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Coronavirus miete oltre 100mila vittime in tutta Europa. Migliora leggermente in Spagna la situazione

Secondo i dati della Johns Hopkins University, il numero di morti in Europa ha superato quota 100mila. Quasi due terzi delle vittime mondiali, il nostro è il continente più colpito dalla pandemia. L’Italia con oltre 23.000 e in Spagna  con più di 20.000,  sono i paesi europei col maggior numero di vittime.

La Spagna ha registrato 410 decessi da coronavirus nelle ultime 24 ore, un bilancio che porta il totale a 20.453: lo ha reso noto il governo, secondo quanto riporta El Pais. L’aumento giornaliero scende così sotto quota 500 per la prima volta dal 24 marzo scorso, quando il bilancio dei decessi in 24 ore superò questa soglia con un balzo di 514 vittime rispetto al giorno precedente. Intanto, il numero dei casi è salito a quota 195.944, pari a un incremento di 4.218 contagi rispetto a ieri. Le persone guarite finora sono 77.357. Il premier  Pedro Sanchez ha deciso di prolungare le misure di lockdown fino al 9 maggio.

L’annuncio è arrivato dopo che si sono superate le 20 mila vittime.  La Germania si avvicina ai 4300 morti per l’epidemia di coronavirus. L’ultimo bilancio registra un totale di 4.289 decessi e 140mila contagi. La Gran Bretagna non pensa di allentare il lockdown anti-coronavirus in vigore da quattro settimane alla luce dell’aumento “profondamente preoccupante” delle vittime. Lo ha detto il ministro per il gabinetto di governo Michael Gove, smentendo le indiscrezioni del sito Buzzfeed secondo cui l’esecutivo di Londra starebbe pensando a una graduale revoca delle restrizioni. “I fatti e i pareri al momento sono molto chiari: non dobbiamo pensare ancora ad allentare le restrizioni” ha detto Gove a Sky News.

Le vittime ufficiali del coronavirus negli ospedali britannici sono 15.464 con una crescita di oltre 800 negli ultimi tre giorni. Altre 2.500 persone sono morte nelle case di riposo nelle settimana al 13 aprile. “Una delle cose profondamente preoccupanti è  l’alto livello dei decessi” ha detto Gove. Hanno superato quota 19.000 i morti per coronavirus in Francia dall’inizio dell’epidemia, (dati di ieri) contando gli ospedali, gli ospizi e gli istituti per disabili. Ieri sera i decessi – aveva reso noto la Direzione della Sanità – erano in tutto 19.323, con un aumento di 642 unità.

coronaviru: La Spagna conta oltre 13.798 vittime.

Il numero delle vittime del coronavirus in Spagna è salito a 13.798 rispetto ai 13.055 di ieri. Si registrano quindi 743 nuovi decessi nelle ultime 24 ore. Lo ha annunciato il ministero della Salute spagnolo. La Svezia registra oltre 100 morti in un giorno legate al coronavirus.

Lo comunicano le autorità sanitarie. Finora la Svezia ha mantenuto una strategia del “tutto aperto”, ma a fronte di un aumento dei contagi e soprattutto dei morti, potrebbe presto allinearsi agli altri Paesi imponendo blocchi.  Francia non ha ancora raggiunto il picco dell’epidemia di Covid-19, lo ha detto il ministro della sanità Olivier Veran intervistato da BFM Tv. “Siamo ancora nella fase di peggioramento dell’epidemia” ha detto Veran che ha spiegato che le misure di contenimento dureranno finché servira’.

Ieri la Francia ha avuto la sua giornata peggiore, con 833 morti nelle 24 ore contro i 518 del giorno prima. La Francia ha registrato 98.984 casi accertati e 8.911 morti, secondo i dati della Johns Hopkins University, che la mettono al quinto posto per numero di contagiati e al quarto per numero di decessi. La Germania ha registrato altri 3.834 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, aggiornando il bilancio complessivo a 99.225 persone infettate. Lo riferisce l’agenzia Reuters. Le vittime nel Paese per il Covid-19 sono in totale 1.607. Oltre 50mila morti in Europa La Bbc ha pubblicato una classifica dei Paesi in grado di riemergere più velocemente dalla crisi economica provocata dalla pandemia del Covid-19. Tra questi (130 in tutto ) al primo posto c’è la Norvegia, seguita da Danimarca, Svizzera e Germania, mentre l’Italia è al 31esimo posto.

