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“Il «dottor Arcuri» dovrebbe vergognarsi” in America sarebbe stato impeachment con risoluzione immediato dell’incarico.

Quello che qui si racconta è pura verità, ma sembra un film. E quindi come se fosse un film lo presentiamo: personaggi e interpreti, soggetto, dialoghi, conclusione (che non sarà necessariamente in modalità «Happy End»).
I personaggi
Una donna giovane e un uomo di mezza età.
La donna, bruna, graziosa, determinata e sulla trentina, si chiama Giulia Presutti. Di mestiere fa la giornalista professionista. Dopo essersi diplomata presso la scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia, ha lavorato in Italia per la trasmissione Nemo di RAI 2, poi a Londra per la NBC News. Ha vinto il Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo con un’inchiesta sulle organizzazioni criminali che si occupano di trafficare esseri umani. Dal giugno 2018 è inviata della trasmissione di RAI 3 Report. Carte in regola, insomma.

Giulia Presutti
L’uomo, brizzolato, tondo in viso, aria fintamente paciosa, voce gracchia e arrogante, ha 57 anni e si chiama Domenico Arcuri. Da decenni fa di mestiere il boiardo di Stato. Stipendi sempre alti, risultati sempre pochi, personalità sempre «adattabile», per citare ciò che di lui dice «L’Espresso». Oggi ha due impieghi paralleli: resta presidente di Invitalia (agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa) pur se è stato nominato commissario straordinario all’emergenza Covid-19. Come faccia ad assumere entrambe le responsabilità non si sa. Carte nascoste, insomma.
Il soggetto
Bologna, 17 marzo: è requisita dalle Dogane del capoluogo emiliano una vasta partita di dispositivi sanitari destinata al Sudafrica, che viene prontamente redistribuita agli ospedali della regione. È infatti un reato, in tempi di pandemia, esportare materiali per terapia intensiva di primaria necessità per i nosocomi italiani che ne sono privi. La Procura bolognese apre un’inchiesta.
Genova, 27 marzo: una spedizione verso l’estero di tubi endotracheali, parti fondamentali dei respiratori, è bloccata al porto di Prà, sempre dalle Dogane, e subito consegnata all’Ospedale San Martino. Tutti questi strumenti sono firmati Medtronic, multinazionale statunitense delle tecnologie medicali con molte sedi in Italia. Gli apparati respiratori vengono prodotti in quella di Mirandola (Modena).
Roma, 1° aprile: il commissario Domenico Arcuri reagisce ai succitati sequestri perpetrati da zelanti funzionari doganali (che non fanno altro che svolgere correttamente il loro lavoro, applicando la legge). Prima cerca di sbloccare di persona il materiale sequestrato a Genova. Ma è troppo tardi. Dal porto di Prà, i suddetti funzionari l’hanno inviato rapidissimamente al San Martino, sapendo che i medici del più grande ospedale ligure ne avevano bisogno come del pane. Spiazzato sui tempi, prende allora la penna e scrive a Marcello Minenna, direttore dell’Agenzia delle Dogane. Il testo è breve e così recita:
«Caro Marcello,
«Facendo seguito alle precedenti interlocuzioni (…) per indifferibili e superiori interessi nazionali, Ti prego di non procedere ad alcuna requisizione pro futuro di merce importata ed esportata in nome e per conto della società Medtronic Italia SpA (…), nonché di provvedere a sbloccare, al più presto, eventuali operazioni attualmente in corso e non ancora comunicatemi.
«Il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 — Dott. Domenico Arcuri».

La lettera di Domenico Arcuri a Marcello Minenna
Per precauzione, il firmatario mette in copia della missiva, evidentemente strategica, anche il segretario generale della Presidenza del Consiglio e i capi di gabinetto dei ministri degli Affari Esteri e delle Infrastrutture e Trasporti. Hai visto mai che Minenna non sappia leggere o, peggio, continui a far di testa sua?

