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Rapina Lanciano, preso in Romania sesto

ANSA) – LANCIANO (CHIETI), 9 OTT – Arrestato un uomo ritenuto il sesto componente della banda che lo scorso 23 settembre ha assaltato la villa dei coniugi Martelli a Lanciano. Si tratta di Marius Adrian Martin, 34enne romeno, con precedenti per associazione a delinquere, reati contro la persona e patrimonio, che nel frattempo si era rifugiato in Romania. L’uomo è stato preso nella città di Craiova dalla Polizia romena insieme alle forze dell’ordine italiane. Il Gip di Lanciano ha firmato un mandato di arresto europeo nei confronti del soggetto, consentendone celermente l’individuazione e la cattura. I Carabinieri e il Capo della Squadra Mobile di Chieti raggiungeranno la località romena, dove si trova un investigatore del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, per l’attivazione delle procedure di estradizione

Il macellaio rumeno a capo della rapina alla villa di Lanciano potrebbe tornare presto in libertà

Lanciano. Sono ore di tensione e d’inquietudine, quelle che si vivono a Lanciano e in tutto l’Abruzzo. Infatti, stando anche a quanto riportato dai media nazionali, Alexandru Bogdan Colteanu, il giovane rumeno a capo della banda di rapinatori che ha sconvolto la cittadina abruzzese, rischierebbe di tornare in libertà.

Il “macellaio”, come ormai Colteanu è conosciuto, assieme agli altri complici sarebbe indagato solo per l’orologio rubato a Carlo Martelli, il medico proprietario dell’abitazione dove il colpo è avvenuto due settimane fa, e che, a distanza di qualche giorno, cercava di vendere sottobanco nel casertano.

La Procura contesta al giovane il furto e, ovviamente, la rapina (con relative efferate modalità), al fine di prolungargli la detenzione in carcere. Ciò che preoccupa, però, sono i tempi di trasmissioni degli atti da Lanciano a Caserta, città dove l’aguzzino si era rifugiato dopo la rapina. Lasso di tempo, questo, che potrebbe comportare anche la scarcerazione del rapinatore. Una vicenda, quindi, che potrebbe sfociare nell’incredibile, qualora non si agisse con tempestività.

FONTE: https://www.abruzzolive.it/incredibile-rischia-di-tornare-il-liberta-il-macellaio-rumeno-a-capo-della-rapina-alla-villa-di-lanciano/

Rapina in villa a Lanciano, la madre del capobanda: “Eʼ stato lui? Deve soffrire”

La donna, avvisata dalla questura di Caserta dellʼarresto del figlio, commenta con rabbia la vicenda



E’ stato lui? E’ stato mio figlio? Punitelo, deve soffrire come ha fatto soffrire quelle persone“. Commenta con parole dure e rabbiose la madre di Alexandru Bogdan Colteanu l’arresto del figlio, sospettato di essere il capo della banda che ha aggredito con ferocia e rapinato i coniugi Martelli a Lanciano (Chieti). La donna è stata avvisata dalla questura di Caserta della cattura del giovane, in fuga da quattro giorni. E per lui, sangue del suo sangue, ha solo parole di condanna, come riferisce Il Mattino.

 

Secondo gli inquirenti, proprio Alexandru, 26 anni e un curriculum criminale di tutto rispetto, pare abbia tagliato il lobo dell’orecchio di Niva Bazzan. Così, dopo giorni in fuga, ha raggiunto i tre complici già in carcere. La banda di romeni era finita nel mirino delle forze dell’ordine a seguito di sei furti con spaccata commessi in provincia di Chieti nelle ultime tre settimane.

L’ambasciata di Romania: i criminali non ci rappresentanoLa feroce rapina di Lanciano per cui sono stati arrestati quattro cittadini romeni è “deplorevole” e da condannare, ma non sono i criminali a rappresentare “il valore di una nazione”. Lo ha dichiarato George Bologan Ambasciatore di Romania in Italia sottolineando l`importanza di non stigmatizzare la grande comunità romena che vive nel Belpaese.

