Categoria: Food & Drink

Oliva, se ne parla ovunque: la novità dell’estate gastronomica della Capitale

In tutta Italia si parla di un’apertura che rappresenterà la grande novità dell’estate romana: ad annunciarlo il gruppo The Pavilions Hotels e Resorts, già proprietario del The First Arte e del The First Dolce.

Entro la fine di giugno verrà infatti inaugurato il The First Musica, boutique hotel 5 stelle lusso che completa l’offerta ricettiva e gastronomica del gruppo con la bellissima struttura affacciata sul Lungotevere dei Mellini. Vetro e cemento, acciaio, cristallo e oro sono gli strumenti materici utilizzati per l’importante opera di recupero e modernizzazione che ha visto il preesistente complesso di uffici realizzato nel 1964 dall’architetto Mario Docci trasformarsi in una rara attrazione architettonica: “L’eccezionale contesto del palazzo, situato all’interno di un quartiere ottocentesco e in posizione centrale lungo il Tevere, ma anche la sua destinazione d’uso, un lussuoso albergo a cinque stelle, ci hanno suggerito scelte in cui la sobria eleganza dell’insieme concede spazio ad alcuni gesti scenografici di grande impatto visivo” afferma Antonio Marincola titolare dello studio Marincola Architects, specializzato nel disegno di alberghi e residenze di lusso.

Il gruppo Pavilions ha deciso di puntare sugli alberghi di lusso aumentando notevolmente le aspettative del brand The First, che vedrà ampliare la sua offerta con le prossime tappe a Milano, Capri e Porto Cervo. L’apertura del The First Musica completa il progetto originario dell’Urban Resort romano, con un servizio di boutique hotel focalizzato sul singolo cliente, un tipo di attenzione su cui il gruppo punta per distinguersi e per offrire un’esperienza senza eguali” si legge in una nota del gruppo. “Il gruppo The First ha un rapporto tra dipendenti e clienti uguale a 3.1, il triplo rispetto a qualunque altro hotel di lusso. La filosofia dei vari The First poggia sulle peculiarità di ogni singola struttura: chi soggiorna in uno dei The First può usufruire anche dei servizi degli altri hotel. Dopo aver esplorato l’ambito visivo e quello tattile, questa nuova apertura punta sull’esperienza uditiva e sonora attraverso una serie di playlist dedicate in ogni zona dell’albergo. Musica completa l’offerta The First con una bellissima Spa aperta da fine luglio, con una piscina da 20 metri oltre ad una palestra: i clienti pur trovandosi in un boutique hotel si potranno avere a disposizione i servizi di un grande albergo di lusso”.

Un progetto di riqualificazione e valorizzazione dello stabile che fa oggi apparire l’edificio del The First Musica come uno scrigno trasparente di grande impatto visivo che in determinate ore del giorno riflette una luce color oro che richiama l’Ara Pacis, l’antico monumento dei tempi dell’imperatore Augusto che sorge sul lato opposto del fiume, proprio di fronte all’albergo. Le antichità romane non sono l’unica attrazione del contesto. Dalle spettacolari terrazze del palazzo, Roma appare infatti nella sua intatta bellezza: qui ha trovato spazio la proposta gastronomica del The First Musica, rappresentata dal ristorante Oliva, situato al quinto piano e protetto da aeree vetrate che lo trasformano in un giardino d’inverno, e dall’altro spazio ristorativo, Alto, posizionato al sesto e settimo piano della struttura, due realtà la cui apertura anticipa di circa 15 giorni quella dell’albergo. “Vogliamo essere differenti, avere un’accortezza nel dedicare un certo tipo di servizio al cliente, una cura non sempre disponibile nei grandi alberghi, e ciò avverrà anche da Oliva e da Alto”. A guidare le operazioni in cucina c’è Fabio Pecelli, 34 romano, nuovo executive chef del The First Musica che propone una cucina d’ispirazione classica ma riletta in chiave contemporanea e che vuol essere democratica dal punto di vista gustativo grazie a piatti caratterizzati dall’intensità e dalla riconoscibilità dei sapori.

Quello di Oliva sarà una cucina Made in Italy con ricette classiche in chiave contemporanea: non vogliamo stravolgere la storia culinaria del nostro paese, ma rileggerla attraverso nuove cotture che possano consentirci di valorizzare materie prime di qualità assoluta. Nella cucina a vista avrà un ruolo da protagonista la brace, che ci permetterà di donare un sapore inconfondibile a carne, pesce e vegetali” dichiara Pecelli. Romano di nascita, Fabio ha iniziato prestissimo a lavorare in cucina, all’età di 15 anni, accumulando poi esperienze fondamentali per la sua crescita umana e professionale. Da Niko Romito all’Hotel De Russie, passando per il Giuda Ballerino (5 anni come sous chef conseguendo il riconoscimento della Stella Michelin) e la cucina di All’Oro con Riccardo Di Giacinto, fino ad arrivare al Pastificio San Lorenzo prima ed al Caffè Propaganda poi, venendo premiato per 2 anni di seguito dal Gambero Rosso quale 3º bistrot d’Italia e migliore di Roma. In parallelo l’attività lavorativa dello Chef si è arricchita anche di contatti trasversali come la collaborazione con un importante azienda leader nel settore aerospaziale (Iacobucci hf) per la preparazione di cibi da consumare in alta quota, le lezioni di cucina presso l’Ateneo della Cucina COQUIS, la scuola di Angelo Troiani e il lavoro di consulenza a 360 gradi per la gastronomia. L’ultima tappa lo ha portato ad intraprendere l’avventura del Pesciolino Fish Bar in centro a Roma.

