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E voi fareste una crociera ta le nuvole su un hotel volante a propulsione nucleare?

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Nonostante la crescita dell’energia green, la fusione nucleare è ancora presente in molti aspetti della vita quotidiana. Hashem Al-Ghaili, divulgatore scientifico e creator su Youtube, ha presentato in rete Sky Cruise, un concept di aereo a fusione nucleare in grado di ospitare fino a 5mila passeggeri.

Il concept a fusione nucleare di Hashem Al-Ghaili

Il concept, che si basa su un progetto di undici anni dell’artista Tony Holmsten, è pensato come un aereo dotato di 20 motori a propulsione nucleare. Non ha bisogno di alcun rifornimento di carburante e quindi di nessun atterraggio, né manutenzione. I passeggeri possono non solo soggiornare ma anche vivere a bordo per tutta la vita.

Ai fortunati ospiti viene offerta la possibilità di soggiornare all’interno di un hotel di lusso sulle nuvole. Le persone verrebbero trasportate su aerei di linea e jet privati prima di approdare nello Sky Cruise con un ascensore esterno. A bordo, un ambiente ricco di ogni tipo di comfort: dal ponte panoramico in coda, passando per l’enorme atrio con centri commerciali, fino alle strutture mediche all’avanguardia e tutte le consuete dotazioni di una nave da crociera, come ristoranti, bar e palestre.

Una tecnologia all’avanguardia

Il sistema di intelligenza artificiale, in grado prevedere le turbolenze in anticipo e bilanciare gli urti, permetterebbe di fare a meno del pilota. Le reazioni al video sono state contrastanti e alcuni hanno sottolineato il costo di un progetto del genere, che si rifletterebbe nel prezzo dei biglietti rendendolo un’opportunità solo per i più facoltosi.

Per il momento si tratta solo di un’idea, ma Al-Ghaili si è detto pronto a sognare un futuro in cui queste cose possano esistere. Come ricorda Forbes.com, “entro il 2030 saranno pronti piccoli reattori nucleari in grado di alimentare gli aerei. Il Regno Unito sta lavorando a uno Small Modular Nuclear Reactor (SMR) che dovrebbe entrare in rete nel 2029 e gli Stati Uniti stanno investendo molto nella ricerca sulla fusione nucleare commerciale. Con poche modifiche al progetto, la fusione nucleare e un’aerodinamica adeguata, lo Sky Cruise potrebbe un giorno decollare “, ha aggiunto il divulgatore.

L’articolo E voi fareste una crociera ta le nuvole su un hotel volante a propulsione nucleare? è tratto da Forbes Italia.

La ripresa del turismo dopo la pandemia: l’evoluzione delle crociere

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costa crociere

COSTA CROCIERE – BRANDVOICE | Paid program

Ormai siamo in vista della fine della pandemia e gli italiani stanno riscoprendo il gusto della crociera come tipologia di vacanza che consente di trascorrere molto tempo all’aria aperta immersi nel blu del mare, toccare diverse mete, fare un tour panoramico nel Mediterraneo, senza un eccessivo esborso economico e con la comodità di non dover pianificare aerei, trasferimenti e alloggi.

Tutti questi servizi e molti altri sono infatti racchiusi in un unico luogo, ovvero la nave, che ormai non è più solo un mezzo di trasporto da una meta all’altra, ma un vero e proprio villaggio turistico galleggiante. I vantaggi di viaggiare in crociera rappresentano i motivi principali che stanno spingendo sempre più persone a scegliere questa tipologia di vacanza. È possibile individuare almeno tre benefici che riguardano i viaggi in crociera: il fatto che si tratti di una vacanza in movimento, che significa toccare almeno 4 – 5 città diverse di almeno un paio di Paesi differenti.

In sostanza, la crociera racchiude numerose perle culturali per gli appassionati della scoperta di nuove civiltà. Il secondo vantaggio dei viaggi in crociera riguarda soprattutto l’estrema versatilità, essendo una vacanza adatta a tutti: single, coppie, amici e famiglie con bambini. Il terzo vantaggio è sicuramente l’occasione di godersi una vacanza più lunga rispetto a quelle tradizionali, di conseguenza la permanenza in mare offre anche un notevole risparmio rispetto alle vacanze tradizionali in luoghi balneari, garantendo comunque comfort e servizi.

Se nel periodo della pandemia di Covid tutti questi vantaggi venivano meno a causa delle restrizioni, oggi è possibile viaggiare in mare e approfittare delle offerte crociere senza alcun problema. Ne è riprova l’incremento del numero di tratte, destinazioni e percorsi: in vista dell’inizio della stagione estiva la flotta di Costa Crociere, uno dei leader italiani del settore, sbarca in tutto il Mediterraneo con diverse offerte di crociere da Palermo.