“Con grande rammarico – ha dichiarato – sono venuto a sapere di un atto deplorevole che si è verificato nella località di Lanciano. Respingo con fermezza qualsiasi atto criminale e sostengo con determinazione che i responsabili vengano differiti alla giustizia e supportino al più presto i rigori della legge, a prescindere dalla loro cittadinanza. Desidero nello stesso tempo esprimere la mia sentita e totale compassione per le vittime di questo atto criminale di una gravità inaudita e mi associo ai messaggi di solidarietà trasmessi sia dai cittadini romeni che italiani”.

“Ribadisco l`importanza di non lasciare che simili fatti riprovevoli portino all’alterazione dell’immagine della comunità romena in Italia e influiscano negativamente sulla convivenza e sull’interesse reciproco dei nostri due popoli – ha aggiunto l’ambasciatore. – Nessun criminale al mondo rappresenta mai le virtù della sua nazione; la sua anima e il suo pensiero sono corrotti”.

Lanciano, nessuna donna nella banda dei rapinatori. E il capo non è pugliese

La polizia: “Anche i tre romeni parlavano perfettamente italiano”. I carabinieri: “Il Gps ci ha rivelato che la loro auto quella notte è stata sempre nei pressi della villa dei Martelli”


Non c’è una donna e non c’è nessun indizio che il presunto capo della banda da Arancia meccanica, che ha messo a segno diversi colpi in Abruzzo sia pugliese, come avevano lasciato intendere le testimonianze delle altre vittime. Non si sa se è pugliese e, in realtà, non si sa neanche se sia italiano. I ricordi del dottor Carlo Martelli e della moglie (le ultime vittime della banda) e quelli degli altri testimoni, che ricordano tutti un uomo che parlava italiano perfettamente, non hanno alcun rilievo.
“Mai detto che il quarto uomo è romeno, ma certamente non è pugliese, per di più i tre fermati ieri parlano benissimo l’italiano”, ha detto oggi Alfredo Fabbrocini, primo dirigente dello Sco della Polizia di Stato durante la conferenza stampa in Procura a Lanciano. Al momento gli inquirenti cercano un altro romeno di 26 anni.

Secondo gli inquirenti, gli indizi a carico dei tre romeni fermati ieri da polizia e carabinieri e ritenuti gli autori della rapina a casa dei Martelli ma anche di alcuni colpi nei mesi scorsi, sono più che solidi. I tre di giorno lavoravano come muratori e giardinieri e la notte di travisavano e mettevano a segni colpi feroci ” Si stavano dando alla fuga. Avevano ripulito la loro abitazione e si allontanavano con i loro effetti personali. Sussistono gravi indizi di colpevolezza. E’ stato svolto un lavoro in soli quattro giorni. Questo provvedimento è stato adottato grazie alla collaborazione e lavoro assiduo tra polizia e carabinieri.Ora il provvedimento di fermo verrà sottoposto a convalida dal gip”, ha detto il procuratore di Lanciano Mirvana Di Serio.

Lanciano, nessuna donna nella banda dei rapinatori. E il capo non è pugliese

I carabinieri hanno confermato che alla cattura si è arrivati monitorando la Golf blu dei romeni che era monitorata: “Da qualche ora avevamo sotto controllo l’autovettura dei rapinatori per una serie di reati contro il patrimonio che in passato erano avvenuti in zona, anche con atti violenti – ha spiegato il colonnello Florimondo Forleo, comandante provinciale dei carabinieri di Chieti – Dal gps abbiamo avuto la conferma che la loro macchina era nei pressi della villa per tutta la durata della rapina ai coniugi Martelli . Avevamo iniziato da mesi una attività investigativa che aveva permesso di identificare un gruppo di romeni responsabili almeno di sei furti e spaccate sul territorio: le indagini ci hanno permesso di fare collegamenti”.

