Categoria: IL CASO

Il 2021 sarà l’anno della riapertura del Primo e storico Truffle Bar & Restaurant nato a Bangkok in Thailandia grazie alla soc. TRUFFLEAT.com

Truffle Bar & Restaurant è un concept unico che offre le delizie del prestigioso tartufo italiano unite alla semplice eccellenza del cibo italiano cucinato dal nostro grande chef italiano.
Offrendo con un pasto seduto, alla ricerca di qualcosa di delizioso, o con deliziosi cocktail con tartufo fresco, servito in una calda atmosfera a 140 metri di altezza sul tetto dell’edificio Sathorn Square, nel cuore di Bangkok, Thailandia.
Il format del ristorante verrà ampliato e replicato nel mondo sia come ristorante unico che all’interno degli hotel, permettendoci di utilizzare un format che seguiamo TRUFFLEAT co, Ltd

Truffleat importa e vende tartufi freschi e prodotti al tartufo sia dolci che salati, basta visitare o contattare Truffleat.com Bangkok, o per telefono +66 81 133 1337, Mr. Ton.
Se ci sono persone o aziende interessate a saperne di più sul nostro concetto di Franchising, contatta via email info@trufflebar.com e visita il nostro blog: blog.trufflebar.com.

Grazie

Truffle Bar & Restaurant is a unique concept that offers the delights of the prestigious Italian truffle combined with the simple excellence of Italian food cooked by our great Italian chef.
Offering with a seated meal, looking for something delicious, or with delicious cocktails with fresh truffle, served in a warm atmosphere 140 meters high on the roof of the Sathorn square building, in the heart of Bangkok, Thailand.
The restaurant format will be expanded and replicated in the world both as a single restaurant and within the hotels, allowing us to use a format that we follow TRUFFLEAT co, Ltd

Truffleat imports and sells fresh truffles and both sweet and savory truffle products, just visit or contact Truffleat.com Bangkok, or by phone +66 81 133 1337, Mr. Ton.
If there are people or companies interested in learning more about our Franchising concept, please contact via email info@trufflebar.com and visit our blog: blog.trufflebar.com.

Thank you Roberto Ugolini

 

 

IL RISTORANTE MANKO PORTA LA CUCINA PERUVIANA, E IL DESIGN, AD UN NUOVO LIVELLO – ugolini.co.th

Con una collezione di ristoranti globali, una raccolta di libri di cucina a suo nome e un suo programma televisivo nel suo paese natale, il cuoco Gaston Acurio, da solo, può vantare il merito di aver portato la cucina peruviana all’attenzione del mondo.

Manko: Peruvian star Gaston Acurio comes to Paris Avenue Montaigne ...

Una delle sue star, è l’atteso e apprezzato Manko – il suo primo ristorante peruviano in Francia. Intitolato a Manco Cápac, Figlio del Dio Sole Inca, il ristorante si trova in Avenue Montaigne, nel Triangolo d’Oro di Parigi.

Il design interno

Questo per me è l’incarnazione del Perù moderno. Abbiamo usato materiali allo stato naturale. Come il marmo, la quercia, la pelle e i pavimenti in cotto vecchio di duecento anni provenienti dalla Provenza”, dice la designer Laura Gonzalez.

Ed è facile capire cosa intende quando dice che – con banchetti in pelle grezza, sedie in velluto di velluto e alzavola di peluche alternate ad arredi vestiti con le tradizionali stampe Inca e accenti dorati, la designer ha davvero colpito. L’ispirazione di Laura Gonzalez per gli interni è stata davvero un diamante grezzo. Per quanto riguarda il fulmine, la designer ha assunto un aspetto particolare.

Ristorante Péruvien – Manko | Paris Capitale
“Dato che si trova al piano terra, l’illuminazione era fondamentale. Abbiamo progettato dei paralumi in bronzo per creare un bagliore dorato, per far sembrare i commensali molto sexy”.

La personalità conviviale e generosa dello chef Acurio si nota ovunque: gli ampi tavoli di quercia, che incoraggiano i gruppi di commensali a ordinare grandi piatti da condividere, la cucina aperta, opportunamente posizionata all’altezza dell’occhio del commensale, fanno di Manko il suo vero parco giochi.

Il menu è tutto incentrato sul pesce di provenienza sostenibile, servito come ceviches. Oppure tiraditos marinati in leche de tigre (succo di lime, fumetto di pesce, coriandolo, cipolla e peperoncino giallo). Un piatto che è uno dei fiori all’occhiello di Manko. C’è anche carne di manzo affumicata alla griglia a carbone per i carnivori. Il piatto è accompagnato da una selezione di verdure peruviane. Tra cui quinoa, asparagi, choclo (mais peruviano) e patate gialle e viola.

