Categoria: cultura

Tra vicoli e panorami di Procida alla scoperta del “Tesoro di Alì”

Storie di vita intrecciate nel nuovo romanzo Edizioni Fioranna

Il Tesoro di Alì

di Ciro Lubrano Lavadera

Edizioni Fioranna

Collana: Artisti e Personaggi

Pagine 136

Dimensione 17×24

Copertina in brossura

Data di uscita: 12 aprile 2022

Prezzo € 12,00

Un viaggio tra le sfumature della Capitale italiana della Cultura 2022, non solo per apprezzarne beltà e annusandone talvolta i sapori, ma per raccontare storie di vita vissute a Procida. Il Tesoro di Alì, ultimo romanzo scritto da Ciro Lubrano Lavadera per Edizioni Fioranna, è un libro in cui tutto gira intorno ad un tassista capace di far realizzare i propri sogni attraverso la forza del ricordo di coloro che lo hanno amato e le cui vite continua a indirizzare. Questo perché “I sogni bisogna almeno cominciare a farli vivere. Poi, anche se non si trasformano subito in realtà, non svaniscono e noi possiamo continuare a sognare”. Una storia sospesa tra passato e presente che porterà alla scoperta di un tesoro, proprio quello di Alì. E sullo sfondo l’isola di Procida, unica e incantata, approdo sicuro per la mente e il cuore di chi ne voglia cogliere l’essenza più profonda.

Un amore vero quello di Ciro Lubrano Lavadera per Procida, Capitale italiana della Cultura laddove è nato nel 1959 per viverci fino al 1992, quando si trasferisce per lavoro ad Ivrea, nominata per quest’anno Capitale del libro. Insomma, un bel connubio per raccontare con chiari cenni autobiografici l’amore profondo che lo stesso autore nutre per il suo scoglio natio. Il Tesoro di Alì è un sogno tra i ricordi della gioventù, vissuti in una Procida bella e armoniosa, con poche automobili, pensando invece a quella attuale che secondo l’autore non è stata capace di vincere la grande battaglia di uno sviluppo legato alla qualità della vita. Con il pericolo di annegare in un turismo tumultuoso che si porti via la sia anima, con il naufragio della tranquillità.

«Un vecchio progetto – racconta Ciro Lubrano Lavadera – rimodellato nel corso del tempo e chiuso tre anni fa. Partendo dalla copertina, ritrae due persone che non ci sono più mentre una è ancora in vita, ma a loro è dedicato il tutto. Parliamo di un libro che spero sia letto non solo al Sud, ma anche al Nord perché ormai per lavoro vivo in provincia di Torino». A Ivrea per la precisione, laddove nel settore della ristorazione gestisce un’enoteca con annessa osteria, dove ospita simposi letterari, serate di degustazione, corsi di scrittura creativa e reading letterari. Durante Il Tesoro di Alì, infatti, ci s’imbatterà di tanto in tanto in alcune ricette, talvolta di tradizione familiare procidana, altre dello chef Marco Ambrosino«Da sempre – spiega Ciro Lubrano Lavadera – mi occupo di ristorazione, sono sempre stato appassionato alle sfide del turismo. Parlare oggi di Procida significa parlare di una sfida che l’isola non ha ancora vinto ossia diventare più attrattiva senza perdere la sua identità. È il filo che lega tutto il romanzo, con la speranza che Procida possa liberarsi delle problematiche legate al traffico, sperando in una pedonalizzazione sempre più vasta che vada di pari passo a una mobilità sostenibile. E cercando tra i ricordi, a un certo punto ci ritroveremo di fronte al ritrovamento di un tesoro».

Prefazione affidata alla penna di Domenico Ambrosino, direttore del periodico “Procida Oggi”, mentre la postfazione è a cura di Claudio Cuccurullo, caporedattore del tri-settimanale “La Sentinella del Canavese”. Il Tesoro di Alì è l’ultimo lavoro di Edizioni Fioranna, casa editrice napoletana sempre attenta alle possibili evoluzioni culturali del territorio. Anna Fiore, titolare di Fioranna, spiega: «Ciro Lubrano Lavadera in questa storia lascia trasparire chiaramente l’amore per la sua isola. Procida, unica e incantata, terra natia del protagonista Alì, tassista sognatore, la cui storia ci ha coinvolto sin dalle prime righe. Uno degli aspetti originali del libro – rivela Anna Fiore – è la presenza di ricette della tradizione procidana e non che accompagnano la narrazione e che denotano la passione dell’autore per la cultura gastronomica. Procida e Ivrea quest’anno sono entrambe capitali italiane: la prima della cultura e la seconda del libro e Ciro è un valido rappresentante di questi due luoghi in un anno così importante».

Note sull’autore: Ciro Lubrano Lavadera

È nato a Procida nel 1959 e vi ha vissuto fino al 1992. Ha lavorato quasi sempre nel settore della ristorazione concedendosi lunghe pause per approfondire la sua grande passione per il teatro, la scrittura, l’animazione. Ha recitato in compagnie di commedia dell’arte, imparato repertori e tecniche del Teatro dei burattini, scritto varie farse per il fortunato genere di “teatro cucina”, spesso adattando per le scene romanzi e pamphlet di argomento enogastronomico. A Procida, per l’associazione “La Melagrana”, ha pubblicato una piccola collana di quaderni di cucina con, fra tutti, due titoli molto curati: La parula e La lingua di Procida non è il dialetto. Da circa trent’anni vive a Ivrea, dove gestisce un’enoteca con annessa osteria aperta a collaborazioni di vario genere, dove ospita, insieme a due storiche amiche, simposi letterari, serate di degustazione, corsi di scrittura creativa e reading letterari. Ha scritto racconti brevi che parlano di vino, cibo, incontri e personaggi che l’hanno interessato. Illustrati all’occasione da amici pittori, sono pubblicati sul sito della sua enoteca. Questo è il suo primo romanzo

Cortocircuito VS Alzahimer Show. Format Tv e differenze. La parola a Gianluca Chiadroni.

