Tag: ALATRI

Alatri, uccide il vicino di casa con una sprangaal termine di una lite Fermato il colpevole

Uccide il vicino con spranga. L’omicidio  è avvenuto ad Alatri intorno alle 4 di questa mattina, in via Sardegna, in zona Murette: la vittima è Domenico Pascarella, 58 anni. Mentre il presunto autore del delitto, posto in stato di fermo dai carabinieri, Matteo Sbaraglia, 35 anni, con problemi psichici. Entambi vivevano da soli, sullo stesso pianerottolo. Per motivi ora al vaglio degli investigatori, tra i due ci sarebbe stata una lite, si presume per futili motivi, nel corso della quale, in preda ad un raptus, Sbaraglia ha colpito Pascarella con un oggetto contundente, sembra una mazza da baseball. La scoperta del cadavere è avvenuta oggi, dopo l’ora di pranzo. I carabinieri si sono messi subito sulle tracce di Sbaraglia, che poco dopo veniva rintracciato  da una pattuglia dell’Arma  in una via del centro. Alla vista dei militari il 35enne ha tentato di fuggire per le vie circostanti ma, dopo un nseguimento, è stato bloccato e portato in caserma.

Alatri, uccide il vicino di casa con una sprangaal termine di una lite Fermato il colpevole

Uccide il vicino con spranga. L’omicidio  è avvenuto ad Alatri intorno alle 4 di questa mattina, in via Sardegna, in zona Murette: la vittima è Domenico Pascarella, 58 anni. Mentre il presunto autore del delitto, posto in stato di fermo dai carabinieri, Matteo Sbaraglia, 35 anni, con problemi psichici. Entambi vivevano da soli, sullo stesso pianerottolo. Per motivi ora al vaglio degli investigatori, tra i due ci sarebbe stata una lite, si presume per futili motivi, nel corso della quale, in preda ad un raptus, Sbaraglia ha colpito Pascarella con un oggetto contundente, sembra una mazza da baseball. La scoperta del cadavere è avvenuta oggi, dopo l’ora di pranzo. I carabinieri si sono messi subito sulle tracce di Sbaraglia, che poco dopo veniva rintracciato  da una pattuglia dell’Arma  in una via del centro. Alla vista dei militari il 35enne ha tentato di fuggire per le vie circostanti ma, dopo un nseguimento, è stato bloccato e portato in caserma.

ALATRI – Lorenzo Cambia Sesso

Lorenzo Cambia Sesso

Ci sono voluti anni e anni di battaglie legali ma alla fine Olimpia, 18 anni a  dicembre residente ad  Alatri, studentessa del liceo pedagogico ce l’ha fatta. Da oggi sarà legalmente una donna.   Lorenzo, questo era il suo nome di battesimo, per anni ha combattuto con un corpo che non sentiva suo. Già dalle scuole elementari i suoi giochi preferititi erano quelli tipicamente femminili. A scuola non portava macchinine o pistole ma la sua amata Barby. A causa di questo suo modo di essere più volte Olimpia è stata oggetto di bullismo.A sostenerla in questi anni difficili i genitori che non l’hanno mai osteggiata e che hanno capito quanto fosse importante per quel ragazzo trasformarsi in una donna. Il 17 luglio scorso il giudice ha pronunciato la sua sentenza accogliendo l’istanza della famiglia e decidendo così che Lorenzo sarebbe diventato a tutti gli effetti Olimpia.La sentenza è oggi passata in giudicato. Ora, non appena Olimpia compirà 18 anni, comincerà ad intraprendere il percorso per cambiare sesso. Nel frattempo si è già sottoposta a numerose cure ormonali.

Alatri  – Trovato con la cocaina in casa: salta il processo a Mario Castagnacci

Alatri – Il ragazzo fu trovato in possesso di droga la sera prima della mortale aggressione a Emanuele Morganti, ma fu scarcerato

Niente processo per Mario Castagnacci e i suoi amici. Imputati ieri a Roma, in un processo per droga, i quattro si sono limitati a prendere atto dell’astensione proclamata dai magistrati onorari. Il pubblico ministero d’udienza (non togato), infatti, ha aderito allo sciopero e così il processo è stato rinviato a dicembre. L’arresto di Castagnacci venne alla ribalta solo dopo che lo stesso fu nuovamente arrestato qualche giorno dopo per l’omicidio di Emanuele Morganti.
Nell’abitazione che Castagnacci condivideva con altri due ragazzi di Alatri e una ragazza toscana i carabinieri di Roma San Pietro trovarono della droga, 20 grammi, per circa 300 dosi, di cocaina (pura al 96%), più 300 grammi per 600 dosi di hashish, 100 grammi di marijuana e 129 grammi di crack. L’indomani, il venerdì dell’aggressione di Morganti, i quattro furono portati davanti a un giudice per la convalida. Il pm, anche in quell’occasione onorario, non chiese il mantenimento della misura restrittiva.
E così i quattro uscirono in attesa del processo. Castagnacci sarebbe tornato ad Alatri per poi entrare nello stesso locale dove c’era anche Emanuele Morganti.
Quindi la brutale aggressione del ragazzo di Tecchiena, per la quale in otto sono indagati, tre dei quali, lo stesso Castagnacci, Paolo Palmisani e Michel Fortuna sono in carcere proprio per l’omicidio.

