Tag: milano

Fuorisalone, Faber Italia presenta la Mini Deluxe tra design e sostenibilità

L’azienda produttrice di macchine per caffè in cialda al dOT-design Outdoor Taste

Faber Italia, azienda leader di macchine per caffè in cialda, torna al Fuorisalone, uno degli eventi più attesi del design in Italia, che si tiene in concomitanza con il Salone del Mobile, a Milano fino al 12 giugno.

Per l’occasione presenterà nel suo spazio in Piazza San Marco a Brera la nuova Mini Deluxe che ha nei suoi punti di forza l’eleganza unita alla potenza di una macchina professionale, studiata per i clienti più esigenti che scelgono il massimo del gusto senza rinunciare ad un design compatto unico e resistente.

Telaio in acciaio inox, finiture cromate, ottonate o ramate, e cinque colorazioni disponibili tra British Green, Cherry Red, Mat Black, Pure White, Turquoise. Con un serbatoio che può contenere ben 1,3 litri nonostante le dimensioni ridotte: 26×17,5×24 cm. Oltre a questa novità verranno esposte anche tutta la linea Pro Deluxe e la Mini Agenta.

«Con Mini Deluxe abbiamo completato l’intera gamma di proposte. Credo sia l’oggetto più iconico che Faber Italia sinora ha realizzato. Costruita con materiali solidi per essere tramandata di generazione in generazione, sarà un ottimo punto di partenza per esportare il concetto di cialda monoporzionata in tutte le case degli italiani», così Fabio Teti, Ceo di Faber Italia.

La tematica del Fuorisalone 2022 è “Tra Spazio e Tempo” che, come si evince dal sito ufficiale, esprimono due variabili utili a valutare il nostro impatto sul pianeta e programmare decisioni e azioni concrete per progettare il cambiamento, un invito a riflettere sui cambiamenti in atto nel mondo di oggi, quei cambiamenti necessari per conseguire obiettivi di sostenibilità imprescindibili per guardare al domani.

Filosofia sposata a pieno dall’azienda campana. «Nei processi produttivi stiamo recuperando i metalli dai macchinari non più utilizzati, che vengono rifondati donandogli nuova vita. Per il cliente invece, c’è un consumo molto ridotto rispetto ai macchinari a macina: con questo riusciamo ad estrare il caffè con soli 500 watt ad uso professionale. Infine, per il prossimo futuro, abbiamo intenzione di utilizzare in produzione macchinari con pannelli solari», conclude Teti.

Faber Italia è oggi uno dei maggiori produttori in Europa di macchine per caffè in cialda, con una distribuzione di oltre mezzo milione di macchine in 30 paesi in tutto il mondo. Inizialmente concentrata sulla vendita delle sue macchine verso il settore vending e Ho.Re.Ca., ha conquistato negli anni anche il settore b2c.

Il tutto grazie anche ad una nuova linea di marketing, sotto la guida del direttore creativo Diego Di Flora, che ha portato alla creazione di campagne pubblicitarie molto chiacchierate, come quella natalizia che vede Babbo Natale baciare una drag queen, ispirata come protesta all’affossamento del DDL Zan; quella in occasione della Festa della Donna, che ha visto protagonisti due ragazzi con Sindrome di Down, ma anche la realizzazione di Casa Faber, un salotto web per commentare il Festival di Sanremo.

Il disegno, la scelta dei materiali da utilizzare, la realizzazione e la tornitura dei componenti e infine l’assemblaggio sono realizzati nello stabilimento di Caserta, rendendo l’intera gamma di prodotti completamente Made in Italy, garanzia di qualità riconosciuta a livello mondiale.

Equilibri sopra la follia: l’8 ed il 9 aprile arriva la commedia musicale di Caterina Calvino Prina

Vi siete mai chiesti perché ci innamoriamo proprio di quella persona? E’ solo una mera questione di enzimi e ormoni o è una sinergia di anime? Ebbene, stiamo per addentrarci in uno dei misteri più oscuri e affascinanti nella storia dell’uomo. L’AMORE! Hanno cantato di lui poeti e bardi, lui ha scatenato guerre, lui ha riappacificato interi continenti, lui fu dolce, lui fu violento, proibito, agognato. Lui che muove il sole e le altre stelle. Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte che, come vedi, ancor…

Amoreeeeeeee, ma tutte le mie mutande le hai messe a lavare, perché non le trovooo!

Arriva, all’Ecoteatro di Milano, Equilibri sopra la follia, una commedia musicale totalmente inedita, ideata da Caterina Calvino Prina, che curerà anche le coreografie e la regia, che mette in scena, in maniera assolutamente comica, ma intelligente, il tema della vita di coppia.

Indagare l’amore in epoca post pandemia – dice l’autrice – vuol dire andare a mettere in scena tutti gli aspetti della vita a due, da quelli più romantici a quelli tragicomici. Dare al pubblico un nuovo spettacolo leggero e divertente, ma che unisca recitazione, canto e danza di altissimo livello, è un modo per far sorridere in un momento di grande crisi mondiale”.

Lo spettacolo, scritto a quattro mani da Caterina Calvino Prina e Alessio Ruaro, alternerà, come da tradizione della commedia musicale, canto, recitazione e danza.

Le musiche saranno delle hit della canzone italiana, da La Notte, la Cura, a Zitti e Buoni, Pedro e la Vasca, riarrangiate dal Maestro Giacomo Buccheri, e si alterneranno alla prosa e a momenti coreografici di grande appeal.

I numeri danzati saranno interpretati dai danzatori professionisti della Kei Ballet Company Milano.

Dirigendo l’Accademia Ucraina di Balletto, non potevo esimermi da inserire la danza di alto livello che ovviamente non sarà solo quella classica, ma vedrà in scena il modern, l’hip-hop, il contemporaneo ed anche un assaggio di tango argentino”.

Protagonisti, Laura Offen ed Alessio Ruaro, che, recitando e cantando, metteranno in scena situazioni della vita quotidiana, in cui ogni persona del pubblico potrà riconoscersi.

Si ride molto, ma si pensa altrettanto, assistendo ad una nuova commedia musicale inedita e tutta italiana, che non mancherà di lasciare il segno per la qualità della sua realizzazione.

E vissero tutti felici e contenti. Ma sicuri sicuri? E il figlio da portare a calcio? Le bollette da pagare? Il capo che ti chiede gli straordinari il venerdì sera? In tutta questa follia, la vita di coppia è come un funambolo, basta una minima disattenzione o un lieve folata di vento che si precipita in una disastrosa caduta libera. Ma forse se condiamo il tutto con i più grandi successi della musica italiana, tanto tragico non lo sarà. Mi sa che lo scoprirete solo venendoci a vedere”. (Alessio Ruaro)

Sceneggiatura di

Alessio Ruaro e Caterina Calvino Prina

Coreografie di Caterina Calvino Prina, Ariel Romero Koch

Arrangiamenti e direzione Musicale di Giacomo Buccheri

Prodotto da AUB

BIGLIETTI https://toptix1.mioticket.it/…/equilibri%20sopra…/events

VENERDÌ 8 Aprile ore 20.45

SABATO 9 Aprile ore 20.45

All’ @ecoteatromilano INFO LINE : 0282773651 www.ecoteatro.it

 

Bob Sinclair, dj set ai Magazzini Generali

MAGAZZINI GENERALI presenta HALL OF FAME, venerdì 11 marzo 2022.