Oliva racconta l’Italia e la cucina tradizionale, un caleidoscopio di sapori tipici di ogni regione. Tradizione, storia e tecnica si fondono per dare vita ad una “semplicità complessa” frutto dello studio di ogni dettaglio, in cucina e nel servizio. Dietro alla classicità dei piatti c’è il rispetto e lo studio minuzioso della nostra cultura gastronomica, in tutta la sua variegata complessità.

Vogliamo dar vita ad un grande ristorante italiano, un luogo nel quale proporre una cucina diretta nel gusto, che valorizzi le materie prime e che consenta di vivere un’esperienza gastronomica appagante. Il menu di Alto con proposte più veloci e fresche (crudi di pesce e proposte più smart e internazionali) sarà affiancato dalla pizza di Jacopo Mercuro (proprietario di 180 Gr), amico e collega che ha donato nuovo lustro alla tonda romana e che collaborerà con il The First Musica per rendere ancor più accattivante la nostra proposta gastronomica” sottolinea Fabio Pecelli. Dal menu di Oliva sarà possibile scegliere piatti come il Vitello Tonnato, il Fiore di zucca in pastella con alici del Cantabrico e il Croccante di Coda alla Vaccinara, per poi passare alle paste fatte in casa come le Linguine al pesto fatto in casa o lo Spaghetto all’Oliva, una puttanesca realizzata con una centrifuga di olive, pomodoro, capperi e origano. Spazio ai classici della tradizione romana con la Cacio e Pepe e la Carbonara, ma anche ai secondi con la Costoletta di Vitello alla milanese e il Filetto al pepe verde. La brace consentirà poi di esaltare le caratteristiche delle carni di qualità, con cotture sull’osso e una particolare attenzione agli avicoli come polletto e quaglia, per portare in tavola proposte come la Fiorentina di Scottona e la Coscia di Faraona alla cacciatora. Tutto questo in uno spazio informale ma ideato con cura per creare un ambiente elegante ed accogliente che può ospitare fino a 50 coperti dislocati tra la sala principale e la piccola terrazza coperta.

Vogliamo fare in modo che da Oliva i clienti possano divertirsi, non solo grazie alle proposte della cucina, ma anche con un servizio di sala di altissimo livello che tornerà protagonista con il coinvolgimento del Restaurant Manager e del team per completare i piatti al tavolo e per ‘sporzionare’ carne e pesce” sottolinea Pecelli, che aggiunge “Alto è il perfetto completamento della nostra proposta gastronomica grazie ad un menu agile che consentirà di poter fare un aperitivo ‘lungo’, disponibile dalle 18 fino alla chiusura, per gustare la pizza tonda alla romana e quella fritta, le proposte a base di olio e olive, i cocktail della nostra Drink List, senza dimenticare tutta la sezione dedicata alla pasticceria in collaborazione con Velo (la pasticceria del The First Dolce) con le Bombe, il Croccantino e il mio piatto più rappresentativo, l’Ovo…Misù, senza tralasciare i fantastici gelati e le granite di marchio siciliano”.

Contatti
Oliva Ristorante

Lungotevere dei Mellini 27

00193 – Roma

Tel.: +39 06 4298 4022

Aperto tutti i giorni a cena dalle 19.30 alle 23

Venditalia: Faber Italia, azienda leader di macchine per caffè in cialda, presenta la linea Agenta

L’azienda leader di macchine per caffè in cialda, Faber Italia (www.faberitaliasrl.it) è presente a Venditalia, la più importante manifestazione internazionale dedicata alla distribuzione automatica a Fieramilanocity fino al 14 maggio.

Per l’occasione, presenta l’intera gamma Agenta, la macchina semiprofessionale dotata di uno e due gruppi di erogazione dedicata al settore Ho.re.ca., utile sia alle piccole strutture ricettive che non hanno bisogno di barista ma anche per gli appassionati del caffè domestico. «È una nuova linea per la quale abbiamo perfezionato le caldaie inserendo un sistema digitale sul termostato per regolare perfettamente la temperatura del vapore», spiega il Ceo Fabio Teti.

Temi della fiera sono innovazione e sostenibilità, elementi che Faber Italia sposa a pieno. «La sostenibilità passa da due canali. Nei processi produttivi ci stiamo recuperando i metalli dai macchinari non più utilizzati, che vengono rifondati donandogli nuova vita. Per il cliente invece, c’è un consumo molto ridotto rispetto ai macchinari a macina: con questo riusciamo ad estrare il caffè con soli 500 watt ad uso professionale. Infine, per il prossimo futuro, abbiamo intenzione di utilizzare in produzione macchinari con pannelli solari», conclude Teti.