Gianluca Chiadroni sin dalla giovane età manifesta una propensione alle arti sceniche e comincia un percorso di studi che parte dalla recitazione e si dilunga per varie attività artistiche. Si dedica per molto tempo allo studio delle danze afrocubane, lavorando attivamente come ballerino e coreografo e avendo il piacere di girare il mondo (Europa, Scandinavia, Cuba, Cina).
Gianluca è ad oggi produttore, direttore artistico ed attore della Synart Production, una casa di produzione che si occupa di cortometraggi, festival, spot pubblicitari, teatro, videoclip musicali e soprattutto di format TV. Oggi parliamo di Cortocircuito e delle differenze con Alzahimer Show: anticipazioni, canali tv e prossimi passi che cominciamo a spoilerarvi in questa “Sede”.
foto di backstage del corto Mephistophelian interview a breve in uscita
Ci racconti le prime puntate? Quante sono state e quando sono state girate?
Abbiamo girato già più di 20 puntate di Cortocircuito che sono andate in onda mentre altre 20 sono fase di registrazione e andranno in onda a breve; invece per quel che riguarda Alzheimer show, fino ad ora abbiamo girato 3 delle 8 puntate previste.
E’ stato un lavoro tanto soddisfacente quanto impegnativo, dal momento che – a differenza di Cortocircuito – Alzahimer ha molte sottotrame e valutazioni etiche da analizzare di continuo.
I nostri lettori sono curiosi di sapere: in onda dove e quando?
Cortocircuito già è in onda dal lunedì al venerdi alle ore 23.55 su SUPERNOVA canale 14 del digitale terrestre nel Lazio, mentre Alzahimer Show partirà da maggio in prima serata sempre prima su Supernova e poi in visione nazionale sul canale 221 e 222 del digitale terrestre. E sempre in estate manderemo le stesse puntate in replica su Twitch per i nostri amici social.
A quale dei due format televisivi ti senti più legato?
E’ sempre difficile scegliere, è come chiedere ad un padre con più di un figlio chi è il prediletto, ma posso dirvi che il progetto più vario è Alzahimer Show: là si va dal Talk, al varietà, al reality, passando da momenti di ilarità ad altri di profonda analisi interiore.

Canali social:

Instagram: @synart_production

Facebook & YouTube: Synart Production

 

foto di backstage del corto Mephistophelian interview a breve in uscita.

 

Al Teatro Manzoni arriva “Sexy e indecise” di Mauro Graiani e per la regia di Cinzia Berni

Un trio fantastico e tutto al femminile per uno spettacolo che si preannuncia carico di colpi di scena ed entusiasmo. Una grande amicizia, nata negli anni ’80 e interrotta male, per le tre protagoniste della storia, Patrizia Pellegrino, Milena Miconi, Matilde Brandi, che  sul palco del Teatro Manzoni di Roma, dal 24 marzo al 17 aprile, portano in scena “Sexy & Indecise” di Mauro Graiani e per la regia di Cinzia Berni. Uno spettacolo che ruota attorno a questo legame speciale, smarrito per trenta anni a causa delle vicissitudini della vita. Pat, Milly e Fede un tempo erano grandi amiche.
Un tempo quando tutto era ancora possibile e il loro rapporto, nato sui banchi di scuola, era solido e solidale, nonostante le divergenze caratteriali. I loro sogni e le speranze hanno fatto poi i conti con la vita. Eppure il destino le ha fatte ritrovare. Pat ha visto crollare la sua carriera canora ed è piena di debiti, Milly ha perso il ristorante che mandava avanti con l’ex marito, Fede dopo un periodo come attivista in Green Peace si è ritrovata insegnante disoccupata.
Le tre donne, ancora sexy e desiderabili, inseguiranno un nuovo progetto in comune nel quale si ritroveranno a confrontarsi con la giovane Aurora ( interpretata da Sofia Graiani) nipote di Pat e influencer di successo che le aiuterà a riprendere in mano la loro vita e aprire un nuovo ristorante nel quale rimettersi in gioco, tra emozioni e divertimento, all’insegna del valore più grande: l’amicizia.
Teatro Manzoni
Via Monte Zebio, 14/C, 00195 Roma RM

Cortinametraggio annuncia i 25 corti in concorso della XVII edizione con 5 anteprime mondiali e un’anteprima italiana

tra i protagonisti dei corti Stefano Accorsi, Francesco Acquaroli, Anna Ferzetti, Lello Arena, Tea Falco, Antonia Truppo, Valentina Bellè, Elettra Mallaby, Maria Roveran, Edordo Pesce, Aniello Arena, Marcello Fonte, Cristiano Caccamo, Giuseppe Battiston, Giovanni Esposito, Frank Matano

tra i volti internazionali Colin Firth e Abel Ferrara

Il Festival dal 20 al 27 marzo a Cortina d’Ampezzo

Cortinametraggio, il Festival dedicato al meglio della cinematografia breve italiana, da sempre attenta allo scouting dei giovani talenti, annuncia con Maddalena Mayneri, fondatrice e presidente del festival e con il direttore artistico Niccolò Gentili, i cortometraggi in concorso di quest’anno. Tante le tematiche che fanno da filo conduttore dei titoli selezionati e che li accomunano, tra questi: l’amore, la famiglia, e relazioni umane, la camorra, la pandemia, la religione spesso attraverso situazioni surreali e inaspettate che vanno a intaccare la quotidianità dei protagonisti.

La XVII edizione del Festival si svolgerà dal 20 al 27 marzo a Cortina d’Ampezzo in presenza nel pieno rispetto delle normative anti-Covid e vedrà in streaming su MYmovies gli incontri con i registi dei corti in concorso e su Canale Europa.tv le interviste e gli approfondimenti quotidiani con i registi.

A presentare le serate della kermesse Roberto Ciufoli e Irene Ferri. Volto del festival di quest’anno è la giovanissima attrice Ludovica Francesconi protagonista della locandina 2022. Anche lei scelta nello spirito dello scouting da sempre mission del Festival. Marcello Foti è il presidente onorario della manifestazione.

Questi i 24 cortometraggi in concorso che presentano 5 anteprime mondiali e un’anteprima italiana.

Big di Daniele Pini con Rita Abela, Enzo Provenzano, Luca Massaro, Lallo Circosta. Matilde vive insieme a suo nonno in un’angusta casa sul mare. Per guadagnare qualche soldo, scandaglia la spiaggia con il metal detector alla ricerca di qualche oggetto di valore. In una fredda mattina d’inverno, Matilde trova un oggetto che cambia per sempre la sua vita.

Buon Compleanno Noemi di Angela Bevilacqua in anteprima mondiale con Simona Petrosino, Antonio Buonanno, Fabio De Caro, Gennaro Basile, Lello Serao. Noemi sta per compiere diciassette anni. Per festeggiare ha deciso di passare la mezzanotte con il suo ragazzo e di fare l’amore con lui per la prima volta, ma la serata avrà dei risvolti inaspettati.

