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Alessandria, carabiniere investito da malviventi che non si fermano al posto di blocco

Probabili truffatori di anziani, uno era travestito con una divisa finta dell’Arma

Ha rischiato di finire in tragedia il tentativo di truffare un anziano travestendosi da carabinieri: quando i veri uomini dell’Arma sono arrivati, i malviventi si sono dati alla fuga investendo un militare. Le sue condizioni non sono gravi, ma è stato trasportato in codice giallo per alcune contusioni.

L’episodio è avvenuto nella tarda mattinata in un piccolo paese dell’Alessandrino, San Salvatore Monferrato, dove tutti si conoscono e un viso nuovo non passa inosservato. Tanto che sono stati gli abitanti ad aver notato tre persone sconosciute, di cui una maldestramente travestita da carabiniere, che entravano nell’abitazione in cui vive un anziano. I suoi compaesani hanno chiamato subito i veri carabinieri, che in pochi minuti sono arrivati.

Ed è stato a quel punto che i truffatori si sono visti braccati e si sono dati alla fuga su una Bmw, risultata poi rubata. Nelle strette stradine del paese, la vettura ha fatto una retromarcia sconsiderata per scappare lungo la provinciale 31 del Monferrato. Ed è stato a quel punto che il comandante della stazione, il maresciallo Vittorio Gasparini, ha intimato loro l’alt e, al loro rifiuto ha provato ad aprire la portiera per farli scendere, ma è stato colpito e scaraventato a terra.

La banda si è data alla fuga, ma sono subito iniziate le ricerche anche con un elicottero, mentre il carabiniere è stato portato all’ospedale Santi Antonio e Biagio di Alessandria.

Alessandria, si sveglia dal coma dopo 3 mesi e scopre di essere accusato di omicidio

L’uomo nel maggio scorso aveva ucciso la sorella, cieca dalla nascita, facendole bere acido muriatico quindi aveva tentato il suicidio


Più di tre mesi di buio totale a lottare tra la vita e la morte. Ma ora Antonino Paratore, 67 anni, si è risvegliato dal coma e ha scoperto di essere accusato di omicidio.

L’uomo, infatti, il 19 maggio scorso aveva  tentato il suicidio dopo aver avvelenato la sorella con l’acido muriatrico, Rosangela, 73 anni, cieca dalla nascita. La donna era morta prima del suo arrivo in ospedale  ma lui non lo aveva mai saputo, ricoverato, gravissimo anche lui nello stesso ospedale, a Casale. E’ stata il suo avvocato, Daniela Sogliani, a raccontargli che cosa era successo e a spiegargli di che cosa è accusato.
Paratore e la sorella vivevano in una piccola frazione di San Salvatore Monferrato, nell’Alessandrino. La donna è cieca e gravemente invalida dalla nascita, lui da qualche mese era seguito per problemi psichiatrici. I due hanno sempre vissuto insieme e per un periodo, quando Rosangela non era ancora tanto grave, hanno anche lavorato insieme  all’ospedale Santo Spirito, il primo come infermiere, la seconda come centralinista.

L’uomo ha comprato diversi flaconi di acido muriatico al  supermercato e ha costretto la sorella a berlo versandoglielo direttamente in gola. Lui stesso ha cominciato a bere uno dei falconi ma ha vomitato ed è svenuto prima di finirlo.

Ora che il suo legale gli ha spiegato di che cosa è accusato Paratore dovrà essere interrogato dal pubblico ministero.

Alessandria, su Facebook minacce di morte per le maestre d’asilo accusate di maltrattamenti

Le due educatrici sospese si difendono: “troppi bambini da guardare”


La rete ha gia condannato le dueeducatrici dell’asilo di Alessandria sospese dal servizio per maltrattamenti ai bambini svelati dalle telecamere nascoste dagli investigatori della squadra mobile dopo la denuncia di un padre.Quelle immagini hanno fatto il giro del web e indignato molti che hanno postato commenti contro le due insegnanti: “Non devono insegnare mai più, anzi dovremmo togliere i nostri bambini da scuola”, dice qualcuno, ma che c’è chi, denunciando il comportamento delle due insegnanti finisce per minacciarle di morte: “Andrebbero trucidate sulla pubblica piazza”, scrive qualcuno. “Per gente così serve la pena di morte”, si legge scorrendo i commenti.

“Sono in costante contatto con il Miur, su questa vicenda c’è la massima attenzione”, commenta Maria Paola Minetti, la dirigente scolastica dell’istituto Straneo di cui fa parte la scuola per l’infanzia Pensogioco finita nel mirino degli investigatori della squadra mobile di Alessandria che hanno accusato due maestre di maltrattamenti. Le due educatrici sono state sospese per nove mesi dall’insegnamento e denunciate.

Il capo della squadra mobile di Alessandria Marco Poggi

Accanto alle indagini della magistratura, coordinate del pm Fabrizio Alessandria, la scuola sta preparando una relazione da inviare all’ufficio scolastico regionale nella quale sarà spiegato anche il sistema di gestione delle classi che le due maestre sotto inchiesta –  davanti al gip – hanno definito troppo numerose per una sola insegnante. Le due maestre – che si dicono innocenti, difese dai loro legali Agostino Ferragamo e Piero Monti  – hanno spiegato di aver segnalato alcuni elementi troppo vivaci alla direzione ma di non aver ottenuto alcun supporto.

I video ripresi dalle telecamere nascosti dagli investigatori mostrano però le violenze fisiche e gli insulti che alcuni bambini erano costretti a subire in classe.

Maestre delle materne sospese: violente con almeno 8 bambini

Alessandria – Due maestre di una scuola dell’infanzia di Alessandria sono state sospese dall’esercizio della professione dalla polizia perché picchiavano ed insultavano i bimbi della scuola materna dove lavoravano.

Al momento sono stati accertati abusi su almeno 8 bimbi, tra i 3 e i 5 anni e in alcuni casi gli episodi sfociavano in percosse e violenti strattoni, documentati dalle telecamere nascoste all’interno della struttura. Le indagini, condotte dagli agenti della Squadra Mobile, sotto la direzione della Procura, sono partite in seguito della denuncia della madre di uno dei piccoli