-Lee.

http://info.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html” era l’indirizzo Web del portale precursore di un’era in cui Internet è diventato strumento fondamentale per la nostra vita quotidiana.

Quando Berners-Lee creò il primo sito web, “Internet” era un insieme di documenti statici, utilizzato quasi esclusivamente da organizzazioni di difesa e istituzioni accademiche.

L’idea originale fu quella di pubblicare documenti in formato elettronico, in modo da renderli facilmente trovati e condivisi, per migliorare la comunicazione e la collaborazione tra ricercatori.

“Dopo i primi anni in cui era stato usato solo dalla comunità scientifica, il 30 aprile 1993 il CERN decise di mettere il WWW a disposizione del pubblico rinunciando ad ogni diritto d’autore. La semplicità della tecnologia decretò un immediato successo: in pochi anni il WWW divenne la modalità più diffusa al mondo per inviare e ricevere dati su Internet, facendo nascere quella che oggi è nota come “era del web”. (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/World_Wide_Web)

Oltre un miliardo di siti Web risultano pubblicati su Internet a distanza di 25 anni da quel 6 Agosto 1991 e chi si occupa di realizzazione siti Web non può che festeggiare tale ricorrenza e ringraziare il Dott.Berners-Lee e il CERN per averci “regalato” il World Wide Web.

Il futuro del Web

star-trek-ipadCosa ci dobbiamo aspettare da Internet nei prossimi anni? Di sicuro sarà ancora protagonista indiscusso.

I primi anni del Web ci hanno portato a condividere solo documenti. Successivamente, grazie all’avvento dei Social Network, abbiamo cominciato a condividere stati personali, immagini, video, ecc…

In futuro potremmo aspettarci di condividere dati sempre più consistenti, creando un sistema in cui tutti possano attingere informazioni anche attraverso gli oggetti di utilizzo quotidiano e non solo da PC, Smartphone e Tablet. Faremo cose che fino a 25 anni fa potevano essere immaginate solo attraverso libri o film di fantascienza

Massimo Caputi lancia la App Cronista Digitale per tutti gli aspiranti tele-radio-web cronisti

Sarà disponibile, gratuitamente, su tutti i device Android e iOS.

Il giornalista: “Un’accademia virtuale, con nozioni e consigli utili, per avviare sé stessi oppure ripensarsi in un mestiere dal fascino irresistibile

Roma, 05.05.20 – È stata lanciata oggi, sulle piattaforme Android e iOS, la App Cronista Digitale. Fortemente voluta dal giornalista sportivo e volto noto della tv Massimo Caputi e progettata da IQUII, Digital Consulting Companyl’applicazione nasce come valido strumento per tutti i tele-radio-web cronisti che vorranno fare di questa passione la loro professione, oppure abbiano l’esigenza di ripensarsi all’interno dei new media.

La App Cronista Digitale mette a disposizione le basi della formazione giornalistico-sportiva in tutte le sue forme, dal giornale alla televisione, dalla radio all’informazione web. Particolare focus sarà dato anche alle fasi di preparazione delle partite da commentare, alla modulazione corretta della propria voce o ancora alla realizzazione di un servizio con gli highlights della gara.

Ogni sezione di Smart Learning avrà il suo corrispettivo podcast con la voce di Massimo Caputi, oltre a pagine di approfondimento con regole e consigli preziosi. Al termine di ogni modulo, infine, un quiz di valutazione, con domande a risposta multipla, verificherà l’apprendimento dell’utente.

Con questo progetto voglio trasmettere la mia esperienza ai tele-radio-web cronisti di domani, con suggerimenti tratti dalla mia lunga carriera di giornalista sportivo – afferma Massimo Caputi – Ho iniziato negli anni ’80 con le telecronache raccogliendo informazioni sui calciatori da almanacchi e album delle figurine. In questi anni sono entrato a far parte anch’io di una dimensione di comunicazione digitale, nuova e in continuo mutamento, imparando ad utilizzare i social network e a gestire i rapporti con i membri della mia community composta da coloro che, come me, amano il calcio”.