Chiusi alla luce di Nicola Piovesan. Nel cast Samuele Satta, Cecilia Bossi, Ettore Scarpa, Savino Genovese. Il film ferma nel tempo la terribile tragedia di un’esecuzione che ha luogo in italia nell’estate del 1944, a danno dei contadini innocenti. Un lungo e articolato campo lungo nel quale ogni cosa è ferma e tutto cambia.

Chiusi fuori di Giorgio Testi con Stefano Accorsi e Colin Firth. Mentre sta per provare Aspettando Godot di Samuel Beckett in teatro, Stefano Accorsi si ritrova di colpo nel teatro buio, vuoto, le porte sprangate, i collaboratori scomparsi. Che succede? Non fa in tempo a capirlo che lo scenario cambia ancora: Stefano è ora sul palco allestito insieme a Colin Firth, in abiti da scena, a recitare l’inizio dell’opera. Sino a che l’incantesimo si spezza: siamo tornati al presente, Stefano è nel teatro animato di gente. Sorride. Qualunque cosa sia successa, il teatro è vivo, più forte di ogni chiusura.

Creatura di Giada Bossi. Nel cast Florencia Ronchetti, Rebecca Decò, Jack Oliver Ryan, Carlo Tenti, Laura Anzani, Eugenio Fea, Matilda Petrolo. In un paesino di montagna, Nina è una sedicenne ginnasta ritmica che adora segretamente Gio, la ragazza più cool della cittadina, fino a che Gio improvvisamente si insinua nella vita di Nina e inizia a plasmarla a proprio piacimento in un gioco sadistico e misterioso che si rivelerà irreversibile.

Destinata Coniugi Lo Giglio di Nicola Prosatore con Lello Arena, Lino Musella, Isabella Salvato, Antonia Truppo. Un uomo che si presenta come agente della camorra ritira. Una busta con dei soldi che servono a coprire la latitanza del figlio dei coniugi Lo Giglio. Damiano è ormai lontano da più di 18 anni e questo appuntamento fisso per i genitori è il modo per essergli vicino. Con quel teatrino che si rinnova ogni quattro cinque mesi, Damiano continua a essere presente nelle loro vite: magari a Cuba, magari con una bella fidanzata accanto e un buon lavoro, magari Damiano sta bene…

Eva di Rossella Inglese con Giorgia Faraoni e Franco Giusti. Espulsi dall’Eden, un uomo e una donna si ritrovano immersi nella violenza sulla Terra. Eva guiderà Bruno in un viaggio profondo con se stesso.

Figlio Santo di Aliosha Massine con Tea Falco, Luca Massaro, Ermanno De Biagi, Francesco La Mantia. La routine giornaliera di una giovane coppia è disturbata da una notizia scioccante. In uno strano sogno si annuncia una verità terribile e, allo stesso tempo, magnifica.

Il Primo Sguardo di Jacopo Manzari con Elisabetta Arosio, Luigi Busignani, Pierluigi Gigante, Arianna Primavera, Aurora Zoli. Aprile 2020. È in vigore il lockdown per l’emergenza Covid, e il trentenne Mattia passa la quarantena in solitudine, nella sua casetta di campagna. Per lo più dorme e gioca ai videogame, indifferente alle sorti del mondo. A risvegliare il suo interesse è un rumore che proviene dalla vallata. Al di là delle fronde del suo giardino, scopre d’avere visuale su una casa e una famiglia di vicini che non aveva mai notato: padre, madre, e una bambina sui nove anni, in quello che sembra un quadretto felice. Eppure Mattia si fa l’idea che la famiglia nasconda qualcosa, perché vede che la piccola si comporta stranamente. Sembra priva di vitalità. Perciò nei giorni seguenti il ragazzo torna a osservare i tre di nascosto. Armato di macchina fotografica ruba scatti della loro quotidianità, raccogliendo dettagli sempre più inquietanti su cosa accade davvero in quella grande casa. Fino a quando guardare da lontano non sarà più sufficiente. E Mattia dovrà agire.

Inchei di Federico De Mattè con Armando Barosanu, Melanie Kimberley, Andrea Giorgiani, Marco Ezechieli, Ivan Andreozzi, Gabriele Barosanu, Michaela Barosanu. Armando, ragazzo rom di 15 anni, vive con la madre e i fratelli nella periferia di Milano. La famiglia sta per lasciare le baracche alla volta di Berlino, dove il nuovo compagno della madre è riuscito a trovare un lavoro. Armando trascorre i giorni prima della partenza tra gli amici di sempre, i primi amori e la nostalgia verso una Milano che ormai era casa.

inCONTROtempo di Manuel Amicucci in anteprima assoluta al Festival. Nel cast Manuel Amicucci e Roberto Fazioli, Giulia Cutroma, Gaspare Giombini, Ernestina Patrignani. Ricomporsi dopo che qualcosa ha letteralmente frantumato vita, spazio, ricordo. Una singola scossa di magnitudo 5.8. Alle 3.32 di un Aprile qualunque, in un anno qualunque. Calcifica nell’anima. Il senso di colpa. Per chi non c’era. Per le cose che non si è riusciti a dire. Quando nell’attimo prima non abita ancora il coraggio e nell’attimo dopo alberga già la sconfitta. Ed è in quel conflitto che ci tiene in gabbia e non ci lascia comprendere quanto le nostre convinzioni siano figlie solo di convenzioni, che la vita scorre senza percepirla. Ed improvvisamente, diventa troppo tardi. inCONTROtempo è una somma di “non scelte”. Parla di vita a volte dura e irrazionale, di errori che non ci rendono necessariamente dei mostri e di perdono.

Kamikaze di Paul Gabriel Cornacchia in anteprima mondiale. Nel cast Matteo Gharehbaghian, Davide Lora, Martina Sacchetti, Danilo De Summa. Matteo è un giovane che si barcamena tra il sogno di mantenersi con la sua musica e la ricerca di un lavoro “vero”. Dopo l’ennesimo improbo colloquio in un supermercato la sua band vince inaspettatamente un concorso musicale. Matteo è davanti a un bivio: continuare a suonare e credere nel suo sogno o rispondere alla chiamata del supermercato.

L’ultimo spegne la luce di Tommaso Santambrogio con Valentina Bellè, Yuri Casagrande Conti, Claudio Abbiati. Di ritorno da una cena con amici, una giovane coppia rimane improvvisamente chiusa fuori casa. Mentre il cane abbaia e la stanchezza e la frustrazione aumentano, la situazione fa emergere i problemi della loro relazione.

La Foto Perfetta di Eleonora Mozzi con Anna Ferzetti, Giovanna D’Angi, Silvia Cohen, Francesco Meola, Renato Sarti. Amanda vorrebbe riunire la propria famiglia per scattare una foto, e vorrebbe che tutto fosse perfetto. Ma il giorno predisposto tutto sembra andare storto, il che la porta a chiedersi: esiste davvero la perfezione?