I destinatari per conoscenza
I dialoghi
Un mese circa dopo i fatti di cui sopra — cioè il 2 maggio verso mezzogiorno — la donna e l’uomo protagonisti della vicenda s’incontrano in occasione di una conferenza stampa.
Il loro dialogo — mandato in onda da Report il 3 maggio 2020 — merita di essere trascritto e letto da chi non lo abbia ascoltato o voglia averne memoria. Scripta manent. Lo merita perché è, per molti versi, così incredibile da diventare surreale.
Giulia Presutti: «Le Dogane italiane hanno effettuato diversi sequestri di materiale fondamentale per i nostri ospedali, per esempio i ricambi per i respiratori. E l’hanno fatto perché Medtronic voleva vendere questi pezzi di ricambio, preziosissimi, all’estero. Ora lei, come commissario straordinario per l’emergenza, ha inviato una lettera dicendo di non procedere ad alcuna requisizione pro futuro per indifferibili e superiori interessi nazionali. Ci spiega quali interessi sono superiori alla vita dei cittadini della nazione che in questo momento lei rappresenta?».
Domenico Arcuri (tono pazientemente didattico ma un po’ teso, come si rileva dalla consecutio temporum assai incerta): «I pezzi di ricambio dei ventilatori sono pezzi di assoluta rilevanza perché i ventilatori in Italia funzionino. E io ho il dovere di verificare che questi pezzi di ricambio sul nostro territorio esistano ed esistano in una quantità sufficiente per far funzionare i ventilatori. Vorrà dire che mi sarò sincerato che dal 1° aprile quelle quantità siano nelle disponibilità del territorio italiano sufficienti per garantire il funzionamento di questi importanti apparati».
GP: «Mi scusi, ma lei chiede di non sequestrare pro futuro…».
DA (tono nord-coreano alla Kim Jong-un): «Io intanto vorrei chiederle come fa lei ad avere una lettera che io ho scritto alle dogane che non è pubblica, a meno che io non pubblico delle cose…».
GP: «Io sono giornalista, non rivelo la fonte e questa è una questione di estremo interesse pubblico. Quindi non penso che stiamo parlando di affari nostri. Lei chiedeva di non sequestrare pro futuro, come se lei sapesse già in quel momento che l’Italia non avrebbe mai avuto bisogno di questo materiale».
DA (tono imbarazzato e nervoso, condizionali assenti all’appello): «Se io mi dovessi accorgere che questo materiale è scarso domani, domani faccio un’ordinanza e sequestro di nuovo i beni. Evidentemente questo momento non è ancora accaduto perché questi pezzi di ricambio sono disponibili a sufficienza sul territorio nazionale».
GP: «Lei questa lettera l’ha scritta alle dogane, ma ha messo in copia Palazzo Chigi e la Farnesina. Quindi io le chiedo: chi le ha chiesto di intervenire?».
DA (tono sempre più nord-coreano): «Io le ho già risposto. Mi pare basti».
GP: «Ci sono state pressioni da parte dell’ambasciata americana perché lei sbloccasse il materiale di Medtronic?».
DA (tono sarcastico da lesa maestà): «Io le ho già risposto. Mi pare che lei possa ritenersi soddisfatta. Altre domande?».

Domenico Arcuri durante la conferenza stampa dello scorso 2 maggio
La scena si sposta dalla sala dove avviene la conferenza stampa ad altro luogo e il dialogo riprende in maniera più informale. È Arcuri ad avviarlo.
DA (tono piacione): «Di che parte d’Italia sei?».
GP: «Di Roma».
DA (tono ammiccante): «Tifi per la Roma o per la Lazio?».
GP: «La domanda è: lei il 1° aprile pensava che noi avessimo così tanti…».
DA (tono simpaticone): «Pensi sia più forte Totti? Totti è più forte di Correa o Correa è più forte…».
GP: «Lei il 1° aprile aveva già conoscenza che avevamo così tanti respiratori per la terapia intensiva che Medtronic non ce ne doveva fornire nessuno?».
DA (tono vago e annoiato): «Forse avevamo pezzi di ricambio sufficienti per non bloccare le produzioni verso l’estero».
GP: «Però lei non mi può dire “forse”. Mi dica che avevamo “sicuramente” abbastanza respiratori e abbastanza pezzi di ricambio…».
DA (tono da caduto dalle nuvole): «Quando ho detto “forse”?».
GP: «Adesso. Adesso ha detto “forse”».
DA (tono nervosamente amichevole): «È perché tu tifi per la Lazio e io per la Roma».
GP: «No guardi, io tifo per la Roma».
DA (tono “finiamola qui che ne ho abbastanza”): «E io per la Lazio».
GP: «Non andremo mai d’accordo».
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Che dire? Onore al merito della giornalista, che non flette e mantiene il punto nonostante il comportamento del suo interlocutore.
Quanto a quest’ultimo, prima di tutto o è incapace o mente. Lo smentisce in tempo reale, nella stessa trasmissione televisiva, con bell’accento ligure e bella faccia onesta, il signor Salvatore Giuffrida, addetto all’amministrazione dell’Ospedale San Martino di Genova, quando ricorda che i materiali di terapia intensiva erano stati ordinati e arrivavano con il contagocce. E non esita ad affermare che le sorti dell’ospedale e dei suoi pazienti sono state salvate dalle requisizioni operate dall’Agenzia delle Dogane.
Per passare alle risposte nord-coreane, Arcuri sembra dimenticare, semplicemente, che vive in democrazia ed è pagato per quel che fa (o non fa o fa male) dai cittadini italiani. E sembra pure non sapere che, in democrazia, i giornalisti bravi hanno fonti qualificate da cui ricevono documenti che hanno non solo il diritto, ma il dovere di diffondere se di pubblico interesse.
Gli suggeriamo di vedere il film All the President’s Men. Imparerà così che addirittura un presidente degli Stati Uniti ha dovuto dimettersi proprio e solo per via di due giornalisti molto bravi con ottime fonti. Si chiamavano Bob Woodward e Carl Bernstein, giusto per sua cultura generale. E perché vale sempre la pena di ricordare per nome chi fa bene il proprio mestiere.
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Bob Woodward e Carl Bernstein del «Washington Post»
Quanto al patetico tentativo di parlare di calcio per cercare di sviare l’attenzione della giornalista dal suo obiettivo, esso può qualificarsi solo come indecente. In questa fase della conversazione, Arcuri sottovaluta l’interlocutrice, forse perché donna, carina e giovane. La prende dall’alto, come se bastasse il suo tono suadente per evitare domande scomode. Impiega insomma quei mezzucci piacioni da vecchio potere maschile romano che hanno rovinato l’Italia. E continuano a farlo.
Infine il commissario straordinario è un gran maleducato. Vale la pena di ricordargli, en passant, un minimo di galateo che, visto il ruolo che ricopre, dovrebbe conoscere a menadito. Punto 1: non è mai un uomo a impiegare il tu con una donna per primo, soprattutto se quest’ultima continua, in maniera elegantemente imperterrita, a rispondergli con il lei. Punto 2: chi si firma autofregiandosi del proprio titolo accademico davanti al nome è un bifolco. Si ricordi, caro dottor Arcuri, che la buona educazione non è formalismo, ma rispetto.
L’unico Happy End possibile di questa vicenda sarebbe quindi il suo allontanamento dal ruolo che ricopre, accompagnato da una chiara spiegazione del presidente del Consiglio o del ministro degli Esteri ai cittadini italiani (e al Parlamento che li rappresenta) del perché i dispositivi sanitari della Medtronic non possono essere requisiti. Forse la sua casa madre e il Governo degli Stati Uniti, come la giornalista ha ipotizzato, sono più importanti e influenti della nostra salute?
Le ricordiamo infatti, nel caso l’avesse dimenticato preso com’è a discutere di Totti e Correa, che quasi 30 mila persone sono morte in Italia di coronavirus, spesso perché non le si è potute curare in assenza di respiratori e di posti in terapia intensiva.
Del suo comportamento e delle sue parole, dottor Arcuri, lei dovrebbe vergognarsi. E con lei chi l’ha nominata al posto che ricopre.