In totale c’è stato un aumento del 100% delle tratte nel Mediterraneo rispetto al periodo pre-Covid. Questo fattore favorevole è dovuto soprattutto a un incremento dei passeggeri stimato fino al + 75% nei dati disponibili, perché la compagnia ha scelto di puntare su tratte nuove in tutto il mondo con offerte crociere in partenza da Palermo in direzione Spagna e Francia. Con un totale di 26 navi in servizio e una capacità complessiva di circa 88mila posti letto, Costa Crociere opera a livello globale sulle rotte principali del Mediterraneo fra cui anche la Sardegna, ma offre anche mete verso il Nord Europa, Estremo Oriente, Mar Baltico, Nord, Centro e Sud America, Caraibi ed Emirati Arabi.

Le crociere da Palermo sono un bestseller, e restano tra le più richieste perché consentono di toccare le coste di Italia, Francia e Spagna. La crociera tipo parte da Palermo e fa il suo primo stop a Civitavecchia, dove è possibile dare uno sguardo alla Città Eterna per proseguire il giorno successivo verso Savona. Da qui si parte per scoprire le coste francesi, con uno stop nella città di Marsiglia, nota per le sue perle architettoniche molto antiche e la sua cultura marittima millenaria. Lasciate le coste francesi si parte in direzione Barcellona, città famosa per la Sagrada Familia, Parc Guell, le Ramblas e il porto, dove è possibile fare visita ai mercatini artigianali e alle botteghe enogastronomiche tradizionali. Nella capitale catalana è possibile unire cultura e divertimento per un viaggio all’insegna della scoperta e del relax.

L’articolo La ripresa del turismo dopo la pandemia: l’evoluzione delle crociere è tratto da Forbes Italia.

Istantanee e pay per use: così 6sicuro.it sta innovando il mondo delle assicurazioni online

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Da un sito di comparazione online di assicurazioni alla creazione di un’applicazione innovativa. Che permette di sottoscrivere un’assicurazione istantanea per gli infortuni legati alla circolazione su qualsiasi veicolo (incluso taxi e car sharing) attraverso un algoritmo in grado di riconoscere sia il mezzo, sia le caratteristiche del percorso. È così che, grazie alla collaborazione di 6sicuro.it con il partner tecnologico Datafolio, nasce 6sicuroevai: il servizio nativo su smartphone con una copertura che si attiva in base agli spostamenti effettivi, permettendo un comodo “pay per use”. Per conoscere la storia del progetto, le funzionalità e i vantaggi abbiamo intervistato Sylvain Querné, general manager di 6sicuro.it.

Con quale scopo nasce 6sicuro.it? Qual è il suo business?

6sicuro.it è un brand del gruppo Assiteca nato nel 2000 come primo servizio di comparazione online delle polizze auto e moto, nato con un duplice obiettivo: rispondere ai bisogni emergenti di risparmio e semplicità d’uso dei consumatori, e favorire l’innovazione e la crescita della trasparenza nel settore assicurativo. Oggi rappresentiamo per le persone lo strumento ideale per il confronto e l’acquisto di polizze assicurative in diversi ambiti, coniugando le capacità e le potenzialità dello strumento digitale con la competenza professionale di un grande gruppo italiano di brokeraggio assicurativo.

La pandemia ha inevitabilmente dato vita a un’accelerazione digitale in tanti settori, compreso quello assicurativo. Che stava già andando incontro alla rivoluzione dell’insurtech. Voi cosa state facendo per implementare la tecnologia?

Lo stato di emergenza ha indubbiamente accelerato l’utilizzo del canale digitale per l’acquisto e la fruizione di beni e servizi. Non fa eccezione il comparto assicurativo: i consumatori che si informano, confrontano e acquistano le polizze online sono in costante crescita. Questo ha aumentato il livello di competizione nel settore dell’intermediazione digitale assicurativa, che negli ultimi 10 anni ha visto l’ingresso di numerosi player, italiani e internazionali, incentivati anche da un mercato che risulta sotto assicurato rispetto alla media europea. Un’evoluzione che stimola la creazione e lo sviluppo di nuovi servizi che possano soddisfare le mutate esigenze dei consumatori.

E quindi?
In futuro ci saranno quindi ulteriori margini di crescita con una focalizzazione sempre più spinta alla vendita di prodotti innovativi, come ad esempio quelli legati all’instant insurance. Stiamo lavorando dal punto di vista tecnologico per offrire i nostri servizi su piattaforme che permettano alle persone di vivere un’esperienza veloce e smart. In parallelo, stiamo sviluppando un nuovo sito per dare la possibilità ai nostri clienti di consultare e gestire il proprio portafoglio assicurativo con semplicità grazie a un’area personale unica. Dal punto di vista distributivo stiamo implementando un modello omnicanale che garantisca flessibilità totale all’utente, il quale potrà interagire con noi sia da remoto, sia attraverso le filiali del gruppo Assiteca presenti nelle principali città italiane.

Quali sono le novità principali che state introducendo nell’app 6sicuroevai?

