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Teatro Carlo Felice, niente tredicesima nè stipendio

Il dovuto sarà pagato a gennaio, per il secondo anno consecutivo. La Cgil: “Fatto gravissimo: pronti al conflitto sindacale”

“Secondo Natale senza tredicesima e stipendi: posticipati a gennaio”: come l’anno scorso, la Fondazione Teatro Carlo Felice retribuirà i suoi dipendenti un po’ in ritardo e la Cgil denuncia un’operazione di bilancio che i lavoratori non sono più disposti a sostenere. “Fatto gravissimo”, accusano i sindacati, che invitano il sovrintendente a intervenire, altrimenti si dicono pronti  a intraprendere “la strada della conflittualità”, come annunciano in un comunicato.

“L’anno scorso era successa la stessa cosa e anziché porvi rimedio, come chiesto dal sindacato, si è preferito rispondere in modo superficiale. A fronte di problematiche oggettive, non si può pensare che la soluzione possa essere negare l’evidenza dei fatti, a scapito di lavoratori che, consapevoli delle cattive acque in cui naviga da tempo la Fondazione, stanno più che mai lavorando per risollevare le sorti del teatro”: la Cgil scandisce il canovaccio della protesta, innescata proprio dalla comunicazione del ritardo nel pagamento della retribuzione di dicembre e della tredicesima. E accusa anche la sovrintendenza di nascondere dietro manovre riorganizzative altre operazioni: “Mezze riorganizzazioni che sembrano avere più scopi

punitivi piuttosto che rispondere a reali esigenze del teatro”, stigmatizzano. E provano a trovare la strada, prima di far saltare il banco: “L’auspicio è che si voglia ragionare seriamente sul futuro del Carlo Felice che merita, così come i suoi lavoratori, di più. Se si vorrà perseguire questo scopo si troverà Slc Cgil come sempre disponibile al confronto, diversamente la strada della conflittualità si sta già delineando”.

Meyer, muore a 10 anni affetto da una grave patologia: i genitori presentano un esposto

artando zeppieri newsUn bambino di 10 anni, fiorentino, è morto sabato scorso durante un intervento chirurgico all’ospedale Meyer di Firenze. Il piccolo nei giorni precedenti era stato sottoposto, secondo quanto si apprende, un intervento neurochirurgico. Durante la degenza sarebbe emersa una grave patologia. I genitori avrebbero presentato oggi un esposto in procura per capire le cause del decesso. L’Azienda ospedaliera Meyer avrebbe fin da subito avviato accertamenti e

“Il 2017 è stato l’anno più secco in Italia negli ultimi due secoli”

"Il 2017 è stato l'anno più secco in Italia negli ultimi due secoli"

Il Cnr ha registrato piogge inferiori del 30% alla media. Il 2017 è stato un anno record anche per il caldo, ma in questo caso non è stato quello con le temperature più elevate

ROMA – La siccità in Italia è sempre più un dato di fatto. Ora c’è un record negativo in più. Il 2017 è stato l’anno più secco nel nostro paese dal 1800 ad oggi. Un intervallo temporale di più di due secoli. Secondo il Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) le piogge sono state oltre il 30% inferiori alla media del periodo di riferimento 1971-2000, “etichettando quest’anno come il più secco dal 1800 ad oggi”.

“A partire dal mese di dicembre del 2016 (primo mese dell’anno meteorologico 2017) si sono susseguiti mesi quasi sempre in perdita – scrive il Cnr in una nota – fatta eccezione per i mesi di gennaio, settembre e novembre, tutti gli altri hanno fatto registrare un segno negativo, quasi sempre con deficit di oltre il 30% e, in ben sei mesi, di oltre il 50%”. “A conti fatti – spiega ancora il Cnr – gli accumuli annuali a fine 2017 sono risultati essere di oltre il 30% inferiori alla media del periodo di riferimento 1971-2000, etichettando quest’anno come il più secco dal 1800 ad oggi. Per trovare un anno simile bisogna andare indietro al 1945: anche allora ci furono 9 mesi su 12 pesantemente sotto media (il deficit fu -29%, quindi leggermente inferiore)”.