La banda di romeni ritenuta responsabile della rapina ai danni dei coniugi Martelli a Lanciano, era finita nel mirino dei Carabinieri a seguito di sei furti con spaccata commessi sul territorio nelle ultime tre settimane a bar, tabacchi e benzinai dove avevano rubato numerosi tagliandi di gratta e vinci, stecche di sigarette e contanti. Non c’erano sospetti che gli autori potessero essere gli stessi. È quanto spiegato dal col.Florimondo Forleo a capo del comando provinciale dei carabinieri di Chieti.

Lanciano: urla contro i tre romeni, Salvini “le bestie devono marcire in galera

LANCIANO. E alla fine Lanciano è esplosa. E’ esplosa di rabbia inveendo contro i tre romeni sospettati di essere i rapinatori di villa Martelli, ed è esplosa di gioia  applaudendo in modo fragoroso le forze dell’ordine che li stavano portando via. La scena è avvenuta sotto la palazzina del centro storico a Santa Chiara, il “covo” nel quale la banda si nascondeva e che si presume stesse lasciando in tutta fretta per andare all’estero con 3.800 euro in tasca. Scena che si è poi ripetuta davanti al commissariato quando le volanti a sirene spiegate sono entrate con dentro i tre (presunti) rapinatori “macellai” che con la roncola hanno tagliato un pezzo d’orecchio alla moglie del dottor Martelli.

Escono i tre romeni, e la folla si scatena a Lanciano
Grida contro i presunti rapinatori, applausi alle forze dell’ordine, la città si libera dell’incubo

Ritornano in mente le manifestazioni di giubilo di quando a Palermo vennero arrestati esponenti mafiosi. Erano all’epoca personaggi del calibro di Brusca, Totò Riina. Questa volta sono tre semplici romeni resisi protagonisti, se i fatti lo confermeranno, di un delitto di una gravità estrema che ha colpito l’intera città.  Una scena che  dimostra la solidarietà intorno a fatti così efferati e l’impermeabilità alla criminalità. L’applauso è per la pronta risposta delle forze dell’ordine, polizia e carabinieri che hanno operato in sinergia.

Una sorta di liberazione da un incubo che ha proiettato Lanciano sulle cronache nazionali e dal quale la città vuole uscire al più presto. Ed eccoli  i tre “semplici” romeni che si sospetta abbiano partecipato anche alle altre rapine con violenza nel Chietino. Sono Turlica Costantin Aurel 22enne, il fratello Ruset Aurel 25 e il cugino Turlica Ion Cosmin 20enne. La loro giovane età colpisce così come il lungo elenco dei reati per i quali sono sottoposti a fermo di polizia giudiziaria (il giudice deve convalidarlo e nel caso tramutarlo in arresto): rapina, sequestro di persona, lesioni gravissime, porto d’arma.

«Io li perdono perché questo mi aiuterà a recuperare serenità, ma lo Stato non li deve perdonare» ha confidato la moglie del dotto Martelli, Niva Bazzan, durante la visita ricevuta in ospedale da parte del prefetto di Chieti, Antonio Corona. Mentre nell’altro reparto, il marito si è congratulato con le forze dell’ordine invitando ora a spegnere i riflettori su di lui, dopo la testimonianza per «dovere di cittadino». Ora manca il quarto uomo, il “capo” della banda, forse un italiano. E il basista che gli investigatori non escludono sia una donna. (a.mo.)