La Notte Brucia di Angelica Gallo con Eugenio Deidda, Lorenzo Di Iulio, Valerio Bracale, Aniello Arena, Marcello Fonte, Abel Ferrara. Nato e cresciuto in una piccola città, Max non studia o lavora. Con l’aiuto dei suoi amici, Antonio e Hamza, Max si diverte a rubare gioielli e oggetti di valore che poi rivende a gioiellerie poco scrupolose. I giorni trascorrono tutti uguali tra furti e incontri con spacciatori di cocaina, quando una notte durante una rapina accade l’inaspettato.

La Regina di Cuori di Thomas Turolo con Beatrice Vendramin, Mariasole Pollio, Cristiano Caccamo, Giuseppe Battiston. Alice ha 18 anni ed ha paura di addormentarsi. Ogni notte rivive lo stesso incubo, fatto di corse senza fine, di terribili sfide in cui affronta un’inquietante Regina di Cuori. L’arte, gli amici, il suo ragazzo sembrano non poterla aiutare a superare un incubo profondamente legato al suo passato. Quando le ferite diventano cicatrici? Le cicatrici possono scomparire?

Le Buone Maniere di Valerio Vestoso con Giovanni Esposito, Gino Rivieccio, Claudio Crisafulli, Francesco Frank Matano. Il cinquantenne Mimmo Savarese è stato il miglior commentatore sportivo della sua generazione. Ora che la sua carriera è in declino, ha l’opportunità di fare un grande ritorno grazie a un’offerta di lavoro inusuale, che nasconde l’opportunità di vendicare con grande maestria un torto subìto quand’era bambino. Riuscirà nell’impresa grazie al talento che maneggia meglio, cioè l’uso delle parole.

Leggero Leggerissimo di Antimo Campanile con Corrado Taranto e Renato Carpentieri. La vita di un uomo solitario e malinconico è ribaltata grazie all’incontro con un bambino ipovedente.

L’uomo materasso di Fulvio Risuleo in anteprima mondiale con Irene Casagrande, Marco Colli, Edoardo Pesce, Tonino Risuleo. Guerrino Pau da vent’anni vive nel suo letto. Non ha nessun problema che lo costringerebbe a vivere in questa maniera, la sua è una scelta. Questo falso-documentario indaga la psicologia di quest’uomo che per questo motivo è stato soprannominato: L’Uomo Materasso.

Mammarranca di Francesco Piras in anteprima italiana. Nel cast Michelangelo Piras, Jaime Olla, Giuseppe Ungari. Giovanni 11 anni e Michele 9 anni, vivono a Sant’Elia, un quartiere popolare alla periferia di Cagliari. La vita dei due bambini improvvisamente potrebbe cambiare per un gratta e vinci.

Natìa di Roberta Spagnuolo in anteprima mondiale. Le fragili esistenze di due ragazzini sono indissolubilmente legate da un sottile e invisibile filo. Tutto ruota attorno alla possibilità (di vita) che uno ha dato all’altro.

Notte Romana di Valerio Ferrara con Lorenzo Aloi, Raffaele Nardi, Sara Santostasi. In un quartiere borghese di Roma, Paolo è al bar con i suoi amici, come ogni sera. Quando sta per andare a casa, arrivano due ragazzi minacciosi. Uno in particolare punta Paolo: è Gioacchino, sono tre mesi che cerca Paolo e finalmente l’ha trovato. Una storia d’amore impossibile tra un ragazzo borghese e una ragazza dell’estrema periferia, un amore nato d’estate e finito in una calda notte d’inverno.

Palla Di Pelo di Giovanni Roviaro prodotto da Lino Guanciale con Ladislao Liverani, Francesco Acquaroli, Stefano Fresi. Vincenzo è un balordo, un ladruncolo e vuole svoltare. Ecco la sua geniale idea: rapire i cani dei ricchi, che per riaverli sono disposti a pagare qualsiasi cifra. E poi figurati se la polizia fa partire un’indagine per un cane scomparso. Il sequestrato si chiama Palla di Pelo, un bellissimo Welsh Corgi che vive come fosse il figlio dei Ferragnez nella dimora del designer Paki Furlan, un omosessuale altezzoso che tratta il cane come fosse suo figlio, con tanto di profilo Instagram della bestia con quasi 8 milioni di followers. Vincenzo, è assieme all’unico complice che può permettersi: suo figlio Alfredo, che lui tratta invece come un cane. Uno scemo balbuziente. Preparano la lettera di riscatto, come nei film: lettere prese dal giornale, nessun mittente. Il designer, come da richiesta dei misteriosi rapitori, si presenta all’appuntamento con i cinquantamila euro in contanti. Lieto fine per tutti? Nient’affatto, perché lo sappiamo bene che gli esseri più bestiali sono proprio gli uomini.

Playground di Elisa Possenti con Bea Brocks, Elettra Mallaby, Maria Roveran, Angelica Bellucci, Lorenzo Avanzini, Dylan Paris. 2006, Nord Italia. Su un campo giochi di provincia, una giovane madre e i suoi figli stanno aspettando degli amici. Il loro arrivo è imminente e la scacchiera è pronta.

I 25 cortometraggi in concorso:

Big di Daniele Pini

Buon Compleanno Noemi di Angela Bevilacqua

Chiusi alla luce di Nicola Piovesan

Chiusi fuori di Giorgio Testi

Creatura di Giada Bossi.

Destinata Coniugi Lo Giglio di Nicola Prosatore

Eva di Rossella Inglese

Figlio Santo di Aliosha Massine

Il Primo Sguardo di Jacopo Manzari

Inchei di Federico De Mattè

inCONTROtempo di Manuel Amicucci

Kamikaze di Paul Gabriel Cornacchia

L’ultimo spegne la luce di Tommaso Santambrogio

La Foto Perfetta di Eleonora Mozzi

La Notte Brucia di Angelica Gallo

La Regina di Cuori di Thomas Turolo

Le Buone Maniere di Valerio Vestoso

Leggero Leggerissimo di Antimo Campanile

L’uomo materasso di Fulvio Risuleo

Mammarranca di Francesco Piras

Natìa di Roberta Spagnuolo

Notte Romana di Valerio Ferrara

Palla Di Pelo di Giovanni Roviaro

Playground di Elisa Possenti

Il ricavato delle quote di iscrizione al festival sulla piattaforma Filmfreeway anche quest’anno andrà in parte devoluto all’associazione di beneficenza cortinese Emma’s Children ONLUS.

