Categoria: milano

La morte del sindacalista Adil Belakhdim per me è sintomo di un disagio profondo nel Paese

la-morte-del-sindacalista-adil-belakhdim-per-me-e-sintomo-di-un-disagio-profondo-nel-paese

di Fabio Barbieri

Condivido le riflessioni fatte il giorno dopo la morte del sindacalista Adil Belakhdim dall’amico Alvi Torrielli: abbiamo deciso di farlo oggi lontano dal clamore mediatico perché crediamo che ricordare è fondamentale, perché possa non ricapitare.

Di fronte alla notizie del sindacalista travolto ed ucciso da un camionista per forzare il presidio di Biandrate, mille riflessioni si affastellano nelle mente, oltre al dolore per una morte assurda. Al di là del singolo episodio, su cui saranno gli inquirenti a dire l’ultima parola, quello che mi interessa è provare a rispondere ad una domanda, già di per sé inquietante: è stato un attimo di pazzia oppure è il sintomo di un disagio profondo nel Paese? Colpevolizzare la follia sarebbe rassicurante, ma sarebbe solo l’ennesima fuga da una realtà che, quotidianamente, sta presentando il conto.

Ricercando una causa sociale, molti sono gli spunti che emergono: la tensione legata alla pandemia ha logorato tutti noi, l’incertezza del futuro, di cosa accadrà con l’arrivo dell’autunno, il timore che la luce che ora ci sembra di poter veder alla fine del tunnel possa rivelarsi solo un’illusoria fiammella è un pensiero strisciante in fondo alle nostre menti, per non parlare dei problemi economici e lavorativi che emergeranno a breve. Credo, però, che in fondo anche questa sia di per sé una rassicurante valutazione che limita ad un fenomeno devastante ma puntuale, come una pandemia, le problematiche che stanno dietro i molti casi di tensione sociale, di cui quello di Biandrate sembra essere solo un epifenomeno.

Rassicurante perché ci permette di scaricare fuori di noi la responsabilità di quanto sta avvenendo: che colpa abbiamo se un maledetto virus si è diffuso nel mondo, togliendoci la vita sociale, minando il nostro modello economico? Noi siamo solo vittime in questa situazione!

Ma com’era il mondo prima del Covid? Davvero possiamo dire che la colpa sta tutta in quel maledetto coronavirus? O forse il problema sta in un modello sociale ed economico che ci vuole sempre più omologati, che ci allontana dal nostro essere umani per trasformarci in esseri produttivi, la cui unica funzione è contribuire alla creazione di una ricchezza che, oltretutto, si sta sempre più concentrando in poche mani?

Qualche tempo fa una pubblicità consigliava, a fronte di una sempre maggiore difficoltà di un impiegato qualunque a svolgere la crescente mole di lavoro, di prendere un integratore per poter riuscire nell’impresa. Il messaggio è devastante: non rivendicare un’attività lavorativa adeguata, ma piuttosto doparsi per lavorare! Si potrebbe obiettare che, in fondo, era una pubblicità e che l’obiettivo è quello di vendere un prodotto, non di rivendicare migliori condizioni lavorative; ma è l’insieme di messaggi come questi a creare una cultura in cui i diritti dell’uomo sono secondari all’unica legge che non può mai essere messa in discussione: quella del mercato, della produttività ad ogni costo.

La funivia del Mottarone, il ponte Morandi sono solo l’apice di una serie infinita di casi in cui il profitto è stato messo sopra tutto, e sono altrettanto numerosi i casi, con il ricatto occupazionale, di coercizione sui lavoratori perché chiudano un occhio, come dimostrano le tre morti giornaliere sul lavoro!

Tornando ai fatti, l’autista che si è trovato di fronte dei lavoratori che stavano rivendicando migliori condizioni che cosa avrà pensato? Avrà sentito la vicinanza con chi, come lui, quotidianamente lavora in condizioni sempre più dure o invece avrà visto degli ostacoli al conseguimento del sacro obiettivo lavorativo quotidiano? Gli eventi danno una devastante risposta a questo quesito e consegnano a tutti noi un ulteriore interrogativo: stiamo facendo quanto basta per cambiare la società, per renderla più equa, o viviamo passivamente, indignandoci a comando ogni qual volta accadono fatti come questo?

Per citare la frase attribuita a Edmund Burk: “Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all’azione”.

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione. Scopri tutti i vantaggi!

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.

Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it

Articolo Precedente

Ex-Ilva Genova, Orlando: “Ho chiesto lo stop alla cassa integrazione e l’azienda ha detto no”

next

Coronavirus, Moratti: sequenziati 100% tamponi positivi, 60% variante inglese, 6% indiana.

coronavirus,-moratti:-sequenziati-100%-tamponi-positivi,-60%-variante-inglese,-6%-indiana.

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.

Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.

Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.