FONTE IL CENTRO.IT

Lanciano, fermati nella notte tre autori della rapina in villa

Allarmati dalle indiscrezioni delle ultime ore, stavano scappando in macchina verso la Romania. Ora si cerca il presunto capo della banda, un italiano. Il chirurgo: “Ora siamo più tranquilli, non vediamo l’ora di tornare a casa”


LANCIANO – Una golf blu con targa romena è stata la chiave di volta dell’indagine che questa notte ha consentito di bloccare tre degli esponenti della banda della rapina di sabato notte a Lanciano nella villa del chirurgo Carlo Martelli, che dall’ospedale di Lanciano ha raccontato a Repubblica: “Ho avuto paura che ci uccidessero, ma non comprerò mai una pistola”. I tre, due fratelli e un cugino, tutti romeni tra i 20 e i 30 anni, allarmati dalle indiscrezioni delle ultime ore sulla possibile identificazione da parte della polizia di stato degli autori del colpo costato la mutilazione del lobo di un orecchio alla signora Niva Bazzan, moglie del chirurgo, stavano scappando in macchina verso la Romania. Ora si cerca il quarto uomo, il presunto capo della banda, un pugliese, il cui modo di fare in occasione del colpo di Lanciano, è stato riconosciuto da una delle vittime di precedenti colpi. Carlo Martelli e la moglie hanno avuto la notizia degli arresti dal prefetto, che è andato a trovarli in ospedale. “Grazie alle forze dell’ordine – hanno detto – ora ci sentiamo più tranquilli e non vediamo l’ora di tornare a casa e riprendere la nostra vita”.

Lanciano, la polizia scorta uno degli uomini accusati della rapina in villa

L’auto dei rapinatori è stata seguita questa notte dai carabinieri che già da tempo indagavano sulle precedenti rapine e tenevano d’occhio i romeni. Al termine di un lungo inseguimento, l’auto si è andata a schiantare contro un guardrail. L’autorità giudiziaria ha quindi ordinato che i tre romeni, tutti di età compresa tra i 20 e i 30 anni, venissero condotti nel commissariato di polizia di Lanciano per gli interrogatori e l’auto per i rilievi del caso. Addosso ai tre poco meno di 3.500 euro in contanti e dei giubbini del tutto simili a quelli che indossavano i tre rapinatori che nella villa dei coniugi Martelli non hanno mai aperto bocca probabilmente per non tradire l’accento che li avrebbe resi individuabili.

“Grazie alle nostre forze dell’ordine. Queste bestie devono marcire in galera! Tolleranza zero”, il commento su Twitter del ministro dell’Interno Matteo Salvini. I tre romeni sono ora interrogati dalla Polizia all’interno del commissariato di Lanciano mentre è in corso un’operazione congiunta con i carabinieri e la Guardia di finanza che stanno eseguendo diverse perquisizioni. Decisiva l’individuazione della macchina in alcune immagini riprese da alcune telecamere a Lanciano all’alba di domenica in un orario compatibile con la fuga dei rapinatori che si sono allontanati dalla villa dei Martelli con l’auto del chirurgo che hanno poi abbandonato vicino al casello autostradale salendo sulla Golf.

A confermare agli investigatori di essere sulla pista giusta anche la testimonianza di Massimiliano Delle Vigne, un commerciante rapinato e pestato a fine dello scorso anno, che ha riconosciuto nelle modalità dell’assalto alla villa dei Martelli quelle utilizzate dalla banda di cui era rimasto vittima e ha dichiarato:” Anche se ho visto solo occhi dietro un cappuccio e voci, il capo forse è un pugliese e gli altri sono dell’est europeo”.

Lanciano, terrore durante una rapina in villa: coniugi legati e picchiati, tagliato l’orecchio alla donna

In quattro aggrediscono Carlo Martelli, medico fondatore dell’Anffas locale, e la consorte. Illeso figlio disabile. Il fratello del chirurgo: “Arancia Meccanica fa ridere rispetto a quello che hanno fatto”


LANCIANO (CHIETI) – Una bella villa in campagna circondata da un prato e da un piccolo bosco alla periferia di Lanciano, una pista ciclabile percorsa da bici, ma anche da gente che fa jogging. Un filo bianco e rosso tiene lontani i curiosi dalla casa di Carlo Martelli, il 69enne chirurgo fondatore dell’associazione per disabili Anfass sorpreso la notte scorsa da quattro banditi mentre dormiva insieme alla moglie Niva Bazzan e al figlio disabile che hanno messo a segno un colpo da Arancia Meccanica.