Coronavirus, la Spagna supera di gran lunga l’Italia. Sanchez: Giorni durissimi ma ce la dobbiamo fare

La Spagna ha superato l’Italia per numero di contagi da coronavirus. Sono 124.736 i casi registrati nel Paese iberico contro i 124.632  rilevati fino a oggi in Italia.

Il premier spagnolo, Pedro Sanchez, ha annunciato in un video la decisione di prorogare di due settimane le misure di confinamento per frenare la diffusione del Covid-19. “Dobbiamo mantenere le misure per altre due settimane. Capisco quanto sia difficile prolungare questo sforzo per altre due settimane. Isolarsi nelle nostre case. In questi giorni mette alla prova la nostra serenità”. “Questi sono i giorni più difficili della nostra vita. Dopo queste settimane che sono sembrate eterne, abbiamo diverse nuove certezze, perché stiamo conoscendo l’avversario: abbiamo una prima linea di difesa competente e sensibile, compatrioti che difendono ogni vita e celebrano ogni vita. In secondo luogo, in ognuno di noi, la certezza che esiste una riserva di energia e solidarietà”, ha aggiunto

Con un totale di 46.033 morti e 627.203 casi confermati, l’Europa è il continente più colpito. Italia (15.362 morti) Spagna (11.744) Francia (7.560) e Regno Unito (4.313) sono i Paesi con più vittime.

Emergenza Coronavirus Arriva La Nato in soccorso della Spagna

Come riposato sul foglio  la richiesta di Italia e Spagna di attivare il meccanismo europeo di protezione civile per l’emergenza coronavirus non ha avuto successo. Il sostegno ai due paesi nella gestione della pandemia pare, invece, “maggiore nell’Alleanza atlantica”. È quanto sostiene il quotidiano “Franfkurter Allgemeine Zeitung”, secondo cui Italia e Spagna hanno ricevuto “aiuti dall’Europa, non attraverso l’Ue, ma attraverso la Nato”. La Repubblica ceca ha inviato apparecchiature mediche in entrambi sia in Italia sia in Spagna. Intanto, il comando della Nato pianifica altre nove operazioni per la consegna di aiuti agli Stati colpiti dalla pandemia, tra cui Montenegro e Macedonia del Nord, nonché ai paesi partner Ucraina e Moldavia.

Come nota la “Frankfuter Allgemeine Zeitung”, “tutti, come Italia e Spagna, hanno attivato il meccanismo di protezione civile dell’Alleanza atlantica e hanno chiesto aiuto agli Stati parte. Si tratta di “uno strumento della NATO poco conosciuto”: il Centro di coordinamento delle risposte alle catastrofi euro-atlantiche (Eadrcc), istituito nel 1998 nell’ambito del Consiglio di partenariato euro-atlantico.

L’Eadrcc riunisce tutti i paesi della Nato e gli Stati già parte del Patto di Varsavia, compresa la Russia, nonché diversi neutrali. Tutti gli Stati partecipanti possono chiedere aiuto agli altri in caso di catastrofe. I paesi che desiderano intervenire si rivolgono all’Eadrcc, che funge da piattaforma, coordina gli aiuti e ne organizza il trasporto. Il 23 marzo scorso, è stata l’Ucraina a richiedere il sostegno dell’Eadrcc. La Spagna ha attivato il meccanismo nella giornata seguente, chiedendo la fornitura di 150 mila tute mediche, quasi due milioni di maschere di protezione, 500 mila test diagnostici, 500 macchinari per la respirazione artificiale e altro materiale sanitario.