Covid, da oggi via la mascherina. Non c’è più l’obbligo di indossarla all’aperto tranne che in Campania e a Norcia

covid,-da-oggi-via-la-mascherina.-non-c’e-piu-l’obbligo-di-indossarla-all’aperto-tranne-che-in-campania-e-a-norcia

| 28 Giugno 2021

Da oggi non c’è più l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto. Con l’Italia in zona bianca il provvedimento da molti atteso è diventato una realtà. Ma va ricordato che è un obbligo averne una da indossare al chiuso o all’aperto se non è possibile mantenere il distanziamento e in caso di assembramenti. “Dal 28 giugno disponiamo la possibilità all’aperto di poter non indossare la mascherina però mi faccia dare un messaggio molto chiaro la mascherina è e resta uno strumento fondamentale; è sempre obbligatorio al chiuso indossarla e all’aperto permane l’obbligo di avere con sé la mascherina; permane l’obbligo di indossarla all’aperto solo nei casi in cui c’è un rischio di assembramento o di non poter tenere il distanziamento” aveva detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Sky TG24 Live che “al chiuso è ancora indispensabile per la fase media” dell’andamento dell’epidemia.

Tutta Italia toglie da oggi le mascherine all’aperto meno la Campania. Il governatore Vincenzo De Luca ha infatti firmato un’ordinanza che mantiene l’obbligo di protezione (nei soli luoghi a rischio assembramenti) e vieta anche la vendita di bevande alcoliche da asporto dopo le 22. Firmata dal sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, il provvedimento con cui si proroga fino al 4 luglio, l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto. La misura è stata adottata su richiesta del Commissario regionale per l’emergenza Covid, Massimo D’Angelo, in considerazione dell’attuale contesto epidemico locale.L’incidenza di casi settimanali a Norcia – si spiega in una nota sul profilo Facebook del Comune – è superiore a 200 su 100.000 abitanti e tale misura “si confida possa contribuire a contenere la diffusione e circolazione virale” anche perché “in questa settimana si completerà la campagna vaccinale”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it

Articolo Precedente

Covid, Crepet: “Nel Cts non c’è neanche l’ombra di specialisti in psiche. E l’ordine dei medici tace. Chi paga i danni subiti dai ragazzi?”

next

Il mix di jazz, blues e rock psichedelico di Bruno Marini martedì 29 all’Arena Milano Est (Teatro Martinitt).

il-mix-di-jazz,-blues-e-rock-psichedelico-di-bruno-marini-martedi-29-all’arena-milano-est-(teatro-martinitt).

Funshopping.it crea la tua vetrina gratis per vendere on line - acquista migliaia di prodotti con sconti fino al 70%

Per i martedì di musica dal vivo al polo multiculturale sotto le stelle targato Teatro Martinitt, si esibisce con la sua band un geniale polistrumentista, accreditato a livello internazionale come uno dei più grandi specialisti di sax baritono. Al pubblico di Milano regalerà “un folle mix di jazz, blues e rock psichedelico”.

Originale, fuori dagli schemi, imprevedibile e soprattutto non catalogabile… Un’esibizione difficile da spiegare, facilissima da amare. Insomma, per capire e non rimpiangere di essersi persi uno spettacolo davvero unico, “tocca” proprio andarci al prossimo appuntamento di musica live dell’Arena Milano Est. Sul palco sotto le stelle arriva Bruno Marini, grande polistrumentista del panorama jazzistico italiano ed estero, il cui talento eccelle in particolare nel sax baritono (oltre che nell’organo Hammond). Con al proprio attivo oltre 100 album jazz e blues e tante prestigiose collaborazioni (con Jack Mc Duff, Steve Lacy, Anthony Braxton, John Tchicai, Jimmy Cobb, Bobby Durham, Jimmy Carl Black, Ian Paice e altri ancora), accompagnato dalla sua band, incanterà il pubblico milanese con quello che ha definito “un folle mix di jazz, blues e rock psichedelico”. L’iconico Dusty Groove Records di Chicago -tempio della black music in vinile (e non solo) nella capitale del blues- lo ha definito a hell of a musician, decantandone la grande personalità e le tonalità leggermente roche, ma cariche di vibrante umanità.

BRUNO MARINI – hulking boogie live concert

Bruno Marini sax baritono, Max Denny chitarra, Chubby John basso, BC BAG batteria.

Produzione e management MFPRODUCTION.

DA SAPERE

-Inizio spettacolo dalle ore 21.30, costo 18 euro. All’ingresso dell’Arena, postazioni di street food.

-Biglietti online (www.arenamilanoest.it e www.vivaticket.com) o al telefono con carta di credito.

-Tutte le attività si svolgono nel rispetto delle norme sanitarie e di sicurezza anti-Covid.

-Il programma potrebbe subire variazioni indipendentemente dalla volontà della direzione.