L’evento è dedicato interamente alla house music e vedrà l’esibizione live di BOB SINCLAIR e del trio PASTABOYS.

BOB SINCLAIR, dj francese multiplatino di fama internazionale, si esibirà nello storico locale milanese, in via Pietrasanta 16, portando in pista l’house music che lo ha reso celebre. Le porte si apriranno alle 23:30, per vivere una serata indimenticabile fino alle 05:00 del mattino. 

BOB SINCLAIR si è distinto come uno dei maggiori diffusori del genere in tutto il mondo, oltre ad avere composto hit di successo planetario come “Love Generation” e “World Hold On”. Gli ospiti potranno così partecipare a una notte unica, ballando sulle note che hanno raggiunto la vetta delle classifiche di tutto il mondo.

La lineup prosegue con i PASTABOYS, il trio bolognese di dj che, con la musica house, hanno portato il capoluogo emiliano ad essere uno dei più importanti punti di riferimento del clubbing italiano. Per concludere la serata, gli ospiti saranno intrattenuti dal dj “di casa” Volantis, che avrà cura di farli ballare e divertire fino alla chiusura dell’evento.

TICKET (35/40 euro + dp):

https://dice.fm/event/a9k67-bob-sinclar-magazzini-generali-11th-mar-magazzini-generali-milano-tickets 

La prevendita è consigliata.

#CIVEDIAMOAIMAGAZZA
Sito: www.magazzinigenerali.org
Instagram: https://www.instagram.com/magazzinigeneralimilano/
Facebook: https://www.facebook.com/MAGAZZINIGENERALI.OfficialPage
Ufficio Stampa Coco District
Lucrezia Spiezio – lucrezia@coco-district.com – 380 267 8858
Antonio Votta – antonio@coco-district.com  329 324 7074

I 5 migliori venditori Amazon di Milano, Compra Italiano

Acquista Italiano, Compra Italiano, Amazon Top Vendor Milano.

I cinque migliori venditori Amazon di Milano, sono stilati in base ai feedback positivi degli ultimi dodici mesi. I feedback sono solo quelli ricevuti dalle vendite sul mercato italiano e sono un indicatore parziale del volume delle vendite, non delle entrate.

 


I MIGLIORI VENDITORI AMAZON DI MILANO – AMAZON TOP VENDOR MILANO 2020
In ordine alfabetico:

 


Aigostar Srl Italy

VIA DELLE INDUSTRIE 9/1, MEZZAGO (MB), 20883 IT
Aigostar Srl Italy s’impegna a fornire al cliente un servizio di assistenza nel rispetto degli standard massimi.
VAI ALLO STORE

 


AOSOM

Centro Direzionale Milanofiori, Strada 1 Palazzo F1, Assago (Mi), 20057 IT
Aosom è un’azienda globale specializzata in vendite online presente in Italia, USA, Canada, UK, Francia, Germania, Spagna e prossimamente in altri paesi.
Aosom propone una grande varietà di prodotti originali e di qualità per la casa, il giardino, il tempo libero e gli animali a prezzi sempre concorrenziali.
Su Aosom potrai trovare prodotti: Outsunny, specializzato nell’arredo per esterni, soluzioni per il riscaldamento e il giardinaggio; HomCom, che propone elementi e complementi di arredo per la casa e per l’ufficio, attrezzature per il fitness e giocattoli per bambini; PawHut dedicato alla cura degli animali domestici.
Prodotti di alta qualità ad un prezzo di fabbrica senza inutili e costosi passaggi di intermediari. Qualità del prodotto e il servizio.
Gli articoli in vendita sono tutti disponibili nei magazzini in Italia, gli ordini e le spedizioni vengono evasi giornalmente con corriere espresso.
Il Servizio Clienti, situato in Italia, è sempre a disposizione per ogni domanda prima o dopo la vendita, per fornire tutte le informazioni necessarie per completare l’acquisto e risolvere eventuali dubbi.
VAI ALLO STORE

 


aviliagroup

Via dei Valtorta 48, Milano, 20127 IT
Nato nel 2008, grazie alle competenze e all’expertise di un team tutto italiano, AVILIA si è rapidamente confermato come il sito di ecommerce prediletto da milioni di clienti che serve con passione e impegno.
Attento alle novità di mercato e alla qualità della propria offerta, AVILIA rafforza, giorno dopo giorno, la già consolidata brand partnership e seleziona i migliori prodotti a prezzi imbattibili.
Il Gruppo ha una consolidata identità di impegno, costanza e passione: valori che si riflettono nella personalità forte e dinamica di AVILIA.
AVILIA è tra le poche realtà completamente integrate verticalmente, senza esternalizzazioni, senza intermediari!
Vantano il più ampio assortimento online con oltre duecentomila referenze e, nonostante questo, i cataloghi sono sempre aggiornati con le ultime novità del mercato.
Assistenza, spedizioni, acquisti e vendite, ogni aspetto dell’azienda è gestito e sviluppato internamente dal Gruppo.
Un organizzazione logistica espansa su oltre 50mila mq.
VAI ALLO STORE

 


HOEPLI – La Grande Libreria

Via Hoepli 5, Milano, 20121 IT
Il servizio online di HOEPLI è espressione di una delle più grandi librerie in Italia e in Europa con sede a Milano: vanta un catalogo di oltre 500.000 libri, un ventaglio di Sconti e Offerte sempre aggiornato ed estremamente conveniente e un rapidissimo Servizio di consegna in tutta Italia e in pochi giorni.
HOEPLI rappresenta un assoluto punto di riferimento per gli appassionati di libri, grazie alla sua offerta ricchissima e sempre aggiornata, e un sistema di novità e consigli librari garantito dal lavoro di quaranta librai specializzati.
VAI ALLO STORE

 


YESPRESSO

VIA GALILEO GALILEI 16, SEGRATE (MI), 20090 IT
YESPRESSO s’impegna a fornire al cliente un servizio di assistenza nel rispetto degli standard massimi.
VAI ALLO STORE


 

La classifica è un buon indicatore del successo complessivo di un venditore, ma non indica necessariamente la performance di vendita del venditore rispetto ai venditori simili.
Il feedback non è direttamente una misura del successo, ovviamente, ma è un indicatore parziale del volume delle vendite. Amazon afferma che “la maggior parte dei venditori riceve un feedback dal 10% al 20% delle vendite”, quindi il numero di prodotti venduti sarà probabilmente abbastanza superiore se posti in relazione ai feedback.

Gabriella Chiarappa nuova Brand Ambassador per la Privacy Garantita: da oggi cancellare notizie da Google non più un problema

La privacygarantita.it in vista dell’anno 2021/2022 sceglie Gabriella Chiarappa Brand ambassador per la Web Reputation  in  Lombardia.  Lo porta a conoscere il CEO Cristian Nardi fondatore della RST società che si occupa di Eliminare notizie da Google: quello che fino ad  oggi rappresenta un vero ostacolo per molti brand ora non è più,  la nostra società nasce per portare supporto a grandi e piccolo imprese che vogliono capitalizzare il proprio patrimonio  digitale, affermarlo è  Nardi che con grande entusiasmo porta avanti progetti per la difesa della reputazione di molte aziende italiane.