Omicidio Emanuele Morganti: il buttafuori stavolta non apre la bocca

Alatri – Pjetri Xhemal, uno degli indagati per la morte del giovane, si è avvalso della facoltà di non rispondere

Ha scelto la strada di non rispondere. Continua a tenere la bocca cucita. Unico tra gli indagati. Pjetri Xhemal, uno dei buttafuori coinvolti nell’inchiesta sulla morte di Emanuele Morganti, si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’albanese ieri era stato convocato in procura per l’interrogatorio. Il procuratore Giuseppe De Falco, che sta conducendo l’inchiesta per far luce sull’aggressione costata la vita al giovane di Tecchiena di Alatri, ha preso atto che Xhemal, assistito dagli avvocati Giorgio Beni e Daniela Chiani, intendeva avvalersi della facoltà di non rispondere, come è suo diritto.
Pochi minuti di formalità e poi via. Una strategia difensiva, in attesa delle prossime mosse della procura che, ottenuti i risultati definitivi dell’autopsia, attende ora i risultati degli esami condotti dai carabinieri del Ris e l’informativa finale degli uomini dell’Arma, per chiudere il cerchio e formalizzare così la richiesta di rinvio a giudizio. Al momento, per l’omicidio di Emanuele gli indagati restano otto, i cinque a piede libero, i quattro buttafuori e Franco Castagnacci, 50 anni, di Alatri, nonché i tre in carcere: gli alatrensi Mario Castagnacci, 27 anni, e Paolo Palmisani, 24, i primi ad essere arrestati, e interrogati per ore lo scorso luglio, e Michel Fortuna, frusinate di 24 anni.
Tutti, chi più chi meno, alla fine si sono confrontati con gli investigatori o hanno comunque chiesto di essere sentiti per spiegare la propria versione dei fatti.
Anche alla luce delle innumerevoli testimonianze raccolte dai carabinieri. Xhemal, nel corso delle indagini, nell’immediatezza dei fatti, era stato sentito dai carabinieri. E disse di aver fermato all’ingresso del locale Paolo Palmisani: «Aveva in mano un pezzo di ferro a L – aveva dichiarato – del tutto simile allo strumento che si utilizza per svitare i dadi di fissaggio delle ruote delle automobili. Istintivamente ho sfilato lo strumento dalla mani di Palmisani, dicendogli cosa stava facendo con quel ferro. Lui non ha opposto resistenza. A quel punto ho detto che non poteva entrare e, quindi, si è allontanato». Intervistato successivamente dall’inviato di Chi l’ha visto? si è dichiarato estraneo ai fatti. «Non ho nulla da dichiarare – ha fatto notare – Il manganello non l’ho visto proprio».

ALATRI – UN BANDO PER FINANZIARE LE TELECAMERE NELLE PERIFERIE

L’amministrazione Morini tramite il Consigliere Comunale Maurizio Maggi porta a conoscenza la cittadinanza che è stato presentato alla Regione Lazio un progetto per la videosorveglianza in località Tecchiena e Mole Bisleti.

 

la Regione Lazio – Direzione Regionale Attività di controllo e coordinamento delle funzioni di vigilanza – Area Politiche per la sicurezza integrata e lotta all’usura –afferma il consigliere delegato alla sicurezza- con propria Determinazione n. G10339 del 24/07/2017, pubblicata sul B.U.R.L. n. 59 del 25/07/2017, ha emanato un avviso pubblico per la concessione di finanziamenti, in conto capitale, per la realizzazione di sistemi di videosorveglianza…per questo motivo abbiamo ritenuto immediatamente di presentare un progetto specifico per le località di Tecchiena e Mole Bisleti. Le telecamere, di concerto con la Polizia Locale, saranno posizionate nei punti più sensibili di quel territorio, esse potrebbero essere un’ottima risposta all’esigenza di sicurezza richiesta in quelle zone. Ringrazio l’Ufficio Tecnico comunale per il lavoro svolto e mi auguro che gli uffici preposti della Regione Lazio accolgano la nostra proposta”. L’ampliamento della rete di videosorveglianza, del resto, e la sua efficientamento, erano stati lungamente al centro delle polemiche successive al delitto Morganti. Allora, infatti, rimasero dubbi sull’effettivo funzionamento delle telecamere in piazza Regina.