Il 2017 è stato un anno record anche per il caldo, ma in questo caso non è stato il più caldo in assoluto. “Dal punto di vista termometrico – scrive il Cnr – il 2017 ha fatto registrare, per l’Italia, un’anomalia di +1,3 gradi al di sopra della media del periodo di riferimento convenzionale 1971-2000, chiudendo come il quarto più caldo dal 1800 ad oggi, pari merito agli anni 2001,

2007 e 2016. Più caldi del 2017 sono stati solo il 2003 (con un’anomalia di +1,36 gradi), il 2014 (+1,38 gradi rispetto alla media) e il 2015, che resta l’anno più caldo di sempre, con i suoi +1,43 gradi al di sopra della media del periodo di riferimento”.

Emilia Romagna, la Regione non alza le tasse e assume 90 precari

Bonaccini: nel bilancio 35 milioni di euro per il reddito di solidarietà, più fondi ai trasporti (5 milioni) e alla cultura (4 milioni)

Una manovra da quasi 12 miliardi senza aumenti di tasse per il terzo anno consecutivo e un aumento delle risorse per i settori strategici: dalle imprese al lavoro; dalla formazione alla sanità e al welfare; dall’agricoltura alle infrastrutture e alla cultura. E’ il progetto di legge di bilancio della Regione Emilia-Romagna, presentato questa mattina dal presidente, Stefano Bonaccini e dall’assessore Emma Petitti. Presenti anche le risorse per la stabilizzazione entro il 2018 o nei primi mesi del 2019 dei 90 precari storici dell’ente.

In totale sono di 1,4 miliardi le risorse previste per investimenti come a sottolineare la volontà espansiva di questo bilancio per un territorio il cui Pil, nel 2017, si stima crescerà dell’1,7%, migliore performance in Italia. Bonaccini – che si è detto tranquillo per la tenuta della sua maggioranza in vista del passaggi in aula nonostante gli attriti a sinistra sulla legge urbanistica – ha sottolineato come lo spirito della manovra sia quello del Patto per il lavoro.

Per quanto riguarda il welfare, il 2018 sarà il primo anno di piena applicazioni del Reddito di solidarietà per il quale la giunta ha stanziato 35 milioni (sono già 6.100 le domande di accesso a questa forma di sostegno

contro la povertà). Sul trasporto pubblico locale sono cinque milioni in più (56,1 il totale) stanziati per la salvaguardia e il miglioramento della qualità dei servizi offerti sia per il settore auto-filoviario che ferroviario. Infine, continuano a crescere i fondi per la cultura con altri quattro milioni che portano le risorse a 15 milioni. Infine, continuano a crescere i fondi per la cultura con altri quattro milioni che portano le risorse a 15 milioni.

Bari, sarà Marco Mengoni la stella del Capodanno in piazza per lo show di Radionorba

L’annuncio del sindaco Decaro con un indovinello su Facebook: “Abbiamo voluto un artista pronto a correre, uno che pensi all’essenziale. Insomma, volevamo un guerriero

arando zeppieri news

Il programma del Capodanno in piazza svelato da un indovinello. “Chi suonerà quest’anno con Radionorba sul parco del concertone di fine anno?”, scrive il sindaco Antonio Decaro sulla sua bacheca Facebook. “Abbiamo voluto un artista pronto a correre – gli indizi – Uno che pensi all’essenziale. Insomma, volevamo un guerriero”. E il pensiero dei fan corre (a ragione) a Marco Mengoni.

Sarà lui uno degli artisti ad animare la notte di San Silvestro in piazza nel capoluogo regionale, come rivela il primo cittadino dalla sua bacheca Facebook. Il giovane artista italiano, che ha conquistato il grande pubblico internazionale dopo la partecipazione a X Factor e la vittoria a Sanremo 2013, si esibirà a Bari per lo show targato Radionorba, di cui nei prossimi giorni saranno svelati tutti i dettagli.

Anche per l’edizione 2016 Decaro aveva anticipato i nomi degli artisti attraverso un

 rebus. In piazza Libertà erano arrivati i rapper Fedez e J-ax, accompagnati dal ‘trattore in tangenziale’ di Fabio Rovazzi. Per la prima volta il pubblico si era trovato di fronte a una piazza blindata, con una serie di misure antiterrorismo per garantire la sicurezza: al posto delle classiche transenne, blocchi di cemento e fioriere. Soluzioni certamente da mettere in campo nell’edizione 2017, insieme con controlli e meccanismi contapersone.