Poi continua parlando della scelta di Gabriella Chiarappa brillante fashion manager, presentatrice, giornalista e ideatrice del Format più glamour d’Italia Le Salon de la mode. È uno dei manager romani più noti, capofila di una nuova generazione di donne top manager dalle idee forti ed innovative: Dice Chiarappa Internet è potere. Le persone decidono di acquistare un prodotto o ordinare un servizio tramite il web. Cercano su Google il nome dell’azienda, visitano i siti di recensioni, leggere i commenti sui forum. Al giorno d’oggi viviamo in un monitor. Non otteniamo tante informazioni offline quanto online. Questa forza deve essere appresa per controllare, altrimenti può affondare.

Privacygarantita.it è una tra le prime agenzia di web reputation in Italia nata prima ancora del diritto all’oblio Google. In vista del dopo coronavirus la società fa anche il punto della situazione delle cattive recensioni di molti ristorant,i Hotel, aziende di ogni tipo che hanno a che fare con un grande pubblico: Le persone sono stufe degli annunci pubblicitari la loro decisioni sono molto influenzate dalle recensioni, ormai la gente non solo si affidano hai consiglio degli amici o professionisti che sia… a leggono sulle piattaforme.

Guglielmo Rufolo Chirurgo Plastico: Spring extraction after Spring Assisted Surgery for sagittal synostosis

20. Spring extraction after Spring Assisted Surgery for sagittal synostosis

Rufolo, Guglielmo1; Maltese, Giovanni2; Kölby, Lars2; Tarnow, Peter2

1University of Naples Federico II, Department of Plastic Surgery, Naples, Italy; 2Sahlgrenska  University

Hospital, Department of Plastic Surgery, Goteborg, Sweden

 

Background:  The use of implantable springs in sagittal synostosis was pioneered at the Craniofacial Surgery Unit of Sahlgrenska University Hospital in 1997. The bayonet shaped springs are typically inserted into the calvarial bone through burr holes at the side of the sagittal craniotomy. Six months

after placement, springs are extracted under general anaesthesia though a short incision. The aim of this study was to determine the invasiveness of the spring extraction procedure with regards to safety, complications  and bleeding.

Material and methods: Patients were extracted from the Göteborg´s craniofacial registry. All patients operated for sagittal synostosis using the spring technique from 1997 to 2011 were included in the study. Perioperative  bleeding, operative time and complication rate were evaluated.

Results: 133 patients fulfilled the criteria and were included in the study. Mean age at the time of springs extraction was 11.7 months. Mean operation time was 33 minutes (SD ±16 min, range 10-105 min, median 30 min). Mean blood loss was 26 ml (SD ±24 ml, range 2-130 ml, median 20 ml). The only complication registered was an intra-operative  blood pressure drop after a 110 ml bleeding from the sagittal sinus caused by a dislocated spring. No post-operative  complications  were registered. Discussions: The use of springs after sagittal craniotomy to correct sagittal sinostosis has become increasingly popular in other craniofacial units since it achieves good results with the advantage of being a less invasive surgical procedure compared to a traditional cranioplasty. A common criticism to spring- assisted surgery is that a second surgical procedure is necessary to remove the springs. Our study demonstrates  that springs extraction is a minimal surgical act with low rate of complications.

Top agenzie Web Reputation in Milano Cerca contatti su “ITALIA TOP AGENZIE”

Tra le molte agenzie di web reputation analisi in Italia troviamo la  Privacygarantita.it è un team di professionisti esperti di PR digitali, Roma, Torino, Milano, Napoli, PalermoWeb Reputation,  Il loro la loro specializzazione è di lavorare con  pubblicazioni illegali e negative, migliorando la reputazione di aziende e individui. Gli specialisti del team di Privacygarantita.it  hanno più di 12 anni di esperienza di successo nella risoluzione di situazioni di crisi con i media e le piattaforme pubbliche in Italia, nei paesi della CSI, in Europa e in Asia. La http://www.privacygarantita.it è una delle prime agenzie italiane di WEB REPUTATION assumere il pieno controllo dei risultati di ricerca per azienda e persona: rimuovi risultati negativo, saturare i primi 20 risultati di ricerca con pubblicazioni e profili positivi, anche mantenendo con la massima discrezione. privacygarantita.it lavora: Russia, Europa e Stati Uniti, in particolare Italina, Francia, Montecarlo, Germania, Svezia, Albania, Spagna.

Specializzazioni dell’agenziarimozione delle informazioni pubblicate su quotidiani online

Una delle grandi specializzazioni della Privacygarantita.it  è di Risolvere tempestivamente i problemi di reputazione online un’azienda o persona fisica che sia con strumenti legali e avvalendoci esperti nel settore come Cristian Nardi , rimuovendo risultati negativo con l’ausilio di avvocati specializzati. Compresi gli attacchi online di concorrenti e malvagi.

rafforzamento del marchio su forum e siti-recensioni

Rafforzeremo il posizionamento del marchio sui siti di recensioni Google Maps, e molti altri, sui forum generali e specializzati. Le recensioni negative sull’azienda, sul suo prodotto o “dai volti dei dipendenti” verranno rimosse in base ai risultati di un dialogo con i moderatori del sito. Lo sfondo negativo sarà oscurato dalle recensioni degli utenti dagli account live.

eliminazione delle pubblicazioni negative dalla prima 10 rilasciata da  Google

Ridurremo le pubblicazioni negative nei risultati di ricerca per le query chiave, quando la loro rimozione è impossibile o richiede budget elevati. Di conseguenza, inserendo il nome dell’azienda nella ricerca, gli utenti vedranno solo informazioni positive. Il calo medio della valutazione delle pubblicazioni negative per un mese di lavoro è di 5-7 posizioni.

lavora con google e youtube tips

Rimuoveremo le recensioni negativi in ​​Google e YouTube che danneggiano la tua reputazione. Lavoriamo con i prompt sia nelle versioni PC che mobili dei motori di ricerca. I termini di lavoro in Google – 2 mesi.

posizionamento di pubblicazioni editoriali garantite in tutto il mondo

Rafforzeremo il campo dell’informazione dell’azienda e della persona attraverso pubblicazioni di immagini garantite nei media russi e stranieri, federali e di settore. Solo quello che vuoi saprà di te. Tra i medi partner ci sono oltre 34.000 editori in 157 paesi.

promozione di articoli sulla reputazione a top  google

Porteremo le tue pubblicazioni selezionate ai primi posti nei risultati di ricerca di Yandex e Google per le principali query commerciali e di informazioni. In media, occorrono 3 settimane affinché le pubblicazioni di basso punteggio raggiungano i primi 30 e 7 settimane per i primi 10. Geografia chiave del lavoro: Russia, paesi della CSI, Europa e Stati Uniti.

Creeremo profili per aziende e alti funzionari su piattaforme di business affidabili e russe, tra cui Bloomberg, Reuters e Wikipedia. Promuoveremo profili commerciali e di reputazione di personaggi pubblici sui social network e sui canali YouTube per le imprese.