La Mar

https://ugolini.co.th/the-restaurant-manko-takes-peruvian-cuisine-and-design-to-a-new-level/

Asta Mondiale del bianco d’Alba. Tartufi PONZIO dal 1947 dalla Fam.CURTI.

Tartufo ALBA

Lo storico marchio TARTUFI PONZIO nasce nel 1947 e fin dagli esordi contribuisce in modo determinante a rendere il tartufo d’Alba conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo.

Situato nel centro storico della città, è gestito con competenza e professionalità della famiglia Curti: Giuseppe, Maria Teresa e Gianfranco sono veri conoscitori del tartufo e questo permette loro di mettere a disposizione della propria clientela un raccolto selezionatissimo proveniente unicamente da Langa, Roero e Monferrato.

La qualità dei prodotti e il perfetto connubio tra tipicità, tradizione e contemporaneità sono la chiave del successo di questa attività e rendono Tartufi Ponzio meta ambitissima dai più esigenti amanti dell’enogastronomia internazionale.
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All’interno del negozio il tartufo è il protagonista assoluto: entrando ne si può respirare il profumo e di certo si rimane inebriati dall’intensità delle particolari note aromatiche.

Prodotti al tartufo, pasta fresca, formaggi, primizie locali ed una selezionatissima collezione di vini e grappe piemontesi arricchiscono il palato.
Il tartufo

Il tartufo è un fungo ipogeo che nasce e vive sotto terra accanto alle radici di alcuni alberi e di arbusti come querce, tigli, pioppi e noccioli. E’ costituito in alta percentuale da acqua, fibre, sali minerali e sostanze organiche fornite dall’albero con cui vive in simbiosi. Il tipico profumo penetrante e persistente si sviluppa solo a maturazione avvenuta e i cani adeguatamente addestrati alla ricerca riescono a percepirlo anche se si trova parecchi centimetri sotto terra. Esistono moltissime specie di tartufo: le più conosciute ed apprezzate ad uso gastronomico sono il Tuber Magnatum Pico, il Tuber Aestivum e il Tuber Melanosporum.

Il Tuber Magnatum Pico, meglio noto come Tartufo Bianco d’Alba, matura da metà settembre a fine gennaio. La data d’inizio e di fine raccolto è stabilita di anno in anno dall’amministrazione regionale. Esternamente presenta una superficie liscia di colore chiaro e all’interno è bianco giallastro con sfumature marroncine o rosse che variano a seconda del tipo di suolo e del tipo di pianta attraverso la quale ha tratto nutrimento. Le venature sono una sua caratteristica tipica, sono di colore chiaro e si presentano fini, ramificate e molto fitte. La forma può essere tondeggiante o irregolare a seconda del terreno in cui si sviluppa: un terreno morbido favorisce la crescita di un tartufo di forma piuttosto rotonda, mentre un terreno duro e pietroso e con molte radici ne favorirà una forma irregolare con protuberanze e cavità. Le dimensioni sono variabili: alcuni sono piccolissimi mentre altri esemplari raggiungono addirittura il kilogrammo di peso. Trattandosi di funghi che nascono in modo spontaneo sono relativamente rari. La loro crescita dipende da fattori stagionali ed ambientali. Se la raccolta è povera il costo del tartufo bianco salirà vertiginosamente tanto da diventare il prodotto della terra più prezioso al mondo. Il profumo è decisamente intenso e in certi casi ha delle note aromatiche che ricordano l’aglio. Il sapore è altrettanto accentuato e particolare.

II Tuber Aestivum o Tartufo Nero d’Estate, comunemente conosciuto come “scorzone”, matura da maggio a novembre. La data d’inizio e di fine raccolto è stabilita di anno in anno dall’amministrazione regionale. Esternamente è di colore nero, la superficie si presenta ruvida al tatto con le tipiche verruche sporgenti e piramidate. All’interno è di colore nocciola con numerose venature biancastre più o meno sottili. La forma è generalmente tondeggiante e le dimensioni sono variabili: alcuni esemplari sono piccolissimi mentre in altri casi possono essere di notevole grandezza. Il profumo è delicato e leggero, un po’ terroso, aromatico e gradevole, il sapore ricorda quello dei funghi porcini. È uno dei tartufi più comuni; a parte una breve pausa primaverile, si può trovare durante tutto l’anno anche in notevoli quantità. Data la sua abbondanza, non raggiunge mai i prezzi del più pregiato tartufo bianco d’Alba.