L’app 6sicuroevai, che abbiamo lanciato a fine maggio, permette l’assicurazione istantanea degli infortuni di conducente e passeggero legati alla circolazione su qualsiasi veicolo, taxi e car sharing inclusi. Il servizio è nativo su smartphone e la copertura si attiva in base agli spostamenti effettivi permettendo un vero “pay per use”Una forte innovazione nel panorama assicurativo che oggi rappresenta una soluzione unica: una polizza che paghi solo in funzione del reale utilizzo (basato sul chilometraggio), del mezzo (auto, moto, mobilità urbana) e sulla base di parametri variabili – come fascia oraria, qualità della strada e tipo di guida – con una logica premiante se adotti, ad esempio, una guida prudente. Il servizio è flessibile grazie ai diversi piani di sottoscrizione – occasionale, in abbonamento o ricaricabile, e smart perché la copertura, a differenza di altre presenti sul mercato, si può attivare o disattivare con l’unica condizione di avere il cellulare con sé negli spostamenti, senza farti pagare per una copertura che non usi (tenendo conto che passiamo il 90% delle nostre giornate in luoghi chiusi). Una soluzione altamente personalizzabile grazie alla possibilità di scegliere sia i mezzi di mobilità, sia quando attivare la copertura. I costi sono estremamente ridotti, ad esempio un viaggio in auto da Firenze a Bologna ha un costo di circa 1 euro.

State iniziando un percorso sempre più people-centric. È la chiave giusta per soddisfare i reali bisogni delle persone?

Essere people-centric è parte del dna di un broker assicurativo, un presupposto che riteniamo necessario per fare business in questo settore. Alla base del successo di ogni iniziativa c’è la capacità di ascolto dei bisogni dei clienti, sia di quelli espliciti, sia di quelli impliciti, che devono essere previsti in anticipo e quindi interpretati e soddisfatti con soluzioni innovative. La nostra missione è affiancare le persone nella scelta della più adeguata copertura assicurativa, attraverso la conoscenza di diversi prodotti e servizi, semplificare e rendere trasparente la valutazione, individuando la soluzione giusta e più conveniente e facilitandone la gestione lungo tutto il ciclo di vita. Per ogni persona la scelta dell’assicurazione deve diventare un’esperienza da fare con serenità. Questi sono i valori nei quali crediamo e che portiamo avanti. Il nostro approccio consulenziale si focalizza sulle esigenze degli utenti, in un mercato complesso come quello assicurativo 6sicuro.it è dalla parte dei consumatori. Lo dimostrano i numeri di quanti ci hanno scelto: oltre 5mila imprese e 150mila persone.

In termini economici, che anno è stato per voi il 2021? E guardando al futuro, quali saranno gli obiettivi?

Anche nel 2021 Assiteca ha confermato risultati economici positivi su tutti i fronti. In particolare sono cresciuti i ricavi (87 milioni di euro a 30 giugno 2021), derivanti sia dall’acquisizione di nuovi clienti, sia dallo sviluppo dei servizi di consulenza per la gestione del rischio. In 6sicuro.it abbiamo accelerato il ritmo degli investimenti tecnologici per essere in futuro sempre più vicini ai clienti in ottica di omnicanalità. Alcune innovazioni sono già visibili, come l’app 6sicuroevai, altre, come l’aggiunta di nuovi componenti fino al nuovo design del sito, lo saranno a breve così come gli sviluppi organizzativi del ‘dietro le quinte’, tra cui l’implementazione di un nuovo crm, che avranno ripercussioni positive sull’esperienza degli utenti.

L’articolo Istantanee e pay per use: così 6sicuro.it sta innovando il mondo delle assicurazioni online è tratto da Forbes Italia.

A Capri sbarca la decima edizione di Nomad, la fiera internazionale d’arte e design

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Dal 6 al 10 luglio al via la decima edizione di Nomad, fiera dedicata al design e all’arte contemporanea ideata dall’italiano Giorgio Pace e il canadese Nicolas Bellavence-Lacompte. Dopo le edizioni nelle location prestigiose di St. Moritz, Monaco, Venezia e Cannes, l’evento debutta sull’isola di Capri, all’interno della Certosa di San Giacomo, costruita nel 1371 dal conte Giacomo Arcucci, a pochi passi dalla celebre piazzetta.

Il carattere esclusivo di Nomad

Lontano anni luce dai grandi eventi fieristici che riuniscono migliaia di persone in asettici padiglioni, Nomad punta tutto sull’esclusività e la familiarità, con poche gallerie e ospiti selezionati. Quadri, sculture, arredi anni ’70 e lampade futuristiche, vasi giapponesi e gioielli sono solo alcune delle opere esposte.

Un lusso che è possibile fruire in maniera informale e rilassata come se ci si trovasse nel salotto della propria casa. Il collezionista viene seguito nei luoghi delle vacanze, con la consapevolezza che più il cliente è rilassato tanto più aumenta la sua volontà di spesa.

La mondanità come parte dell’esperienza

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Sculture di Elmgreen & Dragset a Nomad Monaco

Una delle tappe più importanti della fiera è quella a inizio marzo a Sankt Moritz, location scelta per le edizioni invernali. Qui, tra le opere esposte a Chesa Planta, sono passati personaggi come Augusto Perfetti, Beatrice Trussardi, Dasha Zhukova, Helga Piaget e Lapo Elkann, solo per citarne alcuni.

La mondanità resta parte fondamentale dell’esperienza offerta all’ospite. Numerosi gli eventi organizzati tra le Alpi svizzere: dalla cena nella dimora immersa nei boschi di Francesca Ruffini, passando per il pranzo esclusivo organizzato da Bloomberg, fino alla cena di Tenuta sette Ponti all’Hotel Kulm.