Roberta Nardi

“Sempre a pochi passi da te”, il nuovo romanzo d’amore di Giuseppe Sanfilippo

Dopo oltre anno Giuseppe Sanfilippo torna con un nuovo romanzo d’amore e non solo dal titolo Sempre a pochi passi da te (Independently published – 15 febbraio 2022). Per l’autore questa è l’ottava pubblicazione e il secondo romanzo non autobiografico. Su questa ultima pubblicazione ha dichiarato: “Sono molto felice di questo racconto, perché parla di un legame molto importante che si istaura tra un bambino e un adulto, parlando dei rapporti umani con genitori e amici. Allo stesso tempo, è un testo con cui ho giocato un po’ con la fantasia, con la conoscenza di dolori sofferti per via di squilibri nei rapporti interpersonali. Narro quindi quella difficile contemporaneità in cui il protagonista è costretto a vivere; dall’altro lato, sempre con fantasia, ho toccato il nostro tempo che vede l’umanità divisa di fronte a un virus combattuto in modo sbagliato. Naturalmente, nel romanzo non parlo di Covid, ma di un altro virus nato in un certo modo, ancora, dalla mia fantasia e che tratta un qualcosa di vivente nella realtà umana. Infine ci tengo molto a sottolineare l’onore di aver ancora una prefazione scritta da Stefano Duranti Poccetti, grande amico a cui devo tanto, perché è proprio grazie a lui che ho potuto proseguire un pezzo del mio percorso di vita come autore e non solo. Allo stesso tempo voglio ringraziare Kelly Barnes Portraits, pittrice e professionista di disegni di Grafite inglese, autrice di “Father and son”, opera presente in copertina. Con Kelly è stato un incontro bellissimo, una persona molto brava, gentile e sensibile. Un’artista di grandi opere che coglie molto i sentimenti e rapporti umani. La sua opera descrive molto il legame che si istaura tra i protagonisti principali del Romanzo”.

I protagonisti della storia sono Persèo e Lorenzo. Quest’ultimo è un bambino di dieci anni, che in qualche modo guida la vicenda, attraverso la sua innocenza, ma anche per la sua spiccata maturità, la stessa che aiuterà molto Persèo. Questo è un giovane di 34 anni, che, dopo la morte della nonna Nicoletta, si ritrova agli arresti domiciliari perché accusato d’essere portatore di un virus che ha scatenato un’epidemia. Come citato dall’autore, non si tratta di Covid19, ma di un altro virus che prende il suo stesso nome, ossia “Virus Persèo”, che si fa sempre più dirompente. Sarà proprio Lorenzo ad aiutare Persèo a ritrovare se stesso, aiutandolo a trovare un pezzo della propria esistenza che aveva perso nel suo percorso di vita. Al centro di tutto stanno il valore delle relazioni interpersonali, laddove si fa strada e protagonista il sentimento dell’amore. Il tutto in uno scenario in cui Lorenzo e Persèo si troveranno a lottare insieme per sconfiggere il misterioso virus che ha colpito l’umanità intera, dove le figure femminili giocheranno un ruolo di prim’ordine. Il romanzo è acquistabile esclusivamente su Amazon, sia in formato cartaceo al prezzo di € 8.32, e sia in Ebook al prezzo di € 4.50.

Oblivion: l’amore oltre l’oblio. Natalia Paviolo in concerto

Roma, 14 febbraio ore 21,00 – Auditorium Parco della Musica, Teatro Studio Borgna.

Nel corso della serata sarà presentato il videoclip “Oblivion” firmato da Christian Marazziti

Superare la lontananza e l’oblio grazie al sentimento che ci lega tutti: l’amore. Sono tante le strade che possono avvicinarci in questo periodo di distanze. Una di queste è senza dubbio la musica. In occasione della festa di San Valentino, Natalia Paviolo, pianista e compositrice italo-argentina, lunedì 14 febbraio 2022 alle ore 21,00 nel teatro Studio Borgna dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, interpreterà la nostalgia della separazione e della dimenticanza e la gioia del ritrovarsi insieme, per sempre legati dal sentimento che trascende spazio e tempo.

Nel corso della serata sarà presentato il videoclip di “Oblivion” interpretato magistralmente dalla Paviolo e diretto da Christian Marazziti. Il noto attore, regista e sceneggiatore ha rappresentato artisticamente a modo suo questo tango di Astor Piazzolla dalla melodia struggente, lirica e introspettiva. “Oblivion” è il ritrovamento di un’emozione dimenticata, ferma nel tempo, che grazie all’amore torna a vivere oltre l’oblio.

L’idea del video- clip – dichiara Christian Marazziti – “nasce dall’esigenza di raccontare una storia poetica, sincera e profonda. Lo spettatore si ritrova catapultato in questo viaggio straordinario, nel quale l’amore è protagonista al di fuori dello spazio e del tempo, senza limiti. Dove quel sentimento così distante e lontano torna a vivere ed a danzare. La nostra protagonista è una vera eroina, evoca e trasmette emozioni, senza mai risparmiarsi, toccando con maestria e leggerezza quei tasti pronti a vibrare oltre oceano.”

Grazie anche alle immagini di digital art proiettate dal vivo al ritmo della musica, la profondità dei suoni del pianoforte, accompagnato da basi musicali di strumenti virtuali, porterà lo spettatore a viaggiare con l’immaginazione tra diverse emozioni in piena libertà.

Nel concerto Natalia interpreterà anche Libertango-Violentango di Piazzolla, omaggiando il centesimo anniversario della nascita del compositore. In chiusura, la compositrice suonerà con una violinista-cantante e un tastierista “Amazonia”, brano dedicato alla natura e alla nostra terra. Il ritmo è quello di una corsa disperata attraverso la foresta, in fuga dalla devastazione che la sta divorando.

L’anima italiana e quella argentina di Natalia si fondono nella sua espressione artistica. Due Paesi con forti vincoli, ma separati da un oceano che ha sempre alimentato quel sentimento di lontananza e oblio che ispira la serata. La musica dell’autrice accompagna in perfetta armonia le diverse sfumature emotive, grazie alla ricerca sonora che mantiene sempre al centro il suono meraviglioso del pianoforte. I suoi brani vengono utilizzati soprattutto per immagini, pubblicità, danza, cinema e teatro. Nelle sue performance dal vivo si percepisce tutta l’energia e l’emotività di un’artista che vuole sempre stupire con sonorità nuove e melodie profondamente sentite.