“L’elenco che il ministero della Difesa italiano ha inviato all’Eadrcc a metà della scorsa settimana è ancora più ampio”, evidenzia la “Franfkurter Allgemeine Zeitung”. Le richieste comprendono, tra l’altro, 300 milioni di guanti monouso, circa due miliardi di maschere protettive e 58 mila dispositivi per la respirazione artificiale come quelli utilizzati nelle unità di terapia intensiv. Tutto materiale che, secondo la “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, la Nato “non sarà mai in grado di fornire”.

Catalogna, raid della Guardia Civile spagnola, 12 arresti. Proteste in strada

Cresce la tensione in vista del referendum del 1 ottobre, ritenuto illegale da Madrid. Tra gli arrestati anche il segretario generale dell’economia del governo catalano. La Generalitat: “Perquisizioni negli uffici dell’esecutivo”. La sindaca di Barcellona Ada Colau: “Situazione scandalosa”

BARCELLONA – Questa mattina è stato arrestato Josep Maria Jové, braccio destro del vice pesidente catalano e sono in corso delle perquisizioni da parte della Guardia Civile nazionale negli uffici del governo di Barcellona. A riferirlo è un portavoce della Generalitat: “La polizia militare è entrata nei dipartimenti affari economici, esteri e della presidenza dell’esecutivo regionale”. La Guardia Civile si è anche introdotta nel Centro Telecomunicazioni regionale.

Davanti alla Generalitat si sono radunati decine di manifestanti per protestare contro l’azione dei militari.

Questa è solo l’ultima delle azioni intraprese da Madrid per impedire il referendum d’indipendenza previsto per il 1 ottobre. Nei giorni scorsi il presidente catalano Carles Puigdemont aveva firmato il decreto per convocare la consultazione popolare. Su richiesta del governo spagnolo, la Corte costituzionale ne aveva sospeso l’efficacia: Madrid considera illegale il referendum, e ha fatto capire che non terrà conto dell’esito.

Circa 700 sindaci catalani su 948 hanno accolto positivamente la decisione della Generalitat, promettendo di garantire l’apertura dei seggi e il regolare svolgimento delle votazioni. La Procura di Stato nazionale ha aperto un fascicolo nei loro confronti, mentre Madrid ha dato un ultimatum finanziario alla comunità regionale.

Con Caffeina si accendono le luci sul campo di Villanova. Attori e vecchie glorie danno il calcio d’inizio

Foto di gruppo per la Nazionale attori (in bianco) e le vecchie glorie della Viterbese
di Andrea Arena
Ore 19.13, e luce fu. L’accende il vescovo Lino Fumagalli, arrivato col quarto d’ora episcopale di ritardo (causa cresime) in questo spicchio di città tra la Cassia e i palazzoni, quartiere Villanova, una delle prime appendici di quella periferia residenziale viterbese che oggi è diventata più grande e forse pure meno verace.

“Un gol per l’oratorio”, si chiama questo sabato sera lontano dagli spritz. Siamo al campo sportivo parrocchiale, creato da don Armando Marini quarant’anni fa e oggi ereditato da don Emanuele Germani, il padrone di casa, quello che lo ha reso moderno, comodo, sicuro. E infatti oggi sono tutti qui per accendere le luci, il nuovo mirabolante impianto di illuminazione a led finanziato dalla Fondazione Caffeina (e dal suo socio della prima ora Carlo Rovelli) e pronto a risplendere. Un sistema all’avanguardia, basso consumo e grande resa, che toglierà dal buio le lunghe serate invernali dei bambini e i ragazzi che vengono a fare calcio in questo posto, anche coi colori del neonato Villanova Fc.