Cultura e internazionalità

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Il giardino della Certosa

La dimensione globale dell’evento è testimoniata dai numerosi espositori internazionali della fiera di Capri. Ci sono UNNO Gallery di Città del Messico, che partecipa con i lavori di Habitación 116 e i pezzi disegnati da C.S. Nuñez, Mercado Moderno di Rio, che espone pezzi di design di artisti latinoamericani, fino all’ateniese Carwan, con una selezione neo-neoclassica.

Grande risalto anche all’aspetto culturale, con una visita a Made In Cloister, fondazione artistica napoletana nato come progetto di rigenerazione urbana nella zona di Porta Capuana, nel centro storico. La fondazione è guidata dall’imprenditrice Rosalba Impronta, azionista del gruppo assicurativo MAG Italia Brokers.

Ancora sconosciuti gli ospiti vip che sbarcheranno sull’isola. Ci si aspetta un’importante delegazione dal Medio Oriente, oltre a vari nomi di spicco del fashion system. L’obiettivo per i prossimi anni rimane quello di aumentare il numero degli eventi annuali e colonizzare altri continenti, attirando nuovi investitori e sponsor per un evento sempre più globale.

L’articolo A Capri sbarca la decima edizione di Nomad, la fiera internazionale d’arte e design è tratto da Forbes Italia.

La compagnia cinese di veicoli elettrici sostenuta da Buffett ora vale più di Ford e Gm messe insieme

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BYD, il produttore cinese di veicoli e batterie sostenuto dalla Berkshire Hathaway di Warren Buffett, ha dichiarato che le vendite di veicoli sono più che triplicate. A giugno ha infatti raggiunto i 134.036 veicoli venduti, dai 41.036 dell’anno precedente. Traguardo che certifica la popolarità dei veicoli elettrici nel più grande mercato automobilistico del mondo.

LEGGI ANCHE: “Entro il 2035 in Italia la quota di veicoli elettrici supererà l’85% delle vendite”

BYD ora vale più di Ford e GM messe insieme

Le vendite dell’azienda nei primi sei mesi dell’anno sono aumentate del 315% su base annua a 641.350 veicoli elettrici. Si è quindi buttata alle spalle le interruzioni del settore dovute ai blocchi legati al Covid a Shanghai. Le vendite di BYD di giugno hanno superato le 114.943 di maggio.

Le azioni di BYD negoziate a Hong Kong hanno guadagnato il 35% nell’ultimo anno. Ora il suo valore di mercato è superiore a quello di GM e Ford messe insieme.

Il blocco di due mesi in linea con la politica cinese “zero-Covid” ha danneggiato la crescita economica e ha compresso le catene di approvvigionamento globali nel paese negli ultimi mesi. Shanghai ha in parte allentato le restrizioni dal 1 giugno.

Anche i produttori cinesi di veicoli elettrici più piccoli XPeng, NIO e Li Auto hanno registrato aumenti delle vendite anno su anno a giugno.

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Il patrimonio miliardario dei fondatori di BYD

L’attività complessiva di BYD è più diversificata rispetto ai suoi rivali: produce anche componenti per telefoni e fotovoltaico. Tra i suoi clienti ci sono Dell, Apple, Xiaomi e Huawei. Berkshire Hathaway di Warren Buffett detiene una partecipazione del 7,7% in BYD, che si è classificata al 579° posto nella classifica Forbes Global 2000 delle più grandi società quotate in borsa del mondo.

Il presidente di BYD Wang Chuanfu detiene oggi una fortuna di $ 23,9 miliardi secondo la Real Time Billionaires di Forbes. Il vicepresidente di BYD Lu Xiangyang, cugino di Wang che guida anche la società di investimento Youngy Investment Holding, ha un patrimonio di 19 miliardi di dollari. Il direttore di BYD Xia Zuoquan, che guida la società di investimento Zhengyuan Capital, vale 4,3 miliardi di dollari.

La Cina ha il maggior numero di miliardari al mondo dopo gli Stati Uniti.

secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Xinhua, il primo veicolo è stato prodotto giovedì in un nuovo stabilimento BYD da 2,2 miliardi di dollari nella città cinese di Hefei, nella provincia di Anhui. Il presidente di BYD è originario dell’Anhui.

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L’articolo La compagnia cinese di veicoli elettrici sostenuta da Buffett ora vale più di Ford e Gm messe insieme è tratto da Forbes Italia.

Galaxy Tab S8, perché è lo strumento ideale per studio e lavoro

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Quest’anno con la scuola in modalità Dad si sono registrate performance meno brillanti rispetto agli anni passati da parte degli studenti. A causa della pandemia anche nel mondo accademico e scolastico lavorare può essere difficile e frustrante.

Samsung, con la famiglia dei Galaxy Tab S8, prova a offrire agli studenti un sostanzioso aiuto per procedere con meno problemi nel percorso di crescita scolastica. Quando un professore spiega la sua materia, usando un ritmo incalzante dovuto ai tempi ristretti per svolgere l’intero programma, si possono avere difficoltà oggettive nel prendere appunti.