La App rientra all’interno del Progetto omonimo Cronista Digitale, ideato nel 2017 dallo stesso Massimo Caputi e DMTC, l’agenzia di PR e Media Relations guidata da Marco Del Checcolo. Dopo aver creato la piattaforma (https://www.massimocaputi.it/cronista-digitale/), ricca di contenuti, tra i quali i commenti alle tele-radiocronache degli aspiranti giornalisti, nel 2019 un terzo player è entrato a far parte del progetto: IQUII. L’agenzia di Digital Marketing, guidata da Fabio Lalli, ha lavorato insieme a DMTC al posizionamento digital di Caputi e alla progettazione della App.

Con il progetto Cronista Digitale, e in particolare con la App – continua Caputi – l’obiettivo è fornire a chi intraprende questa professione tutte le nozioni che ho imparato e perfezionato in questi anni in cabina di telecronaca, davanti al microfono della radio, davanti alla telecamera di uno studio televisivo o attraverso le pagine di un quotidiano. Dare vita ad un’accademia virtuale di aspiranti telecronisti per dare consigli, spronarli a migliorare mi ha sempre ispirato e mi auguro che la App Cronista Digitale possa essere un valido aiuto. Il prossimo step – conclude Caputi – sarà quello di realizzare un vero e proprio corso di formazione diretto dal sottoscritto con insegnanti qualificati in materia di giornalismo e digital communication”.

DMTC è fondata da giornalisti e predilige pertanto le forme di comunicazione che rispettino i mezzi di informazione. Forti di un posizionamento chiaro, definito nel settore Sport e sulla dimensione Italia, abbiamo trovato in IQUII un partner naturale, profondo conoscitore delle tecnologie e delle più avanzate formule di marketing digitale. I valori di Massimo sono i valori che verranno trasmessi alla nascitura Community” dichiara Marco Del Checcolo.

Mentre Fabio Lalli, Chief Business & Innovation Officier IQUII, ha aggiunto: “La grande sfida affrontata con Massimo Caputi è stata quella di riconoscere e applicare modelli nuovi nel campo della formazione, elaborando una soluzione in linea con le nuove norme di social distancing e con i nuovi bisogni degli appassionati del mondo dello sport offrendo la possibilità, a chiunque, di entrare a stretto contatto con il know-how del Cronista Digitale attraverso una formazione nuova, in Smart Learning. Con l’app, vogliamo valorizzare il talento di Caputi e rafforzare il suo rapporto con la Community, e farlo con gli strumenti di domani, anticipando i tempi e le tendenze”.

L’applicazione, disponibile per iOS e Android, è scaricabile ai seguenti link:

iOS: https://bit.ly/CronistaDigitaleIOS

Android: https://bit.ly/CronistaDigitaleAndroid

Coronavirus 250 milioni di spam ogni giorno per il coronavirus

Ogni giorno Gmail, il servizio di posta elettronica targato Google blocca più di 100 milioni di e-mail di phishing, quella particolare truffa informatica effettuata inviando un messaggio di posta elettronica con il logo contraffatto di un istituto di credito o di una società di commercio elettronico, in cui si invita il destinatario a fornire dati riservati, tra cui numero di carta di credito e password di accesso al servizio di home banking, motivando tale richiesta con ragioni di ordine tecnico. In particolare, come emerge da una nota ufficiale di Big G, durante l’ultima settimana, sono state 18 milioni le e-mail quotidiane di malware e phishing relative a Covid-19 bloccate, dato che si va a sommare agli oltre 240 milioni di messaggi spam quotidiani correlati al nuovo coronavirus che cercano di truffare gli utenti. “I nostri modelli si sono evoluti per comprendere e filtrare queste minacce e continuiamo a impedire a oltre il 99,9% di spam, phishing e malware di raggiungere i nostri utenti”, dicono da Google.

Un esempio di truffa informatica
Gli attacchi di phishing e le truffe che stanno monitorando in questo periodo gli esperti, dunque, si basano sull’attualità e sono strettamente legate alla pandemia in atto. Infatti moltissimi di questi messaggi fraudolenti fanno leva sia sulla paura degli utenti sia sugli incentivi economici da devolvere ad enti che si occupano di gestire l’emergenza. Come si legge ancora nel comunicato di Google, tra gli esempi più comuni ci sono mail che fingono di avere come mittente un funzionario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e mirano a infettare con malware il dispositivo del destinatario, oppure a farsi inviare una donazione. Oltre a bloccare questi messaggi di posta elettronica, gli esperti informatici hanno comunicato di lavorare a stretto contatto con questi enti, come l’OMS, cercando di rendere sempre più difficile agli hacker la possibilità di utilizzare il dominio who.int, impedendo così alle e-mail dannose di raggiungere la posta in arrivo del destinatario, garantendo però quella che viene definita “comunicazione legittima”.