Salvini: “Minacciato su Facebook, ora vi scandalizzate?”. Fiano, Pd: “Indegno”

Il segretario leghista apparso in un fotomontaggio sulla pagina del gruppo “Vento Ribelle” imbavagliato sotto il simbolo delle Brigate Rosse e il commento “Ho un sogno”. Uno dei 3 membri del team, Davide Codenotti, espone il simbolo del M5s sul suo profilo. Toni accesi nei commenti: “Anch’io ho un sogno: vedere scomparire i comunisti”

ROMA – “Incredibile. Questa è vera violenza. Non mi fanno paura, mi danno ancora più forza: andiamo a governare!” Così il segretario della Lega Matteo Salvini su Facebook dove ieri ha postato un fotomontaggio di “vento ribelle” che ritrae Salvini imbavagliato davanti al simbolo delle Brigate Rosse con il commento “ho un sogno” (frase che richiama, più o meno volontariamente, anche Martin Luther King). “Oggi stesso denunceremo l’autore – dice Salvini – e attendo reazioni scandalizzate come quelle dei giorni scorsi dove è stato detto tutto e il suo contrario su episodi di presunta violenza”.

• LA MINACCIA SULLA PAGINA FB DEL GRUPPO “VENTO RIBELLE”
La minaccia è stata pubblicata sulla pagina Fb ‘Vento ribelle’ (gruppo e seguito da 113mila utenti che si definisce antifascista, antirazzista, anticapitalista, antimilitarista, anticolonialista e anti imperialista) il cui sottotitolo è “Disprezzo assoluto al sistema e al suo governo, né omertà né padroni su questa terra”. Membri del team risultano Vito Matera, Gian Piero Sartiani, Davide Codenotti. Quest’ultimo espone nel suo profilo Fb il simbolo del Movimento 5 Stelle. Vito Matera, contattato, ha precisato: “Mi occupo della pagina superficialmente, in genere solo per informare su iniziative territoriali. Non sono autore né sono a conoscenza di dettagli sulla foto”. Nella colonna delle informazioni compaiono ‘Palestina libera’ e ‘Carlo (Giuliani, ndr) vive”.

In mattinata il post è stato rimosso dalla pagina ‘Vento ribelle’, ma dall’entourage del segretario del Carroccio fanno sapere che è stato fatto lo screenshot del post e nel pomeriggio sarà presentata la denuncia alla Polizia Postale competente per i reati informatici. La pagina ‘Vento Ribelle’ pubblica il ritratto di Carlo Giuliani copiato dalla fotografia della patente che le forze dell’ordine diffusero il giorno in cui fu ucciso, il 20 luglio 2001 durante il G8 di Genova.

Banca Etruria, Boschi indagato. Il pm di Arezzo a Casini: “Non ho nascosto nulla”

Il procuratore che sta indagando sulla vicenda non ha detto pochi giorni fa, davanti alla Commissione d’Inchiesta, che il padre della ex ministra del governo Renzi è indagato. La replica in una lettera al presidente Casini: “Ho risposto a tutte le domande senza alcuna omissione”. Frecciate M5S ai renziani: “Cosa hanno da dire oggi i soloni che esultavano?”

ROMA – Procura di Arezzo nella tempesta dopo che è emerso che Pierluigi Boschi, padre del sottosegretario Maria Elena, è iscritto nel registro degli indagati per la vendita delle obbligazioni subordinate alla clientela retail di Banca Etruria.

Il procuratore Roberto Rossi, che viene accusato da diversi componenti della Commissione d’inchiesta sulle banche di aver omesso parte della verità, ha scritto in queste ore una lettera al presidente della Commissione Pier Ferdinando Casini per spiegare il perché della mancata comunicazione.

Stando a quanto apprende Repubblica, Rossi nella lettera a Casini risponde alle accuse di aver “omesso notizie in merito ad un presunto status di indagato di Pierluigi Boschi”.

