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Guidonia, rapinano una farmacia e scappano: arrestati i ‘Bonnie e Clyde’ della Tiburtina

In manette la coppia di italiani, lei 47 anni e lui 52 che dopo aver minacciato gli impiegati con una pistola si era allontanata con un bottino di 5mila euro


Sono finiti i manette i ‘Bonnie e Clyde’ della Tiburtina. I Carabinieri di Tivoli infatti, hanno arrestato una coppia, di 52 e 47 anni, entrambi italiani e già noti alle forze dell’ordine, per rapina aggravata in concorso. Ieri pomeriggio, l’uomo è entrato in una farmacia di Villanova di Guidonia e, dopo aver minacciato le addette con una pistola, si è allontanato con il bottino, circa 5mila euro, in una busta di plastica, raggiungendo la complice che era poco distante ad attenderlo in macchina, pronta per la fuga. Immediatamente allertati, i Carabinieri, impegnati in servizi antirapina, li hanno intercettati, poco dopo, mentre cercavano di disfarsi degli abiti, del casco integrale e della pistola, poi rivelatasi una replica, utilizzati per compiere la rapina. Le immagini dell’impianto di videoripresa della farmacia, hanno permesso ai Carabinieri di inchiodare i due responsabili. Le successive indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Tivoli hanno fatto emergere altre rapine commesse dalla coppia in zona Tiburtino, compiute sempre con lo stesso modus operandi. I due si trovano ora in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Tivoli, che ha coordinato le indagini

Guidonia, trovata ferita e svenuta a casa di un amico dopo festino: denuncia per violenza sessuale

di Elena Ceravolo
E’ stato sorpreso stamattina poco dopo le 5 mentre, nella sua casa di campagna di Guidonia, si masturbava vicino al corpo seminudo di una 43enne in stato incosciente e ferita. L’uomo, 79 anni, è stato denunciato per violenza sessuale.

A far scattare l’allarme l’ex compagno della vittima che, preoccupato per non aver sentito la donna al telefono, era andato a cercarla. La scena che si è trovato davanti lo ha spinto a chiedere subito i soccorsi. Sul posto è arrivata un’ambulanza che ha portato la donna all’ospedale di Tivoli dove le sono state riscontrate ferite guaribili in trenta giorni, compresi un trauma cranico e un altro al naso. Nella casa c’era anche un altro uomo, che è stato identificato a cui al momento non si contesta alcun reato.

Secondo la ricostruzione i due ieri sera si sarebbero trovati nella casa dell’anziano e avrebbero bevuto parecchio. Per ricostruire quanto è successo nel dettaglio tra quelle mura continuano le indagini degli investigatori del pool antiviolenza del commissariato di Tivoli. Subito dopo l’arrivo al pronto soccorso, infatti, è scattato il Codice rosa, una procedura che si segue nei casi in cui si profilano abusi sessuali.

Nella periferia polveriera di Guidonia. “Qui non c’è convivenza ora può scapparci il morto”

Viaggio tra i ragazzi dell’Albuccione, gli scontri quotidiani con i rom tra roghi e degrado “Quando c’erano i mejo, ‘ste cose non succedevano. Ma ora so’ morti di droga o in carcere”