Come interviene Google
L’azione di controllo, comunque, procede sui normali standard che sono stati solamente implementati in questo periodo. “Abbiamo predisposto un monitoraggio proattivo per malware e phishing correlati a Covid-19 tra i nostri sistemi e flussi di lavoro. In molti casi, queste minacce non sono nuove, ma piuttosto sono campagne di malware esistenti che sono state semplicemente aggiornate per sfruttare la maggiore attenzione sul coronavirus”, si legge nella nota di Google. Infatti, non appena viene identificata una minaccia, gli esperti la aggiungono all’API (Application Programming Interface, un insieme di procedure destinate all’espletamento di un dato compito). di navigazione sicura, che protegge gli utenti su browser come Chrome, su Gmail e su tutti gli altri prodotti integrati. Tale sistema “aiuta a proteggere oltre quattro miliardi di dispositivi ogni giorno mostrando avvisi agli utenti quando tentano di navigare in siti pericolosi o scaricare file pericolosi”, dicono ancora gli esperti del colosso di Mountain View.

 

L’emergenza Coronavirus è a due passi: Milano nasce Human Technopole per la ricerca

MILANO. L’emergenza Coronavirus è a due passi. E, nonostante tutto, ancora in fase acuta. Ma, nonostante la contingenza non sia ideale per chi intende bruciare i tempi, il lavoro per completare il più grande polo di ricerca alle porte di Milano va avanti. «Mai come in questi giorni stiamo imparando quanto sia fondamentale mettere scienziati e ricercatori nelle condizioni di poter fare il proprio meglio», afferma Marco Simoni, presidente della Fondazione Human Technopole: la guida amministrativa dell’istituto di ricerca che entro il 2023 occuperà trentamila metri quadri sui terreni occupati nel 2015 per Expo. I cantieri, al momento, sono fermi. Ma non appena potranno riaprire, partirà la costruzione dell’edificio più grande del campus, accanto a Palazzo Italia.

Come sarà il nuovo palazzo della ricerca?
Dieci piani di altezza, oltre 16.500 metri quadri esclusivamente dedicati a laboratori per la ricerca scientifica, aule e spazi formativi. A corredo, anche tanto verde: diffuso tra i tremila metri quadri di terrazze, giardini pensili e spazi esterni. Saranno queste le caratteristiche del nucleo centrale del campus Human Technopole, il cuore pulsante di una struttura che, una volta al completo, ospiterà sette centri di ricerca e quattro strutture di supporto. Il tutto sotto l’egida di Ian Mattaj, lo scienziato scozzese scelto per guidare il polo che, a regime, lavorerà su progetti di genomica, big data, invecchiamento e nutrizione. Il cuore di questo «hub» dovrebbe essere pronto entro l’estate del 2023. Al suo interno troveranno posto laboratori di biochimica e biologia molecolare, strumentazioni scientifiche d’avanguardia e fino a 800 postazioni di lavoro per ricercatori. I primi nove piani saranno dedicati ai laboratori e agli uffici amministrativi, mentre all’ultimo troveranno posto zone ristoro, aule, sale riunioni, uffici e le terrazze con accesso alla copertura verde. «Qui verrà formata una nuova generazione di ricercatori – ha spiegato Mattaj, nel corso della conferenza stampa virtuale organizzata per far cadere i veli sul progetto -. Sarà la principale sede dei nostri laboratori, in cui lavoreranno scienziati con competenze diverse». Anche, eventualmente, di altre istituzioni italiane ed europee, nel segno della piena collaborazione.