Web Reputation ragazzi come funziona? ecco il centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica

Introduzione: le ragioni della ricerca Nei primi mesi del 2016 una ricerca realizzata da OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica – per il Corecom Lombardia ha fotografato l’esperienza che i giovani lombardi realizzano quotidianamente online, concentrando l’attenzione sulle piattaforme di social media più frequentate e sulle pratiche comunicative più diffuse, anche al fine di individuare i comportamenti più rischiosi e le strategie più efficaci nella gestione della reputazione online. A circa diciotto mesi di distanza, su iniziativa dei Corecom di Lombardia, Lazio e Campania, le Università Federico II di Napoli, La Sapienza e LUMSA di Roma e l’Università Cattolica di Milano hanno realizzato una ricerca congiunta nelle tre regioni, con l’intento di estendere la base dei dati, aggiornare le conoscenze in merito a questi fenomeni e confrontarsi sugli elementi di forza e di criticità rilevabili in prospettiva cross-regionale. Uno sguardo allo scenario internazionale L’analisi dei comportamenti online dei giovani e in particolare dei comportamenti a rischio non può prescindere da uno sguardo di tipo comparativo sull’andamento che tali pratiche hanno a livello internazionale, nazionale e regionale.

Secondo alcune ricerche svolte in Europa (Mascheroni, Cuman, 2014), la facilità di accesso alla rete è tale che i ragazzi navigano in internet prima ancora di possedere un telefono cellulare; mentre l’età entro la quale si ottiene il primo smartphone è compresa tra gli 8 e i 12 anni. All’interno di questo scenario, l’Italia è il paese in Europa in cui l’età media di accesso ad internet rimane la più alta, mentre la Danimarca è il paese con l’età media più bassa. Inoltre dal 2010 al 2013-14 le attività di social networking, condivisione ed intrattenimento svolte attraverso dispositivi digitali risultano in crescita (Eu kids online, 2011; Mascheroni, Cuman, 2014). Più difficile è, invece, avere una chiara fotografia delle dimensioni assunte dai rischi che si corrono in rete ed in particolare del cyberbullismo. Il Cyberbulling Research Center negli Stati Uniti sostiene che la percentuale di giovani interessati dal fenomeno oscilla tra il 10% e il 40%. Se il fenomeno viene circoscritto ad azioni online ripetute volte a colpire qualcuno, la percentuale si attesta attorno al 20% in un campione di giovani di età compresa tra gli 11 ed i 18 anni. Il Rapporto EU Kids Online del 2011 ha evidenziato che il 6 % di giovani tra i 9 ed i 16 anni in Europa è stato bullizzato online. Mentre, nel 2014, il Report Net Children Go Mobile ha evidenziato che il 12% di 3.500 ragazzi di età compresa tra i 9 ed i 16 anni è stato vittima di bullismo1 . 1 Mascheroni, Cuman, (2014),‘Net Children Go Mobile. Final Report’, Educatt Milano, Italy, 4 Naturalmente, a pesare sulla diversità dei risultati è l’età del campione di giovani presi in esame, la definizione più o meno estensiva di cyberbullismo adottata, le realtà geografiche prese in esame con il relativo grado di sviluppo tecnologico, di digital literacy e le condizioni socio-economiche dei soggetti esaminati e delle loro famiglie. Guardando alla situazione Europea, gli studi sul tema 2 evidenziano un pattern largamente diffuso in diversi paesi in base al quale più i ragazzi guadagnano l’accesso ad internet in tenera età, più il tempo che loro trascorrono online tende ad aumentare3 . Allo stesso tempo, la percentuale di rischi e pericoli connessi all’uso di internet si innalza nei paesi in cui si registra un livello elevato di frequentazione della rete. Ciò accade in paesi dell’Europa del Nord-Est (Estonia e Lituania) seguiti da Norvegia e Svezia, mentre la percentuale di rischi esperita risulta la più bassa in assoluto in Turchia, Portogallo, Grecia ed Italia. Sebbene l’Italia, su 25 paesi esaminati, presenti il più basso livello di comportamenti problematici connessi all’uso di internet, come ad esempio trascorrere troppo tempo online al punto di non mangiare o non dormire, l’incidenza di un eccessivo uso della rete si ripercuote nel caso dei ragazzi e delle ragazze italiane su problemi emotivi, più che comportamentali. Guardando più specificatamente al fenomeno del bullismo in rete, i livelli più bassi spettano all’Italia affiancata dal Portogallo, mentre i più alti ad Estonia e Romania, seguiti da Danimarca e Svezia (Eu Kids, 2011). Le pratiche di bullismo hanno una forte componente di genere: le ragazze hanno più probabilità (26%) dei ragazzi (20%) di esserne vittime e di rimanerne turbate. Allo stesso modo nel passaggio dalla pre-adolescenza all’adolescenza (13-14 anni) è più probabile che si diventi vittime di bullismo (26%) (Mascheroni, Cuman, 2014). Livelli bassi si registrano anche in riferimento al fenomeno del sexting: nella metà dei paesi europei presi in esame dal rapporto EU Kids online, il rischio di ricevere messaggi a sfondo sessuale è sotto la media ed il livello risulta ulteriormente basso in Italia. Nei paesi in cui una percentuale più alta di ragazzi/e ha dichiarato di avere ricevuto messaggi a sfondo sessuale, solo una piccola parte di essi ha anche affermato di esserne rimasta turbata. Ciò evidenzia un atteggiamento di resilienza verso l’esposizione a questi contenuti. Complessivamente, i dati hanno fatto emergere che ad un maggiore uso di internet corrisponde un maggiore tasso di rischio. Nella comparazione europea, l’Italia si inserisce in un pattern di basso uso/basso rischio insieme all’Austria, al Belgio, alla Francia, alla Germania, alla Grecia e all’Ungheria. 2 EU Kids Online (2014), ‘EU Kids Online: findings, methods, recommendations’, LSE Publishing. Il progetto EU Kids Online condotto dalla London School of Economics and Political Science (LSE) e finanziato dall’European Commission’s Safer Internet Programme è stato condotto in 25 paesi tra cui: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia, Turchia e Regno Unito. 3 Lobe, B., Livingstone, S., Ólafsson, K., Vodeb, H. (2011) Cross- national comparison of risks and safety on the internet: initial analysis from the EU Kids Online survey of European children. EU Kids Online, Deliverable D6. EU Kids Online Network, London, UK. 5 Uno degli aspetti più rilevanti emersi dalle indagini europee è che i paesi in cui i ragazzi sono più propensi a parlare con qualcuno dei pericoli che hanno incontrato online non sono quelli in cui è stata registrata la più alta percentuale di esperienze pericolose in rete4 . Ciò trova conferma nei dati relativi all’Italia, dove il numero di danni riportati è basso, ma la probabilità che i ragazzi ne parlino con qualcuno è più alta rispetto agli altri paesi.