Il magistrato di Arezzo dice di ritenere tali addebiti “gravemente offensivi”, e di aver risposto “a tutte le domande che mi sono state formulate senza alcuna reticenza né omissione”. E aggiunge: “Ho chiarito che l’esclusione di Boschi riguardava il processo per bancarotta attualmente in corso, mentre per gli altri procedimenti ho precisato che non essere imputati non significava non essere indagati. Null’altro mi è stato chiesto in merito”.

Rossi nella missiva al presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche parla anche del filone di indagine che contesta il falso in prospetto e il ricorso abusivo al credito a carico del Cda di Etruria del 2013, nel quale sedeva Boschi in qualità di consigliere: “Non ho nascosto nulla circa la posizione del consigliere Boschi in relazione alle domande che mi venivano poste. Le domande hanno riguardato i fatti in oggetto e non, in alcun modo, le persone iscritte nel registro degli indagati”.

Il procuratore, rispondendo giovedì scorso alle domande di deputati e senatori nel corso dell’audizione della Commissione d’inchiesta sulle banche, aveva escluso qualunque coinvolgimento di Boschi nelle indagini per bancarotta fraudolenta, nonostante il padre dell’allora ministro del governo Renzi sia stato vicepresidente della banca liquidata nel novembre 2015.

Boschi non ha partecipato alle riunioni degli organi della banca che hanno deliberato finanziamenti finiti poi in sofferenza e che hanno portato al fallimento della banca, e pertanto “non è indagato per il reato di bancarotta”, aveva chiarito a più riprese il pm Rossi. Alle sue dichiarazioni erano seguiti commenti in toni trionfalistici di Matteo Renzi e di molti esponenti del Pd, e scettici da parte di esponenti politici dell’opposizione.

Il pm ha ovviamente detto la verità per quanto riguarda il reato di bancarotta, ma nelle ultime ore, in seguito a un’inchiesta del quotidiano “La Verità”, è emerso invece che c’è un nuovo fascicolo aperto dalla procura di Arezzo sulle vicende della ex Banca Etruria: si tratta di uno spezzone di indagine che riguarda la vendita di obbligazioni subordinate alla clientela retail, l’emissione del 2013. Di questo filone d’inchiesta si era parlato nel corso dell’audizione, ma senza chiarire quali fossero gli indagati.

RadaR, Giannini: “Tutti colpevoli nella macelleria bancaria”

Le obbligazioni subordinate sono titoli estremamente rischiosi per i piccoli risparmiatori, perché il rimborso non è previsto nel caso di fallimento della banca. Tra gli indagati per non aver fornito le necessarie informazioni alla Consob (e duque il reato ipotizzato è “falso in prospetto”) c’è anche Boschi, e alcune settimane fa i magistrati di Arezzo hanno chiesto una proroga delle indagini. L’apertura del fascicolo è scaturita dalle sanzioni comminate dalla stessa Consob agli ex amministratori di Banca Etruria nel settembre scorso, per complessivi 2,76 milioni di euro. E riguarda il periodo 2012-2014, incentrato proprio sulle violazioni riscontrare nei prospetti informativi.

“Ci sembrava strano che la figura di Boschi non fosse in alcun modo più legata alle indagini, dato che il ruolo che aveva avuto nelle attività di Banca Etruria. – dice Letizia Giorgianni, presidente e fondatrice dell’Associazione Vittime del Salvabanche, la principale organizzazione dei risparmiatori travolti dal fallimento di Banca Etruria, Carife, Carichieti e Banca Marche – Noi saremo auditi dalla Commissione giovedì, e parleremo anche di quello che è successo dopo il fallimento della banca, compresa l’ipersvalutazione dei crediti deteriorati che ha danneggiato mltissimo i risparmiatori: se la svalutazione fosse stata più equa, sul modello di quella adottata per Montepaschi, si sarebbero potuti salvare almeno gli obbligazionisti subordinati. Abbiamo presentato un esposto contro Fonspa, la società che sta procedendo al recupero dei crediti”.

In Commissione Banche il senatore Andrea Augello (Idea) ha presentato al presidente Pier Ferdinando Casini una richiesta formale per verificare l’esistenza di un filone d’indagine sulla denuncia della Consob. “Se sarà confermato – ha annunciato Augello domenica nel corso del dibattito conclusivo della due giorni organizzata a Modena da Idea – proporrò alla Commissione di trasmettere l’audizione del dottor Rossi al Consiglio superiore della magistratura affinché ne sanzioni il comportamento reticente e omissivo davanti al Parlamento italiano”.