A Milano nasce Human Technopole, il nuovo palazzo della ricerca

Un’opera da oltre 90 milioni di euro
La costruzione di quello che può essere definito il centro di gravità dello Human Technopole arriverà a costare oltre 90 milioni di euro. Il concorso internazionale per affidare i lavori, lanciato nel 2019 e gestito da Arexpo (la società incaricata di guidare la rigenerazione dell’area Expo in un distretto di innovazione tecnologica, scientifica e digitale), ha registrato la presentazione di 31 progetti (anonimi). Dopo una prima scrematura, si è arrivati a sette: alla fine a spuntarla è stato lo studio architettura Piuarch. «La sede è stata progettata come luogo d’incontro, al fine di interconnettere funzioni pubbliche e di ricerca – ha dichiarato Monica Tricario, una delle fondatrici di Piuarch: già protagonista di riqualificazioni sul territorio, da Mecenate a Porta Nuova -. Verrà fuori uno spazio fluido e adattabile a seconda delle esigenze». L’edificio sarà costituito da due volumi, tra i quali rimarrà un grande spazio verde: il vero cuore della struttura. «Soprattutto in questo momento, quello di Human Technopole è un progetto emblematico per l’intero Paese», ha concluso Giovanni Azzone, presidente di Arexpo.  «Vogliamo che diventi il simbolo di un’Italia che guarda al futuro». Nonostante tutto.

Twitter@fabioditodaro

Enea, biopesticidi hi-tech per “silenziare” i geni degli insetti dannosi

Allo studio l’impatto ambientale dei biopesticidi di nuova generazione in grado di “silenziare” specifici geni degli insetti che causano danni alle coltivazioni. Condotta nell’ambito del progetto europeo “iPlanta”, coordinato dall’Università Politecnica delle Marche, la ricerca del Centro Enea di Trisaia, in Basilicata, prevede test sull’interazione tra gli insetti trattati con l’innovativo biopesticida e i loro predatori naturali utilizzati nella lotta integrata, che è un tipo di agricoltura caratterizzato da una drastica riduzione di fitofarmaci. “Questa tipologia di biopesticidi presenta diversi vantaggi: prima di tutto agisce in modo mirato su poche specie di insetti, in particolare i coleotteri, e garantisce una bassa persistenza nell’ambiente naturale, oltre a minori rischi per gli agricoltori”, spiega il ricercatore Enea Salvatore Arpaia, uno dei due referenti italiani del progetto. Questi nuovi bioinsetticidi sono basati sulla tecnica detta RNAi (RNA-interferente), che sfrutta un meccanismo naturale presente in organismi vegetali e animali per portare alla perdita di funzionalità di un gene bersaglio, fondamentale per la sopravvivenza o la fertilità dell’insetto.

Da uomo a cyborg? Basta la melanina

ROMA Siamo vicini ai cyborg misti uomo-robot? Non esattamente, ma un altro passo assolutamente decisivo in questa direzione è stato fatto. Qualcosa – per restare in un ambito più concreto e meno controverso – che potrà prestissimo avere importanti applicazioni nella medicina. Infatti già abbiamo nei corpi umani dei dispositivi bio-meccanici e bio-elettronici, dal pacemaker ad altre realtà. Ma essi sono ancora realizzati in materiali estranei al corpo e che come tali danno problemi. Il metallo ad esempio a contatto con le cellule lascia comunque una piccola cicatrice. A volte tali meccanismi vengono rivestiti con altri materiali appositi, per minimizzare i danni, ma anche questo ha delle controindicazioni.

La capacità conduttiva

Ma ora la soluzione potrebbe essere – letteralmente – a portata di mano, e la svolta è italiana, anzi napoletana. Un gruppo di ricercatori napoletani infatti ha dimostrato la capacità conduttiva della melanina, per cui sarà possibile realizzare meccanismi che trasmettano impulsi elettrici nel corpo “fabbricandoli” con la pelle umana. “Ci sono tutta una serie di motivi – dice a Metro il dottor Alessandro Pezzella dell’Università di Napoli, autore della ricerca con il dottor Paolo Tassini dell’Enea – per cui è importante avere materiali in grado di trasferire impulsi elettrici verso una realtà biologica.  Un esempio è il pacemaker, ma esistono dispositivi di lettura elettrica intercranica, letture dei potenziali elettrici intercellulari, fino alla recente invenzione di una sinapsi artificiale. La problematica principale è la reazione dei tessuti all’elettrodo. La reazione più comune è una reazione fibrotica. Se invece si potesse usare materiale organico comincerebbe tutta un’altra storia. Per questo le ricerche sulla melanina hanno una storia lunga, ma finora si era concluso che aveva basse capacità di condurre elettricità”.