Natalia Paviolo è una pianista e compositrice italo-argentina. Diplomata al Conservatorio di Cordoba Argentina con i massimi dei voti e menzione d’onore alla miglior Professoressa di pianoforte, studia all’Università di Cordoba-Argentina per conseguire la Laurea di concertista di pianoforte. Si perfeziona in musica classica come allieva diretta in diversi corsi strumentali, come nel Festival di musica in Santader (Spagna) e nel corso di pianoforte e forte-piano di Lecco (Italia) del maestro Russo Vitaly Margulis. Ha realizzato la colonna sonora per teatro del racconto dell’isola sconosciuta di J.Saramago, interpretato dall’attore Paolo Triestino, e si è esibita negli studi di RadioRai1 Italia e di Radio Classica in Argentina proponendo i suoi brani originali.

Chiristian Marazziti, attore, regista e sceneggiatore, è un artista eclettico. Inizia la sua carriera come attore con il film “Italiani” di Maurizio Ponzi, presentato al Festival di Berlino nel 1996. Recita poi in decine di lungometraggi e produzioni televisive per il mercato italiano. È stato diretto da maestri del cinema italiano come Pupi Avati e Alessandro D’Alatri. Come sceneggiatore, regista e produttore ha anche realizzato tre cortometraggi, uno dei quali (“Pollicino” del 2012) gli frutta la candidatura ai Globi d’Oro. Con il film “E-bola” debutta nella regia di lungometraggio. Nel corso della sua carriera ha conseguito innumerevoli riconoscimenti e nominees ai NASTRO D’ARGENTO 2018 – migliore canzone originale per il film “SCONNESSI”. GLOBO D’ORO – 2011/12 [The Foreign Press Association in Italy Award] – BEST SHORT (Terzina finalista), per il cortometraggio “Pollicino”. Los Angeles SHORT FILM FEST – 2014 (Los Angeles – CA., U.S.A.). Tra gli otto corti finalisti e candidati al premio Best Short Drama Movie con “No Limits”. Premio valevole come pre-selezione all’Academy Award 2015 (Oscar 2015)

Oblivion: l’amore oltre l’oblio.
Natalia Paviolo in concerto

lunedì 14 febbraio ore 21,00

Auditorium Parco della Musica, Teatro Studio Borgna

Via Pietro de Coubertin, 30 – 00196 – Roma

UN BRILLANTE CARICATURISTA PER 40 PERSONAGGI A “LO SPAZIO” CON DAVIDE NEBBIA. LA DANNATA GIORNATA STRESSANTE D’UN DIPENDENTE PRIVATO

Di Giancarlo Lungarini

Fino al 6 febbraio 2022 al Teatro Lo Spazio di Roma

L’APPLICAZIONE continua allo studio ed alla ricerca su tematiche importanti come la vita nello nell’Universo di altri esseri umani, la sconfitta del gas serra e l’uso delle macchine elettriche ed all’idrogeno per risparmiare sul petrolio, l’abolizione della data di scadenza sui prodotti alimentari fidandosi del gusto e dell’olfatto come propongono gli Inglesi, la creazione di posti di lavoro qualificati dall’apprendimento dei segreti della realtà virtuale ed informatica , come ogni sera spiega il geniale Marco Camisani Calzolari, a lungo andare provoca l’esaurimento mentale, mentre il mancato riposo per l’assenza del ricambio di personale con turni lunghi anche più di 24 ore in due giorni induce lo stress fisico alla maniera dell’infermiera che cadde sulla macchina da scrivere addormentata o quella che in Sardegna ha denunciato la casa di cura in cui lavora per non aver avuto rispettato il diritto al riposo spettatele. Tutto questo negli ospedali e nelle RSA o cliniche private è sovente successo in codesti due anni di “Lockdown” per malattia o morte del personale senza la possibilità del “turn over”. Abbiamo dunque l’esaurimento e lo stress a livello corporeo e razionale dell’individuo, al punto che nel concorso per l’assunzione di 1000 funzionari nella Pubblica Amministrazione il ministro “Topo Gigio” Brunetta ha previsto pure un test antistress per vedere in linea privilegiata chi resiste meglio alla fatica. Intanto su tale questione ha scritto un sarcastico testo l’americana Becky Mode che, sulle ali del successo conquistato a Broadway, giunge ora a Roma a “Lo Spazio” di via Locri con la regia di Antonia Di Francesco e l’interpretazione straordinaria del funambolico Davide Nebbia. Qui, però, non siamo in un ufficio od in un club sportivo con un elemento di spicco, che sovente s’infortunano proprio per gli eccessivi allenamenti con reazioni di rigetto o risentimenti muscolari, bensì in un ristorante di lusso dove la gente desidera tornare a bere e pasteggiare dopo essere stato troppo tempo rinchiuso in casa con crisi di convivenza anche tra le coppie più affiatate. Il protagonista è un giovane che, alla guisa di parecchi elementi come lui che non riescono a sfondare anche perché non solo talvolta non hanno il giusto talento ma per il fatto che in questo periodo l’attività teatrali sono ridotte per il contagio da pandemia ed in quanto i locali culturali minori non vogliono rischiare non rientrandoci con le spese, deve inventarsi un ‘occupazione alternativa e pertanto lavora al centralino desk d’un rigido seminterrato a cui telefonano personaggi celebri dei quali l’eclettico umorista ed imitatore Davide Nebbia in uno spettacolo della durata di 90 minuti si diverte a fare il verso e la parodia della voce con i vari gerghi e rumori fonetici tra uno squillo di telefono e l’altro, dialogando a più riprese con lo chef per sapere quali sfiziose ricette stia preparando. Siamo alla vigilia di Natale ed il cambio non viene a permettergli di distendersi un poi mentre la sua famiglia vorrebbe che andasse a casa per festeggiare con loro. Naturalmente se nessuno giunge non puoi abbandonare il posto di lavoro e poi tutti gli aristocratici e diversi VIP bramano andare a mangiare lì, quasi fosse uno di quei 4 stelle che il giornalista enogastronomico Paolo Marchi presenta con il suo invidiato cuoco e la prelibata sua ricetta preferita nel telegiornale satirico dell’emittente ammiraglia del gruppo Mediaset o ci trovassimo al concorso “Master Chef” con i titolati Vissani e Cracco che cacciano in malo modo quelli che non sanno soddisfarli nella preparazione delle pietanze ai fornelli. Se a questi nomi altisonanti aggiungete la clientela media ed i curiosi di siffatta cucina pubblicizzata vi renderete conto di come il forzato dipendente, che aspirerebbe a fare altro in teatro, non ne possa proprio più e sembra stia per avere un crollo nervoso, anche se questa congerie di persone che vuole un posto nel locale gli consente di sfoggiare la sua briosa capacità in una miriade di variegati e particolari prototipi con eccellenti caricature poliedriche. Nel campionario umano non manca nessuno: soggetti piuttosto discutibili dal punto di vista della fedina penale, portaborse, dame borghesi snob come quelle illuministe del Settecento e produttori, manager sportivi e culturali come Raiola, o Cipriani, Mignardi e F. Bonomo, ciascuno coniato con il suo tono elevato di rango e rispetto. Alla fine finalmente può staccare, avendo superato a pieni voti l’implicito provino attoriale e meritando pertanto un contratto a teatro, facendo trionfare per una volta a tarda ora i valori domestici ovvero della “cellula primaria” e preannunciando al padre il suo arrivo, gli svela che lui è il migliore di tutti. A tutto c’è un limite e non si può sfruttare o manipolare il personale, i diritti dei lavoratori vanno osservati con i giusti ritmi e salari o stipendi altrimenti chi ci rimette è la medesima ditta od industria che ha una classe lavoratrice snervata, esausta, poco incentivata alla produzione non essendo gratificata e magari pure licenziata per la riduzione dei dipendenti moltiplicando l’ incombenze reciproche o portando il lavoro all’Est od in Asia per risparmiare ; sottoposta, come in questo caso, a turni stressanti perché gli altri non hanno lo stesso senso di responsabilità e si danno facilmente malati con la legge 104 od una serie di scuse, partendo dalla minima indisposizione. L’egoismo e la furbizia prevalgono in ogni settore! La sala de “ Lo Spazio” era gremita all’inverosimile e s’è veramente divertita con una sana goliardia salace e frizzante di risate dopo una laboriosa settimana di studio od impiego faticoso nella metropoli, caratterizzata dal ritorno al Quirinale per altri 7 anni dell’onesto ed ammirato per la sua saggezza giuridica innestata in nobili virtù d’ animo del presidente Sergio Mattarella, che ha riscosso il secondo numero di voti dopo quello dell’indimenticato partigiano Pertini identificato con la sua pipa e la gioia a braccia alzate per i mondiali di calcio vinti nel’82 a Madrid contro la Germania. Peccato che il simpatico ed apprezzato Davide Nebbia abbia avuto solo il normale periodo di programmazione dal giovedì alla domenica per mettersi in mostra con tutte le sue doti vocali e recitative, curato con perfetta linearità stilistica dalla regista A. Di Francesco. Nella seconda metà del mese Annalisa Favetti si cimenterà nella straordinaria riproposizione di Lady D., che adesso chissà come ha visto da lassù la divisione e lite dei suoi due figli dopo il tradimento del principe consorte Carlo con Camilla. A proposito, auguri alla regina Elisabetta II per le sue nozze di platino con il Regno albionico del Leone giallo, venuto purtroppo meno il principe quasi centenario Filippo d’Edimburgo.