L’arena in pillole (e in sicurezza)

2500 metri quadrati a disposizione

1 palco esterno da 110 metri quadrati

800 posti a sedere (per norme anti-Covid ridotti a 400/500, secondo pianta dinamica)

1 schermo esterno 14mx6m

6 toilette a uso esclusivo

ARENA MILANO EST

Via Pitteri 58, Milano. Tel. 02/36580010, info@teatromartinitt.it, www.arenamilanoest.it.

compra mi piace facebook, follower instagram, follower tik tok, ed  aumenta la tua visibilità del 300% in soli 2 giorni

In Edicola sul Fatto Quotidiano del 28 Giugno: Tra Conte e Grillo telefonata di fuoco, poi i segnali di pace

in-edicola-sul-fatto-quotidiano-del-28-giugno:-tra-conte-e-grillo-telefonata-di-fuoco,-poi-i-segnali-di-pace

| 28 Giugno 2021

Cinque Stelle – La guerra del fondatore

Grillo scrive e telefona a Conte, ma non scioglie il nodo della “diarchia”

Dopo due giorni di guerra di posizione, Beppe Grillo muove un passo verso Giuseppe Conte. Ma non basta, perché nella sostanza i due restano lontanissimi, senza ancora alcuna soluzione per risolvere il vero tema dello scontro, cioè la gestione della leadership del nuovo Movimento. Ieri il Garante ha scritto una mail all’ex premier e poi […]

di Luca De Carolis e Lorenzo Giarelli

Ma mi faccia il piacere di

Valori bollati.“La nostra federazione è unita con o senza l’apporto di Meloni. Abbiamo valori comuni” (Attilio Fontana, Lega, presidente Regione Lombardia, Stampa, 20.6). Lui però li tiene in Svizzera. Minzolingua/1. “Ma io gli attacchi li capisco, come capisco chi lecca” (Augusto Minzolini, neodirettore del Giornale, Riformista, 24.6). E lui modestamente la nacque. Minzolingua/2. “‘L’unico padrone […]

Senza controllo – Europei e non solo

Rave e feste con variante. Record di morti a Mosca

Nel lodigiano un cluster di 11 contagiati e più di 700 no-mask per un party non autorizzato. A Maiorca 850 positivi, 144 i morti in Russia

Il reportage – Francia, le “colonie” scomode

Macron si sfila da Centrafrica e Sahel: restare non conviene

Siamo a un punto di svolta? A qualche settimana di intervallo, due pilastri della presenza francese nel continente africano hanno cominciato a vacillare. A fine aprile, la Francia ha sospeso la cooperazione militare e gli aiuti al budget alla Repubblica Centrafricana, paese i cui dirigenti sono stati a lungo messi al potere o allontanati in […]

di Justine Brabant

L’intervista – Alessandra Ghisleri

“Conte e Grillo da soli rischiano tantissimo: convivere conviene”

C’è crisi di vocazioni in politica? Falso. Conte ha da guadagnare se divide i suoi destini da quelli di Grillo? Falso. E Grillo l’Elevato cosa ottiene facendo fuori Conte? Un probabile gran ruzzolone, come quello che subì Forza Italia nel 2016. Alessandra Ghisleri chiama brand i simboli dei partiti. Mi piace analizzarli secondo la loro […]

Il social

Nudi per pagare le bollette: il Covid fa esplodere Onlyfans

La pandemia è un mostro a tre teste che ha consumato salute, lavoro, istruzione. In poco meno di un anno la realtà come era conosciuta si è capovolta. Ognuno ha fatto ciò che ha potuto, chi non ha trovato alternative ha cercato delle scorciatoie e magari ha scoperto di poter guadagnare davvero tanto. Lulumiss ha […]

Depistaggio Eni-Nigeria – Le carte dell’inchiesta

“Armanna calunniò l’avvocato per colpire il pm De Pasquale”

L’accusa è quella di calunnia. E la vicenda, davvero torbida, s’incastra in quella ben più ampia del processo Eni – Nigeria che s’è concluso in primo grado, dopo l’accusa di corruzione internazionale, con l’assoluzione dell’addell’Eni Claudio Descalzi e di tutti gli imputati. Incluso Vincenzo Armanna, l’ex funzionario Eni che in questo nuovo fascicolo viene accusato […]

di Gianni Barbacetto e Antonio Massari

PIETRE&POPOLO – Chiese antiche, la lenta agonia

L’Italia Sacra cade in rovina: Aversa, il furto dei capolavori

Invidio davvero il ministro Dario Franceschini. Invidio la sua capacità di dormire la notte, e di rilasciare di giorno, ai tanti fogli compiacenti e anzi genuflessi, interviste trionfalistiche sui meravigliosi successi del suo ministero. Eppure, Franceschini ha una responsabilità immensa: quella di aver puntato tutto sulla valorizzazione economica di pochi grandi musei redditizi, condannando a […]

Censimento sotto l’ombrellone

Tutte selfie e lamentele: che stress le ferie italiane

Giuseppe Culicchia ha scritto una “storia tragicomica” di come ci comportiamo quando andiamo in vacanza. E c’è da piangere

di Crocifisso Dentello

La base – Social e mail

Elettori M5S, ancora critiche dure a Beppe: “Sei un guastatore”

“Sei e sei stato un grande, ma è il momento di dare fiducia a un uomo capace”. Il messaggio lo pubblica Lucia Cardicchi ed è la perfetta sintesi delle centinaia che gli attivisti 5 Stelle stanno lasciando in queste ore sui social di Beppe Grillo. Alcuni li abbiamo raccontati nei giorni scorsi, altri si sono […]

di L. Giar.