 

Faber Italia è oggi uno dei maggiori produttori in Europa di macchine per caffè in cialda, con una distribuzione di oltre mezzo milione di macchine in 30 paesi in tutto il mondo. Inizialmente concentrata sulla vendita delle sue macchine verso il settore vending e Ho.Re.Ca., ha conquistato negli anni anche il settore b2c.

Il tutto grazie anche ad una nuova linea di marketing, sotto la guida del direttore creativo Diego Di Flora, che ha portato alla creazione di campagne pubblicitarie molto chiacchierate, come quella natalizia che vede Babbo Natale baciare una drag queen, ispirata come protesta all’affossamento del DDL Zan; quella in occasione della Festa della Donna, che ha visto protagonisti due ragazzi con Sindrome di Down, ma anche la realizzazione di Casa Faber, un salotto web per commentare il Festival di Sanremo.

Il disegno, la scelta dei materiali da utilizzare, la realizzazione e la tornitura dei componenti e infine l’assemblaggio sono realizzati nello stabilimento di Caserta, rendendo l’intera gamma di prodotti completamente Made in Italy, garanzia di qualità riconosciuta a livello mondiale.

Dalla Polonia, Polugar, il ‘Padre’ della vodka

Prima del 1895, la vodka era un distillato di cereali prodotto in alambicchi di rame, proprio come il single malt whisky, e veniva chiamata ‘Bread-Wine‘ o ‘Polugar‘. Polugar venne proibito in Russia dal 1895, anno in cui fu introdotto il monopolio di Stato e si iniziò a utilizzare solamente alcol etilico rettificato per la produzione della vodka. Tutte le distillerie tradizionali, con i loro alambicchi di rame, vennero distrutte. Si iniziò a produrre alcol usando tecnologie moderne, utilizzando il processo di distillazione a colonna, e le ricette con cui la nobiltà preparava i distillati di cereali vennero dimenticate. Solamente l’alcol puro al 96% (alcol etilico) può essere usato per la produzione di vodka: è insapore e inodore.

 


La Polugar è prodotta in Polonia: qui è stata ricreata una distilleria tradizionale, utilizzando tecnologie del XIX secolo. La distilleria privata Rodionov & Sons si trova in una foresta, accanto a un antico palazzo e lontano da altri stabilimenti industriali, strade e città. In quanto a sapore, Polugar non assomiglia alla vodka moderna e non si avvicina a nessuna bevanda alcolica disponibile al giorno d’oggi. E’ una bevanda alcolica più antica, prodotta nell’era in cui tutti i distillati di cereali venivano realizzati usando alambicchi di rame. La parola ‘Polugar’ significa in russo “bruciato a metà” e indica 
un’antica usanza dei distillatori russi per cui si scaldavano due porzioni della bevanda e vi si dava fuoco fino a che non terminava di bruciare. Solo se delle due porzioni ne rimaneva soltanto una, con l’evaporazione della metà, il contenuto alcolico era in giusta quantità. Con l’invenzione degli alcolimetri, la concentrazione alcolica del Polugar poté essere misurata e risultò pari a 38,5%. Polugar è quindi il ‘padre’ della vodka russa e riproduce il sapore della bevanda del Diciottesimo secolo: a quei tempi invece di una lunga procedura di invecchiamento in botti di legno, i ricchi nobili e proprietari terrieri russi si servivano di tecniche di distillazione più progressive utilizzando all’interno dell’alambicco coagulanti e filtranti naturali quali albume e colla di pesce, che sono in grado di conservare al meglio le proprietà gustative della materia prima, donando al proprio ‘Polugar’ quel delizioso e aromatico sapore di segale. Una vasta gamma di prodotti, distribuiti in Italia da Rinaldi 1957, tra cui la Polugar N.1 Rye & Wheat, prodotta da una miscela di segale e grano, si presenta chiara e oleosa e riporta da subito sentori intensi di pane appena sfornato, note di grano e segale e di pepe nero. Al gusto ha un’entrata in bocca gradevole e oleosa con un grande corpo, quasi viscoso. Incantevole nell’utilizzo all’interno di qualsiasi drink a base vodka, in cui agisce come potenziatore dei sapori.

NOTE DI DEGUSTAZIONE:
Colore: chiaro e oleoso
Profumo: pane appena sfornato, note di grano e segale e di pepe nero
Palato: incantevole entrata oleosa con un corpo forte, quasi viscoso e un sapore che ricorda l’intensa segale russa, con un retrogusto di grano
Finale: dissolvenza pepata e morbida
Volume: 38,5%
Formato: 70 cl
Prezzo medio al pubblico: 40 euro

Luce torna ad illuminare il Parco Archeologico dell’Appia Antica

Una rinnovata offerta ristorativa in un bellissimo spazio all’aperto: tutto questo, e molto altro, è Luce Experience, il format ristorativo ispirato alla natura e alla convivialità country chic

Dopo il grande successo della “stagione del debutto”, Luce Experience torna ad illuminare il Parco Archeologico dell’Appia Antica e l’estate romana, il format ristorativo ispirato alla natura. Nuovi allestimenti nel bellissimo spazio all’aperto, giochi di luce, installazioni artistiche e una rinnovata proposta food&beverage sono i punti di forza della stagione appena iniziata. Iolanda Ambrosini, imprenditrice e titolare della Ambrosini Banqueting, da sempre un riferimento della banquettistica per matrimoni, eventi privati, cerimonie e meeting, ha voluto e ideato Luce, dando vita al suo progetto all’interno di Villa dei Cesari, dimora storia di antichissima costruzione prossima alle

Catacombe di San Callisto.

