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Esce su polegood.com Intervista a Nancy Dibenedetto: vita privata ecco chi è L’artista che è riuscita a fare della sua scuola un vero successo

Puntando lo sguardo verso  il cielo si scopre che all’origine del mondo c’è “quell’arte nobilissima che è la danza di cui si dice ella esser nata da principio col mondo istesso”.  Cosi come il personaggio Nancy Dibenedetto ci fa dono delle sue parole parafrasando quel ritmo dell’armonia come espressioni del piacere. Dunque La danza è il simbolo vivente di questa continua e ininterrotta traduzione, e a partire da qui possiamo incominciare a leggere le parole di Nency che recitano quel  frammento gnostico: “Chi non danza non sa cosa succede”.

Ci fai una tua breve presentazione con una piccola biografia?

Sono nata ad Altamura in Puglia ed ho iniziato i miei primi studi di danza sin da piccola fino a specializzarmi, verso i 18 anni, nella danza classica, moderna e Jazz rispettivamente   con il metodo R.A.D. e I.S.T.D.

Completati i miei studi presso il Liceo Classico mi sono iscritta alla facoltà di “lingue e letteratura straniera” sostenendo i primi esami a cui è seguito un soggiorno di circa un anno a Londra, dove ho potuto perfezionare la lingua e fare diverse esperienze lavorative, con l’intento di capire fino in fondo le mie aspirazioni.

Nancy dibenedetto

Abbagliata dalla realtà londinese pensavo di trasferirmi li, ma mentre ero a Roma al “British Council” proprio per decidere gli studi da intraprendere, questa nuova città iniziava ad affascinarmi.

Così ho continuato i miei studi di danza presso lo “IALS” e la “Maison de la dance” di Roma e mi sono contemporaneamente iscritta alla facoltà di “Lettere con Indirizzo Spettacolo” presso l’Università “la Sapienza”.

A Roma ho fatto alcune comparse per films, ho avuto una esperienza lavorativa come ballerina in RAI, ho partecipato ad un video clip musicale per MTV ed ho trascorso diversi mesi in Gran Canaria lavorando come ballerina coreografa.

Tornata a Roma mi sono laureata in “Lettere con indirizzo spettacolo” ed ho intrapreso gli studi professionali come istruttrice certificandomi col metodo “Polestar®” per il “Pilates” e metodo sia “PoleXGym®” che “Xpert®” per la “Pole Dance”.

Nel 2014 ho partecipato al primo Campionato Nazionale di “Pole Sport” e nel 2015 a quello internazionale di “Pole Art” grazie alle mie insegnanti Titty Tamantini ed Alessandra Marchetti, campionessa mondiale di Pole Dance, ed ho fatto qualche esibizione in giro per l’Italia mentre insegnavo in varie palestre.

In seguito ho deciso di lasciare Roma e tornare in Puglia dove ho continuato ad insegnare Pilates e Pole Dance. Ho fatto alcune esibizioni nella mia città e nei paesi limitrofi e una performance di pole dance come controfigura in un film.

Nel 2016 ho aperto la mia scuola “BUTTERFLY CENTER”, prima ed unica scuola di Pole Dance sul territorio che continuo a gestire ancora oggi con il ruolo di insegnante e presidente.

Grande di aver accettato il nostro invito, inizierei col chiederti come sei approdata al Pole?

Si figuri, per me è un piacere! Alla Pole sono approdata per caso quando ho visto qualche foto e video della mia collega finlandese, coreografa alle Canarie, attualmente riconosciuta tra i grandi della Pole Dance. Subito, entusiasta, capii che quella disciplina in qualche modo mi apparteneva e fu come una luce che si accese dentro di me.

Com’è la tua vita fuori dallo sport?

Premesso che molto del mio tempo è assorbito dal lavoro, nel tempo libero amo stare con la mia famiglia per “recuperare” più di 15 anni passati lontano da loro.  Mi piace viaggiare, fare passeggiate in campagna, leggere, andare a teatro, ascoltare e ricercare musica che in qualche modo mi ispira ed è “benzina” per la mia vita.   N

Cosa significa per te essere ambiziosi?

Semplicemente ascoltarsi, capire bene quali sono le proprie propensioni e sogni e cibarsene continuamente.

Oggi guardandoti allo specchio come ti definisci?

In generale non mi piacciono le definizioni ma, ahimè, sono una persona sincera e onesta.

Hai un motto?

In realtà ne ho diversi in base alle situazioni ma quello che sento più mio è:

PENSA ALLA SOLUZIONE, NON AL PROBLEMA!

Quali sono le tue aspirazioni future?  