L’avvocato – Popolare, ma avversato

Non è bastato avere successo contro tutti: mancava il Garante

Non è bastato fronteggiare la pandemia in modo tale da ricevere i complimenti del New York Times. Non è bastato aver ottenuto la quota più consistente del Recovery, dopo notti passate a ragionare con gli altri leader europei. Non è bastato essere eletti a modello sul piano vaccinale da Ursula von der Leyen appena sono […]

La sai l’ultima?

Europei di calcio Sei tifosi francesi vanno a Bucarest, ma la partita si gioca a Budapest La partita si giocava a Budapest ma loro sono atterrati a Bucarest. I veri eroi degli Europei di calcio sono sei tifosi francesi partiti da Parigi per sostenere la loro nazionale in trasferta in Ungheria, ma hanno sbagliato Stato. […]

Altri luoghi – Israele

Un laser contro i droni: è questa l’arma del futuro

Primi test con successo in Israele per un innovativo sistema laser aereo in grado di distruggere l’aviazione più letale di questi anni a basso costo: i droni. Come parte dei test, il laser ha colpito diversi velivoli senza equipaggio che volavano a varie altitudini e distanze diverse. Il sistema è stato sviluppato da Ebit Systems […]

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.

Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it

Articolo Precedente

In Edicola sul Fatto Quotidiano del 27 Giugno: Europei: il girone B l’ha vinto la variante

next

Misteri Ambrosiani, il “noir in zona rossa” di Fabrizio Carcano.

misteri-ambrosiani,-il-“noir-in-zona-rossa”-di-fabrizio-carcano.

Funshopping.it crea la tua vetrina gratis per vendere on line - acquista migliaia di prodotti con sconti fino al 70%

E’ in libreria il nuovo romanzo giallo “Misteri Ambrosiani” (Mursia, pagg. 430 , Euro 17,00) del 47enne giallista milanese Fabrizio Carcano che dal 2011 racconta Milano attraverso la ‘lente’ del giallo: sono quattordici i romanzi noir scritti in dieci anni, tutti ambientati nella Milano di oggi, con un taglio esoterico/religioso, con approfondimenti storici e artistici, su luoghi, eventi o personaggi che a Milano hanno regalato fascino e mistero.

In Misteri ambrosiani l’autore mette nero su bianco una duplice indagine, nel cuore di Milano, nelle ombre della storia recente, raccontando in 430 pagine la caccia del più feroce degli assassini.

Nella Milano di fine anni ’70 – la Città della paura, dove bande criminali, malavitosi e terroristi rossi e neri versano sangue ogni giorno sui marciapiedi – un killer efferato, protetto da istituzioni deviate, compie una strage silenziosa di omosessuali.

Tocca al commissario Vittorio Maspero inseguire la sua infinita scia di sangue, con un’inchiesta da brivido in una metropoli ostaggio di forze oscure: mafia, P2, servizi deviati e pezzi di Stato, dietro le quinte, ordiscono attentati ed esecuzioni, cavalcando le proteste di piazza, alzando un muro di fumo per nascondere gli scandali delle banche di Sindona e Calvi, dei banchieri di Dio.

Nella Milano del 2021, in zona rossa, con le mascherine per il virus, è il vicequestore Bruno Ardigò, il cacciatore di Caini, a indagare su una catena di nuovi omicidi, scavando in un passato nerissimo di segreti mai svelati e omissis, per giungere ai misteri legati al Banco Ambrosiano, in un’inchiesta che si snoderà anche a Roma, alla ricerca degli spettri della banda della Magliana che si agitano dopo un omicidio cruento nella basilica di Sant’Apollinare.

“In questo giallo, di taglio poliziesco, molto cronachistico, scritto al presente con un linguaggio giornalistico, affianco in un primo e in un secondo tempo narrativo due diversi investigatori, Maspero e Ardigò, impegnati in due indagini distanziate di quattro decenni, alla ricerca di una verità sugli anni più torbidi di Milano con una parentesi anche a Roma. È un viaggio nella Milano turbolenta del terribile biennio 77-78, tra terrorismo, logge massoniche, servizi deviati, crimini istituzionali, sfiorando storie reali come gli scandali bancari della Banca Privata Italiana e del Banco Ambrosiano e personaggi realmente esistiti, da Calvi a Sindona, da Ambrosoli ai criminali come Turatello e De Pedis, capo della banda della Magliana.