La possibilità di aprire tre finestre con il Galaxy Tab S8 Ultra

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Una buona soluzione arriva dalla funzione “schermo diviso”, messa a disposizione dal device Galaxy Tab S8 Ultra per organizzare in maniera rapida ed efficace tutte le informazioni della lezione. Durante una lezione online (ma la funzione può essere adottata tranquillamente anche nel corso di un meeting di lavoro) si può dividere lo schermo in tre diverse finestre.

A sinistra è possibile leggere tranquillamente un testo, mentre sul lato destro si può aprire un’applicazione che permette di prendere appunti e accedere, con un’unica schermata, a tutte le app durante la lezione o il meeting di lavoro. Prendere appunti non sarà un esercizio angusto: lo schermo misura 14,6 pollici e la cornice è ridotta al minino e irrobustita da una lega di alluminio Armor.

Una qualità superiore

Ma c’è di più. Durante una lezione, per non perdere neppure un dettaglio o una sfumatura di quello che gli insegnanti spiegano, è possibile attivare la registrazione vocale e seguire gli appunti con la massima facilità. Il device è stato pensato per migliore la qualità delle videochiamate collettive. Il Galaxy Tab S8 Ultra è il primo della serie equipaggiato con una videocamera da 12 magapixel e un’ottima inquadrature wide.galaxy-tab-s8-ultra

Molto utile anche la funzione dell’Auto-Framing guidata dall’ intelligenza artificiale, con il software che riesce a centrare l’inquadratura in caso di spostamenti del soggetto, opera zoom quando necessario e gestisce l’arrivo di un nuovo soggetto che appare nell’inquadratura. Una funzione automatica che migliora la qualità dei collegamenti online, altrimenti logoranti e noiosi.

Anche sul fronte audio il Galaxy Tab S8 ha una marcia in più. Grazie ai tre microfoni di precisione i momenti di distrazione vengono minimizzati, i rumori d’ambiente silenziati rendendo l’audio delle conversazioni con un audio molto pulito. Non trascurabile, infine, la funzione DeX Mirroring, che permette di portare il lavoro sul grande schermo eseguendo mirroring della finestra DeX del Galaxy Tab S8 e con un mouse Bluetooth si può trasformare il tablet in un laptop funzionante.

L’articolo Galaxy Tab S8, perché è lo strumento ideale per studio e lavoro è tratto da Forbes Italia.

Come dare i giusti feedback per aiutare i dipendenti a sentirsi apprezzati

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Ammettiamolo: siamo tutti pronti a dire che i feedback sono necessari e che andrebbero dati il più possibile, ma nella realtà questo succede davvero poco. E quando un capo, ma anche un collega o un cliente dà un riscontro, non sempre questo è apprezzato.

Il significato della parola, dove feed significa nutrire, farebbe invece presupporre che, non solo i feedback sono importanti, ma lo sono ancora di più qualora diano qualcosa su cui lavorare o riflettere e non generino, specie se sfavorevoli, emozioni negative.

Fornire un feedback in modo adeguato può aiutare sia i leader sia i dipendenti. Ma soprattutto può fare la differenza all’interno di un’organizzazione. Come si fa quindi a trasformarlo in un feed-forward orientato a un vero miglioramento?

Perché i feedback possono essere davvero utili

Secondouna ricerca condotta da Gallupsolo il 26% dei dipendenti pensa che il feedback ricevuto a lavoro gli sia stato in qualche modo utile. Ciò dipende dal fatto che i manager non possono semplicemente dare un riscontro su ciò che è giusto o sbagliato a priori, ma devono ascoltare, porre delle domande e cercare di creare un dialogo.

Di solito, il feedback viene dato in maniera unidirezionale. Basti pensare anche alle valutazioni delle prestazioni che si fanno costantemente in azienda: quello è un momento basilare per dire come sta andando una persona, ma spesso rischia di trasformarsi in un’attività a senso unico e, soprattutto, programmata. Avere più riscontri durante l’anno, invece, può aiutare le persone, e l’azienda stessa, perché contribuisce a creare una cultura aziendale che si basa sulla trasparenza.

Quando un feedback fallisce

Ci sono delle situazioni in cui i feedback non sortiscono l’effetto sperato. Questo, per esempio, avviene quando il feedback è troppo indiretto, troppo duro o basato sull’emotività.

Quando un feedback è troppo indiretto, rischia di non sortire nessun effetto perché la persona che lo riceve non capisce cosa le si voglia dire. Con l’intenzione di non ferire i suoi sentimenti o di ammorbidire la situazione, alla fine un manager non comunica davvero il suo pensiero. Può persino succedere che il dipendente si senta quasi elogiato, quando non è così.

Allo stesso modo, un feedback troppo duro non aiuta la crescita della persona. Quando c’è un’eccessiva rigidità nel confrontarsi chi riceve il feedback si mette sulla difensiva, e vive tutto come un attacco personale. Questo spegne quella parte del cervello che invece si attiva per la risoluzione dei problemi. Ma non solo: fa nascere nel dipendente una sorta di sensazione di rivalsa che, a lungo andare, lo può portare a essere meno produttivo o abbandonare l’azienda.