Approccio capovolto

Ma proprio con questa ricerca italiana tutto è cambiato, e si è arrivati a un nuovo inizio. Come è stato possibile? “Noi – continua Pezzella – abbiamo capovolto l’approccio. Invece di individuare come sempre nell’acqua il fattore incrementante della conduzione elettrica, abbiamo eliminato l’acqua sotto vuoto, e abbiamo scoperto che la melanina in quelle circostanze subisce una riorganizzazione strutturale per la quale aumenta moltissimo la conducibilità elettronica. Questo apre alla possibilità di usare la sostanza naturale della melanina come interfaccia della comunicazione di stimoli elettrici da e per le cellule. Così diventa davvero più concreta l’entrata nel mondo della bioelettronica, del cyborg, dell’interfaccia uomo-macchina. Qualcosa che può dare una svolta in molti ambiti medici, a partire ad esempio da malattie come il Parkinson. Questa elettronica riassorbibile, e volendo biodegradabile (persino programmando in anticipo la tempistica del ciclo vitale del meccanismo) chiude il ciclo in senso virtuoso”.

Made in Napoli

È un risultato di enorme livello internazionale, e i ricercatori ci tengono a sottolineare come sia “made in Napoli”. “Aver studiato questo fenomeno in Italia è n risultato di grande soddisfazione, e ancor di più per l’area di ricerca napoletana, la quale dimostra ancora una volta il suo valore su cui investire nonostante le difficoltà, e in più rinnova una tradizione che nel campo degli studi sulla pelle ha una secolare tradizione all’avanguardia nel mondo”. Basti infine ricordare che la melanina esiste in grandi quantità in tutti i corpi umani, ed è ad esempio quella che dà il colore nero a occhi e capelli (ma ce l’hanno tutti, anche chi ha colori diversi), ed è diffusa nella pelle, dove i nei sono appunto accumuli di melanina. Anche se adesso per questi studi essa viene sintetizzata in laboratorio a partire dal suo precursore, perché è persino più semplice che prenderla dal corpo umano. Che ancora una volta si dimostra la miglior macchina esistente.

fonte:http://www.metronews.it/19/03/26/da-uomo-cyborg-basta-la-melanina.html

OSVALDO BALDACCI

Non solo streaming. Tv, news, carta di credito, videogame: ecco le nuove sfide di Apple

BENVENUTI nella nuova offerta Apple, che va dall’informazione ai pagamenti. La prima novità tra le tante presentate allo Steve Jobs Theatre, in California, dà la dimensione della rivoluzione in corso a Cupertino: è Apple News+ che offre ai nuovi lettori digitali ben 300 magazine in un’edicola digitale di tutto rispetto, oltre ad alcuni quotidiani, come il Los Angeles Times e il Wall Street Journal, e alcuni dei principali servizi di informazione online. I magazine sono disegnati per poter essere visti negli iPhone e negli iPad nella maniera migliore, il design è pensato per i device, hanno in alcuni casi le copertine animate, le foto in alta risoluzione e una grafica adatta ai diversi formati. Apple News+ non si limita a offrire testate giornalistiche complete, ma ha anche un esercito di curatori che sceglie le storie e le notizie da proporre ai lettori e ovviamente ha anche degli algoritmi di personalizzazione per proporre storie rilevanti a chi legge.

Apple Card: paghi con l’iPhone

La seconda novità, tutt’altro che piccola, è la Apple Card, ovvero la “reinvenzione” della carta di credito: la card è integrata con iPhone, offre un servizio di supporto immediato, il cashback, offerte e promozioni, nessuna firma, nessuna scadenza, nessun codice, puntuali report sulla situazione finanziaria. Apple la propone in partnership con Goldman Sachs, e la si appoggerà sul circuito MasterCard, per essere subito accettata dagli esercenti di tutto il mondo.

I videogame di Apple Arcade

Poi arriva (in autunno) Apple Arcade, per portare il live gaming nelle tasche, oltre che nelle case, dei possessori di device Apple e quindi l’attesissimo annuncio su cinema e tv: la nuova Apple Tv+ App, che gira su tutti idevice di Cupertino ma anche, ed è questa la notizia principale, come app per smart tv, uscendo quindi dall’universo delle macchine con la Mela. Apple Tv+ offre tutto quello che Tim Cook è riuscito a mettere insieme, e non è poco: “tutte le nuove uscite cinematografiche”, dicono dal palco, ma anche un grandissimo catalogo di film del passato, molti canali accessibili solo via cavo o satellite, e i servizi di altre piattaforme, come Hulu, PlaystationVue o Amazon Prime Video. Oltre alla nuova feature “Apple tv channels” che permette di vedere molti altri canali, pagando solo per quello che voglio vedere, – tutto on demand – con Hbo, Showtime, Starz, Cbs All access, Mubi, e molti altri, con un sistema di editor che scelgono e consigliano gli utenti oltre all’immancabile machine learningche impara dalle nostra abitudini e ci offre suggerimenti dedicati.