Giancarlo Lungarini

I bambini e il Natale con la storia de “Il gomitolo della Befana”

Le festività natalizie si avvicinano, lo si avverte nell’aria e dalle luminarie colorate, le risate di gioia dei bambini, le note musicali e il senso di effervescenza che traspare anche nelle discussioni dei più grandi. Un’atmosfera che ha dentro il gusto della riscoperta dei colori dell’infanzia. Come viverla intensamente? Accendendo l’immaginazione e riscoprendo i colori dell’infanzia in un’aria fresca e festosa che innalza i cuori e gli spiriti che, da quest’anno, si arricchiscono di un protagonista in più tutto da scoprire. Parte da qui l’autore Alessandro Grazioli per raccontare la storia de “Il gomitolo della Befana”, con le illustrazioni di Roberta Auriemma per firmare l’ultimo lavoro della casa editrice napoletana Edizioni Fioranna. Un gomitolo luminoso fatto di polvere della stella cometa, che racconterà tutte le sue avventure scoprendo di compiere, a ogni Epifania, una missione d’amore verso tutti i bambini del mondo.

Alessandro Grazioli è l’autore di questa magica avventura nata a gennaio di quest’anno: «Una storia – racconta Grazioli – nata da due episodi chiave. Ad ispirarmi una storia vera e simpatica, accaduta nel giorno dell’Epifania e raccontatami da una mia collega, e il fatto che mia moglie in quel periodo aveva il Covid e c’era il desiderio di allargare le pareti di casa nostra, con una storia che non avesse tempo. Citando il professor Luciano De Crescenzo – spiega Grazioli – “Molti studiano come allungare la vita quando invece bisognerebbe allargarla” e per questo scrivo libri dedicati ai bambini, ma con la consapevolezza che quando un adulto compra un libro per un bambino si sta prendendo cura anche di quello che è ancora in lui. Un libro di Natale per bambini è, a mio avviso, come un fuoco d’artificio che, irrompendo in un cielo buio, illumina tutto in modo nuovo invitando, con la sua bellezza e i suoi colori, ad allargare lo sguardo e il cuore».

Grazioli è bergamasco di nascita ma, da parte materna, originario di Napoli e, come tutti i suoi concittadini, ha sofferto particolarmente la pandemia da Covid che nell’ultimo anno e mezzo ha travolto il mondo e, in particolare, le persone anziane. Proprio quest’ultime e i loro preziosi desideri sono, quindi, tra i protagonisti di questo racconto che vuole essere anche, al tempo stesso, un messaggio per far riscoprire a tutti la magia dell’età dell’infanzia di cui i bambini sono custodi preziosi.  «Raccogliere desideri è un tratto distintivo della mia Befana, un’anziana che racchiudeva in una calza tutti i sogni e l’incontro con il gomitolo “allarga” la sua esistenza per realizzare dei sogni. Lo stesso accade con quelli dei bambini che ritrovano il gomitolo nel giorno dell’Epifania». Un gomitolo dalla parte dei più fragili, come necessità anche il tempo in cui viviamo: «A Bergamo – racconta ancora Grazioli – abbiamo avuto un disastro nelle Rsa, in questo periodo ancora di più c’è bisogno di prendersi cura degli anziani e dei più piccoli. Da qui nasce anche il sostegno, con questo libro, all’associazione “I nipoti di Babbo Natale” che raccoglie i desideri delle persone anziane, spesso sole, per cercare di realizzarli».