Pur di convincere i due coniugi a indicare loro la cassaforte, che in casa non c’era, sono arrivati a tagliare alla donna il lobo di un orecchio con un coltello. Il medico invece è stato massacrato di pugni al volto, mentre il figlio disabile per fortuna non è stato toccato. La sua stanza è stata però messa a soqquadro dalla banda di malviventi che, alla fine, si sono dovuti accontentare di prelevare quanto possibile con il bancomat e le carte di credito dei coniugi Martelli.

Lanciano, terrore durante una rapina in villa: coniugi legati e picchiati, tagliato l'orecchio alla donna

I coniugi Carlo Martelli e Niva Bazzan

“Faremo di tutto per arrestare i colpevoli e farli marcire in galera, non si può vivere con paura anche in casa propria”, assicura il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il fratello di Carlo Martelli, Alfredo, che abita nella villa accanto, si sfoga: “Quel film, Arancia meccanica, forse fa ridere in confronto a quello che hanno fatto. Qui non ci sentiamo affatto sicuri, non c’è alcun controllo del territorio, chiunque passa, guarda e mette a segno furti e rapine anche se una cosa del genere qui non si era mai vista. Ci devono essere pene più severe e soprattutto certe e bisogna potersi difendere a casa propria. Fino a quando non ti toccano uno pensa che sia esagerato tenere un’arma in casa ma quando ti sequestrano, ti picchiano e arrivano a minacciare e a mutilare i tuoi familiari capisci che devi poterti difendere”.

Carlo Martelli e Niva Bazzan sono ricoverati all’ospedale di Lanciano. Non sarà possibile riattaccare il lobo alla donna, mentre il medico è in osservazione per un violento trauma facciale.

Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. La polizia scientifica sta facendo tutti i rilievi nella villa e sull’auto della sigora Bazzan, con la quale tre dei banditi si sono allontanati per andare a prelevare con il bancomat e le carte di credito, mentre un altro teneva in ostaggio i due coniugi legati in camera da letto. I banditi si sono introdotti in casa verso le quattro del mattino da una recinzione, poi attraverso una grata sono entrati in cantina e da lì sono saliti al piano superiore sorprendendo i coniugi mentre dormivano.

Dopo due ore di violenza culminati con il taglio del lobo, i malviventi si sono convinti che in casa non c’era alcuna cassaforte e si sono accontentati di quello che potevano prelevare con le carte di credito. Quindi sono fuggiti a bordo della macchina di Carlo Martelli che non è stata ancora ritrovata.

Gli investigatori della squadra mobile di Chieti e del commissariato di Lanciano stanno prendendo anche le immagini delle telecamere della zona che alcuni vicini avevano installato nei mesi scorsi dopo alcuni furti.

“Quanto accaduto la scorsa notte è una barbarie che non ha precedenti nel nostro territorio”, dice il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo. “La brutale violenza con la quale sono stati colpiti due nostri concittadini, nella propria casa, è indegna di un Paese civile e merita la risposta più celere possibile da parte delle forze dell’ordine e degli organi di giustizia. Ho visitato in ospedale questa mattina Carlo Martelli e la moglie Niva, coppia di coniugi cui sono legato da sentimenti di amicizia e profonda stima, per esprimere loro la solidarietà e la vicinanza di tutta la comunità Lancianese, che conosce bene il valore del contributo sociale e professionale che la loro famiglia ha dato e dà alla nostra città. Esprimo ferma condanna per l’incredibile e inaudita efferatezza di cui sono state vittime Carlo e Niva e al contempo totale fiducia negli organi dello Stato preposti a rintracciare e ad assicurare alla giustizia, in tempi rapidi, i responsabili di questa barbarie”.