Il Tuber Melanosporum o Tartufo Nero Pregiato matura da metà novembre a metà marzo. La data d’inizio e di fine raccolto è stabilita di anno in anno dall’amministrazione regionale. All’esterno la superficie si presenta verrucosa e di colore nero e internamente è di colore nero- ebano con sottili venature biancastre molto fitte, ramificate e ben definite. Generalmente la forma è tondeggiante e le dimensioni sono variabili. Il profumo è aromatico, non troppo pungente e decisamente gradevole, il sapore è delicato. Questo tartufo, considerato il più pregiato tra i neri, nasce spontaneamente nei boschi specialmente sotto querce, noccioli e carpini neri ma è anche possibile la coltivazione in tartufaia.

In dialetto piemontese viene chiamato “trifulau” colui che, con l’ ausilio di un cane ben addestrato, con molta esperienza ed una piccola dose di fortuna si prodiga nella ricerca del prezioso tubero. Per essere in regola con la legge il trifulau deve possedere un tesserino di riconoscimento che lo abilita alla ricerca e deve agire nel rispetto della natura circostante e delle proprietà altrui. Nel caso in cui trovi un tartufo e avvenga la cosiddetta “raccolta” ha l’obbligo di rimettere a posto le zolle di terreno che ha spostato. Questo serve sia per una futura rigenerazione del fungo sia per non lasciare tracce interessanti agli altri ricercatori.

La valutazione del Tartufo prevede l’utilizzo di tre sensi : vista, tatto e olfatto. L’analisi visiva si compone della valutazione dell’integrità del corpo fruttifero, fattore non unicamente estetico, poiché un tartufo integro si deteriora più lentamente. Il grado di pulizia è importante in quanto la presenza di residui di terra, oltre a rendere meno gradevole l’aspetto, può mascherare difetti ed imperfezioni. La valutazione tattile prevede l’analisi della consistenza del tartufo: un buon tartufo deve dare appena la sensazione di elasticità, deve essere turgido e compatto e la pelle non deve risultare unta ed oleosa bensì deve essere completamente asciutta. L’ultima fase è quella olfattiva: l’aroma del tartufo è costituito da un ventaglio di sensazioni semplici e di intensità ed ampiezza variabile. È proprio questa fragranza unica e attraente che ne ha determinato l’assoluto successo culinario.

Per conservare in modo ottimale il tartufo fresco è necessario avvolgerlo in uno strato di carta assorbente, chiuderlo in un contenitore di vetro o plastica e porlo nel frigorifero assicurandosi che la carta rimanga sempre asciutta : qualora fosse necessario, va cambiata anche tutti i giorni affinché il tartufo non venga intaccato dall’umidità. Non è adatta la conservazione sotto vuoto poiché il tartufo deve poter “respirare”. La conservazione dei tartufi dipende molto dalla tipologia (i neri pregiati e i neri estivi sono più resistenti, mentre il bianco si deteriora più velocemente) e ovviamente da quanto è fresco il prodotto.

Urbani Trufflebar & Truffleat thanks to the determination of the sig.ra SIRILAK WANMUANG, allowed to know and appreciate the Truffle and the Truffle products Urbani Tartufi.

“Urbani Trufflebar & Truffleat thanks to the determination of the sigra Sirilak Wanmuang, allowed to know and appreciate the Truffle and the Truffle products Urbani Tartufi.
Currently director of Truffleat.com importer of Urbani truffles and other food products of other companies, the truffleat present in Thailand and Rome as well as providing logistics from Italy, is concerned with evaluating other companies. not that they make truffle products for import into Thailand.
In addition, Truffleat is creating its own product catalog, where truffle sweets will be included.
The catalog will be composed of 30% with salted truffle products, 30% with sweet truffle products, another 30% of truffle-free products and the remaining 10% will be gluten-free, vegan and Halal-free truffle products. .
I thank both the Urbani Family and Roberto Ugolini for the trust placed in me. “