FONTE

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Davide Buccheri politiche carbon neutral : lui è ombre di una nuova economa

davide buccheri

Recentemente, uno degli argomenti più caldi è certamente stato il riscaldamento globale e le politiche carbon neutral che molte multinazionali hanno adottato per arginare questo fenomeno.

Abbiamo discusso della questione con Davide Buccheri, un esperto di mercati finanziari con esperienza in investimenti in energie rinnovabili.

“Andare carbon neutral è un’ottima idea – se vogliamo morire prima. Chiunque con una minima conoscenza del settore lo sa benissimo. Il problema è che la maggior parte della gente non capisce cosa sia il riscaldamento globale e quindi accetta e loda queste multinazionali, senza prestarvi molta attenzione.”

“In parole povere” spiega Buccheri “il riscaldamento globale è causato da uno sbilanciamento tra l’energia che la terra assorbe dal sole e quella che rilascia nello spazio. Siccome non rilasciamo sufficiente energia, la temperatura aumenta. E’ un principio fisico di base.”

“Quello che è successo dall’inizio della rivoluzione industriale è che le particelle di biossido di carbonio sono aumentate in maniera spropositata nell’atmosfera, passando da 280 a 400 parti. Ciò che però la gente non sa è che con il biossido di carbonio produciamo anche una marea di solfiti e aerosol. Questi tendono a raffreddare l’atmosfera.”

“La differenza tra il biossido di carbonio e i solfiti è che i secondi sono assai instabili e vengono rimossi dall’atmosfera rapidamente. Questo significa che se andassimo carbon neutral oggi, ci troveremmo ancora con 400 parti di carbonio, ma i solfiti scomparirebbero. Il risultato sarebbe un aumento sostanziale del riscaldamento globale – quasi doppio.”

Davide Buccheri conclude con un consiglio: “se volete aiutare l’ambiente, dovete convincere i governi ad investire di più in risorse rinnovabili. Ridurre le emissioni di CO2 può essere utile solo nel breve termine ed addirittura dannoso nel lungo termine, almeno che non si vadano a mettere in atto politiche complementari per riassorbire il carbonio dall’atmosfera.

liquidità di 400 miliardi alle imprese, garantisce lo stato

Approvato il dl liquidità che dà sostegno per 400 miliardi alle piccole, medie e grandi imprese sul territorio nazionale in tempi di crisi economica da coronavirus. Un dl che è “un vero e proprio bazooka di liquidità – come lo ha definito il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri – che porta a più di 750 miliardi il credito mobilitato”. Ma cosa c’è nel dl? Dal sostegno all’imprenditoria, passando per la scuola e le tasse, a spiegare alcune delle misure salienti sono le note del Mef e del Consiglio dei ministri.