Un’ipotesi che la Commissione potrebbe anche valutare, fanno sapere fonti vicine all’istituzione, una volta che però si riesamini attentamente la trascrizione della seduta di giovedì 30 novembre. Mentre il vicepresidente della Commissione, Renato Brunetta (Fi), ha annunciato che chiederà una nuova audizione del procuratore.Rossi.

E intanto sul Pd, che solo pochi giorni fa aveva esultato per l’estraneità del padre di Maria Elena Boschi dalle indagini, si abbattono le critiche e le frecciate dell’opposizione, a cominciare dal Movimento Cinque Stelle: “Ce le ricordiamo benissimo le esternazioni da parte dei renziani nei giorni scorsi, subito dopo l’audizione in commissione Banche da parte del procuratore di Arezzo che sembravano scagionare papà Boschi da ogni ulteriore coinvolgimento nella vicenda Banca Etruria. Vogliamo ascoltare cosa hanno da dire oggi gli stessi soloni che ieri esultavano”, dice il deputato Alessio Villarosa, in commissione Finanze.

Prima neve Sila,giù temperature Calabria Circolazione regolare sulla A2, mezzi spalaneve in aree interne

Neve a Camigliatello(ANSA) – CATANZARO, 3 DIC – Temperature in calo in Calabria e e prime nevicate della stagione sulla Sila. Pioggia, soprattutto lungo la fascia tirrenica, ma anche nel resto della regione alternata a schiarite.
Neve in particolare nella zona cosentina dell’altopiano, tra Colosimi e la frazione Bocca di Piazza di Parenti, e precipitazioni più consistenti a Camigliatello e Lorica. Imbiancata anche la zona di Trepidò nel crotonese. Qualche fiocco anche nei villaggi catanzaresi Mancuso e Racise e in località Pantane di Taverna. Attivati i mezzi spazzaneve e spargisale di Anas. Sull’A2, dove non sono segnalati particolari problemi,obbligo di catene a bordo o pneumatici da neve tra gli svincoli di Padula e Sibari e tra Cosenza e Altilia Grimaldi.
Analogo obbligo sulle arterie dell’interno montano.

Spaccio di cocaina a Matera, due arresti Operazione della Polizia che ha trovato pure una pistola cal.32

Droga: un'operazione della Polizia a Matera(ANSA) – MATERA, 4 DIC – Durante un’operazione condotta nello scorso fine settimana, a Matera, la Polizia ha sequestrato circa 400 grammi di cocaina e ha arrestato due uomini. Nell’abitazione di uno dei due la Squadra mobile ha trovato pure una pistola calibro 32 di fabbricazione spagnola, sulla quale sono in corso ulteriori accertamenti. I particolari dell’operazione antidroga sono stati illustrati stamani, in una conferenza stampa, dal Capo della Squadra mobile, Fulvio Manco, e dalla dirigente della Questura materana, Luisa Fasano.

Turismo,Torino protagonista summit Unwto

(ANSA) – TORINO, 4 DIC – Torino e la sua capacità di reinventarsi, passando da factory town a destinazione turistica e culturale, è una delle case history del sesto Summit Globale sul Turismo Urbano che ha luogo a Kuala Lampur da oggi, lunedì 4, a mercoledì 6 dicembre. Una prestigiosa occasione alla quale partecipa Turismo Torino e Provincia accanto ad altri Enti del turismo come quello di Buenos Aires, China e Cape Town.
Il Summit è organizzato dall’Organizzazione Mondiale per il Turismo (UNWTO), l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con cui da anni Turismo Torino e Provincia ha instaurato uno stretto rapporto.
Tocca quindi all’Ente, nella sessione ‘Succes Stories on Urban Tourism Performance’, raccontare gli attori coinvolti gli investimenti sostenuti, il piano strategico e il percorso che ha portato oggi Torino ad essere una destinazione turistica affermata nel panorama internazionale con un +120% di arrivi dal 2000 al 2016.