La nuova applicazione sarà disponibile per Apple TV, iPad, iPhone, con supporto al 4K ma anche su le tv Samsung, LG, Sony e sui device Amazon e Roku. Il lancio è previsto per maggio, in dieci Paesi, ma arriverà in oltre cento nei prossimi mesi. E sarà anche su macOs entro l’autunno.

Film e fiction: Apple Tv+, il catalogo è questo

Ma non basta, Cook presenta Apple Tv+, un nuovo servizio dedicato “alle più belle storie mai raccontate”, dicono dal palco, realizzato mettendo insieme dei grandi storytellers: Steven Spielberg, Sofia Coppola, Ron Howard, Jennifer Aniston attori, sceneggiatori, registi, una buona parte di Hollywood ha morsicato la mela e scelto di lavorare con Cook a un nuovo servizio. Sale sul palco Steven Spielberg, presenta il progetto di “Amazing Stories”, una serie ‘fantascientifica’ che aveva già avuto una seconda vita per merito di Spielberg qualche anno fa; dopo di lui arrivano le biondissime Jennifer Aniston e Reese Whiterspoon, con “The morning show”, vengono raggiunte da Steve Carell, un trio davvero notevole per una serie che cercherà di raccontare i rapporti tra uomini e donne e l’America di oggi. E l’elenco si allunga: sono gli show originali prodotti da Apple, la chiave di volta per combattere il colosso Netflix sul suo stesso terreno, sapendo bene che è sui contenuti creati appositamente per la piattaforma che l’azienda di Tim Cook può sperare di conquistare non solo una fetta di pubblico più ampia ma, soprattutto, pensare a come ‘reinventare’ il cinema nel prossimo futuro, strada che Netflix ha già intrapreso con le sue serie interattive.

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inRead invented by Teads

C’è una nuova serie con Jason Momoa Alfre Woodward per “Horizon Zero Dawn”, poi sale in scena un comedian Kumai Najiani, e c’è qualcosa anche per bambini, perché sul palco ci sono anche i pupazzi di Sesame Street, con uno show totalmente nuovo, un ‘pre-school show’ in cui il centro è il coding, la capacità di scrivere linee di codice per realizzare programmi e app. Ma c’è spazio per qualche altro annuncio, quello di “Little Voice”, con J.J. Abrams Sara Bareilles in scena e quest’ultima pronta a cantare dal vivo la canzone tema della serie.

L’elenco delle star hollywoodiane coinvolte nel progetto è veramente lungo, anche perché le serie che occuperanno la programmazione al lancio, in 100 paesi, in autunno, dovranno garantire non solo la partenza del servizio ma anche il proseguimento dell’operazione, con una grande quantità di materiale non solo americano, dunque, ma studiato e realizzato in diversi paesi, così come fa Netflix. Il ‘colpo grosso’, per quello che riguarda il mercato televisivo anglosassone e in particolare quello americano è il coinvolgimento di Oprah Winfrey, la indiscussa stella della tv statunitense, che approda a Cupertino.

Così Apple punta su privacy e sicurezza

Reinventare, non inventare. La parola d’ordine di Apple è questa. E non è una parola d’ordine casuale, ma il ‘core business’ dell’azienda. E dato che Apple è un’azienda digitale e che nel mondo binario ogni bit è uguale all’altro, sia che si tratta di un bit di denaro digitale, un bit, di musica, di informazione, di spettacolo, o di qualsiasi altra cosa al mondo, Apple può, se vuole, reinventarla. Così oggi la Apple ha presentato le sue nuove reinvenzioni. Magazine, edicole, carte di credito, cinema e tv e via discorrendo. Un altro passo nel nuovo mondo, applecentrico, basato sui suoi device, smartphone, tablet, orologi, pod di ogni ordine e grado, dove tutto quello che si faceva prima si fa in un altro modo. Un mondo che non ha difetti, se non uno, quello di funzionare unicamente nel mondo Apple. E’ un giardino chiuso, che ha poche e ben controllate porte verso l’esterno, perché Apple non vuole correre rischi. Non tracciare i lettori, il wallet più sicuro del mondo, la più volte affermata volontà di non condividere i dati degli utenti con altre aziende per necessità di marketing: Apple punta su privacy e sicurezza per dire, chiaro e tondo, che con Facebook e le sue logiche non c’è parentela, che con Google e i suoi sistemi di ‘personalizzazione’ non vuole avere a che fare.