«Buona partita a tutti», dice sua eminenza dopo la benedizione, e si comincia a giocare, per la partita inaugurale. Da una parte, le vecchie glorie della Viterbese: una carrellata di ex giocatori che attraversa gli anni Ottanta (Aspromonte, Bettiol, Coletta, Carbone, Checco Arcangeli, Siddi, Turchetti, Proietti Palombi), accarezza i Novanta (Fimiani, Del Canuto, Barbaranelli, Guernier, Valentini) e sfonda nei Duemila (Riccardo Bonucci, Ingiosi, Santoruvo). Dall’altra, la Nazionale italiana attori, squadra itinerante che si muove per scopi benefici e che per l’occasione schiera reduci dai vari reality come Brice Martinet e Andrea Preti, attori come Fabrizio Rocca, sportivi come Stefano Pantano (idolo della spada olimpica) e registi come Giulio Base. Allenatore, l’ex portiere della Lazio Fernando Orsi, detto Nando. Tutti, comunque, applauditissime dalle ragazzine (e dalle mamme) in tribuna, che evidentemente conoscono le loro gesta. L’arbitro è viterbese: Rinaldo Menicacci, assistenti Prota e Pepponi.

Inni nazionali – quello pontificio per primo – saluto delle autorità e della ex miss Italia Alice, fotografatissima, spettacolo degli sbandieratori e della banda musicale di Bassano in Teverina, e via, si gioca. Passano tre minuti e la Viterbese è in vantaggio: segna Vincenzo Santoruvo, e nella testa del tifoso nostalgico si aprono praterie di ricordi e di illusioni. Per gli attori, pareggia Fabrizio Romondini, che in realtà è un ex calciatore pure lui, ed ex gialloblu pure (pochi mesi nella prima squadra della gestione Camilli, cinque anni fa). La storia che s’incrocia, si mischia con le prime gocce di pioggia, prima che si perda il conto dei gol, in una serata in cui il risultato non conta, ma conta solo la luce.

Ruba il fucile a un cacciatore e spara per minacciarlo

di Andrea Arena
Stava partecipando nei boschi di Viterbo a una battuta di caccia con gli amici, ma invece di un cinghiale, si è imbattuto in un agricoltore molto arrabbiato. Che prima gli ha sottratto la radio con cui si teneva in contatto con gli altri membri della sua squadra (così funziona la cacciarella, specialità che attrae tanti appassionati nell’Alta Tuscia e non solo), poi gli ha sottratto il fucile col quale ha sparato un colpo di minaccia. Un brutto spavento, quello capitato nel dicembre di tre anni fa ad un cacciatore, e ora il presunto responsabile di quell’aggressione è finito a processo. Accusato di violenza, minacce e danneggiamento.

L’uomo, un 47enne di Cellere già conosciuto per i suoi eccessi (e attualmente detenuto per altra causa) avrebbe dovuto presentarsi ieri in aula al tribunale di Viterbo davanti al giudice monocratico Giacomo Autizi. Ma per un difetto di notifica in carcere l’udienza è stata rinviata al prossimo 21 dicembre. I fatti risalgono al 27 dicembre 2014, a Cellere. Secondo quando ricostruito, il 47enne avrebbe accusato i cacciatori di essersi introdotti in un terreno di sua proprietà all’inseguimento – o alla ricerca – di un cinghiale.

La sua reazione sarebbe stata esagerata: prima avrebbe strappato il fucile dalle mani di un cacciatore, poi anche l’auricolare della radio che indossava, interrompendo così il collegamento con gli altri compagni di squadra, infine minacciando l’uomo sparando un colpo col fucile. Fortunatamente un colpo in aria, a quanto se ne deduce dal capo d’imputazione, altrimenti l’uomo sarebbe stato accusato di reati ben più gravi. E forse ci sarebbe scappata la tragedia. I fatti dei quali è chiamato a rispondere, comunque, restano pesanti. Più di un grosso esemplare di cinghiale, che per una volta potrà sorridere di certi eccessi degli esseri umani.

Chi è Giorgia Gabriele, la fidanzata di Gianluca Vacchi Chi è Giorgia Gabriele?

una nuova regina dei social, ex modella che ha adesso presentato una linea di abiti alla Milano Fashion Week.

Già da un po’ di tempo si sta affermando sui social una ragazza che ha tutte le carte in regola per calcare l’onda mediatica. Si tratta di Giorgia Gabriele, 31enne originaria di Sora in provincia di Frosinone, nonché fidanzata dell’imprenditore Gianluca Vacchi. Il re dei social mostrava spesso video in cui compariva la ragazza. Adesso abbiamo scoperto chi è Giorgia Gabriele.