La seconda parte del romanzo fotografa invece la Milano di qualche mese fa, quella di febbraio, ancora nel pieno della pandemia, che intravede la luce in fondo al tunnel con i primi vaccini, in un clima ancora incerto e inquieto, dove nell’indifferenza cittadina si snoda una catena di delitti legati ai fatti degli anni ‘settanta, ai misteri, che danno il titolo al libro, legati al crac del Banco Ambrosiano, misteri per cui si continua a uccidere anche dopo quattro decenni”, spiega lo stesso Carcano. L’autore incontrerà i lettori a Milano per la prima presentazione di Misteri Ambrosiani, venerdì 9 luglio alle 18,30 presso LaFeltrinelli Libri e Musica di Piazza Duomo (Via Ugo Foscolo 1/3; Galleria Vittorio Emanuele II). (MiaNews)

compra mi piace facebook, follower instagram, follower tik tok, ed  aumenta la tua visibilità del 300% in soli 2 giorni

Torino, 18enne si suicida: la procura indaga. Bullismo e omofobia le ipotesi di reato

torino,-18enne-si-suicida:-la-procura-indaga.-bullismo-e-omofobia-le-ipotesi-di-reato

| 27 Giugno 2021

La procura di Torino ha aperto un fascicolo sulla morte di un diciottenne che domenica scorsa si è tolto la vita gettandosi sotto un treno tra le stazioni di Lingotto e Moncalieri. Le ipotesi di reato avanzate dall’inchiesta coordinata dal pm Antonella Barbera sono quelle di bullismo e omofobia.

“Non ha retto alle offese, vogliamo giustizia”, spiega la famiglia. La storia del giovane, che non ha lasciato alcuna spiegazione, è riportata dal quotidiano La Stampa. Tra i numerosi messaggi di cordoglio arrivati al suo account Instagram ci sono anche degli insulti e persino un “morte ai gay“. Una delle ipotesi è che il ragazzo non abbia retto ai giudizi e agli insulti che riceveva. “Già da bambino era stato vittima dei bulli – sottolinea la madre – non mi raccontava tutto, ma sentivo che c’era qualcosa che non andava”. “Il problema delle menti chiuse e che hanno la bocca aperta”, aveva scritto lo scorso marzo. “Con il giudizio della gente io ci faccio meravigliosi coriandoli”, gli aveva risposto un’amica.

Alcuni amici hanno riferito che “lo prendevano in giro perché era omosessuale”, mentre il fratello racconta al quotidiano di Torino che il giovane gli aveva confessato di essere preoccupato e “di aver paura di alcune persone”. I genitori intanto chiedono giustizia. “Stiamo cercando la verità – spiega ancora la mamma sui social – mio figlio non è mai stato solo”. “Non ho mai pensato a un gesto estremo, non di sua volontà, non era una persona che pensava di togliersi la vita anzi sapeva che arrivato a 18 anni avrebbe potuto fare le sue scelte. Oggi credo sia stato ingannato, deriso e umiliato, con un carattere così fragile” continua. Gli agenti hanno acquisito i messaggi e hanno parlato con gli insegnanti dell’istituto professionale che il ragazzo frequentava per diventare barman e cameriere, oltre che con i compagni di classe e gli amici.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un’informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it

Articolo Precedente

Saman Abbas, le ricerche del corpo continuano. Gli scavi nella serra non hanno portato a nulla

next

Medici di base cercansi, nel territorio Ats Milano appena 2.096.

medici-di-base-cercansi,-nel-territorio-ats-milano-appena-2096.

L’Ats di Milano conta su tutto il territorio 2.096 medici di base, 853 hanno l’ambulatorio in città. Pochi: troppo pochi per il numero di persone da seguire e visitare. E’ un problema metropolitano, regionale, nazionale. I medici di medicina generale sono sempre meno. Molti negli anni sono andati in pensione, pochi neolaureati hanno deciso di intraprendere questo percorso. La pandemia, però, ha dimostrato quanto queste figure siano fondamentali per salvaguardare la salute (viene chiamata assistenza primaria).

“La carenza di Mmg è una criticità che esiste da anni”, puntualizza alla ‘Dire’ Anna Pozzi, segretaria milanese della Federazione italiana dei medici di medicina generale. Pozzi lavora come medico di base da 37 anni, attualmente ha 1.750 pazienti. Negli anni è mancata una programmazione efficace che cercasse di far fronte ai pensionamenti. Le borse stanziate per la formazione (obbligatoria) sono sempre poche: “Quattro anni fa erano 90-100 in tutta la Lombardia. Poi dopo sono aumentate raggiungendo quota 400. Ora però sono diminuite di nuovo: nell’ultimo anno sono state messe a disposizione circa 250 borse”, spiega Pozzi.