Anche un riscontro che punta solo sull’emotività può essere dannoso perché, se è vero che condividere le proprie emozioni è giusto, bisogna attenersi ai fatti e, successivamente, dire come quella determinata cosa ci ha fatto sentire. 

Consigli per fornire un feedback utile

Come fornire un feedback utile? Chiedere un feedback prima di darlo: in questo modo la persona che si ha davanti non si sentirà giudicata, ma vedrà che il discorso si apre tenendo in considerazione quello che pensa e non solo quello che ha fatto. Così facendo, si dimostra che il feedback è reciproco.

Iniziare con una domanda evitando di essere subito assertivi: è sicuramente il primo passo per creare un dialogo a due. Anziché dire subito qualcosa che si è visto o pensato, si dimostra un’apertura nei confronti di chi si ha davanti e ci si presenta subito in modalità ricettiva. Inoltre, un manager che chiede al diretto interessato informazioni sulla questione di cui si sta per parlare, dimostra di essere pronto a conoscere aspetti che gli erano ignoti e a cambiare eventualmente la sua opinione.

Condividere osservazioni senza arrivare alle conclusioni: quello che conta è partire dai fatti e raccontare come li si è vissuti e subito dopo dare spazio alle proprie sensazioni senza che, però, divengano dominanti. Meglio evitare dei monologhi quando si danno dei feedback, ma impostare tutto su un confronto continuo. Anche perché non è detto che il manager o responsabile di team abbia la verità in tasca.

Lavorare in ottica di feedforward, ossia concentrandosi su soluzioni e miglioramenti orientati al futuro: questo può aiutare a crescere specie se, anziché fermarsi solo su quello che è stato fatto, si chiede al dipendente “Cos’altro si potrebbe fare per evitare che la stessa situazione si verifichi di nuovo?”.

Domandarlo in maniera sincera alla persona cui si sta dando il feedback, la aiuterà intanto a pensare che può sempre migliorare e sarà uno stimolo per renderla proattiva, senza che si fossilizzi su quanto accaduto. Sarà, in un certo senso, come cominciare da capo, partendo da un punto di vista condiviso per avere dei risultati migliori. La sensazione che scaturisce da un feedforward è quella di stare crescendo insieme e di avere tante sfide da affrontare. Sfide per le quali ci si senta davvero ascoltati e supportati.

L’articolo Come dare i giusti feedback per aiutare i dipendenti a sentirsi apprezzati è tratto da Forbes Italia.

La storia di Ronnen Harary, il miliardario dei Paw Patrol

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Ronnen Harary Paw Patrol

All’inizio del 2021 Ronnen Harary e la sua Spin Master hanno acquistato il cubo di Rubik per 50 milioni di dollari. Nello stesso anno il film Paw Patrol, basato sugli omonimi giocattoli di Harary e Spin Master, ha incassato oltre 135 milioni di dollari nel mondo. Comunque la si veda, Ronnen Harary con i giocattoli – che siano passatempi datati o nuovi personaggi – ci sa fare.

Per capire come Harary sia arrivato ad accumulare un patrimonio di oltre un miliardo di dollari e a creare un gigante da oltre due miliardi di dollari di fatturato e 220 milioni di utile netto nel 2021, bisogna partire proprio da quando era anche lui un bambino.

Forbes ricorda come Ronnen e il suo socio Anton Rabie si siano incontrati a un campo estivo in Ontario, quando entrambi avevano 11 anni. Circostanza confermata anche dal sito della Western University, ateneo in cui entrambi si sono laureati, che ricostruisce il percorso di amicizia e collaborazione dei due. Un cammino partito dal campus, proseguito al liceo e sfociato nelle prime idee da universitari. La prima che sviluppano insieme si chiama Campus Faces, una società di poster che vende pubblicità lungo il lato dei poster. Nel giro di tre anni riesce ad ampliare il proprio mercato fino a diventare, nell’ultimo anno di università dei fondatori, un’attività commerciale presente in altri sei campus canadesi.

Il miliardario dei giocattoli

Yahoo Finance ripercorre poi gli inizi di Spin Master. Appena usciti dall’università, Harary e Rabie, a cui nel frattempo si è aggiunto un altro studente della Western University, Ben Varadi, investono 10mila dollari di risparmi nel loro primo prodotto. Il nome del gioco è Earth Buddy: una ‘testa’ ricoperta di calze di nylon imbottita di segatura e semi di erba, che germogliavano per sembrare capelli quando innaffiati. Per promuoverlo e pubblicizzarlo i tre scendono in strada e girano per negozi specializzati, vendendo il giocattolo prima di espandersi in una piccola struttura a Toronto. Parlando al sito The Canadian Jewish News, Harary ricorda: “Avevamo ordinato 5mila unità, ma il prodotto si è rivelato un enorme successo. In nove mesi abbiamo venduto 1,5 milioni di pezzi”. 