Garanzia di Stato attraverso Sace
Le misure adottate prevedono garanzie da parte dello Stato per 200 miliardi, concesse attraverso Sace in favore di banche che effettuino finanziamenti alle imprese di ogni dimensione. In particolare, la garanzia coprirà tra il 70% e il 90% dell’importo finanziato, a seconda delle dimensioni dell’impresa, ed è subordinata a una serie di condizioni tra le quali l’impossibilità di distribuzione dei dividendi da parte dell’impresa beneficiaria per i successivi dodici mesi e la necessaria destinazione del finanziamento per sostenere spese ad attività produttive localizzate in Italia.

Dimensione aziende e coperture
Le imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro ottengono una copertura pari al 90% dell’importo del finanziamento richiesto e per queste è prevista una procedura semplificata per l’accesso alla garanzia. La copertura scende all’80% per imprese con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato fra 1,5 e 5 miliardi di euro e al 70% per le imprese con fatturato sopra i 5 miliardi.

L’importo della garanzia non potrà superare il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall’azienda.

Per le Piccole e medie imprese, anche individuali o Partite Iva, sono riservati 30 miliardi e l’accesso alla garanzia rilasciata da Sace sarà subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

Fondo centrale di garanzia per le Pmi
Viene disposto un ulteriore potenziamento del Fondo di Garanzia per le Pmi. Sono infatti ammessi al Fondo con copertura al 100%, e senza procedura di valutazione da parte del medesimo, i nuovi finanziamenti di durata massima di 6 anni a favore di pmi e piccoli professionisti, per un importo massimo di 25.000 euro e comunque non superiore al 25% dei ricavi del beneficiario; il rimborso del capitale non decorre prima di 18 mesi dall’erogazione del prestito.

Il Fondo può ora concedere garanzie a titolo gratuito fino a un importo massimo di 5 milioni di euro anche alle imprese con numero di dipendenti inferiore a 499. La garanzia del fondo stesso è pari al 90% dell’importo. Infine, per le imprese con ricavi fino a 3,2 milioni di euro, la garanzia concessa dal Fondo al 90% può essere cumulata con un’altra garanzia di un terzo soggetto, per ottenere prestiti con una garanzia del 100% su finanziamenti di importo massimo di 800.000 euro (e comunque non superiori al 25% dei ricavi del beneficiario).

Il Fondo – già ampliato dal decreto ‘Cura Italia’ (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18) con 1,5 miliardi di euro – completa così la sua trasformazione in strumento a supporto della piccola e media impresa, a tutela di imprenditori, artigiani, autonomi e professionisti, nonché a salvaguardia dell’export e di tutti quei settori che costituiscono con le eccellenze del Made in Italy la spina dorsale del nostro sistema produttivo. È inoltre previsto un forte snellimento delle procedure burocratiche per accedere alle garanzie concesse dal Fondo.

Sostegno all’export
Il decreto potenzia anche il sostegno pubblico all’esportazione, per migliorare l’incisività e tempestività dell’intervento statale. L’intervento introduce un sistema di coassicurazione in base al quale gli impegni derivanti dall’attività assicurativa di Sace sono assunti dallo Stato per il 90% e dalla stessa società per il restante 10%, liberando in questo modo fino a ulteriori 200 miliardi di risorse da destinare al potenziamento dell’export.

L’obiettivo è di consentire a Sace di far fronte alla crescente richiesta di assicurare operazioni ritenute di interesse strategico per l’economia nazionale che la società non avrebbe altrimenti la capacità finanziaria di coprire.

Continuità delle aziende
Il decreto prevede una serie di misure finalizzate ad assicurare la continuità delle imprese nella fase dell’emergenza, con particolare riguardo a quelle che prima della crisi erano in equilibrio e presentavano una regolare prospettiva di continuità aziendale. Tale intervento avviene: in sede di redazione del bilancio in corso, valutando i criteri di prudenza e di continuità alla luce della situazione emergente dall’ultimo bilancio chiuso; disattivando le cause di scioglimento societario per riduzione o perdita del capitale sociale.

Accanto a queste due misure a protezione diretta della società se ne affianca una terza che è volta a favorire il coinvolgimento dei soci nell’accrescimento dei flussi di finanziamento verso la società, disattivando in questa fase i meccanismi che in via ordinaria li pongono in secondo piano rispetto ai creditori.

Vi sono poi misure che riguardano la disciplina del fallimento e che, nell’insieme, sono volte in questa fase a: sottrarre le imprese all’apertura del fallimento e alle altre procedure fondate sullo stato di insolvenza, sino a quando durerà l’emergenza; sterilizzare il periodo dell’emergenza ai fini del calcolo delle azioni a tutela dei creditori (quindi quando il periodo emergenziale sarà passato, i creditori potranno se del caso proporre le azioni revocatorie).