Anche lo stipendio garantito durante il percorso di formazione risulta troppo basso, soprattutto se confrontato con quello delle altre specialità. Per diventare medico di base non bisogna, infatti, frequentare un corso di specializzazione di 6 anni: basta seguire un percorso formativo di 3 anni, che garantisce mediamente una retribuzione di 1.000 euro mensili. “Per ridare dignità a questa professione, bisogna iniziare a finanziare adeguatamente le borse”, evidenzia Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei medici di Milano. I finanziamenti e il numero di borse annuali disponibili sono decisi al livello ministeriale.

A giugno 200 posti vacanti, 40 coperti

Protesta cittadini Cinisello, sindaco mette spazi comunali (ma non basta)

I pochi finanziamenti per le borse di formazione e i continui pensionamenti contribuiscono ad aumentare il numero di pazienti che vengono seguiti dai medici di medicina generale (Milano ha su tutto il territorio 2.096 medici di base).

Il rapporto ottimale, tendenzialmente, è di un medico ogni 1.200-1.300 pazienti: vista la situazione, i contratti nazionali fissano il massimale a 1.500. “In Lombardia mi sembra che mediamente il rapporto sia di un medico ogni 1.411 pazienti. In alcune zone è stato chiesto di elevare il massimale fino 1.800”, aggiunge, parlando con la ‘Dire’, Anna Pozzi, segretaria milanese della Federazione italiana dei medici di medicina generale.

Per coprire i posti vacanti Ats mette periodicamente a disposizione alcuni bandi, suddividendo il territorio in distretti. Stando a quanto riferisce la Città metropolitana di Milano, il 9 giugno sul bollettino ufficiale della Regione sono stati indicati circa 200 “ambiti territoriali carenti di assistenza primaria”: ciò significa, quindi, che mancavano più di 200 medici di base.

Il segretario lombardo del indacato dei medici italiani, Enzo Scafuro, spiega che per le “carenze individuate dall’ultimo bollettino sono state presentate 60 domande”, e di queste “solo 40 sono entrate in convenzione”. In poche parole, sono rimasti vacanti più di 150 posti: non si trovano nuovi dottori.

“Come può un medico seguire così tanti pazienti?”, si chiede intanto Giacomo Ghilardi, da ottobre 2020 sindaco di Cinisello Balsamo, comune dell’hinterland milanese con quasi 74.000 abitanti: anche in questo caso la carenza di medici di base è endemica.

“Le situazioni più preoccupanti- racconta il sindaco alla ‘Dire’- sono nei quartieri di Crocetta, Sant’Eusebio e Borgo Misto, dove i medici sono andati in pensione”. A seguito della carenza, i cittadini hanno dunque iniziato a protestare e l’amministrazione comunale ha preso contatti con l’Ats di Milano per risolvere la situazione: tuttavia, trovare qualcuno che sia disposto a lavorare in quelle zone non sembra facile.

“Per incentivare i medici a rispondere agli appelli dell’azienda sanitaria- rivela Ghilardi- abbiamo deciso di mettere a disposizione alcuni spazi comunali da poter utilizzare

come uffici”. Tuttavia, la situazione non è migliorata particolarmente.

Ecco dati ats, proteste in periferia

A Ronchetto, Giambellino e comuni hinterland. Incognita hub in autunno

Le difficoltà nel garantire un’assistenza primaria adeguata a ogni cittadino lombardo non dipendono soltanto dalla scarsità di medici di base, ma anche dalla loro distribuzione: ci sono aree più fornite di altre. A Milano, ma anche in tutta la Lombardia, la situazione è critica. Su tutto il territorio cittadino gli Mmg sono 2.096. I problemi nella distribuzione esistono all’interno dei singoli comuni e municipi della città metropolitana, e al livello macroscopico nella differenziazione tra hinterland e centro città. A essere più in difficoltà sono sempre le periferie o i comuni più distanti dal centro.

Secondo i dati forniti da Ats alla ‘Dire’, a Milano gli Mmg convenzionati sono: 65 nel municipio 1, 116 nel municipio 2, 70 nel municipio 3, 100 nel municipio 4, 76 nel municipio 5, 96 nel municipio 6, 103 nel municipio 7, 118 nel municipio 8 e 109 nel municipio 9. “I medici vengono distribuiti per distretti e non per quartiere: questo è il problema fondamentale”, esamina Santo Minniti, presidente dem del municipio 6 di Milano. Da tempo l’opposizione chiede alla Regione di modificare le procedure di assegnazione degli incarichi e di trovare una modalità attraverso cui coprire i posti vacanti. Ad oggi, i medici possono indicare

le zone del territorio per cui fanno domanda.

Minniti nei giorni scorsi insieme ai cittadini del quartiere Ronchetto ha organizzato un presidio e indetto una raccolta firme. Con 96 medici di base e circa 150.000 abitanti è tutto il municipio 6 a essere in difficoltà.