Mi piace il palcoscenico e tutto cio’ che riguarda il mondo dello spettacolo, per cui mi piacerebbe avere più opportunità per esprimere al massimo le mie potenzialità.

Ci sono stati momenti scoraggianti in cui stavi per mollare tutto?                     

Si ho avuto momenti scoraggianti e difficili nella mia vita e ricordo che davanti a me si sono prospettate due strade: il bene ed il male.

Non potevo che scegliere il bene senza mollare ed a tutti i costi, perché la vita è un dono prezioso e va affrontata sempre con forza, coraggio e positività.

Quali sono le ragioni per cui una donna debba avvicinarsi alla pole dance?

Perché è una disciplina divertente e stimolante capace di sviluppare tanta forza e resistenza sia a livello fisico che mentale, aumenta l’autostima, la sicurezza in sé stesse e migliora l’umore.

Sul piano fisico, in particolare, quali sono i maggiori benefici?

Oltre ai benefici dello sport in generale, la pole dance è una disciplina completa che in particolare   permette, allenandosi a carico naturale (quindi sollevando il proprio corpo), di ottenere un fisico tonico ed armonico.  In più è ritenuta una vera e propria medicina naturale, tanto che in alcuni paesi scandinavi viene utilizzata come disciplina psicoterapeutica.

E’ necessario integrare la pole dance con altre attività tipo la corsa o la palestra?

Questo dipende dagli obiettivi e dal tipo di lezione di pole dance che si segue. La mia lezione è abbastanza completa e non è necessario integrare altre attività, ma basta solo mantenere uno stile di vita attivo ed una buona alimentazione.

Ci parli della tua scuola? Chi sono i ragazzi e le ragazze che si avvicinano a questo sport?

La mia scuola la vivo come un paradiso!

È molto luminosa, ariosa e colorata. E’ stata realizzata con pavimento, attrezzi, pali, etc. professionali.

A questo sport, nella mia scuola, si avvicinano per lo più donne e le fasce di età variano dalle più piccine a ragazze ed adulti.

Ultima domanda il senso della vita?

Stare bene e in salute cercando di avere sempre un sogno nel cuore.

Reception of applications for the POLE UNIVERSE CHAMPIONSHIP 2019 winter!

Reception of applications for the
POLE UNIVERSE CHAMPIONSHIP 2019 winter!

Pole Universe 2019 winter is a grand event, which will bring together more than 500 contestants from around the world. December 6-8, Ukraine, Vinnytsya.

Categories: POLE SPORT, POLE ART, POLE EXOTIC, AERIAL SILKS, AERIAL HOOPS.

This is the 6th Pole Universe championship and this year we’ll have a NEW FORMAT, NEW SHOW and NEW EMOTIONS.

There’ll be even more categories, more participants from different countries, more surprises, more opportunities, more ideas and more creativity!

We are waiting for participants from anywhere in the world, it’ll be spectacular! Star judges! Professional lighting and comfortable conditions. Expensive gifts, many surprises for our participants. And, of course, photo and video shooting

Pole Dance Storia

Ale5fonti storiche la pole dance si è sviluppata nel Nord America durante gli anni della depressione del 1920. I circensi[2] cinesi nello stesso periodo storico già praticavano la loro arte danzante nei loro spettacoli itineranti, sembrerebbe appunto che si siano intrecciati in questo periodo i vari stili praticati nei vari spettacoli del circo acrobatico. Nel Nord America erano spesso i pali dei tendoni per svolgere vere e proprie performance durante gli spettacoli itineranti. Non è ancora nota invece l’introduzione della pertica nei night club, ma si suppone che sia un naturale evoluzione di questo sport intrecciarono con la cultura del divertimento e degli spettacoli Burlesque, divenendo, così come la danza del ventre, un’attività ricreativa con componente sensuale.

L’unica correlazione tra pole dance e lap dance a livello evoluzionistico per questo sport potrebbe essere di tipo indiretto, dall’osservazione dello sport circense e constatando che di fatto per eseguire le figure si necessita di un certo contatto ovvero grip, al palo, che ottiene solo con la pelle a diretto contatto della pertica, questo può aver portato allo sviluppo della lap dance.

Altre fonti indicano invece la pole dance come sport che deriva direttamente dalla Mallakhamb, una pratica che nasce nel 12-mo secolo in India[3].

La Pole Dance incominciò gradualmente ad evolversi passando da spettacolo itinerante ad appuntamento fisso nei bar intorno agli anni ’50, in contemporanea al Burlesque.