 

La metodologia della ricerca Web reputation e comportamenti online degli adolescenti in Italia Nel quadro di un più ampio approccio metodologico, che ha visto lo sviluppo di una parte anche qualitativa limitatamente alla Campania e al Lazio, la ricerca congiunta ha adottato la medesima metodologia utilizzata nel 2016 da OssCom, intervistando un campione rappresentativo, dal punto di vista sociodemografico, della popolazione campana, laziale e lombarda tra gli 11 e i 18 anni, utente abituale di internet. La survey è stata condotta mediante questionario online integrato con interviste face to face sulla base di una traccia volta a rilevare le pratiche d’uso dei social media, le modalità di costruzione del proprio profilo, le informazioni personali condivise, i rischi incontrati nel corso dei 12 mesi precedenti, le forme di intervento e di mediazione sociale cui si fa ricorso per far fronte alle minacce nei confronti della propria web reputation, le iniziative di prevenzione messe in atto dalla scuola. I risultati della ricerca 1. L’uso dei social media L’uso dei social media si conferma centrale nell’esperienza online dei più giovani, ed è particolarmente diffuso sia tra i preadolescenti (11-14 anni) che tra gli adolescenti (15- 18 anni) che accedono a internet. • Infatti, l’86,5% degli utenti tra gli 11 e i 18 anni ha almeno un profilo su un sito di social network (SNS), con una percentuale maggiore fra gli adolescenti (95,5%, contro il 77,5% dei preadolescenti), e fra i maschi (87,3%, contro l’85,7% delle ragazze). La maggior parte degli utenti (49,4%) ha un solo profilo, ma quasi un terzo di essi (31,3%) ha più profili su diverse piattaforme. • I tre social network usati più frequentemente sono WhatsApp (37,3%), Facebook (36,5%) e Instagram (18,8%), ma la loro preferenza risente di alcune variabili sociodemografiche. Se WhatsApp è l’applicazione social più utilizzata in assoluto, e Facebook mostra qualche segno di crisi, quest’ultimo resta ancora il più popolare fra i maschi (39,9% lo indica come il profilo usato più spesso, contro il 32,8% delle femmine) e gli adolescenti (37,8%, contro il 34,9% di chi ha meno di 14 anni). Instagram invece è più frequente fra le femmine (24,3%) e i preadolescenti (19,8%). 4 EU Kids Online (2014), ‘EU Kids Online: findings, methods, recommendations’, LSE Publishing, p. 8. 6 2. Il profilo: pubblico o privato? Quali informazioni personali? Le modalità di impostazione del profilo individuale su una piattaforma di SNS costituiscono una variabile fondamentale nel qualificare l’esperienza online dell’utente, in modo particolare per quanto riguarda l’opzione tra “pubblico” (visibile a tutti gli altri utenti) e “privato” (visibile ai soli “amici”) e la tipologia delle informazioni personali messe a disposizione. Tale distinzione, peraltro, molto rilevante nella definizione dei profili di Facebook, è meno significativa in altri SNS come Instagram, dove la gestione della privacy avviene attraverso la gestione delle singole funzioni. La maggiore diffusione di Instagram, avvenuta negli ultimi mesi, costituisce un elemento dinamico rispetto al passato e contribuisce a sottolineare la rilevanza delle affordance delle piattaforme social nel dare forma ai comportamenti dei loro utenti (anche in relazione alla privacy). • Nel caso dei giovani intervistati, più della metà ha un profilo privato (57%), mentre la restante parte ha un profilo pubblico (40,3%), laddove solo il 2,7% sembra inconsapevole o immemore di quale opzione ha scelto. La percentuale di chi ha un profilo pubblico è maggiore fra i maschi (42,4%) e gli adolescenti (43,2%). • Le informazioni personali condivise sul profilo dalla maggioranza degli intervistati includono una foto che mostra chiaramente il proprio volto (73%), foto o video personali (72,2%), il cognome (64,7%), l’età vera (51,5%). Quasi la metà degli intervistati condivide la scuola frequentata (46,5%). I giovani intervistati sembrano più riservati e prudenti rispetto ad altre informazioni, come le relazioni sentimentali (26,4%), il numero di telefono cellulare (19%), e l’indirizzo di casa (9,1%). • Gli adolescenti mostrano una maggiore propensione alla condivisione delle proprie informazioni personali, mentre i preadolescenti si rivelano più prudenti tranne che per quanto riguarda il proprio indirizzo (9,5% contr 8,9% degli adolescenti) e un’età diversa da quella reale (26,2% contro 22,4% degli adolescenti, a riprova forse della pratica di bypassare il limite dei 13 anni per accedere ai SNS). In modo analogo le ragazze tendono a condividere meno informazioni personali rispetto ai loro coetanei maschi, con la sola ma significativa eccezione dei materiali fotografici (foto profilo: 77% contro 69,4% dei maschi; foto e video personali: 75,5% contro 69,1% dei maschi). 3. La risky communication Alcune pratiche comunicative online sono giudicate rischiose perché espongono al contatto con sconosciuti: • Nel corso dell’ultimo anno il 59,9% degli intervistati ha cercato nuovi amici sui social network, poco meno della metà (45,7%) ha aggiunto alla propria lista di contatti persone che non avevano incontrato faccia a faccia (soprattutto “amici di amici”), mentre quasi un terzo dei giovani (30,9%) ha inviato informazioni personali a persone che non avevano mai incontrato faccia a faccia. • La risky communication è generalmente più diffusa tra i maschi rispetto alle femmine. 7 4. La gestione della web reputation In generale i giovani intervistati si dimostrano abbastanza consapevoli dei rischi di una cattiva gestione della propria reputazione online e sembrano agire di conseguenza: • la pratica “correttiva” più diffusa riguarda la gestione della propria lista di contatti, con la cancellazione di amici o contatti non più desiderabili (60,4%); il 40,1% degli intervistati ha cancellato o modificato cose che aveva pubblicato in passato, il 31,9% ha tolto il proprio nome da foto in cui era stato taggato da altri, e il 30,3% ha cancellato commenti che altri avevano pubblicato sul suo profilo. • In via “preventiva”, invece, il 36,2% degli intervistati ha deciso di non pubblicare qualcosa per paura che potesse danneggiare la sua immagine, il 25,1% ha pubblicato messaggi in codice che solo alcuni amici potessero capire e il 27,7% ha migliorato il proprio aspetto in una foto con qualche software. • Le ragazze si dimostrano più sensibili all’esigenza di gestire la propria immagine online e sono più attive dei maschi sotto questo punto di vista; più difficile, invece, cogliere una differenza sistematica tra preadolescenti e adolescenti, anche se questi ultimi danno segni di una maggiore cura del proprio profilo. 5. I rischi dei social media: bullismo, sexting, abuso dei dati personali I rischi più diffusi, indagati dalla ricerca,sono nell’ordine il bullismo, sia offline che online (27,8%), seguito dal sexting (20,1%) e dall’abuso dei dati personali, con percentuali variabili a seconda delle sue diverse forme (da un massimo di 24% relativo al tag su una foto in cui non si vuole comparire a un minimo di 4,3% per la condivisione di informazioni che hanno danneggiato la propria famiglia). • Il bullismo offline è ancora più diffuso di quello online; il cosiddetto cyberbulling è però diffuso su tutte le piattaforme di SNS: il 39,6% delle vittime lo ha sperimentato su Facebook, il 31,7% su WhatsApp, il 14,3% tramite chiamate e SMS sul proprio cellulare e l’8,1% su Instagram. • Per quanto riguarda il sexting, le piattaforme più pericolose sono Facebook (45,7% delle vittime) e WhatsApp (44,4%); seguono a distanza gli sms (11,8%) e le altre piattaforme (Instagram 9,5%). • La forma di abuso dei dati personali più diffusa è il tagging indesiderato su foto rese pubbliche da altri utenti (24%) e, a scalare, la pubblicazione indesiderata di proprie immagini fotografiche (13,6%), l’uso o la diffusione di informazioni personali da parte di altri (rispettivamente 11,4% e 6%), il furto di identità (6,4% su smartphone, 4,8% su SNS). • Gli episodi di bullismo sono più frequenti fra i maschi (30,2% contro il 25,2% delle femmine) e fra i preadolescenti (30,7% contro il 25% degli adolescenti); il rischio sexting è più diffuso tra i maschi (23,2%) che tra le femmine (16,9%), e tra gli adolescenti (21,7%) che tra i preadolescenti (18,7%). • Il bullismo continua a essere il rischio più dannoso: più di due vittime su tre si dicono ‘abbastanza’ o ‘molto’ turbate da quest’esperienza, e il dato sale a tre vittime su quattro tra i preadolescenti e tra le femmine. Tra le vittime del sexting, poco meno dei due terzi si dichiarano ‘abbastanza’ o ‘molto’ turbati dall’esperienza, ancora con maggiore frequenza tra i preadolescenti e tra le femmine, mentre i maschi e gli adolescenti sembrano essere, seppur di poco, meno sensibili al danno. 