Sogni che si materializzano grazie alla mano di Roberta Auriemma, illustratrice napoletana di questo volume, da diversi anni a Bruxelles per affinare i suoi disegni: «Conosco Anna Fiore da tempo e ci siamo accompagnate nei nostri percorsi di vita e professionali, abbiamo sempre avuto il desiderio di fare un progetto insieme e questo sulla Befana – spiega Roberta Auriemma – ci ha convinto subito perché entrambe abbiamo un rapporto molto forte con l’Epifania. Inoltre, credo che i bambini hanno diritto e bisogno di essere stimolati e accompagnati dalle storie e dalla fantasia in qualunque epoca, il desiderio di disegnare è vivo a prescindere dai tempi difficili come quelli che stiamo vivendo a causa del Covid. I miei disegni sono un modo di poter esprimere gioia e sogni. Elementi fondamentali sono il colore, la chiarezza e, appunto, la semplicità. Ingredienti che sarebbero importanti nella vita di tutti i giorni, spesso molto frenetica, e allora almeno nel disegno vado alla ricerca di quanta più gioia e semplicità possibile».

Un progetto, quello de “Il gomitolo della Befana”, che ha subito convinto Anna Fiore, titolare della casa editrice napoletana Edizioni Fioranna«La tradizione della Befana è stata sempre molto sentita nella mia famiglia e quando ero bambina l’attesa del suo arrivo – spiega Anna Fiore – era per me più importante di quella di Babbo Natale. Quando Alessandro Grazioli mi ha proposto il testo, ho subito detto di sì con la speranza di regalare, anche grazie alle colorate e magiche illustrazioni di Roberta, le stesse emozioni e gli stessi sogni della mia infanzia ai bambini che lo avranno fra le mani».

Il volume è disponibile sul sito www.edizionifioranna.it e presso le librerie fornite da Macrocampania e Libro Co. e sui principali store online.

Alessandro Grazioli

Nasce a Bergamo il 30 aprile del 1979. È laureato in Giurisprudenza. Dal 2008 è sposato con Fiorella Fronterrè e sono felici genitori di Emanuele, Francesco, Gabriele e Margherita. Lavora per il gruppo Assimoco Società Benefit. Divulgatore e influencer sociale tramite il quotidiano online Socialbg. È consigliere comunale presso il Comune di Torre Boldone . Dal 2020 ha iniziato a scrivere racconti per bambini pubblicando, nel 2021, il suo primo libro dal titolo “Il Trenino” con la casa editrice Velar/I Quindici.

Roberta Auriemma

Illustratrice napoletana trasferitasi a Bruxelles. Il disegno fa parte della sua vita da sempre. Pastelli e acrilici sono stati gli strumenti per creare degli spazi d’espressione, dandole accesso a dei mondi onirici dove tutto è possibile. Durante l’adolescenza frequenta un liceo artistico. Laureata in product design e comunicazione, prosegue gli studi in Belgio presso la scuola d’illustrazione ESA Saint-Luc di Bruxelles. Durante gli anni in Belgio il suo modo di disegnare si afferma: colori vivaci e forme semplici sono gli elementi principali delle sue illustrazioni.

A cura di Roberta Nardi

Shein e Fondazione de Marchi incantano tutta Milano: grande successo per l’esclusiva Charity Dinner a Palazzo Parigi

Presso la favolosa location di Palazzo Parigi si è tenuto qualche giorno fa un’esclusiva Charity Dinner per la Fondazione De Marchi onlus, che da anni si dedica alla ricerca scientifica e alla cura dei più piccoli. Milano, come ogni anno, si è unita per questa giusta causa.

Numerosi ospiti hanno presenziato la cena e sono stati attivi nelle donazioni. Nomi molto importanti sono saliti sul palco: dall’assessore Melania Rizzoli ed Alessia Cappello in rappresentanza della città meneghina.

La “padrona di casa” è  stata la tanto amata Mara Maionchi che ha presentato e condotto l’asta accanto a Carlo Agostini il Presidente della Fondazione De Marchi.

Molti gli ospiti in sala, tra cui spiccano personalità quali Dora Invernizzi, riconosciuta per la sua eleganza ed estrema generosità, e Paola Neri presente in veste di Madrina, entrambi personaggi molto influenti e riconosciuti a livello internazionale.

Tra i volti della TV degna di nota è stata la partecipazione della bellissima Martina Hamdy.

Come ogni anno tra le influencer la seguitissima Fradb (madrina del main sponsor) Taylor Mega – molto amata dal web e dalla TV – ed ancora, Silvia Berri, Flavia Arditi e Antonio Cabrini.

Tra gli sponsor della serata ad essere sotto i riflettori non si può non menzionare il colosso cinese Shein, rappresentato dall’Avv. Alessia Schepis e dalla nota Manager Patrizia Gaeta, affidato alla loro consulting per iniziare un percorso offline /online allo scopo di sostenere la Fondazione.

Sold out a Roma Art Factory per la presentazione del libro “L’Apparenza” di Ginevra Tagliatesta  

Usciva nel 2019 “Il destino, non a caso” di Ginevra Tagliatesta. La prima presentazione del nuovo libro dell’autrice dal titolo “L’Apparenza” si è svolta il18 novembre presso la libreria Le Storie. Pochi giorni fa, il 26 novembre a Roma Art Factory, nella Capitale in zona Garbatella, si è tenuta la seconda presentazione del libro (e l’ultima per il 2021) che ha riscosso un grandissimo successo tra il pubblico presente; le persone che hanno partecipato provenivano da tutta Italia fra conoscenti, amici, lettori, Vip e giornalisti.

“L’Apparenza” è la storia di Anna, donna indipendente e moderna, ma anestetizzata dalla vita. Lei lavora nella pubblicità e ha un compagno che vede nei weekend. Gianluca e Caterina sono una coppia da copertina che dietro l’apparenza scintillante nasconde molte frustrazioni. Due universi paralleli in cui conquistano sempre più spazio dubbi, interrogativi e malesseri…

Non è solo questione di “forma”, piuttosto di “sostanza” – spiega Ginevra – Si può illudere chiunque, ma è non possibile mentire a se stessi. Di fronte alla propria coscienza, al proprio “io”, crollano tutte le certezze. Qui le apparenze non contano e si paga il conto.

Un plauso fondamentale merita l’attrice che si è occupata delle letture durante entrambe le presentazioni sopra citate: si tratta di Agata Fortis che ha apprezzato molto il testo ed ha interpretato sapientemente i brani più significativi del racconto.

Ieri Ginevra è stata ospite a Radio Roma Capitale e prima ancora “ai microfoni” di Radio 06 Play con lo speaker Cristiano D’Alterio.

Sottolinea l’autrice, citando un concetto fondamentale da lei esplicitato nel libro:

“La vita è un attimo”: un secondo prima è perfetta e non lo sai, il secondo dopo è il buio.