Golden Power
Le norme approvate, al fine di rafforzare nell’attuale contesto di emergenza epidemiologica la disciplina dei poteri speciali nei settori di rilevanza strategica: anticipano, con effetto immediato – e nelle more dell’attuazione del decreto attuativo – l’ampliamento dell’ambito di intervento oggettivo della disciplina golden power ai settori di rilevanza strategica del Regolamento europeo n. 452/2019, consentendo di sottoporre alla preventiva autorizzazione le operazioni rilevanti relative, tra l’altro, ai settori finanziario, creditizio e assicurativo, alle infrastrutture e tecnologie critiche, tra cui l’energia, i trasporti, l’acqua e la salute, alla sicurezza alimentare, all’accesso a informazioni sensibili, compresi i dati personali, all’intelligenza artificiale, la robotica, i semiconduttori, la cibersicurezza, nonché le nanotecnologie e le biotecnologie; prevedono la possibilità per il Governo di aprire il procedimento d’ufficio, se le imprese non assolvono agli obblighi di notifica previsti; estendono, in via transitoria fino al 31 dicembre 2020, il campo di applicazione della disciplina dei poteri speciali anche ad operazioni intra-europee che richiederanno la preventiva autorizzazione del Governo, nel caso di acquisizione del controllo di asset rientranti nei settori sopra descritti; nel caso di operazioni extra-europee, l’ampliamento, sempre transitorio, riguarderà anche le acquisizioni di partecipazioni superiori al 10% da parte di soggetti non appartenenti all’Unione europeo, se superiori alla soglia di un milione di euro.

In materia di trasparenza finanziaria, si sono integrati gli obblighi di trasparenza previsti dall’art. 120 del TUF per consentire alla CONSOB di abbassare transitoriamente le soglie rilevanti per le comunicazioni (portandola al 5%) e ampliare anche il novero delle imprese che ne sono soggette, includendovi le società ad azionariato diffuso.

Misure fiscali e contabili
Si interviene con norme urgenti per il rinvio di adempimenti fiscali e tributari da parte di lavoratori e imprese. In particolare, si prevede la sospensione dei versamenti di Iva, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio, in aggiunta a quelle già previste con il Cura Italia’. Nel dettaglio:

  • IVA, ritenute e contributi sospesi per soggetti con calo di fatturato di almeno il 33% per ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% sopra tale soglia;
  • sono sospesi in ogni caso i detti versamenti per i soggetti che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019;
  • per i residenti delle 5 province più colpite (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza), sospensione versamento IVA se calo del fatturato di almeno il 33% a prescindere dalla soglia di fatturato dei 50 milioni;
  • ripresa dei versamenti a giugno, con la possibilità di rateizzazione in 5 rate.
  • La sospensione delle ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo prevista dal decreto “Cura Italia” viene estesa anche alle scadenze di aprile e maggio.

È esteso al 16 aprile il termine per i versamenti in scadenza il 20 marzo scorso e la scadenza per l’invio della Certificazione Unica è stata prorogata dal 31 marzo al 30 aprile.

Inoltre, il credito d’imposta al 50% per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro viene allargato anche all’acquisto dei dispositivi di protezione individuale, mascherine e occhiali.

Viene consentito all’Inps di rilasciare un Pin semplificato, tramite identificazione telematica del richiedente e posticipando al termine dell’emergenza la verifica con riconoscimento diretto.

Si introducono norme sui “farmaci compassionevoli” (i farmaci non ancora autorizzati), che prevedono l’esclusione all’applicazione di imposte in caso di cessione gratuita.

In collaborazione con Adnkronos

Domenico Arcuri in conferenza stampa: Online sistema informatico analisi degli aiuti”

“Abbiamo attivato l’incentivo Cura Italia, con 50 milioni per chi vuole avviare la produzione nazionale di mascherine: in 10 giorni sono arrivate 350 proposte, e oggi sono state approvate le prime 14”. Lo ha detto il commissario Domenico Arcuri in conferenza stampa.

“Nella gestione dell’emergenza è importante informare correttamente. Il nostro dovere è dare certezze e ottenere fiducia da cittadini a cui chiediamo sacrifici”, ha continuato il commissario, annunciando che “da ieri sera è online il sistema informatico di analisi del sistema aiuti“. L’importante è dare vita a “un patto solido con cittadini”, ha sottolineato Arcuri, evidenziando che “la massima trasparenza è indispensabile per un rapporto corretto tra le istituzioni e le nostre regioni che hanno poteri concorrenti nella gestione della sanità in Italia”. “Informare senza filtri e senza mediazione – ha aggiunto – è indispensabile anche per noi”.

“Ogni sera – ha spiegato – aggiorneremo i dati e chi vorrà navigare vedrà che il sistema ha una molteplicità di parametri, data, regione. Credo sia nostro dovere che i cittadini sappiano direttamente dalla fonte cosa è stato distribuito dal commissario per l’emergenza e dalla protezione civile e da chi e quando questi prodotti sono stati consegnati. Ed è importante che i dati siano aggiornati in tempo reale per evitare che si possano insinuare dubbi”.