La Villa è stata quindi convertita in un ristorante raffinato e poliedrico, al quale si accede percorrendo un sentiero alberato e illuminato. Arrivati al polmone verde della location, il giardino è stato adibito a dehors di Luce e può contare ben 200 posti a sedere con distanziamento, a fronte di due saloni interni che attualmente vantano una capienza complessiva di 150 coperti con i distanziamenti, al momento non utilizzabili a causa delle disposizioni legate all’emergenza sanitaria, ma che presto si spera potranno nuovamente essere a disposizione. Superato il giardino alberato ci troviamo nello spazio del ristorante, con una capienza di 200 posti.

Grandi numeri che non vanno però a ledere la qualità del rinnovato format ristorativo che può contare su nuove figure professionali altamente qualificate che hanno lavorato per creare una armonica sinergia tra cucinapizzeria e cocktail bar.

A coordinare la cucina Massimo Pedico, chef classe 1990, formatosi all’istituto alberghiero “Pellegrino Artusi” di Roma. Cresciuto professionalmente nelle cucine del panorama Capitolino tra cui ristoranti come “Hostaria dell’orso” ed il “Parco dei principi, per poi ampliare il proprio bagaglio, prima approdando alla corte dello Chef Timothy Hollingsworth al ristorante “Otium” di Los Angeles, dove ha appreso le tecniche della cucina moderna, per poi tornare alla riscoperta del territorio regionale italiano, soffermandosi per un periodo in terra Toscana. Tornato nella sua città natale diviene sous chef di Magazzino Scipioni in Prati dove rimane per 3 anni arrivando a partecipare alle ultime due edizioni di Excellence. Terminata l’esperienza a Magazzino Scipioni entra a far parte come sous chef della brigata del Treefolk’s Public House.

Come recita il titolo “Rinascendo dalle origini” l’idea del nuovo menù di Luce nasce dalla voglia di ritornare alla normalità attraverso ciò che questo lungo periodo di chiusure ci ha fatto riscoprire, ovvero le nostre origini, concetto che negli ultimi anni con l’avvento della modernità avevamo un po’ perso, vuoi per i ritmi sempre più frenetici, vuoi per la mancanza di valori, che ci ha portato a perdere di vista il concetto di casa e famiglia. È proprio da lì che secondo noi è giusto partire, da noi stessi e da ciò che ci ha formati, un po’ come le fenici rinascono dalle proprie ceneri, anche noi sia dal punto di vista umano che professionale, vogliamo fare in modo, ripartendo da zero, di risorgere insieme alle persone che verranno a trovarci”. Spazio quindi a fritti, tacos e tartare in apertura, per giungere a primi come lo Spaghettone Mancini ai 3 pomodori o la versione con le vongole, e scoprire la piacevole versatilità dei secondi a base di carne, pesce e vegetali.

Alla postazione cocktail, supervisionata dal bar manager Marco Rimedio e attiva dalle ore 18 si può iniziare con un aperitivo a scelta tra drink classici, 6 diversi Gin Tonic e signature, come Luce, cocktail fresco con base Vodka e liquore all’arancia, Blue Curaçao, pompelmo, limone, zucchero e soda, tutto accompagnato da sushi, qualche frittino o una selezione di focacce. “Ho vissuto per diversi anni il mondo della notte lavorando come barman nei migliori locali di Roma – spiega Romedio – poi negli ultimi 3 sono diventato Capo barman ed ho istaurato un ottimo rapporto di amicizia e professionale con Giovanni Monaco (direttore di Luce). La cocktail list di Luce Experience è stata creata in collaborazione con il mio collega Edoardo Mattarino, con cui dividerò il bancone. Sono drink che prendono spunto dal nome del nostro locale, con tonalità di colore che possono stare bene in un’ambiente accogliente e fresco come solo il nostro giardino può offrire, e proprio quest’ultimo è stato fonte di ispirazione per i nomi dei cocktail. Sono miscelazioni relativamente semplici, ma dai sapori decisi”.

La direzione di Luce Experience è affidata a Giovanni Monaco: “Abbiamo rinnovato radicalmente l’offerta food&beverage,, partendo da un menu dall’anima pop e da una cocktail list davvero intrigante. Grande spazio sarà dedicato anche all’intrattenimento, con contenuti artistici di alto livello, come mostre di arte contemporanea, che arricchiranno l’offerta di Luce Experience. Anche dal punto di vista estetico abbiamo apportato un bel restyling con tende di luce, cuscini, tappeti, tavolini e area private per vivere in tanti modi differenti l’atmosfera di Luce. Il cocktail bar è stato arricchito con etichette di prestigio per consentire ai nostri ospiti di poter personalizzare con i distillati preferiti i loro cocktail”.