8 6. Il coping: le risposte sociali Quando hanno esperienze negative su internet, i ragazzi adottano una combinazione di strategie per far fronte alla situazione problematica e ridurre lo stress emotivo e psicologico: • Se dovessero fare un’esperienza su internet che li infastidisce o li turba, i giovani delle tre regioni si rivolgerebbero alla madre (79,6%), agli amici (71,9%), al padre (65,2%), a fratelli e sorelle (49,8%). Seguono altri adulti significativi (36,8%), gli insegnanti o altri adulti incaricati di aiutare i giovani (rispettivamente 26,3% e 27,1%) e altri parenti (24,6%). 7. La mediazione e la prevenzione scolastica La scuola rappresenta un importante ambito di mediazione dell’esperienza online dei ragazzi. Gli insegnanti hanno la possibilità di influire, preventivamente o in modo correttivo, sulla qualità di tale esperienza, e i giovani intervistati rendono conto della presenza (seppur limitata) degli insegnanti su questo fronte: • Un terzo degli intervistati dichiara di aver ricevuto consigli dai propri insegnanti su come comportarsi con i propri contatti online (32%) e su cosa fare nel caso in cui qualcosa li turbasse o infastidisse su internet (32,7%); più contenute sono le percentuali di chi riferisce di un progetto di sensibilizzazione sugli usi sicuri e responsabili dei SNS (24,3%) o di un lavoro – di gruppo o personalizzato – a supporto degli utenti meno consapevoli (dal 18,4% al 12,9%). Il confronto cross-regionale 1. L’uso dei social media I soggetti coinvolti nel questionario mostrano un comportamento sostanzialmente omogeneo a livello regionale per quanto riguarda il possesso di un profilo/account su un SNS. Una lieve differenza, invece, è riscontrabile rispetto alla tendenza ad avere più di un profilo, sia in termini di profili multipli all’interno dello stesso sito, sia per quanto riguarda la pratica di avere profili su differenti piattaforme. • Più specificamente, possiede più di un profilo all’interno dello stesso SNS il 4,6% dei rispondenti della Lombardia, contro il 6,4% del Lazio e il 6,8% della Campania; account su differenti piattaforme sono utilizzati dal 29,7% dei ragazzi e delle ragazze della Lombardia a fronte di un 32% dei giovani campani e di un 32,1% dei giovani del Lazio. • Alcune differenze più marcate a livello cross-regionale si possono osservare per quanto riguarda il tipo di piattaforma su cui si ha il profilo/account che si utilizza più spesso. Se si esclude WhatsApp, infatti, Facebook è richiamato dal 30,9% dei giovani della Lombardia rispetto al 37,2% dei giovani del Lazio e al 41,1% dei giovani della Campania. Un andamento coerente e di segno opposto si osserva per quanto riguarda Instagram, un social network site che si sta recentemente facendo strada nelle abitudini dei giovani 9 italiani, lasciando spazio per ipotizzare una sorta di “effetto sostituzione” che sarebbe più accentuato in Lombardia rispetto alle altre regioni considerate. • Nel dettaglio, solo il 13,6% dei giovani campani considera il profilo di Instagram quello usato più spesso, contro il 18,8% dei giovani laziali e il 24,4% dei lombardi. 2. Il profilo: pubblico o privato? Quali informazioni personali? Anche la gestione della visibilità dei profili social utilizzati dai ragazzi raggiunti dal questionario evidenzia una certa specificità regionale. • Ha un profilo pubblico il 45,8% dei campani, il 41,4% dei lombardi e solo il 33,7% dei giovani del Lazio. Il dettaglio delle specifiche informazioni condivise online dai ragazzi e dalle ragazze consente di osservare come l’atteggiamento generale nei confronti della visibilità online si concretizza in una serie di scelte che tracciano i confini della presenza social dei giovani delle tre regioni analizzate, mettendo in evidenza alcune specificità regionali, nell’ambito di una tendenza complessiva che vede i giovani della Campania più pronti a includere informazioni personali all’interno del loro profilo social. • Nel dettaglio, condivide una foto che mostra chiaramente il volto il 67,2% dei ragazzi del Lazio, il 72% di quelli della Lombardia e il 79,6% di quelli della Campania; inserisce il cognome il 59,6% dei lombardi, il 61,7% dei laziali e il 72,4% dei campani. • Uno scarto apprezzabile si osserva anche per quanto riguarda l’inserimento di informazioni legate alla scuola frequentata, l’indicazione di un’età differente da quella vera e la dichiarazione relativa alle relazioni sentimentali. 3. I rischi dei social media: bullismo, sexting, abuso dei dati personali Tra le pratiche legate alla frequentazione dei SNS che possono configurarsi come potenziali fonti di pericolo per quanto riguarda i fenomeni del cyberbullismo e del sexting, l’indagine ha esplorato l’attività di ricerca di nuovi amici, l’invio di informazioni personali a contatti non incontrati di persona e l’inserimento di questi ultimi all’interno della propria lista di amici. Particolare attenzione è stata altresì posta nei confronti di alcune attività di contrasto che possono essere messe in atto dai giovani e che, considerate nel loro insieme, rappresentano un atteggiamento proattivo di protezione rispetto alla propria presenza online. • Nell’ambito di una complessiva omogeneità dei comportamenti dei ragazzi delle tre regioni, si possono mettere in luce alcuni scostamenti, secondo un andamento dei dati che vede i ragazzi della Campania più propensi a mettere in atto tali pratiche rispetto ai giovani lombardi e laziali. • I dati relativi ai comportamenti online dei ragazzi e delle ragazze coinvolte nella ricerca testimoniano la diffusione significativa di pratiche di protezione attiva (nel complesso, poco meno di un giovane su tre). • Significativamente, sono proprio i giovani campani a risultare maggiormente impegnati in queste pratiche. Il dato può essere letto sia come indice di un generale attivismo dei ragazzi e delle ragazze della Campania, sia come il portato di un’esperienza in piattaforme social che li ha, nel tempo, esposti/socializzati a gestire più rischi rispetto a chi mostra un comportamento meno attivo. 10 Come già messo in evidenza, l’incidenza complessiva del fenomeno del cyberbullismo intercetta circa il 30% dei ragazzi e delle ragazze delle tre regioni coinvolte nell’indagine. • Il confronto tra le regioni, anche in presenza di alcune differenze nei comportamenti online dei giovani delle diverse aree territoriali, mostra un andamento tutto sommato omogeneo del fenomeno, con scarti non particolarmente significativi rispetto alla dichiarazione di essere stati vittime del cyberbullismo e al livello di turbamento che è derivato da tale evenienza. • Lo scostamento più rilevante riguarda la percentuale di giovani che dichiara di non essere stata vittima di cyberbullismo (64% Campania, 68,3% Lazio e 70,7% Lombardia), mentre le altre differenze (che riguardano sostanzialmente quanto i ragazzi e le ragazze dichiarano di essere stati turbati) si distribuiscono in maniera meno spiccata. L’andamento complessivo appena descritto, trova conferma anche per quanto riguarda la domanda “proiettiva”, che ha indagato l’incidenza del fenomeno del cyberbullismo riferendola a un amico o amica dei rispondenti. • Le differenze più significative si osservano tra chi ha dichiarato di non conoscere nessuno a cui è capitato un episodio legato al cyberbullismo: 54,5% dei giovani campani, 60% dei laziali e 63,1% dei lombardi. Per quanto riguarda le piattaforme dove avvengono gli episodi di cyberbullismo, in termini generali Facebook è la piattaforma in cui i ragazzi hanno sperimentato maggiormente episodi di cyberbullismo. I dati più rilevanti emersi nella comparazione crossregionale si allineano a questa tendenza. • Costituisce un’eccezione il caso di WhatsApp dove le differenze in termini di incidenza del fenomeno del cyberbullismo risultato maggiori rispetto alle percentuali di utilizzo della piattaforma. Nel dettaglio si registra uno scarto di circa nove punti percentuali tra Campania (35.9%) e Lazio (27,4%) a fronte di un utilizzo della piattaforma pressoché equivalente nelle tre regioni (considera Facebook il SNS principale il 37,6% dei campani, il 38,1% dei laziali e il 36,1% dei lombardi). • In un quadro generale che vede l’incidenza dei fenomeni di sexting meno marcata rispetto al cyberbullismo, non si osservano differenze regionali significative. 4.