Dal carattere deciso, volitivo e forte, dichiara di non voler vivere di luce riflessa. Non vuole che la si conosca soltanto per il fidanzato, noto personaggio dall’indole godereccia e protagonista di feste lussuose a bordo del proprio yacht. Giorgia afferma di non voler essere più additata come “la fidanzata di…” ma di voler una propria identità

Giorgia Gabriele: modella e stilista

Ex modella ed aspirante velina, Giorgia partecipò nel 2008 all’edizione di Veline, vincendo la 57esima puntata. Non tutti sanno che, fisico da urlo a parte, è in realtà anche una stilista in erba. In occasione della Milano Fashion Week, ha presentato la sua personale linea di vestiti, intitolata Wandering. Dice di essere emozionata di essere all’evento più importante della moda a Milano.

Sin da piccola si dichiara affascinata da questo mondo fatto di abiti e sfilate. Comincia fin da giovanissima come a posare come modella e in poco tempo riesce a crearsi contatti nell’ambiente. Adesso ha avuto la possibilità di esprimere se stessa in questa linea e, nonostante non faccia più la modella per altri marchi, ma soltanto per i suoi vestiti, come lei stessa afferma, riesce ancora ad incantare tutti quanti.

Una nuova regina dei social

Giorgia po’ vantare un seguito di ben nutrito sui social, in particolare su Instagram, la grande vetrina che mostra le foto ed i video degli utenti. Ha oltre 1 milione di follower. Questo la porta ad avere una visibilità straordinaria e ad essere parte dello star system insieme al suo fidanzato Gianluca Vacchi.

Altra curiosità della nuova protagonista del web è la sua incredibile modestia. Giorgia afferma infatti di non ritenersi affatto sexy e di aver conquistato il cuore del re dei social in jeans e t-shirt. La ragazza acqua e sapone si mostra sensuale anche con gli abiti meno provocanti e la sua bellezza naturale ce la rende ancora più simpatica.

Roma, ladro di auto bloccato alla Garbatella dopo un rocambolesco inseguimento

Dopo un rocambolesco inseguimento, gli agenti di polizia del commissariato Colombo hanno proceduto all’arresto di un giovane albanese con vari precedenti. Nella tarda serata di ieri, la sala operativa aveva diramato le ricerche di una Ford Escort  rubata in via Salvatore Pincherle, zona Garbatella. Immediato l’intervento dei poliziotti che, intercettata l’auto con due persone a bordo,  hanno cercato di fermarla. Ma il conducente, alla vista della volante, ha lanciato il mezzo a tutta velocità per le vie del quartiere mettendo a rischio l’incolumità dei pedoni nonché degli automobilisti in transito.

L’inseguimento, iniziato in via Giacinto Pullino è proseguito in piazza Albini, via Licata, via Caffaro per poi svoltare contromano in via Giovanni Ansaldo ed ancora contromano in via Vettor Fausto per concludersi in via Passino, piazza Damiano Sauli e via Luigi Montuori, strada senza uscita dove i due abbandonavano l’auto e si davano alla fuga. Mentre uno dei due faceva perdere le proprie tracce, l’altro, conducente del mezzo rubato, veniva invitato all’alt  da un poliziotto libero dal servizio in transito che, avendo notato i colleghi rincorrere il fuggitivo, nel tentativo di ostacolarne la fuga è stato scaraventato a terra dallo stesso riportando lesioni guaribili in 6 giorni.

Il rocambolesco inseguimento, si è interrotto poco dopo, quando il reo, rallentata la sua corsa dopo essere scivolato, è stato raggiunto dagli operanti, finalmente bloccato ed arrestato con indosso ancora gli arnesi atti allo scasso. Il processo che ne è seguito ha portato alla custodia cautelare in carcere del reo con una  condanna di 3 anni e 2 mesi di reclusione. Proseguono le indagini per rintracciare il complice.