Raffaele Rozzi, pizzaiolo con esperienza decennale e grande appassionato di impasti, punterà su una pizza morbida ma al tempo stesso fragrante, stesa a mano, molto idratata e lievitata per 48/72 ore. In carta saranno presenti pizze classiche come la Margherita e la versione con mozzarella di Bufala, ma anche proposte originali come la Mari e Monti (con tonno, pomodori secchi e olive taggiasche) o la Focaccia 2.0 (con pomodorini gialli e rossi, mozzarella di bufala e prosciutto crudo).

Contatti:

LUCE  Restaurant & Cocktail Bar

Location: Via delle Sette Chiese, 293 – RM

Parcheggio: in Via Ardeatina, 164 – RM

Reservations: (+39) 347 7188592

Luce Cocktail Bar: 18.00 – 23.00

Luce Restaurant: ogni giorno 18.30 – 23.00 – sabato e domenica 13.00 – 23.00

Ripartenza settore Food: a settembre appuntamento con Barnext Preview

Articolo a cura di: sede Milano

Padova, un contenitore innovativo di proposte specializzate, con il bar indiscusso protagonista: dallo startup award al digital contest, dagli incontri di formazione alla sfida-spettacolo tra i migliori bartender italiani. Innovazioni e tendenze per proiettare il settore food & beverage e HoReCa nel futuro.

Barnext Preview, che si terrà il 13 settembre 2021, è il primo appuntamento dedicato al mondo del bar che Fiera di Padova, in collaborazione con AIBES (Associazione Italiana Barmen e Sostenitori) e Appe Padova (Associazione provinciale pubblici esercizi), ha deciso di lanciare già nel corso di quest’anno grazie alle nuove aperture concesse dal contesto normativo. Un appuntamento che anticipa la prima edizione del nuovo evento fieristico Barnext – Food Beverage & Future, in programma nel 2022, il salone che si candida ad essere punto di riferimento per il rilancio di un settore che nel solo Nordest fattura quasi 5 miliardi di euro.

«In attesa dell’appuntamento con Barnext nel 2022, questa anteprima sarà una prima occasione di incontro, di confronto e di condivisione per le realtà più innovative del food & beverage del Nordest e con uno sguardo rivolto all’importante mondo dell’HoReCa» commenta Luca Veronesi, direttore generale di Padova Hall. «Un progetto che punta anche a restituire spazi ed opportunità ad uno dei settori più importanti della nostra economia, che non vede l’ora di lasciarsi alle spalle le difficoltà legate alla pandemia e di prepararsi con rinnovata fiducia agli scenari della ripartenza».

Sono tre gli ingredienti principali di Barnext Preview. Innanzitutto la formazione, con le nuove tecniche di preparazione in ambito mixology, beer, wine, coffee e food e le idee e le soluzioni per efficientare la gestione del locale. Quindi la competizione che ha un doppio appuntamento: con AIBES, la più importante associazione italiana del settore, i migliori bartender italiani si sfideranno in spettacolari gare a tema di mixology; e poi con un digital contest che premierà i bar più social e digitali del Nordest. Infine l’innovazione, perché al suo interno troverà spazio una vetrina interattiva dedicata alle startup e alle soluzioni più innovative per il mondo del bar rappresentate all’Innovation Village.

Innovation Village

Il villaggio è aperto a startup, aziende, centri di ricerca e professionisti che vogliono tracciare insieme il futuro del settore, un’occasione unica di networking e di business tra realtà emergenti e player affermati. La selezione delle startup si apre in questi giorni e partecipare è semplice: basta compilare il form a questo link e inviare la propria candidatura entro le ore 18 del 31 maggio 2021. Una giuria selezionerà le startup e le realtà più interessanti entro il 14 giugno. I partecipanti selezionati dovranno garantire la disponibilità ad essere presenti durante Barnext Preview, dove sarà loro offerto gratuitamente un desk personalizzato e l’opportunità di partecipare a pitch e momenti di presentazione alla giuria e al pubblico. La giuria tecnica, sulla base del pitch e dei documenti presentati in fase di candidatura, selezionerà la startup vincitrice che sarà proclamata nel corso dell’evento finale Innovation Village Award e si garantirà la possibilità di esporre gratuitamente nell’ambito di Barnext 2022.

Barnext Digital Contest e Market Outlook

Barnext Preview vuole scoprire e premiare anche i bar che hanno saputo sfruttare al meglio le potenzialità del digitale. Chi, nonostante il lungo periodo di difficoltà è rimasto in contatto con la propria community, chi ha organizzato il delivery, chi ha provato a cambiare modello di business. Per questo saranno analizzati i migliori bar del Nordest, con l’obiettivo di costruire la classifica dei 200 bar più autorevoli e presentarla premiandoli nel corso del Barnext Digital Contest. Le preselezioni al concorso sono già aperte, per iscriversi basta compilare il form presente a questo link.