Nel mondo ritroviamo il palo cinese, più grosso degli attuali pali da pole dance e con un rivestimento in gomma, viene utilizzato dai circensi per eseguire figure spettacolari e molto complesse, esibizioni composte anche da più persone in contemporanea, che si arrampicando facilmente fino ad altezze anche di 6 metri. In India troviamo il Mallakhamb, uno sport tradizionale che utilizza una pertica di legno sulla quale si esibiscono solitamente gli uomini.

Le diverse finiture superficiali del materiale hanno diverse proprietà di presa. Per riferimento, l’Acciaio lucido è uno dei materiali più scivolosi tra quelli elencati, dunque idoneo per figure che richiedono meno GRIP, permette una danza più veloce, più fluida, mentre i pali di Ottone forniscono più attrito, consentendo una tenuta delle mani e delle altre parti del corpo più salda che permette la realizzazione di una danza lenta e sinuosa o improvvisi bloccaggi per serraggio delle gambe o braccia in fase di discesa veloce.

Versioni utilizzabili anche in ambiente domestico o trasportabili, sono disponibili in kit smontabili e possono essere utilizzati per la pratica o l’esercizio aerobico.+

 

Gianni Russo: umile romantico della fotografia

Un fotografo eccentrico, romantico, diretto quando vuole, ed ecco il nostro appuntamento con la fotografia, lui si chiama Gianni Russo, fotografo Napoletano molto attivo nel Pole Dance italiano, in effetti i suoi scatti sono immagini rubate in punta di piedi ma che travolge un grande pubblico. La sua sfida personale consiste nel fotografare principalmente in bianco e nero, una dualità su cui si basa la sua percezione della realtà che lo circonda, un travolgente sorriso ai modi  gentili è in grado di mettere immediatamente a proprio agio chi si trova davanti alle sue lenti fotografiche. Gianni  è come le sue fotografie: semplice ed al contempo estremamente complesso e sofisticato… vorticoso movimento fatto di estro creativo!

 

Cominciamo con la prima domanda… Tu pensi che le tue foto viste da molti lettori riescono a cambiare qualcosa in ambito sociale?

Pur non essendo un fotografo di reportage, credo fortemente nel potere delle immagini. Spero che le mie foto possano in qualche modo influenzare positivamente lo spettatore, coinvolgendolo emotivamente e di conseguenza toccandolo come persona.

Qual è la tua missione di fotografo?

Raccontare le persone che fotografo, che ho davanti. Cerco di cogliere la personalità che si nasconde dietro i visi, gli occhi. Un pensiero un po’ presuntuoso forse, ma che mi da lo stimolo per continuare la mia ricerca.

I tuoi soggetti sono coinvolti nel tuo lavoro?

Si, è essenziale. Le persone che fotografo devono necessariamente essere coinvolte nel processo creativo, così da potermi donare un po’ di loro stesse, sperando poi di poter tradurre tutto questo in fotografie.

Qual è la difficoltà di raccontare una storia attraverso uno scatto?

Cogliere un solo attimo significativo e congelarlo in una foto è a volte una sorta di miracolo, una magia che si crea tra il fotografo e il soggetto, una complicità che nasce piano piano. Cerco sempre di parlare un po’ con le persone prima di cominciare le sessioni di scatto, sperando di cogliere un po’ della loro essenza, della loro personalità. Le persone non sono semplici manichini da posizionare a piacere, hanno storie, sentimenti, emozioni che vanno raccontate in foto.

Secondo te, tutto ciò che compare in una foto sarebbe un’espressione – conscia o inconscia – di chi fotografa?

Sicuramente si. Per me realizzare una foto viene da un processo creativo nato con l’interazione con i miei soggetti. Ma Ho in mente spesso quale sarà il risultato finale.

Ci racconti di uno dei tuoi scatti preferiti e perché lo preferisci?

Sicuramente uno degli scatti fatti ad una splendida atleta e ballerina Anna Lisa, uno scatto che ho pensato, costruito e realizzato e che adoro per il senso di movimento e di grazie che riesce a trasmettere.

In che modo un fotografo osserva il mondo? con quale occhi?

Personalmente guardo il mondo con curiosità,  mi fermo ad osservare piccoli particolari insignificanti per molti ma non per me. Mi affascina letteralmente guardare la luce che gioca creando magnifiche ombre.

Quando fai un ottimo scatto, te ne rendi conto subito?

Si, direi di si… riguardando subito lo scatto in macchina provo una sottile gioia sapendo di aver colto un attimo meraviglioso

Ci sono riconoscimenti importanti nella tua vita?