“Guardi che alla guerriglia ti ci portano le istituzioni e, prima o poi, se nessuno ci ascolta qui ci scappa il morto. Garantito “. Davide, capelli corti e tatuaggi ovunque, è uno dei tanti ragazzi che abita nei palazzi – metà comunali metà dell’Inps – di via dell’Albuccione. Edifici gialli, scrostati, luridi, con le panchine azzoppate, roccaforte del quartiere di Guidonia considerato la periferia estrema “quella praticamente dimenticata dall’uomo e da Dio”, insiste Davide, sollevando le risa dei coetanei attorno a lui. Gli stessi che, martedì notte, hanno partecipato alla sassaiola contro i rom dell’insediamento censito, ma abusivo di fronte casa loro. “Noi già siamo considerati scarti, se qui ci mandano gli scarti di Roma (il riferimento è ai nomadi, ndr) finisce che tra poveri, lasciati soli, vince er più prepotente. È normale, è la legge della strada, dico bene?”. Dimenticati dal mondo. Così si sentono i ragazzi dell’Albuccione. Ed è in quel preciso istante in cui l’abbandono si fa sempre più insistente, costante, prolungato nel tempo che scatta la legge della strada, la giustizia fai da te, le regole capovolte. “È normale che per un pacchetto di sigarette, non dico una catenina d’oro, un pacchetto di sigarette, la sera quando vai a buttare l’immondizia ti devi trovare con un coltello sotto al collo messo da questi?”. “Questi” sono sempre i bosniaci e i rom che popolano l’insediamento di fronte, insistendo su un terreno della Asl a cui i residenti hanno scritto decine di lettere negli anni, L’ultima 8 mesi fa. “Lei capisce che è lo Stato che ci fa diventare razzisti? – dice Laura Meddi, una giovane donna dai lineamenti induriti dalla rabbia -. Io mi vergogno di essere italiana. Mi vergogno di vedere i miei figli giocare in un parco nuovo di zecca distrutto dagli “zingari”. Oppure vedere che il sedere dei bambini sporco viene lavato alle fontanelle dove noi beviamo. O respirare aria malsana perché ogni santa sera fanno i roghi, perché bruciano il rame. Ma si può vivere così e amare il prossimo? Si può vivere vedendo che nessuno ci protegge e per loro invece va tutto bene?”. Una guerra tra poveri dove la miseria, la sporcizia, lo spaccio e l’indifferenza sono i parametri quotidiani con cui l’Albuccione convive e si misura. “La vuole sapere la cosa che più mi fa schifo? – si infila nella conversazione Mario, un ventenne tutto muscoli e malcelata dolcezza – Stai tutto il giorno col nervoso e con la rabbia perché nessuno ti si fila. Se chiami polizia o carabinieri c’arrestano a noi magari pè ‘na canna. E questi che ci sfidano facendo come gli pare, girando ubriachi in macchina che a momenti due sere fa investono mi madre e mi sorella, niente: non gli succede mai niente. Allora sai che c’è? Che se un giorno mi prende il matto, perché io questa rabbia non me la posso tenere dentro per sempre, ne ammazzo uno e mi faccio il carcere. Ma almeno c’è uno stronzo in meno che viene a comandare qui, a fare il malandrino in casa mia. Italiano o straniero che sia, non fa differenza. La prepotenza non la sopporto”. Disperazione, rassegnazione e distacco dallo Stato. Perché la verità “è che te ce fanno diventà cattivo. Lo Stato te ce porta. Qui, quando c’erano i mejo, ‘ste cose non succedevano. Ma ora i mejo o sono morti  di droga o stanno in carcere”. I migliori, quelli che riuscivano con le regole della strada, a mantenere la barra dritta nel quartiere, sono i pregiudicati. L’Antistato che in quel pezzo di mondo a parte, ai margini di Guidonia e ai bordi di Roma, si faceva rispettare “magari con una coltellata “. Perché quando lo Stato non c’è è l’esempio negativo a diventare idolo e modello. All’Albuccione, suo malgrado, è diventato così.

Guidonia, furgone rom spericolato semina il panico in strada: esplode la guerriglia tra nomadi e residenti

Notte di guerriglia a Guidonia, vicino a Roma. Protagonisti degli scontri un centinaio di residenti e alcuni nomadi, che vivono in un insediamento abusivo nella frazione di Albuccione.
Secondo il racconto di alcuni testimoni tutto sarebbe nato da una discussione avvenuta tra alcuni ragazzi e un gruppo di nomadi che abitano nel campo rom dell’Albuccione. Ieri sera alcuni giovani stavano passeggiando verso una discoteca, quando un rom alla guida di un furgone ha rischiato di investirli. A quel punto il gruppo è andato a chiedere spiegazione al campo rom. Da lì è nata un’accessa discussione: le urla hanno attirato alcuni residenti che sono scesi in strada.

Il nomade alla guida del furgone, per provocazione, avrebbe cominciato a guidare in maniera ancora più spericolata andando a zig zag e camminando sopra i marciapiedi. Una reazione questa che avrebbe scatentato una vera e propria guerriglia con gli abitanti del quartiere. I residenti di Albuccione si sono ritrovati in strada e hanno bloccato le vie di accesso dove si trova il campo. Sono volati sassi.  Un romano di 31 anni è rimasto ferito durante le sassaiole.
Sul posto carabinieri e polizia.

Abitanti e nomadi si sono fronteggiati per ore. Ad intervenire i carabinieri di Guidonia, i poliziotti del commissariato di Tivoli e del Reparto Mobile. Durante la guerriglia ha preso fuoco, probabilmente per cause dolose, anche un vicino box auto occupato abitualmente da nomadi. Intercettato dai carabinieri poco dopo anche il nomade alla guida del furgone. Bloccato su via Tiburtina è stato trovato in possesso di un’accetta, un manganello telescopico, e un tirapugni che sono stati sequestrati dai militari. L’uomo è stato denunciato per porto di oggetti atti ad offendere. A recarsi sul posto per ristabilire la calma anche il sindaco di Guidonia.