Il gioco che trasforma Spin Master in un grande marchio del settore è però l’Air Hogs Sky Shark, un aeroplano giocattolo con pompa ad aria compressa che debutta nella primavera del 1998. Nel 2009, poi, l’azienda conquista il premio Toy of the Year grazie a Bakugan, un gioco di carte realizzato in collaborazione con Sega, in cui palline di plastica si aprono per rivelare personaggi in stile anime. Nel 2014 Spin Master è nominata fornitore di giocattoli dell’anno da Walmart. A luglio 2015 si quota alla borsa di Toronto.

I Paw Patrol

Inizia invece nel 2013 la fortunata esperienza di Ronnen Harary e Spin Master con i Paw Patrol, come raccontra il Financial Post. Dopo avere sviluppato collaborazioni con Nickelodeon e Cartoon Network, infatti, l’azienda si rivolge allo sceneggiatore Keith Chapman per inventare un franchise. Nasce così la serie animata Paw Patrol, che racconta le avventure di gruppo di sei cani da salvataggio guidati da Rayder, un ragazzo esperto di tecnologia che affronta con coraggio e astuzia avventure e pericoli per proteggere la comunità. Il primo episodio va in onda il 25 novembre 2013 e nel 2021 la serie è distribuita in 170 paesi del mondo. Un successo globale confermato dal film.

Come raccontato ancora da Forbes, una delle ultime iniziative di Harary e della sua azienda è stata quella di lanciare un fondo da 100 milioni di dollari per sostenere le startup di giochi, giocattoli e intrattenimento. Lo stesso Ronnen ha spiegato: “Il ritmo dell’innovazione nei settori dei giocattoli, dell’intrattenimento e dei giochi digitali sta accelerando rapidamente. Investendo con una visione a lungo termine in iniziative promettenti, possiamo aumentare il nostro accesso a idee e concetti potenzialmente rivoluzionari”. I prossimi Paw Patrol potrebbero essere solo questione di tempo.

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L’articolo La storia di Ronnen Harary, il miliardario dei Paw Patrol è tratto da Forbes Italia.

Chi sono i tre oligarchi russi che si sono espressi contro la guerra in Ucraina

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Oleg Tinkov della Tinkoff bank

La maggior parte degli oligarchi russi miliardari ha scelto di rimanere in silenzio o di sostenere tacitamente l’invasione in Ucraina da parte del presidente russo Vladimir Putin. Ma le sanzioni occidentali e la travagliata economia russa ha spinto alcuni di loro a parlare.

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Fatti principali

  • All’inizio di questa settimana, il miliardario russo e magnate dell’alluminio Oleg Deripaska ha avvertito che la distruzione dell’Ucraina sarebbe un “errore colossale”. E si è chiesto se fosse possibile ottenere la “vittoria” nel conflitto.
  • Deripaska, che è stata colpita da una moltitudine di sanzioni da parte di Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea, aveva precedentemente chiesto “negoziati immediati”.
  • Pochi giorni dopo l’inizio dell’invasione russa a febbraio, il magnate bancario e miliardario russo di origine ucraina Mikhail Fridman si è espresso contro la guerra. Ha detto che si trattava di una “tragedia” sia per il popolo russo che per quello ucraino. Ha chiesto poi la fine dello “spargimento di sangue”.
  • In un’intervista a Bloomberg a marzo, Fridman ha affermato che gli oligarchi russi non hanno la capacità di influenzare il presidente russo. Coloro che esortano persone come lui a fare pressione su Putin “non capiscono nulla di come funziona la Russia”.
  • Mentre Fridman e Deripaska sono stati cauti nelle loro critiche, attenti a non chiamare direttamente Putin, l’ex miliardario e magnate bancario Oleg Tinkov è stato molto più esplicito definendo l’invasione “pazza”.
  • Tinkov, che ha accusato il Cremlino di averlo costretto a vendere la sua partecipazione nella seconda banca russa, ha detto che diversi membri dell’élite degli affari e del governo russo erano d’accordo con lui in privato, ma erano troppo spaventati per parlare pubblicamente.

In cifre

15.000. Questo è il numero di milionari russi che hanno presentato domande di migrazione e potrebbero prepararsi a fuggire dal paese. Se è vero, questo potrebbe essere un segnale che le preoccupazioni dei ricchi russi per le ricadute economiche della guerra potrebbero essere più diffuse di quanto pubblicamente riconosciuto.

A margine

Mentre gli oligarchi russi sono rimasti in gran parte in silenzio, l’invasione del loro paese ha spinto i miliardari e l’élite imprenditoriale ucraina a mettere da parte le loro differenze reciproche per la ricostruzione del paese. All’inizio di questa settimana, Rinat Akhmetov, l’uomo più ricco dell’Ucraina con un patrimonio netto di 4,6 miliardi di dollari, ha intentato una causa contro la Russia presso la Corte europea dei diritti dell’uomo per aver violato i suoi diritti di proprietà prendendo di mira acciaierie e impianti di stoccaggio di grano di sua proprietà.