Focus dei commercialisti sulla “Blockchain”

NAPOLI – “Tecnologie Innovative applicate ai sistemi aziendali: “Blockchain” aspetti organizzativi, legali e comunicativi” è il tema del forum organizzato dalla Fiddoc (Federazione Italiana Donne Dottori Commercialisti) con il patrocinio del Comune di Napoli, nell’ambito della Rassegna Marzo Donna 2019  sul tema “Se tutte le Donne del mondo…”, che si è svolto nella sala conferenze dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta

E’ un evento dedicato all’applicazione della nuova tecnologia “Blockchain” che si sta diffondendo in diversi settori, da quello assicurativo a quello legale che ha indotto il legislatore italiano, uno dei primi in Europa, ad intervenire con il Decreto Semplificazioni 2019 per stabilire una prima regolamentazione al fenomeno.

L’approccio delle donne alle nuove tecnologie  deve essere considerato una diversa prospettiva da cui guardare allo sviluppo – ha sostenuto Moretta – che può rivelarsi determinante per risvegliare la coscienza critica di uomini e donne nei confronti della tecnologia, proponendo nuovi percorsi e adottando nuovi linguaggi più centrati sulle relazioni umane, sulla qualità della vita e sulla critica “all’innovazione a tutti i costi.

Per Antonella La Porta, numero uno della Fiddoc “nella lotta per la definizione, la progettazione e le modalità d’uso della tecnologia, il ruolo delle donne è stato spesso messo da parte e questo ci ha confermato quanto, non solo la distribuzione delle risorse e del potere tenda ancora ad escludere il genere femminile, ma anche quanto la cultura della tecnologia si sia formata su specifici interessi, modelli e punti di vista di genere”.

Le tecnologie possono diventare fonte di nuovi rischi di discriminazione per le donne – ha evidenziato – Bianca Bosco, segretario della Fiddoc – ma, perdendo le donne, le stesse tecnologie si escludono da un contributo che sicuramente apporterebbe valore e contenuti più ampi allo sviluppo degli artefatti. Le tecnologie prodotte riflettono il punto di vista della cultura in cui si sviluppano e possono per questo portare a gravi forme di discriminazione non solo rispetto al genere, ma anche rispetto a classe, etnia e razza”.

“Le nuove tecnologie si sono sviluppate all’interno di un preciso contesto sociale, storico, economico e culturale e sono per questo attraversate da modelli sociali, stereotipi e pregiudizi. In questo processo – ha osservato Vincenzo Tiby, consigliere dell’Odcec di Napoli –  è particolarmente influente il sistema di genere nella misura in cui pervade, con le sue differenze e asimmetrie, l’intera vita sociale: l’universo della tecnologia ne porta necessariamente l’impronta. Proprio per questa stretta interdipendenza tra tecnologia, società e genere, esaminare il rapporto delle donne con le nuove tecnologie ci consente di studiare un particolare spaccato della condizione femminile nella società contemporanea”.

Sono intervenuti al dibattito Antonio Tafuri (presidente COA Napoli), Maurizio Bianco  (consigliere Ordine avvocati di Napoli), Roberto Vona (direttore del Dipartimento di Economia, Managment, Istituzioni  dell’Università Federico II di Napoli), Felice Balsamo (coordinatore del gruppo di lavoro Napoli Blockchain), Achille Aurora (consulente IT – Blockchain), Rocco Agrifoglio (ricercatore di Organizzazione Aziendale presso l’Università degli Studi di Napoli Parthenope,) Claudio Ciotola (presidente dell’Associazione Giornalisti Flegrei) e Raffaella Papa  (Presidente “Spazio alla Responsabilità”).

Come mandare messaggi dal computer (e come leggerli)

Mandare messaggi dal computer è una comodità, in particolare per chi passa molte ore davanti allo schermo. Ecco come inviarli e come leggerli facilmente.