Ma Barnext vuole fornire ai professionisti anche strumenti utili per il loro business, per aiutarli ad ampliare la visione sull’evoluzione del settore e a percepire in anticipo le nuove tendenze. Per questo è nato Barnext Market Outlook, l’Osservatorio periodico ideato da Fiera di Padova in collaborazione con GRS Ricerca e Strategia per raccogliere, analizzare e condividere le opinioni e il ‘sentiment’ di chi opera nel settore Food & Beverage. Nel mese di aprile si apre la possibilità di partecipare al questionario (a cui è possibile registrarsi qui) per la quarta rilevazione. Gli operatori che parteciperanno all’indagine potranno accedere in esclusiva ai dati del Market Outlook, che permetteranno di raccogliere anticipazioni utili a orientare o ridefinire il loro business.

Per tutte le informazioni su Barnext Preview: barnext.it

TRUFFLEAT SHOP & BAR THE WAY WHERE TO SHOP AND EAT IN THE SAME TIME.

TRUFFLEAT Shops are the meeting points of those who are Truffle lovers. Our vast selection of high-quality Truffle products is especially produced for us in Italy. Our partners are amongst the leading companies of the world. We export our products world-wide, organized with care and promptness. The shops have a modern and warm interior design that represents us as a unique retail style which allows us to stand out of the crowed.

TRUFFLEAT Aperitifs Store is a place for those who want to spend time to taste our products and relax in a warm yet refined ambience. Our selected professional chef will guide you through a Truffle journey with a precise creation of a tasting menu that is eye catching. Along with   our beverages ranging from wine to champagne, cocktails and specialty beer makes this unique concept an outstanding shop and dine in experience throughout the world.

TRUFFLEAT Bar & Restaurant is a unique concept that offers the delights of the prestigious Italian truffle combined with the simple excellences of Italian food, cooked by our professional Italian chefs.
Offering with a seated meal, looking for something delicious, or with delicious cocktails with fresh truffle, served in a warm and refined atmosphere.

 

https://ugolini.co.th/truffleat-shop-bar-the-way-where-to-shop-and-eat-in-the-same-time/

 

 

Il 2021 sarà l’anno della riapertura del Primo e storico Truffle Bar & Restaurant nato a Bangkok in Thailandia grazie alla soc. TRUFFLEAT.com

Truffle Bar & Restaurant è un concept unico che offre le delizie del prestigioso tartufo italiano unite alla semplice eccellenza del cibo italiano cucinato dal nostro grande chef italiano.
Offrendo con un pasto seduto, alla ricerca di qualcosa di delizioso, o con deliziosi cocktail con tartufo fresco, servito in una calda atmosfera a 140 metri di altezza sul tetto dell’edificio Sathorn Square, nel cuore di Bangkok, Thailandia.
Il format del ristorante verrà ampliato e replicato nel mondo sia come ristorante unico che all’interno degli hotel, permettendoci di utilizzare un format che seguiamo TRUFFLEAT co, Ltd

Truffleat importa e vende tartufi freschi e prodotti al tartufo sia dolci che salati, basta visitare o contattare Truffleat.com Bangkok, o per telefono +66 81 133 1337, Mr. Ton.
Se ci sono persone o aziende interessate a saperne di più sul nostro concetto di Franchising, contatta via email info@trufflebar.com e visita il nostro blog: blog.trufflebar.com.

Grazie

Truffle Bar & Restaurant is a unique concept that offers the delights of the prestigious Italian truffle combined with the simple excellence of Italian food cooked by our great Italian chef.
Offering with a seated meal, looking for something delicious, or with delicious cocktails with fresh truffle, served in a warm atmosphere 140 meters high on the roof of the Sathorn square building, in the heart of Bangkok, Thailand.
The restaurant format will be expanded and replicated in the world both as a single restaurant and within the hotels, allowing us to use a format that we follow TRUFFLEAT co, Ltd

Truffleat imports and sells fresh truffles and both sweet and savory truffle products, just visit or contact Truffleat.com Bangkok, or by phone +66 81 133 1337, Mr. Ton.
If there are people or companies interested in learning more about our Franchising concept, please contact via email info@trufflebar.com and visit our blog: blog.trufflebar.com.

Thank you Roberto Ugolini

 

 

CHEF GIGI RANA : DOPO BANGKOK CON TRUFFLEAT BAR & RESTAURANT , L’ARTE IN CUCINA LA TRASFORMA IN MUSICA.

Lo chef Gigi Rana : trasforma la musica  e l’arte in cucina

Definire “chef” Gigi Rana è  troppo semplice. Gigi, persona creativa e determinata, cucina non per professione, ma per un vero e proprio stile di vita. Per lui la cucina va intepretata come una forma d’arte e come un mezzo potentissimo di scambio culturale tra i popoli.

Ciao Gigi, come ti sei avvicinato al mondo della cucina?