Il sistema è da oggi online sui siti della protezione civile e del ministero della Salute, ha proseguito Arcuri, “ma aggiungeremo anche altri ministeri. Davvero la trasparenza continuerà a essere la cifra principale nel nostro percorso nel tempo che ci separa dalla fine di questo dramma, che speriamo arrivi presto”.

“Abbiamo acquisito 300 mln di mascherine che arriveranno progressivamente e verranno puntualmente distribuite con un criterio che abbiamo concordato con le regioni destinatarie”, ha quindi annunciato ancora, spiegando anche che “già ieri è stata consegnata una quantità sufficiente di mascherine all’ordine nazionale dei medici”.

“Preciso – ha aggiunto – che nessun dispositivo e nessuna apparecchiatura acquisita non ha superato il vaglio del comitato tecnico-scientifico che garantisce la compatibilità normativa”.

M5S: 200 candidati in corsa per secondo turno europarlamentarie

Milano, 31 mar. (LaPresse) – “Gli altri parlano, il MoVimento 5 Stelle agisce. Il MoVimento 5 Stelle è l’unica forza politica che fa partecipare alla scelta delle candidature tutti i suoi iscritti. Gli altri partiti li decideranno come sempre in qualche segreta stanza”. Lo si legge sul Blog delle Stelle in un post sui risultati del primo turno delle europarlamentarie del M5S. Secondo quanto fatto sapere, sono 200 in totale i candidati al secondo turno. Così suddivisi per circoscrizione: 40 per la nord-occidentale; altrettanti per la nord-orientale; 60 per quella meridionale e 20 per le isole. Hanno accesso al secondo turno – viene specificato – i 10 candidati più votati di ogni Regione, che sono “in ordine alfabetico e senza i voti ricevuti per non influenzare il secondo turno”.

Mattarella difende Bankitalia. L’allarme del Colle sulla commissione banche

Il capo dello Stato riceve Fico, Casellati e Visco: moral suasion per mettere al riparo l’indipendenza dell’organo centrale

Non sono solo i conti e le stime di crescita della nostra economia a impensiere il Colle. C’è un altro elemento a preoccupare in queste ore il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: la commissione d’inchiesta sulle banche. Commissione che, vista la narrazione pentastellata sul tema, potrebbe partire puntando il dito proprio sulla vigilanza di Bankitalia. Proprio quello che al Colle si vuole evitare. Bankitalia deve essere al riparo da ogni governo e la sua indipendenza deve essere tutelata, è la linea del Colle.

Non a caso, ieri mattina al Quirinale si sono alternati il presidente della Camera Roberto Fico, il presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati e il governatore di Bankitalia Ignazio Visco: è a loro che il capo dello Stato recapita la sua moral suasion. Sulla presidenza della commissione c’è, tra l’altro, una sotterranea tensione tra M5S e Lega, con il primo che spinge per assegnare la presidenza al senatore Gianluca Paragone, un barricadero sul tema banche già dai tempi della campagna per le Politiche. Ma non è solo il nome di Paragone ad essere “sotto esame” al Colle. E’ la legge stesse che istituisce l’organo ad essere ferma al Quirinale, del tutto contrario all’eventualità che l’attività della commissione si trasformi in un processo a Bankitalia.

L’asse tra il Quirinale e Via Nazionale, del resto, è saldo anche sulla composizione del nuovo Direttorio di Bankitalia, sul quale il governo ha potuto poco per imporre le sue scelte. E rischia di essere ferreo anche sullo stato dei conti italiani. Sul dossier, anche dietro le quinte, il premier Giuseppe Conte da diversi giorni ha cominciato a muoversi. Lunedì e martedì, in questo senso, saranno due giorni importanti. Sarà allora, infatti, che il governo dovrebbe varare quel dl crescita con cui, di fatto, l’esecutivo vuole “sostituire” l’eventualità di una manovra correttiva.Nell’ultima bozza del decreto crescita appare un capitolo, all’articolo 35, dedicato al fondo indennizzo risparmiatori. Il testo dovrebbe essere quello del decreto attuativo del Mef – che dovrebbe essere pronto in questi giorni – con cui verranno applicate le norme sul fondo già contenuto nella legge di Bilancio 2019.

Lunedì, inoltre, Conte vedrà il presidente della commissione Jean Claude Juncker. Prima a Palazzo Chigi e poi a cena. E, sul piatto ci saranno certamente i temi della crescita italiana e di un Def che il governo non intende comunque rinviare cercando invece di amalgamarlo alle proiezioni di crescita con le misure del decretone in campo.