“Urbani Trufflebar & Truffleat grazie alla determinazione della sigra Sirilak Wanmuang, ha permesso di conoscere e apprezzare il tartufo e i prodotti al tartufo Urbani Tartufi.
Attualmente direttore dell’importatore di Truffleat.com di tartufi Urbani e altri prodotti alimentari di altre società, il tartufo presente in Thailandia e Roma, oltre a fornire logistica dall’Italia, si occupa della valutazione di altre società. non che producano prodotti al tartufo da importare in Thailandia.
Inoltre, Truffleat sta creando il proprio catalogo di prodotti, dove saranno inclusi i dolci al tartufo.
Il catalogo sarà composto per il 30% da prodotti al tartufo salato, per il 30% da prodotti al tartufo dolce, un altro 30% da prodotti senza tartufo e il restante 10% da prodotti al tartufo senza glutine, vegani e senza halal. .
Ringrazio sia la famiglia Urbani sia Roberto Ugolini per la fiducia riposta in me. “

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Roberto Ugolini colui che ha realizzato per la prima volta il TRUFFLE-BAR , ora diventa un concept da realizzare in franchising. trufflebar.com Bangkok

trufflebar

 

Grazie all Arch Andrea Rocchi si sono creati una seri di concetti diversi a seconda delle dimensioni degli spazio cosi come si sono realizzati due diversi concetti nel caso di un ristorante Fine Dining oppure un concetto molto più simile ad un coffee shop con ristorazione italiana più easy adatto ad i giovani che vogliono spendere del tempo usando WiFi senza dover spendere molto e potendo restare a lungo usando il proprio computer. Altri concetti sono prossimi ad arrivare pensando ad altre location sempre in franchising e più esattamente all’interno degli Hotels, oppure Resort, oppure internamente ai Casinò e per finire sulle Navi da Crociera.

Chiunque fosse interessato a maggiori informazione , può inviare una email a  info@trufflebar.com oppure robertougolini@me.com

 

Concetto realizzato a Bangkok al 39 piano del grattacielo più prestigioso in centro città  http://www.trufflebar.com  con un concetto di Fine Dining meglio realizzabile all’interno di Hotels 5 stelle

 

Bangkok’s Urbani Truffle Bar & Restaurant

https://www.bangkok101.com/urbani-truffle-bar-restaurant/

https://bk.asia-city.com/restaurants/bangkok-restaurant-reviews/urbani-truffle-bar-restaurant

Urbani and Ugolini’s truffle concept restaurant in Bangkok

https://www.top25restaurants.com/bangkok/restaurant/urbani-truffle-restaurant-and-bar/

https://www.thailandtatler.com/dining/high-on-tartufo

https://www.bkkmenu.com/eat/we-recommend/urbani.html

World’s Truffle Leader Opens New Restaurant in Bangkok

https://www.10best.com/destinations/thailand/bangkok/sathorn/restaurants/urbani/

 

 

 

Basta con le false notizie..Le mascherine non servono a coloro che stanno bene, sono solo business.

Le mascherine non servono

Coronavirus, Ricciardi: “Le mascherine alle persone sane non servono a niente. La malattia? Non sottovalutarla, ma ridimensionare allarme”
di Manolo Lanaro

“Le mascherine non servono a proteggere le persone sane”. Lo ha ricordato Walter Ricciardi, componente italiano del Comitato esecutivo dell’Oms, nominato consigliere del ministero della Salute e coordinatore delle relazioni con gli organismi sanitari internazionali, intervenuto oggi alla conferenza stampa nella sede della Protezione Civile. “Le mascherine servono a proteggere le persone malate” e “i sanitari”. Quelle di garza che vanno a ruba, ha detto Ricciardi, “servono come misura di precauzione. Quelle sofisticate, che hanno dei filtri, servono a proteggere gli operatori sanitari”. L’esperto ha aggiunto: “Ridimensioniamo anche questo grande allarme che è giusto non sottovalutare, ma sostanzialmente su 100 persone 80 guariscono spontaneamente, 15 hanno problemi seri ma che possono essere gestiti in ospedale e solo per 5” è letale. “E si trattava di persone con problemi di salute. Si fa sempre l’esempio dell’influenza normale. Ma l’influenza normale non uccide direttamente ma determina uno scompenso in persone già malate”.

 

Quando lo Stato Italiano spende inutilmente 26 Milioni di Euro per poi chiudere senza mai aver utilizzato un ospedale. A chi è convenuto?