Io ho cominciato questo percorso all’età di 15 anni, ma prima durante le scuole medie ho lavorato con mio padre poichè aveva alcuni negozi di “alta moda” a Bari. Proprio mio padre mi ha trasmesso le nozioni di buongusto, amore per l’arte contemporanea e soprattutto la sartorialità dei prodotti. Mia madre e mia nonna con una certa lungimiranza mi hanno spinto a fare la scuola alberghiera (IPSAR Armando Perotti di Bari) avendo visto in me delle capacità nell’ambito della cucina. Le mie prime stagioni le ho iniziate durante il secondo anno lavorando per diversi ristoranti ed hotel della riviera romagnola e della Sicilia. Ho iniziato dal basso con queste esperienze che mi hanno permesso di capire come funzionavano le strutture e la cucina. Poi al terzo e quarto ho iniziato a lavorare per ristoranti e sale ricevimenti della zona ed il mio primo maestro è stato Umberto Celentano che è stato tra i primi a proporre una cucina pugliese ispirata all’arte contemporanea, un impostazione audace ed ecclettica proponendo dei tocchi orientali.

Dopo il diploma, nel 2006, ho iniziato ad inviare i curriculum a diversi ristoranti stellati e la mia prima esperienza in un ristorante stellato è stata con Michelino Gioia presso la Posta Vecchia di Ladispoli, un esperienza durata 3 anni. Michelino è stato per me un mentore che mi ha insegnato le modalità con cui si approccia all’alta cucina, il rispetto per la materia prima, la stagionalità e l’utilizzo delle materie prime povere che con le giuste tecniche e la passione per ricavarne un vero e proprio piatto di “fine dining”.

Bangkok,Gigi Rana da Molfetta a Bangkok | Passa La Parola
Urbani Truffle Bar & Restaurant Bangkok

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A soli 30 anni ha già girato le cucine di mezzo mondo: da Milano a New York, da Abu Dabi a Londra, cosa ti hanno lasciato queste esperienze?

Tutte queste esperienze che ho fatto in giro per il mondo mi hanno fatto aumentare la consapevolezza nel dare il valore alla mia terra, ricca di usi e costumi. In Puglia, secondo me, c’è un vero e proprio miracolo relativo alle materie prime di altissima qualità, baciata da dio. Il nostro mood è di una semplicità ed al tempo stesso di una complessità notevole, noi pugliesi si avviciniamo al cibo in una maniera sacra, la nostra è una sacralità, una sorta di rito che quotidianamente mettiamo sulla tavola a partire dalla colazione sino alla cena. Viaggiando tantissimo ho quindi acquisito questa consapevolezza di essere pugliese e di quanto gli chef pugliese hanno bisogno di cultura e risonanza. Durante la mia permanenza a New York investivo il mio tempo a girare per i migliori ristoranti e musei di arte contemporanea per poter imparare ed incamerare nuove nozioni che poi  ho unito alla mia cultura pugliese. Quindi la mia vera missione è quella di prendere il “pacchetto” Puglia ed internazionalizzarlo.

LO CHEF GIGI RANA : DOPO BANGKOK CON TRUFFLEAT BAR & RESTAURANT , L’ARTE IN CUCINA LA TRASFORMA IN MUSICA.
LO CHEF GIGI RANA : DOPO BANGKOK CON TRUFFLEAT BAR & RESTAURANT , L’ARTE IN CUCINA LA TRASFORMA IN MUSICA.

Urbani Tartufi in tre anni ha consolidato la sua esperienza anche nella ristorazione grazie all Urbani Truffle Bar & Restaurant Bangkok.

 

FOR IMMEDIATE RELEASE: 07/10/2020

 

Travel & Hospitality Awards
+44 (0) 800 048 8265
pr@thawards.com

 

Urbani Truffle Bar & Restaurant has been nominated
By the Travel & Hospitality Awards for 2020

 

United Kingdom, 07/10/2020: The Travel & Hospitality Awards is proud to announce that Urbani Truffle Bar & Restaurant has been nominated for the Food & Restaurant awards programme.

Nominations remain open for further entrants for the Food and Restaurants Awards with winners to be announced early 2021.

Recipients of Travel & Hospitality awards were scrupulously selected based on the aggregation of reviews from multiple third-party sources. Selected by a panel of experts who analyze submission material, review customer feedback and compare each entrant on their given specialty, each winner is awarded for the details that make them distinct.

For more details on Travel & Hospitality awards, go to http://www.thawards.com

 

Ends.

About the Company: THE TRAVEL & HOSPITALITY AWARDS is an annual celebration of excellence across all sectors of travel. The independent awards programme is an annual celebration of excellence for the best hotels, spas, restaurants and tour operators.

Media Contact:

Stanley Lucas | Public Relations
Travel & Hospitality Awards | +44 (0) 800 048 8265 | Stanley@thawards.com

Related Links:
http://www.trufflebar.com
39335304243

Roberto Ugolini

robertougolini@me.com

LA NOSTRA HIT LIST DEI MIGLIORI HOKKIEN MEE A SINGAPORE – UGOLINI.CO.TH

Se siete appassionati di piatti locali a base di spaghetti come Laska e spaghetti ai gamberi, è probabile che amiate anche l’Hokkien Mee.