Elezioni regionali, la Basilicata passa al centrodestra, Vito Bardi governatore. Staccato il centrosinistra, terzo il M5S

Lo spoglio conferma le proiezioni, il candidato forzista vola oltre il 42%. Ed esulta: “Nella mia agenda al primo posto il lavoro”. Il centrosinistra dopo 24 anni perde la guida della regione. Calo dei 5 Stelle, al 20 per cento. Affluenza definitiva al 53,58, in crescita di 6 punti rispetto alle precedenti amministrative

di ALESSIO SGHERZA e TIZIANA TESTA

Il centrodestra a trazione leghista ottiene un nuovo successo alle regionali. Anche se lo spoglio in Basilicata è ancora in corso, i dati in arrivo dalle sezioni confermano solidamente il quadro tracciato dalle proiezioni diffuse dalla Rai a partire dalla mezzanotte. E i dati parlano chiaro: sarà Vito Bardi il nuovo governatore della regione.

Le proiezioni (con campione al 41 per cento) stimano che Bardi, un ex generale della Guardia di finanza fortemente voluto da Forza Italia e sostenuto da cinque liste, dovrebbe ottenere il 42,47 per cento dei voti, distanziando il candidato Carlo Trerotola – che aveva l’appoggio di 7 liste – di quasi 10 punti. Con questo risultato il centrosinistra perderebbe la guida della regione dove governava dal 1995.

A seguire, molto distanziati, i Cinquestelle, con Antonio Mattia con il 20 per cento. Valerio Tramutoli – professore universitario ecologista e quarto candidato – non dovrebbe arrivare nemmeno al 5% con la lista civica di sinistra “Basilicata possibile”.

Le prime parole di Vito Bardi: “Al primo posto il lavoro”

“Abbiamo scritto la storia, la Basilicata è pronta per il cambiamento”, è stato il primo commento di Vito Bardi al risultato, mentre lo spoglio era ancora in corso. “Nella mia agenda al primo posto ci sarà il lavoro. I giovani devono restare e avere le loro opportunità. Con legalità e trasparenza”.

Lo stesso Carlo Trerotola, candidato del centrosinistra, già poco dopo la mezzanotte sembrava ammettere la sconfitta: “Se ha vinto Bardi mi congratulo con lui, è stata una bella esperienza. Farò opposizione, lo devo ai cittadini, non è che posso dire ‘ho perso, vi saluto'”. Più tardi però ha frenato rinviando ogni valutazione a una conferenza stampa da tenere in mattinata.

Bardi, che non ha potuto votare perché residente a Napoli, ha seguito i primi risultati dal centro di Filiano, paese d’origine della famiglia. Poi ha raggiunto il quartier generale a Potenza annunciando: “Chiamerò tutti i leader per una grande festa del centrodestra”.

I voti alle liste

Nonostante il dimezzamento dei voti rispetto alle politiche del 4 marzo 2017, il M5s resta tuttativa il primo partito con il 20,31%, seguito dalla Lega con il 19,29%.

Per quanto riguarda le altre liste, Forza Italia super di poco il 10% e pur perdendo qualcosa tiene rispetto alle scorse elezioni. Sotto il 10% entrambe le liste principali a sostegno di Trerotola, ovvero Avanti Basilicata e Comunità democratiche. A seguire Fratelli d’Italia oltre il 5 per cento e Progressisti Basilicata sotto il 5.

Affluenza in crescita rispetto al 2013

L’affluenza è in netto aumento, almeno rispetto alle precedenti regionali. Alle 23 si è attestata al 53,58 per cento, secondo i dati del Viminale. La crescita è stata di 6 punti rispetto alle regionali del novembre 2013 quando si era fermata al 47,6%. In quell’occasione si votava in due giorni: domenica e lunedì. Alle politiche del 4 marzo 2018 l’affluenza era stata del 71%.


I risultati in Basilicata sono test nazionale

Il voto lucano è un importante test nazionale, l’ultimo prima delle elezioni europee del 26 maggio. Il centrodestra, se le proiezioni saranno confermate, avrà ottenuto il sesto successo consecutivo, dal 4 marzo 2018, dopo TrentinoFriuli-Venezia GiuliaMolise,Abruzzo e Sardegna. Il centrosinistra incasserebbe invece la prima sconfitta dopo l’elezione alla segreteria di Nicola Zingaretti, che ha chiuso la campagna elettorale a Matera, in una piazza affollata.

Fico lancia un sito dedicato ai giovani: “Un modo per sentire vicine le istituzioni”

Camera

“Sono diverse le occasioni di incontro tra la Camera e i più giovani: dalle giornate di formazione, alle visite, dai concorsi ai Percorsi di cittadinanza nelle scuole e negli istituti penali minorili. Ora tutte queste iniziative sono raccolte in questo portale” sottolinea il Presidente della Camera

24 marzo 2019″Oggi – a un anno da una data per me significativa – voglio annunciare il lancio del sito giovani.camera.it. Sono diverse le occasioni di incontro tra la Camera e i più giovani: dalle giornate di formazione, alle visite, dai concorsi ai Percorsi di cittadinanza nelle scuole e negli istituti penali minorili. Ora tutte queste iniziative sono raccolte in questo portale dove potete trovare le informazioni per partecipare”. Così il presidente di Montecitorio, Roberto Fico. E prosegue: “È un modo ulteriore per sentire vicine le istituzioni e rafforzare il senso di comunità che ci unisce e che si basa su valori e principi condivisi”.