Alla fine, dopo i due mesi più drammatici e fallimentari nella storia della sanità italiana, chiude l’ospedale della Fiera di Milano. Doveva essere il simbolo del “modello sanitario lombardo” nella lotta al Coronavirus. Finirà per essere ricordato come l’emblema della catastrofe sanitaria targata Lega-Fontana-Gallera. Lo salutiamo con un breve e non esaustivo bilancio dell’operazione. Per non dimenticare. Inaugurazione: 31 marzo 2020, con tanto di maxi-assembramento di giornalisti, politici e dirigenti vari. Medici? Non ci avevano ancora pensato. Posti letto totali: Dovevano essere 600. Poi 400. Infine 200 Pazienti totali ospitati: 25 Pazienti attualmente ospitati: Fino a ieri erano 2. Oggi sono diventati 3, con un incremento netto del 50% (!) Costo totale operazione: 26 milioni di euro Costo totale a paziente: Circa 1 milione di euro Slogan: Da “Stiamo facendo la storia” a “Per fortuna non è servito”: una fortuna da 26 milioni di euro La critica più gentile:Chi ha guadagnato?

“Onorevole Sara CUNIAL accusa pubblicamente alla Camera con LIVE VIDEO, la falsita’ su tutto in Coronavirus”e dichiara Bill Gates criminale.

UNA STRATOSFERICA SARA CUNIAL TRASCINA BILL GATES, SOROS E TUTTI GLI ALTRI ALLA SBARRA IN PARLAMENTOUNA STRATOSFERICA SARA CUNIAL TRASCINA BILL GATES, SOROS E TUTTI GLI ALTRI ALLA SBARRA IN PARLAMENTO.
È forse l’intervento più difficile, per Sara Cunial, quello di oggi in Parlamento: in soli 7 minuti riesce a portare alla sbarra tutti, ma proprio tutti i nomi più intoccabili della regia di onnipotenti che governano le nostre sorti. Da Bill Gates a George Soros, dall’evocazione di Davos all’attacco finale a Giuseppe Conte (cui la Cunial chiede nientemeno di trascinare il magnate filantropo dinanzi alla Corte Penale) non c’è niente e nessuno che si salvi dai suoi micidiali affondi. Un intervento che suscita la reazione furibonda di quella parte del Parlamento, più vicina alle élite che agli elettori, che le indirizza urla e offese, ma che lei sopporta con stoico eroismo, terminando l’incontro in piedi, in fiera rappresentanza del popolo italiano, anche di quella parte che ancora non sa di doverla ringraziare.

“Siamo tutti sulla stessa barca”Quanto guadagna Giuseppe Conte: lo stipendio del Presidente del Consiglio.

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Attenzione che ci sono diverse tipologie di Barche , CON MOTORE OPPURE A REMI.

Quanto guadagna Giuseppe Conte: lo stipendio del Presidente del Consiglio
Quanto guadagna il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte? Ciclicamente tantissimi cittadini italiani si pongono questa domanda. Soprattutto in queste settimane in cui il premier e il Governo sono alle prese con l’emergenza Coronavirus e la crisi economica che seguirà. Inoltre da quando il Movimento 5 Stelle è al governo, prima con la Lega e ora insieme a Partito Democratico e Liberi e Uguali, il tema dei costi della politica è sempre d’attualità visto anche che il referendum sul taglio dei parlamentari è slittato a causa dell’emergenza coronavirus. Ma qual è lo stipendio di Giuseppe Conte, presidente del Consiglio in carica?

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Il professore universitario e premier italiano, con il suo stipendio, rientra nella top ten dei funzionari di Stato più pagati al mondo. Lo scarto però con i primi della classifica è abissale. Il primo in classifica è infatti il primo ministro di Singapore, Lee Hsien Loong, che ha dichiarato ben 1,7 milioni di dollari. Al momento il Presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, guadagna infatti 80.000 euro all’anno netti, per uno stipendio mensile di 6.700 euro. Un bello stipendio, anche se in teoria può risultare anche inferiore rispetto a quello dei semplici deputati o senatori che arrivano a prendere anche il doppio.

Lo stipendio di Conte prima di diventare Presidente del Consiglio
Giuseppe Conte, prima del suo ingresso in politica, come avvocato civilista e professore nella dichiarazione dei redditi del 2018 e quindi in riferimento al periodo d’imposta 2017, ha dichiarato un reddito pari a 380.233 euro.

Nella dichiarazione dei redditi successiva, quella del 2019 relativa quindi al 2018 come periodo d’imposta anno in cui a giugno è diventato premier, il reddito complessivo è salito a 1.207.391 euro. Il perché di questo aumento? Semplice, il premier – ovviamente e giustamente – appena nominato Presidente del Consiglio ha chiuso tutti gli incarichi pendenti fatturando così in un breve lasso di tempo importi che invece altrimenti sarebbero stati diluiti nel tempo.

Di Anton Filippo Ferrari

Pubblicato il 23 Apr. 2020 alle 17:25 http://www.tpi.it