Sono fondamentalmente un foto amatore, fotografo per passione. A maggio ci sarà una mia mostra personale basata principalmente sul mio lavoro con le atlete della pole dance.

Quando e come ha scoperto la fotografia?

Mio padre era da giovane un appassionato di fotografia, lo ricordo sempre concentrato ad immortalare i momenti salienti della nostra vita, mi ha sempre affascinato. Ero emozionatissimo quando mi permetteva di scattare qualche foto, mi sentivo “grande”. Poi col tempo la passione è rimasta grazie anche alla lettura di tantissime riviste di settore.

Cosa le piace fotografare?

Le persone ed i paesaggi, un po’ come dire contenuto e contenitore…  Le persone sono così affascinanti, così coinvolgenti emotivamente, mi danno una carica meravigliosa. Al contrario la fotografia di paesaggio appaga la mia voglia di calma, di tranquillità.

Ultima domanda il senso della vita?

Mio figlio, per me è assolutamente il centro della mia Vita. Rispecchiarmi in lui mi rende un uomo migliore.

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Manuel Coggiola: Hacer las cosas de la mejor manera posible, con trabajo, pasión y esfuerzo”…

 

Manuel-CoggiolaSon las palabras de Manuel Coggiola, quién encontró en el pole su cable a tierra, su manera de vivir… Éste escorpiano santefesino que viene de la danza, nos cuenta que sus mejores momentos vividos se relacionan con las experiencias de cada competencia, que son atesoradas en su memoria como inolvidables.  Obtuvo diferentes premios nacionales e internacionales y es un gran referente para la comunidad del Pole Argentino. Dueño de una gran simpatía y amabilidad, este atleta nos enseña que todo dá resultado, si verdaderamente lo sentimos. Con Ustedes, un gran artista, Manuel Coggiola.

anuel, nos contarías como llegaste al Pole Dance?

Llegué al Pole Dance buscado una vía de escape, un cable a tierra como  se suele decir, abrumado e invadido por mi rutina laboral luego de haber realizado un largo proceso, y tomar la decisión de abandonar la danza. La posibilidad de hacer lo que más amaba se me dió a los 25 años cuando llegue a Bs As, pero profesionalmente ya era demasiado tarde y en tan solo 4 años viví muchas cosas en forma súbita, hasta que al pisar los 30, decidí concretar la estabilidad que necesitaba para esa edad y en esa búsqueda llegue al Pole Dance, que más tarde sin pensar, se convirtió en mi Profesión.

Además del Pole, que otras actividades realizas?

Me dedico por completo al Pole, doy clases y entreno, suelo complementar mis entrenamientos con danza cuando el tiempo y el cuerpo me lo permiten.

Podrías contarnos cuáles fueron los mejores momentos de tu carrera, como atleta del Pole?

Mis mejores momentos están dados por las experiencias y las enseñanzas que me han dado ciertas competencias, yo jamás había imaginado salir del país, ni siquiera por vacaciones, crecí en una ciudad muy chica y en una familia donde tener vacaciones era no ir a la escuela, y el pole, me dio la posibilidad no sólo de conocer otros lugares  y enfrentarme a ciertas circunstancias lejos de mi tierra, sino también la de representar a mi país en competencias internacionales como España, Italia, Colombia, Brasil, esos fueron mis mejores momentos, cada viaje, cada competencia…

Manuel, cuál es tu frase o lema que motiva?

No sé si tengo alguna frase específica, pero cuando necesito alguna palabra de aliento siempre me digo ”Yo Puedo, Si Puedo”

Qué beneficios consideras que aporta el Pole Dance a tu vida?

Bueno, a nivel Profesional, el Pole Dance es mi sostén económico así que ese sería el beneficio, vivo del Pole, mi prioridad son mis clases, mis alumnos y a partir de ahí ,un abanico de posibilidades. A nivel Personal, el beneficio está dado por los desafíos que me impone la disciplina en su totalidad y el crecimiento que me deja.

Cuáles son las disciplinas que te complementan como atleta de Pole Dance?

Pilates y Danza, creo que son muy importantes. Pilates trabaja mucho la musculatura profunda que brinda estabilidad y ayuda en muchos trucos y la danza otorga fluidez y conexión con las emociones.

Qué mensaje te gustaría dejarnos?

Mi mensaje sincero y de corazón es “Hacer”, hacer las cosas de la mejor manera posible, creo que las cosas se consiguen con trabajo, pasión y esfuerzo, es lo único que perdura en el tiempo, hay que ser dedicado, así que si queremos ser buenos altetas hay que entrenar y tomar clases lo que más que se pueda, si queremos ser buenos instructores hay que estudiar y