Retroscena al governo, lo sfogo di Conte: Salvini fa il superuomo, io ho una pazienza infinita…

Come riportato da il Corriere della Sera, il premier Giuseppe Conte avrebbe voluto mettere in chiaro la sua posizione all’interno del governo smentendo di avere un’occhio di riguardo nei confronti del Movimento Cinque Stelle.

Clima teso al governo come confermato dal botta e risposta tra Salvini e Di Maio e come confermato soprattutto dal retroscena svelato da Corriere della Sera, secondo cui la Lega avrebbe accusato il premier Conte di essere troppo sbilanciato dalla parte del Movimento Cinque Stelle. e, stando a quanto riferito dal quotidiano, il capo del governo avrebbe spese parole non proprio d’amore nei confronti del leader del Carroccio.

Matteo Salvini
Fonte foto: https://www.facebook.com/salviniofficial

Il premier Giuseppe Conte: Matteo Salvini? Si comporta come un superuomo

Parlano i fatti e io ho una pazienza infinita. Matteo Salvini? Si comporta come un superuomo“, avrebbe dichiarato Giuseppe Conte come riferito da il Corriere della Sera.

Giuseppe Conte
Roma 20/06/2018 – Il Presidente del Consiglio dei Ministri incontra il Presidente del Consiglio Europeo / foto Samantha Zucchi/Insidefoto/Image nella foto: Giuseppe Conte

Conte: Io sono un uomo di Stato e servo solo l’interesse degli italiani

Il premier avrebbe inoltre risposto alle presunte accuse secondo cui sarebbe troppo sbilanciato verso il Movimento Cinque Stelle, un’accusa che potrebbe essere stata mossa dopo la sua posizione sul Tav e dopo la sua decisione di spalleggiare e caldeggiare la firma del Memorandum con la Cina nonostante le perplessità di Matteo Salvini.

Io sono un uomo di Stato e servo solo l’interesse degli italiani“, dice il presidente del Consiglio secondo quanto riporta Il Corriere della Sera in un retroscena.

Incontro in programma tra Matteo Salvini e Giuseppe Conte?

Da Roma emerge la voce secondo cui il premier possa voler incontrare già nei prossimi giorni Matteo Salvini, che metterebbe in cattiva luce il governo con atteggiamenti decisamente poco istituzionali. Il fatto che, in virtù della sua carica di vicepremier, non si sia presentato a Roma per incontrare Xi Jinping potrebbe aver lasciato strascichi…

ultimo aggiornamento: 24-03-2019

Nicolò Olia

Finanziamento illecito, Zingaretti indagato a Roma e Messina. Per il segretario del Pd si tratta di pettegolezzi: “Attendo con grande serenità che la giustizia faccia tutte le verifiche”

Il presidente della Regione Lazio e neo segretario del Pd, Nicola Zingaretti, secondo quanto riporta l’edizione online del settimanale L’Espresso, sarebbe indagato dalle Procure di Roma e Messina per finanziamento illecito. L’inchiesta sarebbe legata alle dichiarazioni rilasciate a più riprese dagli avvocati siciliani Piero Amara e Giuseppe Calafiore, arrestati nel febbraio 2018 per corruzione in atti giudiziari e che un mese fa hanno patteggiato la pena. L’inchiesta, come era emerso nelle scorse settimane, coinvolge anche l’ex premier Silvio Berlusconi, con l’ipotesi di corruzione in atti giudiziari.

A tirare in ballo Zingaretti, nel corso di un interrogatorio avvenuto a luglio, sarebbe stato l’avvocato Calafiore. Il governatore sarebbe stato citato dal socio di Amara parlando di Fabrizio Centofanti, ex capo delle relazioni istituzionali dell’imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone. Secondo Calafiore, Caltagirone era in affari con Amara e in buoni rapporti con Zingaretti ed era sicuro di non essere arrestato “grazie a erogazioni fatte per favorire l’attività politica di Zingaretti”.

“In merito all’articolo dell’Espresso – ha commentato lo stesso Zingaretti – sulla mia iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma per un presunto finanziamento illecito, voglio affermare di essere estremamente tranquillo perché forte della certezza della mia totale estraneità ai fatti che, peraltro, sono stati riferiti come meri pettegolezzi de relato e senza alcun riscontro, come affermato dallo stesso articolo del settimanale. Mai nella mia vita ho ricevuto finanziamenti in forma illecita e attendo quindi con grande serenità che la giustizia faccia tutte le opportune verifiche per accertare la verità”.