Le proteste a Ronchetto seguono quelle dei cittadini di Giambellino: anche qui a fine giugno andrà in pensione uno dei pochi dottori di via Emanuele Odazio: 1.800 residenti rischiamo di rimanere scoperti. Nell’edifico gestito da Aler al civico 6 gli abitanti sono disperati.

“Ci sono tanti anziani che non sanno cosa fare, perché non possono spostarsi troppo lontano per le visite. In zona, però, non c’è nessun dottore disponibile”, racconta Maria Palomares. E’ affezionata alle sue vicine di casa- le chiama “nonnine”- e vuole aiutarle. Non è semplice. Maria ha proposto ad Aler di concedere uno degli appartamenti dell’edificio al nuovo medico di base; in un quartiere popolare- ancora poco investito dalle riqualificazioni della giunta di Giuseppe Sala- nessuno vuole trasferirsi.

Per soddisfare i bisogni dei diversi quartieri si sta pensando di utilizzare sempre di più i medici di base in formazione. Servirebbero anche più infermieri e segretari che aiutino I dottori a gestire la mole di pazienti. “Bisognerebbe aumentare gli incentivi che vengono garantiti al medico per pagare queste figure. Spesso sono troppo bassi e finiamo per dover detrarre la loro paga dai nostri stipendi”, precisa Anna Pozzi, segretaria milanese della Federazione italiana dei medici di medicina generale.

Anche a Pero ci sono gli stessi identici problemi. La prima cittadina Maria Rosa Belotti si sta impegnando da tempo, condividendo la battaglia dei suoi cittadini. “Dopo due pensionamenti e un decesso, abbiamo tre medici in città e uno nella frazione di Cerchiate”, spiega. E’ arrivato un medico temporaneo- per fortuna- ma Belotti si chiede cosa succederà quando scadrà il suo incarico. In teoria i contratti durano un anno (6 mesi+6). Spesso, troppo spesso, le scadenze sono prorogate.

Oggi manifesteranno in strada anche i sindaci di Buccinasco, Cesano Boscone, Corsico e Trezzano Sul Naviglio. La richiesta è sempre la stessa: agire affinché ogni cittadino possa accedere a quell’assistenza primaria che lo Stato gli dovrebbe garantire. “A Milano città manca meno del 2% dei medici, negli altri comuni della Città metropolitana sfioriamo addirittura la percentuale del 16%. Solo nel distretto dell’ATS Sud-Ovest Milano ne mancano venti”, denunciano i primi cittadini.

La domanda a questo punto sorge spontanea: se i grandi hub verranno smatellati e per i richiami delle vaccinazioni anti-covid si farà affidamento all’assistenza territoriale, ci saranno abbastanza medici di base da poter coinvolgere?(Dire)

compra mi piace facebook, follower instagram, follower tik tok, ed  aumenta la tua visibilità del 300% in soli 2 giorni

Cristiano Ronaldo, Daouda Peeters svela i dettagli della sua dieta “segreta”: “Mangia sempre e solo queste 3 cose”

cristiano-ronaldo,-daouda-peeters-svela-i-dettagli-della-sua-dieta-“segreta”:-“mangia-sempre-e-solo-queste-3-cose”

È Daouda Peeters, calciatore dell’Under 23 della Juventus, a svelare in un’intervista a Het Latste Nieuws i segreti di Cristiano Ronaldo, in particolare della sua rigorosissima (e dchiacchieratissima) dieta. Il giovane giocatore bianconero affianca spesso Cr7 in campo e durante gli allenamenti, ecco perché lo conosce così bene: “Lui mangia sempre la stessa cosa: broccoli, pollo e riso. Poi beve litri di acqua e niente Coca-Cola“, ha spiegato riferendosi all’episodio avvenuto durante la conferenza stampa degli Europei, quando Ronaldo ha allontanato da sé una bottiglietta della popolare bibita gassata.

Non fa quegli esercizi addominali per vanità, ma perché vede il suo corpo come uno strumento di lavoro – ha proseguito Peeters -. Non è il caso che Cristiano stia davanti allo specchio delle ore. Comunque, non avrebbe tempo per quello. Quando è al club, è principalmente per allenarsi. Vive davvero per il suo lavoro. Quando mi sono ritrovato in palestra con lui mi ha impressionato, il suo è un fisico perfetto per un calciatore. E anche se sono abbastanza muscoloso quel giorno ho pensato: ‘Ho ancora molto da lavorare’, anche perché lui è diventato così allenandosi maniacalmente per tantissimi anni”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it

Articolo Precedente

Levante canta in diretta su Sky, poi all’improvviso si interrompe: “Ho mangiato un moscerino”

next

Euro 2020, Italia ai quarti, ma che sofferenza contro l’Austria, decidono due reti di Chiesa e Pessina ai supplementari.

euro-2020,-italia-ai-quarti,-ma-che-sofferenza-contro-l’austria,-decidono-due-reti-di-chiesa-e-pessina-ai-supplementari.
epa09304419 Federico Chiesa (R, top) of Italy scores his team’s first goal during the UEFA EURO 2020 round of 16 soccer match between Italy and Austria in London, Britain, 26 June 2021. EPA/Laurence Griffiths / POOL (RESTRICTIONS: For editorial news reporting purposes only. Images must appear as still images and must not emulate match action video footage. Photographs published in online publications shall have an interval of at least 20 seconds between the posting.)