Il piatto più simile è un piatto di bontà umami saltato in padella, composto da spaghetti gialli e spessi vermicelli sposati con un brodo di ossa di maiale e teste di gamberi che spacca le labbra. Il piatto viene poi elevato con gamberi, calamari, strisce di pancetta di maiale, uova e strutto di maiale fritto croccante (di solito facoltativo, ma ci permettiamo di dissentire). Si aggiunge una spruzzata di calce fresca e un po’ di calore del sambuco e si è pronti a partire.

Eppure, per un piatto così popolare, ci sono molti diversi resoconti su come e dove ha avuto origine.

Alcuni attribuiscono la creazione del piatto a una bancarella accanto al vecchio Hotel 7° piano, situato vicino a Rochor Road. Altri raccontano che la versione che abbiamo a Singapore è la variante Peranakan del piatto.

Rapporti alternativi suggeriscono che l’Hokkien Mee si chiamava originariamente “Rochor Mee” ed era stato creato da immigrati Hokkien che lavoravano nelle fabbriche di noodle negli anni Trenta. Secondo questa storia, questi lavoratori si riunivano lungo Rochor Road dopo il lavoro e friggevano i noodle in eccesso delle fabbriche di noodle su una stufa a carbone.

Qualunque siano le sue origini, non cambia nulla: è sempre lo stesso pasticcio appiccicoso e appiccicoso che è qui per soddisfare la voglia di un piatto di noodles da leccarsi i baffi. Continuate a leggere per l’elenco completo dei nostri luoghi storici preferiti in città.

Bedok Corner Hokkien Prawn Mee

Entrate in Bedok Corner e troverete tre code di serpenti: una per il chiosco del cheng tang (una zuppa dolce e fredda), l’altra per il kang kong delle seppie e, soprattutto, l’Hokkien Mee.

La versione al Bedok Corner è deliziosamente umida e saporita ad ogni morso, una caratteristica che pensiamo sia attribuita alla loro scelta di spaghetti. A differenza della maggior parte delle bancarelle, usano la sottile varietà di hoon di api bianche (piuttosto che la versione spessa), che rende più facile assorbire tutta la bontà dal robusto brodo.

Bedok Corner Hokkien Mee, Blk 1 Bedok Rd, 29 Bedok Corner Food, Singapore 469356

Swee Guan Hokkien Mee

Prima ancora di intravedere Swee Guan Hokkien Mee, saprai quando sei vicino. No, non stiamo parlando della folla di persone in fila. Parliamo dell’aroma inebriante delle teste di gambero in salamoia che cuociono sul fornello del negozio di 41 anni.

Ciò che contraddistingue Swee Guan è il sapore di wok hei carbonizzato in modo naturale, che deriva dal fuoco a carbone in cui viene fritto. Questo, unito a una generosa porzione di frutti di mare e a un brodo pieno di sapori, lo rende un piatto irresistibile per qualsiasi palato.

Swee Guan Hokkien Mee, 5 Lor 29 Geylang, Singapore 388060

Original Serangoon Fried Hokkien Prawn Mee

Il creatore originale di Serangoon Fried Hokkien Gambero Fritto Mee era considerato una leggenda nel campo per i suoi piatti di spaghetti carbonizzati di wok e deliziosi. Prima del suo pensionamento, consegnò le sue abilità a suo figlio e a un amico, e il suo amico è ora l’unico a guidare la sua ricetta per generazioni di commensali a venire.

Qui, il piatto è servito con una foglia di Opeh aromatica, che porta una fragranza tenue e legnosa che si sprigiona lentamente mentre si scava nei noodles caldi.

Original Serangoon Fried Hokkien Prawn Mee, 566 Serangoon Rd, Singapore 218181

Nam Sing Hokkien Mee

La vecchia strada dell’aeroporto è la sede di una bancarella dopo l’altra di deliziose prelibatezze sia per la gente del posto che per i viaggiatori, quindi non dovrebbe essere una sorpresa che ce ne sia una anche per Hokkien Mee. Nam Sing Hokkien Mee è in funzione dal 1963 e serve piatti di spaghetti al vapore giorno dopo giorno.

Nonostante il solito chili sambal che viene servito con il piatto, i proprietari di Nam Sing hanno insistito nell’usare il peperoncino appena tagliato per abbinare il loro piatto. Ogni tagliatella è splendidamente glassata con il ricco brodo di gamberi e carne che è stato mescolato e leggermente profumato con un sottile sapore affumicato del wok hei.

Nam Sing Hokkien Mee, 51 Old Airport Rd, #01-32, Singapore 390051

Xiao Di Fried Prawn Noodle

Se amate i vostri spaghetti generosamente bagnati e appiccicosi, vi troverete a casa vostra con le offerte di Xiao Di Fried Prawn Noodle. Ad ogni cucchiaio (sì, qui è assolutamente necessario un cucchiaio) ci sono tagliatelle inzuppate nel ricco brodo di gamberi e splendidamente accessoriate con tagliatelle di pezzetti di uova saltate, carne di maiale e frutti di mare.

Xiao Di Fried Prawn Noodle, 153 Serangoon North Ave 1, #01-512, Singapore 550153

 

Fonte: https://ugolini.co.th/our-hit-list-of-the-best-heritage-hokkien-mee-in-singapore/