Figure di riferimento: mediazione e prevenzione tra famiglia, scuola e gruppo dei pari Sul piano regionale, non emergono differenze significative rispetto agli adulti di riferimento. In termini generali valgono le stesse indicazioni emerse dall’analisi nazionale: la madre è la principale figura di riferimento, seguita dal padre e dagli amici che si attestano su percentuali simili. • Il ruolo degli insegnati sembra non essere centrale se paragonato alle figure genitoriali e al gruppo dei pari, almeno in termini di punti di riferimento richiamati dai ragazzi. Per quanto riguarda le iniziative intraprese dagli insegnanti, pur nel quadro di una sostanziale omogeneità dei dati, è possibile mettere in evidenza alcune specificità sul piano locale. • Nel dettaglio, gli insegnanti lombardi hanno messo in campo strategie di sensibilizzazione rispetto ai temi del cyberbullismo e del sexting che fanno ricorso al 11 confronto verbale con i ragazzi, mentre gli insegnanti campani sono lievemente più inclini ad impostare una riflessione localizzata proprio sulle piattaforme costituendo, ad esempio, dei gruppi di discussione specifici. • In questo contesto, il dato più rilevante riguarda l’attuazione di progetti di sensibilizzazione nei confronti di un uso consapevole dei SNS: rispetto a questa attività, il 30,3% dei giovani lombardi dichiara di essere stato coinvolti in tali progetti a fronte di un 21,7% dei giovani campani e del 20,9% dei ragazzi del Lazio. Le implicazioni della ricerca Sulla base delle evidenze della ricerca è possibile trarre alcune considerazioni generali sull’esperienza online degli adolescenti italiani. In particolare, l’attenzione è posta sui principali rischi riscontrati dai ragazzi, sui loro comportamenti più pericolosi sui social media e, al tempo stesso, sulle strategie più efficaci messe in atto per la gestione della propria reputazione online. A partire da tale scenario, sono indicate alcune caratteristiche degli utenti più esposti ai rischi dei social media e più vulnerabili. Infine, si evidenziano le responsabilità degli adulti e il compito della scuola e delle istituzioni rispetto ai processi di mediazione e prevenzione dei rischi. 1. Rischi online e comportamenti degli adolescenti italiani Alcuni comportamenti online degli adolescenti italiani sono correlati positivamente con una maggiore probabilità di incorrere in rischi. • Maggiore è la quantità e la varietà delle informazioni personali presenti negli account-profili degli adolescenti, maggiore è la probabilità di rischio. • I contatti e la condivisione di informazioni personali con gli sconosciuti si accompagnano ad un maggior grado di rischio sperimentato online. • Coloro che impostano il proprio account-profilo in modalità “pubblica”, ovvero visibile a tutti, hanno circa il 10% di probabilità in più di sperimentare i rischi di bullismo, sexting e abuso di dati personali rispetto a chi ha un profilo-account “privato”, ovvero visibile solo agli amici. 2. Le strategie di web reputation management degli adolescenti Gli adolescenti italiani intervistati sono abbastanza consapevoli dei rischi dei social media. Tuttavia, essi non rinunciano all’uso di questi ultimi, piuttosto preferiscono adottare strategie di gestione della propria reputazione online al fine di minimizzare i rischi o ridurre i danni, sia in funzione correttiva, sia in funzione preventiva. • A riprova di una strategia correttiva, l’attività di gestione della propria reputazione online è più intensa tra coloro che hanno subito bullismo, sexting o abuso di dati personali rispetto a quella di chi non ha sperimentato tali rischi. • Comportamenti online più prudenti e gestione più accorta della privacy riducono la probabilità di andare incontro ai rischi dei social media, ma non la annullano completamente. 12 3. Rischi online e conseguenze sugli adolescenti Uno dei dati più significativi emersi dall’indagine è che la maggiore esposizione al rischio online di alcune tipologie di utenti non implica necessariamente maggiori conseguenze in termini di danni o turbamenti psicologici. • I maschi e gli adolescenti (15-18 anni), sono i più esposti ai rischi di cyberbullismo, sexting e abuso di dati personali, tuttavia risultano poco o per niente turbati da tali esperienze. • Viceversa, un comportamento più prudente, proprio delle femmine e, sotto alcuni aspetti, dei preadolescenti (11-14 anni), si accompagna di norma con maggiori conseguenze sul piano emotivo. • Le femmine e i preadolescenti, dunque, pur essendo i soggetti meno esposti ai rischi online, rappresentano i soggetti più vulnerabili. 4. Mediazione e prevenzione: la famiglia, la scuola, le istituzioni Il mondo degli adulti insieme al gruppo dei pari costituiscono utili risorse di mediazione dell’esperienza online degli adolescenti italiani e un supporto per le strategie di coping. • La famiglia e il gruppo dei pari sono i principali interlocutori dei ragazzi nel caso di esperienze rischiose online. • La scuola è in grado di influire sulla qualità dell’esperienza online degli adolescenti, ma l’impegno degli insegnanti su questo fronte è limitato. • Tuttavia, i dati sembrano evidenziare che l’intervento di famiglie e insegnanti si realizza con maggiore probabilità a posteriori, dopo l’esperienza del rischio, a sostegno delle strategie di coping dei giovani, piuttosto che in maniera preventiva. • La tendenza a rivolgersi a figure istituzionali in caso di esperienze dannose sui social media da parte degli adolescenti appare ancora ridotta rispetto al ruolo di supporto della famiglia. • Per tale ragione, costituisce una priorità sviluppare forme di prevenzione, a carattere educativo o regolativo, rivolte non solo agli adolescenti, ma anche alle famiglie e agli insegnanti. 5. Osservazioni conclusive A partire da tale scenario, risulta chiaro e necessario individuare strumenti efficaci per trasferire, nei contesti scolastici e formativi, non solo le competenze e le abilità tecniche per utilizzare al meglio i media digitali, ma anche le conoscenze che favoriscono una maggiore consapevolezza nel distinguere e valutare sia le opportunità che i rischi del web. Un approccio educativo utile a tale scopo dovrebbe tener conto di tre dimensioni: – Dimensione tecnologica, connessa alla capacità di scegliere le tecnologie più opportune per affrontare problemi reali e padroneggiare contesti tecnologici in rapida e continua evoluzione; – Dimensione cognitiva, connessa alla capacità di saper leggere, selezionare, interpretare e valutare le informazioni sulla base della loro pertinenza ed attendibilità; – Dimensione etica, connessa alla capacità di interagire e relazionarsi con altri soggetti in modo costruttivo e responsabile avvalendosi delle tecnologie, con particolare riguardo alla tutela personale ed al rispetto degli altri.