Funshopping.it crea la tua vetrina gratis per vendere on line - acquista migliaia di prodotti con sconti fino al 70%

Soffre e si aggrappa con le unghie a una gara che pareva a lungo sfuggirle via, ma alla fine l’Italia di Roberto Mancini vince 2-1 dopo i supplementari una partita trasformata dall’Austria in una guerra di trincea, guadagnandosi – meritatamente anche se non brillantemente – la qualificazione ai quarti di finale dell’europeo di calcio.

Dopo un primo tempo equilibrato (con un palo clamoroso colpito da Immobile, l’unico sussulto dell’attaccante della Lazio) ed una ripresa che ha visto prevalere gli austriaci allenati dall’italiano da parte di padre e tedesco da parte di madre Franco Foda, ci sono voluti i supplementari per aver ragione di un’Austria mai doma nemmeno dopo il 2-0.

Nella ripresa come detto, l’Austria era anche andata in vantaggio con una rete dell’ex Inter Arnautovic di testa su assist di Alaba sempre di testa ma la rete era stata annullata per un fuorigioco millimetrico dell’attaccante austriaco, fuorigioco rilevato dal Var.

Qualche minuto dopo l’Austsria reclamava per un calcio di rigore causato da una gomitata di Di Lorenzo ma anche qui l’attaccante austriaco è apparso in fuorigioco al check del Var.

Sono stati i cambi a fare la differenza, la maggiore ricchezza dell’Italia rispetto all’Austria, Mancini ha potuto inserire Chiesa al posto di Berardi, Belotti al posto di Immobile, Pessina al posto di Barella e Locatelli al posto di Verratti.

Proprio dai nuovi entrati arrivano le reti azzurre nel primo supplementare, prima Chiesa che di sinistro buca la retroguardia austriaca dopo un gran taglio di Spinazzola, poi Pessina assistito da Belotti confeziona il 2-0.

L’Austria però non si arrende, continua a premere e trova la rete nel secondo supplementare con l’ariete (2,02 m) Kalajdzic subentrato ad uno stanco Arnautovic.

Venerdì prossimo gli azzurri affronteranno a Monaco di Baviera la vincente di Belgio-Portogallo che si gioca domani. Gli azzurri ringraziano stasera le riserve Chiesa, determinante al suo ingresso con un gol e tante salvifiche accelerazioni, e Pessina (anch’egli a rete da subentrante, a conferma di un’attitudine realizzativa sorprendente in nazionale) e anche la Var che in un paio di occasioni si esprime a loro favore annullando un gol ed evitando un potenziale rigore per gli austriaci.

Si allunga anche la serie di partite utili consecutive, la squadra di Mancini fa 31 e batte quella di Pozzo, e il trend delle vittorie arrivate a 12, sebbene cada l’imbattibilità del portiere azzurro non prima di aver superato il primato di 1143 minuti di Dino Zoff. Ma nella notte di Wembley che è magica soprattutto per il risultato, non è questo che conta: l’importante per l’Italia del calcio è essere arrivata anche in questo torneo, come in quello del 2016, a far parte dell’aristocrazia delle 8 migliori d’Europa.

Mancini, un match così difficile può farci bene  – “Abbiamo portato questa partita a casa perché lo abbiamo meritato, anche se alla fine abbiamo subito un gol. Nel secondo tempo siamo calati fisicamente, il campo era pesante, ma abbiamo voluto vincere e l’abbiamo meritato”. Così Roberto Mancini, ‘a caldo’ dai microfoni di RaiSport, dopo Italia-Austria. La partita l’ha vinta il ct con i cambi. La partita l’ha vinta anche il ct con i cambi. “L’abbiamo vinta grazie ai giocatori in panchina, entrati con la mentalità giusta – il commento di Mancini -: sono stati bravissimi. Ma sapevamo che era una partita difficile, più dei quarti di finale. Ma un match così duro può farci bene”.  Ma ora Mancini e Vialli si sono ripresi qualcosa a Wembley? “No. E’ ancora lunga. Ne mancano ancora tre per riprenderla”. Ora all’Italia toccherà il Belgio o il Portogallo. “Sono due squadre straordinarie. E’ difficile”, il commento di Mancini.

compra mi piace facebook, follower instagram, follower tik tok, ed  aumenta la tua visibilità del 300% in soli 2 giorni