Lancia un appello in tv: «Moglie e figlie sono scomparse, aiutatemi». Ma è stato lui a ucciderle

«Mia moglie e le mie due figlie sono scomparse: le ho lasciate a casa la mattina per andare a lavoro e al mio ritorno non le ho più trovate. Vi prego, aiutatemi, è un incubo: i miei figli sono la mia vita, i loro sorrisi illuminano le mie giornate e non riesco a vivere senza di loro». A lanciare l’accorato appello in tv è stato Chris Watts, un 33enne del Colorado. Nessuno sapeva che la sua donna – incinta alla 15esima settimana – e le sue bambine erano state uccise, e che l’autore dell’omicidio plurimo era stato proprio lui. Ma i sospetti della polizia si erano subito concentrati sull’uomo che, messo alle strette, alla fine ha confessato. È stato lui a uccidere la moglie Shananna Watts, 34 anni, e le due bambine Bella e Celeste, di tre e quattro anni.

A dare notizia della confessione un parente di Shananna: «È con profondo dolore, confusione e rabbia che devo dare conferma che la nostra bellissima cugina, il bimbo che portava in grembo e le sue due meravigliose figlie, sono state uccise dal marito Chris Watts che ha confessato l’omicidio», ha scritto in una nota ripresa poi dai principali media. L’uomo ha poi occultato i cadaveri, ma ha già confessato agli inquirenti dove si trovano. Ancora non è stato reso noto il movente dell’omicidio, ma secondo quanto riporta la stampa locale i coniugi avevano problemi economici e avevano avuto una pesante discussione poco prima del terribile omicidio.

Eroina nel barbecue, arrestato 62enne

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(ANSA) – LANCIANO (CHIETI), 19 GIU – Con l’accusa di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio i carabinieri di Lanciano hanno arrestato un 62enne del posto che in casa custodiva, nascosti in un barbecue, 30 grammi di eroina, confezionati in due panetti separati, valore commerciale circa un migliaio di euro. La perquisizione domiciliare è stata eseguita ieri sera, dopo che, per diversi giorni, gli investigatori tenendo sotto controllo l’abitazione avevano notato un insolito viavai di persone. L’indagine è coordinata dal procuratore Mirvana Di Serio. L’inchiesta, diretta dal capitano Vincenzo Orlando, prosegue per accertare la provenienza della droga. L’uomo è stato rinchiuso nel carcere di Lanciano.

Lanciano, tre denunce per l’aggressione squadrista

Aggressione fisica e aggressioni politiche a Lanciano; fece discutere il pestaggio alla stazione avvenuto la notte dell’Apertura delle feste di settembre contro Alessandro P., 20 anni, associato e impegnato nel laboratorio sociale Zona 22 di Lanciano. Riempito di botte dopo i fuochi, all’alba del 14 settembre, la vittima finì al pronto soccorso per i colpi ricevuti su testa e viso riportando trauma cranico e lesioni varie, con prognosi di dieci giorni. Poi la denuncia politica di Zona 22 che accusava del grave episodio esponenti di Casapound, almeno 5.

Del gruppetto sospettato ci sono ora tre denunciati. Al Commissariato hanno chiuso l’indagine e rimesso gli atti in procura in cui si identificano i presunti responsabili denunciati per lesioni. Indagati sono i maggiorenni D.C.D. (26) e D.L.D.(20) e il diciassettenne D.L.A. di cui si occupa la procura minorile. Il gesto di stampo squadrista è stato respinto da Casapound: «Comunicati diffamatori», disse Marco Pasquini. Quanto al movente l’indagine ha ricondotto il tutto a futili motivi, un frammisto di questioni legate alle differenti ideologie politiche ma anche sfottò di carattere più personale e privato tra i contendenti. Il risultato probatorio è stato comunque univoco: «L’ aggressione c’è stata».