Pier Silvio berlusconi non paga il conto: Ex chef 43enne di Viareggio fa causa al figlio del cav., chiedendo 700mila euro

PIER SILVIO, CACCIA I SOLDI! – UNO CHEF 43ENNE DI VIAREGGIO FA CAUSA AL FIGLIO DEL CAV, CHIEDENDO 700MILA EURO DOPO ESSERE STATO LICENZIATO: L’UOMO SOSTIENE DI AVER LAVORATO COME CUOCO DELLA FAMIGLIA PER QUASI VENT’ANNI, MA DI ESSERE STATO IMPIEGATO ANCHE COME FALEGNAME DI CANTIERE, MARINAIO SULLO YACHT, FINO AD OPERAIO ADDETTO AGLI ALLESTIMENTI – E ORA PRESENTA IL CONTO…

 

Per quasi vent’anni, sostiene, è stato cuoco a servizio della famiglia Berlusconi. Ma, secondo quanto sostenuto dal suo avvocato, quel rapporto stretto, terminato con un licenziamento, era fondato su contratti di mansioni che nulla avevano a che fare con la cucina: falegname di cantiere, marinaio sullo yacht, fino ad operaio addetto agli allestimenti.

Così ora Giacomo Canale, 43 anni, di Viareggio, ha citato in giudizio davanti al Tribunale del lavoro di Genova Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente del colosso Mediaset, al quale chiede 700mila euro di retribuzioni non versate.

L’udienza è fissata per il 16 marzo, per chiarire quello che l’avvocato dello chef, Claudio Lalli, definisce «un rapporto di fiducia». I rapporti tra Canale e i Berlusconi nascono nel 1994 per caso: il cuoco di bordo del «Principessa vai via» di Silvio ha un infortunio, così l’allora 17enne Canale, studente dell’istituto alberghiero, arriva alla corte del Cavaliere che lo confermerà per le stagioni successive, fino alla vendita della barca.

giacomo canale 5GIACOMO CANALE 5 Ma a fine marzo 2007 (ricostruisce il legale) ecco la nuova chiamata, stavolta per lo yacht Suegno del figlio Pier Silvio, «che ricordava positivamente le capacità lavorative del ricorrente». Così è scritto nella citazione.

Canale diventa l’unico chef di bordo, ininterrottamente fino al 2010, stringendo un rapporto fiduciario con Pier Silvio tanto che l’imprenditore lo chiamerà a fare di nuovo il cuoco per la sua famiglia dal 2010 al 2018, in modo costante nel castello di Paraggi dove Berlusconi Junior viveva con la moglie Silvia Toffanin e i figli (e dove il Cavaliere arrivava in visita per le ricorrenze o alcuni weekend).

silvia toffanin pier silvio berlusconi silvio berlusconiSILVIA TOFFANIN PIER SILVIO BERLUSCONI SILVIO BERLUSCONI

«Il mio assistito – sostiene l’avvocato Lalli – non solo doveva procedere alla cottura e preparazione dei cibi ma anche occuparsi dell’approvvigionamento. Preparava il tutto per il nucleo familiare che consumava il pasto verso le 15 e la cena alle 22,30 ma anche per i bambini e le 3 baby sitter e, talvolta, per i genitori della signora Toffanin, per la scorta e il personale addetto al castello».

giacomo canale 1GIACOMO CANALE 1 Il 29 ottobre 2018 quel rapporto si è rotto e lo chef è stato licenziato. Ma ora Giacomo Canale rivendica il pagamento, dal 2010, di innumerevoli extra: «Le ore di lavoro straordinario, i notturni domenicali e festivi nonchè le giornate di riposo compensativo non pagate nei periodi in cui lavorava sette giorni su sette».

PIER SILVIO BERLUSCONI E ha chiamato come testimoni decine e decine di collaboratori dei Berlusconi: dai marinai alle hostess, dal giardiniere al tuttofare fino ai body guard.

FONTE: https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/pier-silvio-caccia-soldi-ndash-chef-43enne-viareggio-fa-causa-244236.htm

Pedofili La Polizia Postale ha individuato una rete di pedofili italiani che su una nota piattaforma di messaggistica scambiavano materiale pedopornografico

Pedopornografiaarresti in 15 regioni d’Italia. La Polizia Postale ha individuato una rete di pedofili italiani che su una nota piattaforma di messaggistica scambiavano materiale pedopornografico. Eseguite 50 perquisizioni e arresti per detenzione, diffusione e in alcuni casi, di produzione di materiale pedopornografico. Sequestrati file con immagini raccapriccianti di abusi su minori, ritraenti vere e proprie pratiche di sadismo dove le vittime erano anche neonati.

Sono oltre 200 gli investigatori del Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia Online e del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Torino che stanno conducendo la più grande e complessa operazione di Polizia degli ultimi anni, volta al contrasto della pedopornografia online, con il coordinamento della Procura di Torino. La capillare attività di indagine, fatta anche attraverso veri e propri pedinamenti virtuali, ha consentito di dare una identità certa ai nickname utilizzati in rete dai pedofili, portandoli allo scoperto e fuori dall’anonimato della rete.