A marzo, Akhmetov ha detto a Forbes che aiuterà a ricostruire la città portuale devastata di Mariupol e il resto dell’Ucraina dopo la fine della guerra, indipendentemente dal costo. L’ex presidente ucraino e magnate del cioccolato, che quest’anno ha abbandonato la classifica dei miliardari mondiali di Forbes, ha messo da parte le sue divergenze con il rivale politico Zelensky. Ha persino fatto eco alle sue richieste di maggiori aiuti militari all’Ucraina. Poroshenko ha anche chiamato in diverse occasioni Putin avvertendo che non ci si deve fidare di lui. Ha persino rifiutato qualsiasi compromesso che implichi l’abbandono del territorio da parte dell’Ucraina alla Russia.

L’articolo Chi sono i tre oligarchi russi che si sono espressi contro la guerra in Ucraina è tratto da Forbes Italia.

Ruja Ignatova finisce nella lista “most wanted”: chi è la “cryptoqueen” ricercata per truffa dall’Fbi

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Ruja Ignatova

Ruja Ignatova, secondo l’FBI colpevole di una truffa da 4 miliardi di dollari, è stata inserita nell’elenco dei dieci latitanti più ricercati. Ignatova è l’unica donna presente nella lista dei dieci fuggitivi più ricercati dell’FBI e solo l’undicesima donna nella storia a essere stata inserita in questo elenco. Il Federal Bureau of Investigation offre una ricompensa di 100.000 dollari a chiunque fornisca informazioni sul caso.

La truffa di OneCoin

Secondo l’Fbi, la Ignatova, di origine bulgara, è colpevole di aver mentito per attirare investitori verso OneCoin, la società da lei fondata nel 2014 che ha commercializzato una valuta virtuale definita da lei stessa come il “Bitcoin killer”.

Come spiegano i funzionari dell’Fbi in una nota, Ignatova ha capitalizzato l’entusiasmo attorno alle criptovalute e ha preso di mira investitori non esperti. Ad attirare le vittime sarebbero stati il suo curriculum e le strategie di marketing utilizzate da OneCoin. La truffa avrebbe seguito uno “Schema Ponzi” con investitori che coinvolgevano a loro volta amici e familiari.

Come affermato nel 2019 dall’allora vicedirettore in carica dell’Fbi William Sweeney Jr, a differenza delle autentiche criptovalute che tracciano la cronologia delle transazioni, OneCoin non poteva essere utilizzato per acquistare beni reali e “non aveva alcun valore reale”.

“OneCoin ha dichiarato di avere una blockchain privata”, ha detto l’agente speciale Ronald Shimko, che sta indagando sul caso dall’ufficio di New York dell’FBI. “Ciò è in contrasto con ciò che contraddistingue le altre valute virtuali, che hanno una blockchain decentralizzata e pubblica”.

Il mandato d’arresto e la fuga

Il 12 ottobre 2017, il tribunale distrettuale degli Usa ha condannato Ignatova e ha emesso un mandato federale per il suo arresto. Gli investigatori ritengono che Ignatova abbia ricevuto notizia delle indagini in corso. Ignatova infatti il 25 ottobre 2017 è fuggita da Sofia ad Atene e da allora non si è più vista. L’FBI ha spiegato che prima della sua scomparsa, Ignatova conduceva uno “stile di vita sontuoso”. Suo fratello Konstantin Ignatov si è dichiarato colpevole di frode e riciclaggio di denaro in relazione allo schema OneCoin nel 2019. Anche Europol il mese scorso ha aggiunto Ignatova alla sua lista dei “most wanted”.

Chi è Ruja Ignatova

Ignatova è nata a Sofia, Bulgaria, nel 1980. Emigrò in Germania con la sua famiglia all’età di dieci anni e trascorse parte della sua infanzia a Schramberg, nella regione del Baden-Württemberg. Secondo quanto dichiarato nel corso di un webinar organizzato da OneCoin, Ignatova avrebbe frequentato la Oxford University, avrebbe ottenuto un dottorato di ricerca a Costanza e avrebbe lavorato per un periodo con la società di consulenza manageriale, McKinsey and Company.

La genesi della truffa

Come racconta Jamie Bartlett, giornalista autore del podcast The Missing Cryptoqueen, Ignatova ha saputo costruire attorno a OneCoin un clamore mediatico senza precedenti.

Nel 2016, sul palco della Wembley Arena davanti a migliaia di fan adoranti, Ruja Ignatova ha promesso ai suoi seguaci una rivoluzione finanziaria: la sedicente criptoregina ha giurato di aver inventato il Bitcoin Killer.

A marzo 2017, OneCoin poteva contare su investimenti superiori ai 4 miliardi di dollari. Come spiega Bbc, in un articolo del 2019, in tutto il mondo, le persone stavano già investendo i loro risparmi in OneCoin, sperando di far parte di questa nuova rivoluzione. I documenti trapelati mostrano che i britannici hanno speso quasi 30 milioni di euro per OneCoin nei primi sei mesi del 2016, di cui 2 milioni in una sola settimana. Tra i Paesi da cui sono arrivati grandi investimenti ci sono il Pakistan, il Brasile, Hong Kong, la Norvegia, il Canada, lo Yemen e anche la Palestina.

L’articolo Ruja Ignatova finisce nella lista “most wanted”: chi è la “cryptoqueen” ricercata per truffa dall’Fbi è tratto da Forbes Italia.