Mandare messaggi dal computer, e più in generale poter controllare tutte le nostre chat e i sistemi di messaggistica senza dover guardare lo schermo dello smartphone ogni due minuti è senza dubbio una comodità.

Fino a poco tempo fa era qualcosa di riservato ad esperti e appassionati di tecnologia, visto che richiedeva complicate configurazioni o programmi costosi. Oggi per fortuna possiamo leggere e inviare messaggi dal computer senza fatica e in modo semplice, collegando il nostro telefono al computer. Ecco come fare.

Android Messages è la soluzione integrata di Android per inviare SMS dal computer

Se il nostro smartphone ha un sistema operativo Android il modo più semplice e immediato per inviare SMS dal PC è Android Messages. Si tratta dello strumento predefinito per la messaggistica su Android.

Android Messaggi attivazione

Il funzionamento è davvero semplice. Android Messages infatti funziona direttamente dal browser. Per scrivere e leggere sms da pc è sufficiente collegarsi al sito Android Messages, messages.android.com e seguire le istruzioni per collegare il cellulare al PC.

iMessage permette di inviare e leggere gli SMS fra iPhone e Mac

Come Sappiamo, Apple non permette l’uso di client alternativi per gli SMS, ma questo piccolo limite ha un grande vantaggio. Infatti la App predefinita dispone di una funzione integrata di sincronizzazione via Cloud, che ci permette già di inviare e ricevere messaggi attraverso il nostro Mac attraverso la app di messaggistica integrata.

come mandare messaggi dal mac iphone
Fonte foto: pixabay.com/it/photos/iphone-smartphone-telefono-cellulare-2618717/

L’unica cosa che dobbiamo fare perché tutto funzioni è attivare iCloud Sync sul nostro iPhone. Per farlo apriamo le Impostazioni, selezioniamo il nostro account, apriamo iCloud e attiviamo i Messaggi. Naturalmente il Mac che usiamo deve essere collegato alla stessa Id Apple.

Pushbullet, la soluzione di terze parti che permette (anche) di inviare SMS

Abbiamo già parlato di Pushbullet come comodo strumento per trasferire file da Android a Mac. Per la verità questo servizio ci permette di collegare numerosi servizi del nostro smartphone al computer, sia se questo usa Windows sia se usa il sistema operativo di casa Apple.

Trasferire file pushbullet

Fra le diverse funzioni disponibili, c’è anche quella che ci mostra gli SMS che riceviamo e ci permette di rispondere rapidamente

Inviare messaggi dal computer, praticamente tutte le App hanno una versione Web

Gli SMS hanno ancora un loro margine di utilizzo, ma ormai sappiamo tutti che il grosso dei messaggi si scambia attraverso le App dedicate. La buona notizia è che praticamente tutte hanno il proprio sistema “Web” che ci permette di inviare e ricevere i messaggi direttamente dal PC. O, per essere più precisi, da qualsiasi dispositivo che sia in grado di far girare un browser.

Il meccanismo è sempre lo stesso: ci colleghiamo alla pagina del servizio Web, poi effettuiamo l’accesso con il nostro account (oppure colleghiamo il nostro telefono seguendo le istruzioni). In pochi secondi potremo scambiare messaggi e conversazioni direttamente dal browser. Ecco gli indirizzi per collegarsi a tutti i principali sistemi di messaggistica via Web.

ServizioIndirizzo
WhatsAppweb.whatsapp.com
Telegramweb.telegram.org
Facebook Messengermessenger.com
Skypeweb.skype.com
WeChatweb.wechat.com

Oggi il internet compie Trent’anni: e da qui il nuovo mondo

Al CERN di Ginevra un’idea che ci avrebbe cambiato la vita: ne parliamo con il filosofo Maurizio Ferraris – SONDAGGIO

Trent’anni fa nasceva al CERN di Gineva un’idea che ci avrebbe cambiato la vita: il web. Frutto delle menti di un ricercatore inglese, Tim Berners-Lee e di un suo collega belga, Robert Caillou, che volevano migliorare il sistema di comunicazione tra scienziati, il World Wide Web oggi mette a disposizione di tutti (o meglio: di tutte le persone connesse online) un immenso spazio elettronico che ha ampliato in maniera impressionante i nostri orizzonti di conoscenza e di esplorazione, diventando parte integrante delle nostre esistenze. Ne parliamo con il filosofo Maurizio Ferraris, professore ordinario di filosofia teoretica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino.