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Con Aldilapp potrai inviare fiori ai defunti.

Aldilapp, l’app per cercare i defunti nei cimiteri, lancia “Fidelio”, il servizio che permette di inviare fiori freschi e biglietti commemorativi ai propri cari defunti.

 

Milano 1 Marzo 2022 – Aldilapp la nuova l’app per smartphone conosciuta per cercare i defunti nei cimiteri, a partire dal prossimo mese lancerà un nuovo servizio.  Fidelio è la novità Aldilapp del 2022, il servizio molto atteso che permetterà di inviare fiori ai defunti.

Ne apprendiamo la notizia da un comunicato stampa della società. Gli utenti di Aldilapp potranno inviare fiori ai defunti, biglietti commemorativi e addirittura scegliere un servizio periodico di pulizia e mantenimento del decoro della tomba.

In quali cimiteri è attivo questo servizio ?

Questo servizio è possibile acquistarlo solo nei cimiteri che hanno aderito ad Aldilapp. Non temete, nonostante siano ancora molti i cimiteri non serviti da Aldilapp, questa applicazione si sta espandendo velocemente in tutte le regioni italiane.

Nella pagina Linkedin di Aldilapp notiamo  che la società sta reclutando Area Manager ed Agenti per rafforzare la propria rete commerciale.

Quanti cimiteri ci sono in Italia ?

In Italia ci sono oltre 30.000 cimiteri, e non tutti sono ancora serviti da Aldilapp.

Come posso inviare fiori ai defunti se il cimitero non è ancora servito da Aldilapp ?

Inviare fiori ai defunti sappiamo che non è così facile. Servizi come Interflora, o altre grandi societá di spedizione non permettono di consegnare direttamente presso il loculo del defunto.

Una soluzione potrebbe essere quella di riuscire ad entrare in contatto diretto con il fiorista nei paraggi del cimitero e richiedere telefonicamente se effettuano questo servizio.

Qualora non siate a contatto con il fiorista, potreste ricercare sul sito dell’amministrazione comunale il numero di telefono del custode o di un responsabile del cimitero e chiedere direttamente i contatti di un fiorista nei paraggi che potrebbe effettuare la consegna all’interno.  Rimarrebbe il problema di come pagare e di come accertarsi che il servizio sia stato effettuato.

Come avvengono i pagamenti del servizio Fidelio su Aldilapp ?

I clienti che vogliono inviare fiori ai defunti, biglietti commemorativi o acquistare servizi periodici di pulizia e decoro, potranno pagare direttamente con carta di credito.  Aldilapp ha aderito ai circuiti Stripe e PayPal che permettono agli utenti di pagare tramite carta di credito con facilità e in totale sicurezza.

Come posso essere certo che il servizio sia stato effettuato ?

Il servizio viene effettuato dagli “Aldilapper”. Gli Aldilapper sono operatori selezionati che si occupano di preparare le composizioni e posizionarli sulla tomba del defunto. Gli Aldilapper sono anche formati per il servizio di pulizia qualora venga richiesto dal cliente.

Dopo aver effettuato la commessa gli Aldilapper effettuano una foto che comproverà l’erogazione del servizio.  L’immagine -verificata dall’ufficio qualità dell’azienda- potrà essere visualizzata dal cliente tramite l’app.

Da dove provengono i fiori del catalogo Aldilapp ?

L’utente che vuole inviare fiori al defunto potrà scegliere diverse composizioni presenti sul catalogo di Aldilapp.

Tutti i fioristi (chiamati Aldilapper) potranno iscriversi su Aldilapp, pubblicare il catalogo delle composizioni floreali e di altri articoli accessori. Il catalogo di tutti i fioristi sarà visualizzabile dagli utenti in ordine di distanza dalla sede a quella del cimitero.

Quanto guadagna il fiorista che pubblica il catalogo su Aldilapp ?

Aldilapp non impone i prezzi di vendita ai fioristi e neppure li suggerisce.  I fioristi decidono in piena autonomia il catalogo e il listino prezzi da pubblicare.

Come guadagna Aldilapp ?

Aldilapp trattiene una fee sul fatturato di ogni fiorista. Questa fee potrebbe essere differente per ogni categoria prodotti.

Perchè un fiorista dovrebbe iscriversi e pubblicare i suoi articoli su Aldilapp ?

I fioristi che entrano nella rete di Aldilapp potranno aumentare notevolmente il loro volume d’affari. Avranno la possibilità di aumentare la visibilità sul web e ricevere ordini da ogni parte del mondo.

Chi sono i clienti che utilizzano Fidelio ?

Fidelio offre due tipologie di servizi.

Il primo quello dell’invio fiori occasionale, in questo caso i clienti sono tutti coloro che vogliono inviare un fiore o un messaggio sulla tomba di un amico, di un ex collega o di un personaggio illustre a cui era particolarmente vicino.

L’altro servizio è continuativo, e oltre la sistemazione dei fiori prevede anche la pulizia e il mantenimento del decoro del luogo di sepoltura. I clienti sono i famigliari del defunto, che per svariati motivi non riescono ad occuparsene personalmente.

 

 

Strategy Innovation Forum 2021, Venezia diventa capitale della sostenibilità ambientale

Il surriscaldamento globale, l’innalzamento del livello del mare e le altre conseguenze del cambiamento climatico stanno seriamente mettendo a rischio il futuro del pianeta: Venezia, con il suo ecosistema unico e fragile, è uno dei luoghi simbolo di questa trasformazione. Ma anche contesto ideale per affrontare le sfide di sviluppo sostenibile grazie a giovani talenti, nuove idee imprenditoriali e soluzioni tecnologiche che contribuiscano ad invertire la rotta.

Proprio per questo Venezia ospiterà la sesta edizione dello Strategy Innovation Forum – SIF 2021, in programma venerdì 10 settembre nel Campus Economico di San Giobbe in modalità duale, fisica e virtuale (link per partecipare online, oltre che per scaricare la App SIF2021 che consente di entrare a far parte del network, sul sito www.strategyinnovationforum.com). L’evento, promosso da Università Ca’ Foscari Venezia, Fondazione Università Ca’ Foscari e Regione del Veneto, riunisce ogni anno l’unico think tank italiano in materia di innovazione strategica, coinvolgendo imprenditori, manager, professionisti, startupper, accademici e policy makers per creare e diffondere conoscenza e relazioni, a favore della trasformazione del sistema imprenditoriale. Tema di questa edizione è “L’impatto degli SDG sui modelli di business”, ovvero come i 17 Sustainable Development Goal, gli obiettivi di sviluppo sostenibile dettati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, potranno generare nuove opportunità strategiche per le imprese. A fissare l’agenda di SIF 2021 è VeniSIA – Venice Sustainability Innovation Accelerator, acceleratore di innovazione sostenibile, dedicato allo sviluppo di idee di business e soluzioni tecnologiche in grado di affrontare il cambiamento climatico e altre sfide ambientali.

«Rilanciare Venezia e farne un nuovo modello di sviluppo attraverso l’innovazione tecnologica, coinvolgendo direttamente i giovani. È questo lo spirito di VeniSIA, grazie al quale Ca’ Foscari attrae in città startup e talenti da tutto il mondo» dichiara Tiziana Lippiello, Rettrice dell’Università Ca’ Foscari Venezia. «Ancora una volta Ca’ Foscari dà prova della sua vocazione all’internazionalizzazione e al dialogo con le imprese e la ricerca universitaria si fa protagonista dei processi d’innovazione e di sviluppo. Lo Strategy Innovation Forum sarà l’occasione per mettere in campo le migliori idee e i modelli di business più efficaci per fare di Venezia un esempio a livello globale in tema di tutela dell’ambiente e di impegno per uno sviluppo finalmente sostenibile».

«Grazie alla collaborazione funzionale e alla contaminazione culturale tra istituzioni e organizzazioni, sia locali che internazionali, si possono creare le migliori condizioni per la nascita di nuove idee e progetti focalizzati sulla sostenibilità. Venezia può essere davvero un living lab in questo senso, per testare soluzioni scalabili poi a livello globale», spiega il professor Carlo Bagnoli, Responsabile Scientifico di VeniSIA. «Se il terzo Rinascimento è l’impresa, intesa come missione impossibile richiesta all’Italia per risollevarsi, noi crediamo che siano le imprese, intese come organizzazioni, a doverlo guidare, dimostrando nei fatti la possibilità di coniugare innovazione ambientale, sociale ed economica. SIF 2021 metterà al centro proprio le best practices delle imprese più virtuose e innovative».

«In uno scenario di forte cambiamento del sistema sociale ed economico, si evidenzia il ruolo chiave delle imprese attraverso la ridefinizione del modello di business in chiave di innovazione strategica sociale per ridefinire la cornice di collaborazione pubblico-privata» dichiara Elena Donazzan, Assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro, Pari opportunità della Regione del Veneto. «Lo Strategy Innovation Forum è un’importante occasione per presentare VeniSIA e, nella collaborazione tra Regione del Veneto e Università Ca’ Foscari Venezia, avviare iniziative nel territorio in grado di contribuire alla tutela dell’ambiente e all’utilizzo più efficiente delle risorse».

SIF 2021: il programma

L’evento inizia alle ore 8.30 con la registrazione dei partecipanti (A QUESTO LINK IL PROGRAMMA COMPLETO). Alle 8.50 lo speech di apertura di Stefano Campostrini, professore di Statistica Sociale dell’Università Ca’ Foscari. Alle 9.00 i saluti istituzionali con la rettrice di Ca’ Foscari Tiziana Lippiello, l’assessore regionale Elena Donazzan, il presidente di Confindustria Veneto Enrico Carraro e Maria Cristina Piovesana, vice-presidente nazionale di Confindustria per l’Ambiente, la Sostenibilità e la Cultura.

Alle 9.30 il primo panel su “L’impatto degli SDG sui modelli di business: VeniSIA”, con Carlo Bagnoli, professore di Innovazione Strategica di Ca’ Foscari e responsabile scientifico di VeniSIA, Nicola Pianon, Senior Advisor & Senior Partner Emeritus di BCG Italy e Maria Claudia Pignata, Director of Institutional Relations, Marketing & Communication di VeniSIA.

Alle 9.50 focus sull’SDG 7, “Energia pulita e accessibile”, con Gabriella Chiellino, Presidente di eAmbiente Group, Ernesto Ciorra, Chief Innovability Officer di Enel, Giuseppe Ricci, Chief Operating Officer Energy Evolution ENI e Marco Alverà, Ceo di SNAM. Alle ore 11.00 si discuterà di “Città e comunità sostenibili” con Helene Molinari, President & Founder di SUMus, Agostino Santoni, VP South Europe di Cisco, Matteo Mille, Chief Marketing and Operations Officer Microsoft Italia, Paolo Quaini, Energy & Environmental Services Market Edison e Carlo Ratti, direttore di Senseable City Lab MIT. Dalle 12.10 il panel su “Sostenibilità attraverso l’innovazione”, con Francesca Zarri, Technology, R&D & Digital Director ENI, Fabio Tentori, CEO Innovation Hubs Enel, Andrea Ricci, Senior Vice-President SNAM, Francesco Grillo, direttore di Think Tank Vision e Alberto Onetti, Chairman di Mind The Bridge.

Sessione pomeridiana a partire dalle 14.10 con “L’impatto dell’SDG #12 sui modelli di business: consumo e produzione responsabili”, con Federico Vione, CEO & Business Owner MAW, Luca Marzotto, CEO Zignago Holding, Andrea Di Stefano, Special Projects Manager Novamont, Giovanni Fanin, CEO DemiBiotech Cereal Docks Group e Paolo Lobetti Bodoni, Consulting Leader EY Italy.

Dalle 15.20 “L’impatto dell’SDG #13 sui modelli di business: agire per il clima”: con Monica Billio, professore di Econometria di Ca’ Foscari, Anna Maria Roscio, Executive Director SME Sales & Marketing Department Intesa Sanpaolo, Carlo Ferraresi, CEO and Managing Director Cattolica Assicurazioni, Giovanni Sandri, Managing Director Black Rock e Gabriele Burgio, President e CEO Alpitour World.

Dopo il coffe break alle 17.00 il tema sarà “La vita sott’acqua”: con Fulvio Lino Di Blasio, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Fabio Gallia, General Manager Fincantieri, Giulio Bonazzi, Chairman e CEO Aquafil, Jan Pachner, Segretario Generale di One Ocean Foundation e Stefano Brandinali, Chief Digital Officer Prysmian Group.

Alle 18.10 “Venezia, la più antica città del futuro”: con la moderazione di Nicola Saldutti, giornalista di Corriere Economia si confronteranno Vincenzo Amendola, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio (Affari europei), Philippe Donnet, CEO Generali, Salvatore Rossi, Presidente Gruppo TIM, Giovanni Gorno Tempini, presidente del CdA di Cassa Depositi e Prestiti.

VeniSIA, 10 startup per l’ambiente

VeniSIA – Venice Sustainability Innovation Accelerator è un acceleratore di innovazione sostenibile, con sede a Venezia presso lo Strategy Innovation Hub del Dipartimento di Management di Università Ca’ Foscari e dedicato allo sviluppo di idee di business e soluzioni tecnologiche in grado di affrontare il cambiamento climatico e altre sfide ambientali. La piattaforma è il primo progetto attivo nell’ambito di “Venezia capitale mondiale della sostenibilità”, un piano di interventi, approvato dalla giunta regionale del Veneto, funzionali allo sviluppo sostenibile del territorio con fulcro la città capoluogo. Nel corso di SIF – Strategy Innovation Forum verranno presentate le 10 migliori startup di innovazione ambientale selezionate tra oltre 1.300 progetti provenienti da 28 paesi del mondo che ora procederanno all’implementazione delle proprie soluzioni nello spazio di co-working allestito appositamente a Ca’ Giustinian dei Vescovi. Tra i progetti che saranno sviluppati soluzioni tecnologiche per l’abbattimento della Co2, per il miglioramento dell’efficienza energetica, per la mobilità sostenibile, per il monitoraggio della qualità di aria e acqua.

I partner di SIF

 Strategy Innovation Forum è promosso da Università Ca’ Foscari Venezia, Fondazione Università Ca’ Foscari e Regione del Veneto. In partnership con Intesa Sanpaolo e KPMG, MAW, Sharp, Cortellazzo&Soatto, Everel, Strategy Innovation e Synextya. Gli sponsor: Alilaguna, Arper, Goppion Caffè, Loison, Sanbenedetto, Social Meter, Villa Sandi. Con il supporto di EY, Minima&Moralia, SMACT Competence Center, Fondazione Univeneto, Fondazione di Venezia, T2i, Arzanà, Illuminem, Zanze XVI, Ca’ Foscari Alumni, auxiell, CUOA, Centro GSI, Yunus Centre. Con il patrocinio di Confindustria Veneto e la media partnership con Repubblica Affari&Finanza, Blum, Class Tv, Radio Ca’ Foscari, Invenicement Ca’ Foscari, JEVE, Marketers.

Tutte le informazioni sul sito di Strategy Innovation Forum.

La F.lli Chiodi Costruzioni opera nel settore dell’edilizia pubblica e privata: ripartenza dopo il COVID-19

La F.lli Chiodi Costruzioni opera nel settore dell’edilizia pubblica e privata come general contractor di riferimento sul territorio abruzzese. Numerose e tutte di alto livello le competenze, acquisitee perfezionate in oltre trent’anni di storia professionale (risale al 1984 la costituzione della ditta individuale “Chiodi Corrado”). Il Know-How tecnico posseduto dall’azienda è oggi commisurato alla tipologia di commesse gestite, che si è fortemente evoluta negli anni: la F.lli Chiodi Costruzioni è infatti passata dalla semplice ristrutturazione di unità immobiliari sino all’odierna capacità di intervento su immobili di tutte le dimensioni e tipologie, per lavori di nuova edificazione, ristrutturazione di immobili sotto vincolo artistico, sino ad interventi più complessi per il miglioramento delle caratteristiche strutturali antisismiche.

La F.lli Chiodi Costruzioni dispone di propri mezzi d’opera, macchine di cantiere e mezzi speciali utili al soddisfacimento delle più complesse esigenze lavorative.

Il modello organizzativo prevede, accanto ad un organico altamente professionale ed equilibratamente dimensionato nei vari settori operativi, l’apporto di diverse consulenze esterne da parte di professionisti specializzati.

Vincenzo Pompeo Bava: GUARDIAMO AL FUTURO con un nuovo decreto dopo coronavorus

 

Tra le misure inserite nel decreto anche nuove norme per assicurare la continuazione delle attività. Sospese le azioni dei creditori come pure cambiali e assegni e la levata dei protesti

Coronavirus, stop al fallimento delle imprese sino alla fine della crisi

ROMA. Oltre a misure straordinarie per assicurare la liquidità alle imprese e sul fronte del Fisco, col rinvio di tutti i pagamenti di tasse e contributi altri due mesi a favore dei professionisti e delle imprese colpiti dalla crisi innescata dal coronavirus, il decreto imprese introduce molte novità in campo fallimentare. Il governo ha infatti previsto  una serie di misure finalizzate ad assicurare la continuità delle imprese nella fase dell’emergenza Covid.

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Primo, salvaguardare le imprese
In questa fase, infatti,  è del tutto prevedibile che si possano registrare importanti e diffuse perdite di capitale e che per molte imprese sarà difficile conservare una regolare prospettiva di continuità aziendale. Di qui la necessità di salvaguardare le imprese che prima della crisi erano in equilibrio e presentavano una regolare prospettiva di continuità aziendale. Questa neutralizzazione si realizza innanzitutto con due tipi di interventi:  in sede di redazione del bilancio in corso, valutando i criteri di prudenza e di continuità alla luce della situazione emergente dall’ultimo bilancio chiuso; e quindi  disattivando le cause di scioglimento societarie per riduzione o perdita del capitale sociale.

L’economia in quark – Con il Mes potremmo avere finanziamenti illimitati, ma la parola Mes è tossica in Italia

Il ruolo dei soci
Accanto a queste due misure a protezione diretta della società se ne affianca una terza che è volta a favorire il coinvolgimento dei soci nell’accrescimento dei flussi di finanziamento verso la società, disattivando in questa fase i meccanismi che in via ordinaria li pongono in secondo piano rispetto ai creditori.

Coronavirus, effetti paragonabili alla Seconda Guerra, come può essere risollevata l’economia?

Vi sono poi misure che riguardano la disciplina del fallimento e che, nell’insieme, sono volte in questa fase a  sottrarre le imprese all’apertura del fallimento e alle altre procedure fondate sullo stato di insolvenza, sino a quando durerà l’emergenza. In particolare il periodo dell’emergenza è sterilizzato ai fini del calcolo delle azioni a tutela dei creditori; quindi quando sarà passato, i creditori potranno se del caso proporre le azioni revocatorie (ma solo dopo la fine dell’emergenza).

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Sospesi cambiali e assegni
Infine si prevede che per titoli di credito quali cambiali e assegni, i loro termini di scadenza sono sospesi. Di conseguenza sono sospesi i termini per la presentazione al pagamento (e questo è a favore del beneficiario dell’assegno, che in questo periodo potrebbe avere difficoltà a recarsi in banca), i termini per la levata del protesto (e questo è un vantaggio per il traente, caso mai l’assegno fosse scoperto). La norma non impedisce comunque al beneficiario, se vuole, di portare lo stesso il titolo all’incasso e al trattario di pagare (purché sul conto del traente vi siano i fondi).

Chi uscirà prima dalla crisi economica

ECONOMIA – I vertici dell’azienda amministrata dal Dott. Vincenzo Pompeo Bava in un innovazione dell’azienda più volte chiacchierata dai sindacati. SICES CORP SA fa un salto di qualità a vantaggio dell’ambiente con   auto elettriche. mini full electric sta riscuotendo molto successo da Milano a Messina, da Napoli a Roma e Chiasso.

La sede centrale si trova a Lugano e Chiasso ed operano in tutto il mondo. Dalla gestione del progetto all’esecuzione delle attività sul campo, Sices Corp SA è un partner affidabile ed esperto che opera con una forte attenzione alla qualità, sicurezza e rispetto dell’ambiente. Il loro modello integrato offre costruzione industriale, fabbricazione, costruzione e manutenzione di moduli sia in loco che fuori sede.

In questo particolare momento storico, i cittadini, ma soprattutto le aziende hanno come obiettivo lo sviluppo di un sistema di mobilità, sia privata sia pubblica che permetta di muoversi in modo più sostenibile e rispettoso dell’ambiente, ottimizzando gli spostamenti e abbattendo le emissioni di CO2 per rendere le nostre città più vivibili. Tra queste aziende troviamo la SICES CORP SA dove hanno fatto ingresso le nuove mini full electric, autovetture elettriche all’avanguardia.

Sices corp sa ha optato per l’elettrico, sia per la sua sostenibilità per l’ambiente sia per gli enormi vantaggi che esse portano. Infatti sia da parte degli stati che dai produttori automobilistici vengono forniti agevolazioni per chi decide la mobilità sostenibile. Consente di ridurre i costi mantenendo qualità e pianificazione per i nostri clienti.

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Secondo le ultime stime diffuse dall’Energy & Strategy Group del Politecnico milanese, in Italia finora si sono installate circa 8.200 colonnine tra quelle pubbliche nelle strade, piazze, parcheggi eccetera (circa 3.500 in totale) e quelle private ad accesso pubblico, ad esempio negli alberghi e nei supermercati. La distribuzione dei punti di ricarica però è disomogenea, perché una buona metà si concentra nelle regioni del nord; la Lombardia, dei punti di ricarica complessivi si trova nei “punti d’interesse”, soprattutto centri commerciali e concessionari auto.

Confartigianato Imprese Moda – Lettera al Presidente del Consiglio Avv. Giuseppe Conte

la Moda è il secondo asset strategico del Paese, dopo la meccanica. Coinvolge centinaia
di migliaia di operatori, donne e uomini italiani e quando antepongo il gentil sesso creda, non
lo faccio certo solo per galanteria.

Il lavoro femminile nel tessile/moda ha caratterizzato, dal
dopoguerra ad oggi, un netto mutamento social nazionale, un’evoluzione culturale, una
trasformazione dei classici canoni che volevano soltanto gli uomini, produttivi in prima linea.
La moda per noi italiani è stato riscatto, forte emancipazione ed eccezionale rilancio
economico.

Perfino oggi, a distanza di quasi un secolo, possiamo osservare nei nostri distretti un enorme tessuto produttivo ad altissima vocazione familiare, per alcuni scellerati addirittura troppo piccolo per restare in vita, quasi come la storia del calabrone che vola perché non lo sa.
Io voglio invece raccontarLe di un mondo che esiste eccome, che è vivo e che chiama a sé,
gridando al cielo, quella dignità e quell’attenzione non solo politica che in un Paese rispettabile
di tale nome dovrebbe essere al centro di ogni agenda ministeriale, nelle prime pagine di tutti i
più blasonati giornali e nel cuore di ogni italiano.

Sono le micro e piccole imprese del tessile/moda, quelle che, in linea con le direttive di
contrasto al Covid-19, hanno dovuto sospendere le proprie attività con il più alto grado di
rischio, con la maggiore incertezza sul domani e con le lacrime agli occhi.
La crisi economica generata dall’emergenza comporterà, per il settore, una moltitudine di
gravissime conseguenze che andranno ad impattare sull’equilibrio finanziario e sulla leva
occupazionale sino a compromettere la continuità produttiva.
Compromettere la continuità produttiva del secondo asset strategico del Paese.

Imprese, al Festival dell’Economia Civile spinta sui cantieri

Si chiude oggi con gli interventi del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dei ministri Giovanni Tria e Sergio Costa, la prima edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, organizzato da Federcasse, la Scuola dell’Economia Civile (SEC) e Nuova Economia per Tutti (NeXT), con il supporto di Confcooperative e delle Bcc toscane. Tre giorni di dibattiti, 80 relatori, 18 panel, decine di giovani protagonisti con le loro imprese innovative, sostenibili e inclusive e più di 1.500 partecipanti: un contributo importante per il dibattito pubblico e per la valorizzazione di buone pratiche di imprese e finanza civile in un Paese alla ricerca di crescita, innovazione e nuovi modelli economici e sociali. Dal palco del Festival a Palazzo Vecchio, dove viene annunciata anche la seconda edizione di questa importante iniziativa, arrivano al Governo italiano precise proposte sui temi dibattuti nella tre giorni fiorentina. I promotori chiedono di sbloccare al più presto i cantieri e di creare un rapporto armonioso tra mondi dell’economia, amministrazione e della giustizia civile. In Italia sono disponibili circa 100 miliardi di euro di investimenti stanziati e da impiegare Le risorse ci sono, l’Unione Europea le ha messe a disposizione, dobbiamo saperle spendere. Uno sviluppo sostenibile passa anche per una più incisiva politica rivolta alle aree interne in corso di spopolamento, per ridare speranza a giovani e meno giovani che vi abitano.

Bankitalia, ufficializzate le nuove nomine

Bankitalia ha il suo nuovo direttore generale e i suoi due nuovi vice: nella tarda serata di oggi, è arrivata l’ufficializzazione delle nomine

Come da previsione sono arrivate le nuove nomine di Bankitalia: il Direttore Generale, a partire dalla prima metà del mese di maggio, sarà Fabio Panetta, mentre i suoi vice risponderanno ai nomi di Daniele Franco e Alessandra Perrazzelli. La notizia dell’ufficializzazione è arrivata solamente nel corso della tarda serata di oggi.

Secondo quanto viene sottolineato pure sul Corriere della Sera, la “partita” ha avuto modo di sbloccarsi dopo che il governo gialloverde aveva sostanzialmente cristallizato la situazione sul possibile rinnovo della carica per Federico Signorini. Alla fine, insomma, si è optato per rinnovare le cariche. Questo passaggio procedurale, come da prassi precostituita e come segnalato pure dall’Adnkronos, ha ricevuto il placet del Consiglio Superiore della Banca d’Italia, l’organo deputato all’approvazione, dopo che il Governatore aveva proceduto per mezzo della presentazione dei nominativi dei vertici individuati. Bankitalia, quindi, ha un nuovo direttore generale e due nuovi vice direttori generali.

Italia ancora sotto pressione, lo spread oltre quota 290

Fiammata del differenziale in avvio, il rendimento del decennale italiano rivede i livelli di inizio 2014. Piazza Affari in forte calo


MILANO – Ore 9.10. C’è ancora tensione sui titoli di Stato italiani all’indomani della decisione del ministro dell’Economia Giovanni Tria di disertare la riunione dell’Ecofin di oggi per tornare a Roma a definire le ultime limature alla nota di aggiornamento al Def, mentre sullo sfondo cresce la tensione sull’asse Roma-Bruxelles, con il botta e risposta a distanza tra il presidente della Commissione Jean Claude Juncker e il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Questa mattina lo spread prosegue la corsa avviata ieri intorno a metà seduta e scavalca quota 290 toccando i 294 punti, secondo i dati della piattaforma Bloomberg, con il rendimento del titolo decennale italiano che rivede i massimi di inizio 2014 e si attesta al 3,37%. Si allarga anche lo spread sui titoli a due anni che balza fino a 195 punti.

Anche PIazza Affari parte male, con il Ftse Mib che cede l’1,5%. Molto più contenute le perdite nelle altre piazze finanziarie: Londra perde lo 0,13% e Parigi lo 0,63%.  Listini in flessione quindi nonostante il traino positivo di Wall Street, che ieri ha chiuso in positivo spinto ancora dall’euforia per l’accordo commerciale raggiunto dagli Stati Uniti con Uniti con Canada e Messico. Anche Tokyo ha concluso gli scambi in positivo, con il Nikkei che ha guadagnato lo 0,1%. La crisi italiana mette in affanno anche l’euro che mantiene la traiettoria discendendente avviata ormai una settimana fa, con il cambio euro/dollaro che cala a a 1,1537.

Giornata scarica sul fronte dei dati macroeconomici. A settembre la fiducia dei consumatori giapponesi è leggermente aumentata . Secondo i dati dell’indagine del governo nipponico l’indice che misura il sentiment dei consumatori è salito a 43,4 punti dai 43,4 di agosto, il minimo degli ultimi dodici mesi. Attesi in giornata i prezzi alla produzione nell’Eurozona relativi al mese di agosto e nel pomeriggio i dati sulle vendite di autoveicoli negli Usa.

Ancora in rialzo i prezzi del petrolio. Nei primi scambi elettronici il Wti si attesta a 75,69 dollari al barile (+0,52%) e il Brent a 85,11 dollari (+0,15%). In lieve rialzo l’oro, a 1193 dollari l’oncia.

Melegatti, firmati i licenziamenti: scatteranno il 20 dicembre

Passaggio necessario dopo il fallimento. Ultimi appelli agli imprenditori “capaci e seri” perché si presentino a rilevare la storica azienda dolciaria entro il 17 settembre: servono 13 milioni e mezzo


MILANO – Non sono serviti gli scioperi, gli appelli sui social network, le mobilitazioni dei consumatori e i tentativi di trovare un cavaliere bianco. La vicenda della Melegatti, storica azienda del pandoro e del panettone del veronese, e soprattutto dei suoi lavoratori sembra scivolare di nuovo verso un destino segnato. In settimana i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil e i curatori fallimentari di Melegatti hanno firmato l’accordo per i licenziamenti di tutti i dipendenti dell’azienda dolciaria. Un passaggio che segue la dichiarazione di fallimento dello scorso 29 maggio.

Ora i lavoratori scrutano le caselle della posta in attesa della lettera di licenziamento; l’ultimo giorno di rapporto coinciderà con la data del 20 dicembre, quando scadrà anche la Cassa integrazione straordinaria. Sono coinvolti ad ora 11 dipendenti operativi nello stabilimento di San Giovanni Lupatoto (Verona), per dare corso all’esercizio provvisorio autorizzato per sei mesi (dal 21 giugno al 21 dicembre) dal Tribunale di Verona, mentre il resto del personale è coperto dalla Cassa integrazione straordinaria. Ma questa si esaurirà appunto il 20 dicembre: oltre quella data non sarà possibile accedere ad altri ammortizzatori sociali.

Alla firma dell’atto ufficiale i sindacati hanno sottolineano in una nota che “l’accordo è inevitabile e per tutti i dipendenti l’ultimo giorno di rapporto con Melegatti sarà il 20 dicembre”. Di fatto, si tratta di un passaggio perché formalmente un potenziale salvatore in extremis non abbia obblighi pregressi verso il personale. In effetti, hanno aggiunto i sindacati, la speranza è che si possa “presentare un’altra situazione qualora alla scadenza del secondo bando, ovvero il 17 settembre, si paventassero eventuali acquirenti che avrebbero l’opportunità di valutare il mantenimento totale o parziale delle posizioni lavorative”. Per questo Cgil, Cisl e Uil hanno rinnovato l’appello “ad imprenditori capaci e seri affinché prendano in considerazione l’acquisto di questa storica azienda dolciaria veronese”.

Proprio una settimana fa era stata organizzata una manifestazione da un gruppo di consiglieri comunali a sostegno dei dipendenti. In quella occasione, davanti al municipio di San Giovanni Lupatoto, il consigliere d’opposizione Massimo Giarola spiegava che “la seconda procedura di vendita ha fatto scendere a 13 milioni e mezzo di euro la base d’asta”. A rilanciare l’appello per l’azienda in queste ore è il senatore Udc Antonio De Poli: “Il ministro del lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio individui opportuni provvedimenti per salvaguardare l’occupazione e lo storico marchio. Lanciamo anche un appello affinchè possibili investitori si presentino alla scadenza del bando fissata il 17 settembre perché si possano mantenere le posizioni lavorative e considerare l’acquisto della storica azienda”.

Tensione sullo spread in attesa della fiducia della Camera a Conte

Ieri i titoli di Stato sono peggiorati perché gli investitori hanno letto nelle parole del premier Contela conferma di un programma di governo molto costoso

MILANO – Ore 9:05. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi riparte nel segno della tensione: dopo le primissime battute in calo a 230 punti base, con il rendimento dei decennali italiani al 2,7%, il differenziale di rendimento torna a salire verso 250 punti nel giorno in cui il premier Contechiede la fiducia alla Camera per il nuovo esecutivo. E i Btp a dieci anni tornano a mettere nel mirino la soglia di rendimento al 3%.

Ieri, durante il discorso di Conte al Senato, non sono emersi segnali di volersi discostare dal programma sancito dal contratto tra Lega e M5s, che preoccupa gli investitori per la possibile rottura della disciplina di bilancio che i vincoli europei e l’alto debito suggeriscono al nostro Paese. Ragione per cui, annota Bloomberg, i titoli di Stato italiani sono scesi e il differenziale di rendimento con i titoli tedeschi è salito rispetto ai livelli della mattina. Secondo i calcoli di Carlo Cottarelli, il programma di spesa e tagli alle imposte rischia di costare 126 miliardi.

Milano, Piazza Affari apre in cauto rialzo con un +0,3% del Ftse Mib. Simile il movimento delle altre Piazze europee: Londra sale dello 0,1%, Parigi dello 0,25% e Francoforte dello 0,26%. A livello globale, i listini azionari sono bene impostati con le alterne vicende geopolitiche internazionali a dettare l’umore degli investitori. Si aspetta l’incontro del G7 del fine settimana che potrebbe portare il tema dei dazi all’attenzione dei leader, mentre le riunioni in calendario questo mese di Fed e Bce potrebbero dare indicazioni sulle rispettive agende.

Quanto, negli ultimi giorni, la situazione politica italiana abbia generato instabilità è ben rappresentato da un’analisi sulle ultime sedute di Borsa appena pubblicata da Wolfgang Bauer, gestore di M&G. Se si guarda ai Cds, ovvero le assicurazioni contro il rischio di default del Paese, “a metà della scorsa settimana il mercato assegnava all’Italia un rischio di credito sovrano maggiore di quello associato a molti Paesi della regione emergente, come la Turchia e il Brasile, a riprova di quanto possano essere violenti i movimenti di mercato quando si verificano cambi d’umore improvvisi”, nota l’esperto ricordando che sono stati toccati 290 punti base, mentre dopo le elezioni si era scesi fino a 85 in un ottimismo generalizzato dei mercati. Secondo Bauer, però, il caso italiano rischia di essere sovra-esposto: “Quando siamo preoccupati per un argomento specifico, il rischio immediato è che altri sviluppi potenzialmente significativi passino inosservati”. Ad esempio, gli ultimi dati sull’inflazione balzata dall’1,2% all’1,9% nell’Eurozona sono rilevanti. “È vero che i fattori principali all’origine della variazione sono stati i prezzi energetici”, dice Bauer, “mentre l’inflazione di fondo annuale è rimasta contenuta all’1,1%, ma ciò non toglie che un risultato perfettamente in linea con l’obiettivo di stabilità dei prezzi della BCE, inferiore ma vicino al 2%, dovrebbe suscitare un minimo di interesse, considerando l’incertezza sul futuro percorso della politica monetaria di Francoforte”.

Tensione sullo spread in attesa della fiducia della Camera a Conte

In attesa del direttivo all’Eurotower del 14 giugno, l’euro apre in rialzo, sopra quota 1,17 dollari: la moneta unica passa di mano a 1,174 dollari e 128,82 yen. Dollaro/yen in rialzo a 109,92. Peso messicano ai minimi da 15 mesi sul biglietto verde.

La Borsa di Tokyo ha terminato la seduta in positivo, sostenuta dall’indebolimento dello yen, con gli investitori che guardano a ogni sviluppo sui negoziati commerciali che si terranno durante il G7 del fine settimana in Canada. L’indice Nikkei ha messo a segno un rialzo dello 0,38% a quota 22.625,73, con un guadagno di 86 punti. Alle prese con timori crescenti sul rischio di una valanga di default sui debiti da parte delle imprese, la Cina è ricorsa al suo strumento Mlf (Medium-term Lending Facility) per iniettare una liquidità pari a 463 miliardi di yuan, l’equivalente di 72 miliardi di dollari.

Sugli scambi asiatici si è fatta sentire la serata positiva di Wall Street, dove la seduta di ieri è finita per la seconda volta di fila in territorio record per il Nasdaq (+0,41%) e il Russell 2000 (+0,61%). Grazie a un colpo di reni nell’ultima ora di scambi, anche l’S&P 500 è riuscito a recuperare il terreno perso chiudendo sopra la parità (+0,07%) mentre il Dow Jones è stato solo capace di contenere i cali (-0,06%). Come lunedì, Apple (+0,8%), Amazon (+1,87%) e Microsoft (+0,51%) hanno raggiunto nuovi record. A loro si è unita anche Netflix (+1,1%). Starbucks ha invece sofferto (-2,44%) l’imminente fine dell’era del fondatore Schultz, chiamato alla corsa politica. Il braccio di ferro commerciale resta uno spauracchio: il Messico ieri ha annunciato dazi contro prodotti agricoli e in acciaio in arrivo dagli Usa, una reazione alle tariffe doganali scattate il primo giugno. La Cina intanto sembra avere proposto a Washington l’acquisto di quasi 70 miliardi di dollari in un anno di prodotti agricoli ed energetici statunitensi. Pechino, ha scritto il Wsj, vuole però che l’amministrazione Trump non proceda con i dazi ventilati su 50 miliardi di dollari di prodotti tecnologici cinesi (dovrebbero entrare in vigore dopo il 15 giugno).

I prezzi del petrolio hanno proseguito nel loro percorso di rialzi sui mercati asiatici. Stamattina il barile di Wti con consegna a luglio prezzava 65,84 dollari, in profresso di 32 centesimi. Il Brent con consegna ad agosto guadagnava invece 40 centesimi a 75,78 dollari. L’oro è poco mosso in Asia a 1.297,61 dollari, guadagnando lo 0,09%.