Categoria: cronaca

Aereo caduto in Etiopia, addio a Pilar, Virginia e Paolo. Tutta Roma solidale è in lutto

La morte nel disastro aereo in Etiopia dei tre operatori umanitari in viaggio per Nairobi

di CARLO CIAVONI

È forse per quella scelta di vita “un po’ così”, dedicata agli altri, in condizioni spesso difficili, dure, rischiose, a volte solitarie degli operatori umanitari, che la morte dei cooperanti italiani a bordo dell’aereo precipitato in Etiopia sta suscitando reazioni così sinceramente commosse.

Si chiamavano Maria, Virginia, le ragazze che, nei ricordi di chi le ha conosciute, vengono definite ” Eccellenze italiane nella Cooperazione”.
Maria Pilar Buzzetti, 30 anni, e Virginia Chimenti, 26 anni, lavoravano per le Nazioni Unite, per il World Food Programm ( Wfp) per la precisione, l’Agenzia Onu che assiste circa 80 milioni di persone nel mondo, impegnata a combattere la fame, fornendo assistenza alimentare nelle emergenze.

“Persone speciali” , dicono di loro, con curriculum di tutto rispetto, lauree da 110 e lode e diverse esperienze ( appena trentenni) già in diverse organizzazioni umanitarie in progetti di sviluppo nel “mondo povero”.
Maria, dopo essersi laureata prima all’università di Roma Tre e poi alla Luiss in ‘ Relazioni internazionali, scienze politiche e governò con il massimo dei voti, aveva conseguito un master, è stata autrice di diverse pubblicazioni e anche consulente per l’associazione di studio, ricerca e internazionalizzazione in Eurasia e Africa. Poi ha svolto il volontariato con Medici Senza Frontiere e infine ha cominciato la sua avventura nel Wfp.

Dopo aver frequentato il liceo scientifico Amedeo Avogadro, nello storico quartiere romano Coppedé, Virginia aveva studiato invece all’università Bocconi di Milano, laureandosi in Economia internazionale e in seguito ha affrontato gli studi orientali ed africani dell’università internazionale di Londra. Tutto questo senza mai abbandonare il suo impegno civile anche come capo scout: e ora la stessa comunità scoutistica romana è in lutto. “Abbiamo perso una guida”, dicono.

Prima di entrare nel Wfp nel 2017, Virginia aveva anche partecipato a campagne di volontariato della onlus italiana Twins International, che da oltre dieci anni sviluppa progetti per sostenere bambini orfani e nelle baraccopoli in Kenya. Era proprio questa la destinazione, mai raggiunta, dell’ultimo viaggio delle cooperanti italiane.
Prima di entrare nel Wfp nel 2017, Virginia aveva anche partecipato a campagne di volontariato della onlus italiana Twins International, che da oltre dieci anni sviluppa progetti per sostenere bambini orfani e nelle baraccopoli in Kenya.

“Coesione” , “Amalgama”, “Aggregazione” . Sono le parole più usate da chi è chiamato a ricordare Paolo Dieci, direttore dell’Ong Cisp, oltre che presidente della rete di coordinamento Link 2007, deceduto nel disastro aereo di stamattina in Etiopia. Si parla di lui come di una persona votata alla concretezza, all’operatività, schivo e mite, ma che sapeva sempre – come ricorda Luca De Fraia, segretario generale aggiunto di Action Aid – dove e come tenere il punto. Paolo ci mancherà tanto – ha aggiunto De Fraia – è stato un riferimento per chi fa il nostro lavoro, non solo per la sua indiscussa capacità professionale, ma anche perché sapeva sempre come trovare soluzioni di fronte a problemi pratici o di maggiore complessità politica, con una abilità rara di mettere assieme le persone, di creare coesione”.

Commosso è anche il ricordo di Jean Leonard Touadì, ex parlamentare, professore universitario, che su Facebook scrive: ” L’ho sentito al telefono martedì scorso. Era a Pavia a fare lezione. Non poteva parlare e mi hai richiamato all’ora di pranzo. Abbiamo parlato a lungo delle cose nostre: la cooperazione internazionale, il momento politico, la gioia dell’insegnamento che abbiamo nelle nostre corde, la nostra Africa”.
A ricordarlo è anche Emilio Ciarlo, responsabile delle relazioni istituzionali dell’Agenzia della Cooperazione: ” È stato un costante punto di riferimento nel lavoro delle Ong impegnate nei progetti di sviluppo. Sul campo, sempre, nella vita come in questo ultimo tragico volo. Lo ricorderemo portando avanti i suoi valori in questi tempi difficili”.
E Gianfranco Cattai, presidente di Focsiv, un altro organismo di coordinamento di Ong d’ispirazione cattolica: “Si può parlare di uno stile di Paolo, così riservato, equilibrato, mite. Un uomo impegnato sul fronte della solidarietà e della cooperazione. Ci univa una stessa tenace idea del mondo e della convivenza tra gli esseri umani”.
Laura Peschi è una “cooperante di lungo corso”, come lei stessa si definisce. Amica di Paolo Dieci da molti anni: ” Abbiamo collaborato assieme, sia quando lavoravo alla Direzione generale per la Cooperazion allla Farnesina, che successivamente, in organismi di coordinamento delle Ong. Con Paolo abbiamo fatto sforzi notevoli per amalgamare posizioni diverse nel nostro ambito di lavoro su tematiche grosse, come ad esempio, la lotta all’Aids, per presentare linee politiche comuni. Paolo non aveva mai un approccio rivendicativo, ma cercava sempre di costruire linee programmatiche assieme ad altri”.
Nico Lotta, presidente del VIS ( Volontari per lo Sviluppo), una Ong legata al mondo salesiano: ” È terribile – ha detto – Con il Cisp di Paolo Dieci abbiamo condiviso progetti sia in Etiopia che in Albania. Non posso che ricordarlo come un vero maestr. Capace di insegnare soprattutto ai giovani. E i suoi approfondimenti diventavano riferimento per tutti”. E in serata arriva il cordoglio della sindaca Raggi e del presidente del Lazio, Nicola Zingaretti.

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Milano: investite due donne, sono in gravi condizioni

A Lainate una diciottenne è stata travolta da un’auto, ferita a Meda una quarantasettenne in bici

Due donne sono state investite questa mattina, intorno alle 7, in provincia di Milano e di Monza. Il primo incidente è avvenuto a Meda: in questo caso, una donna di 47 anni è stata investita mentre percorreva in bicicletta via Vignazzola, all’altezza dello svincolo che porta alla Milano-Meda. L’ambulanza l’ha portata in codice rosso all’ospedale San Gerardo di Monza.Una ragazza di 18 anni, invece, è stata investita da un’auto a Lainate mentre camminava su viale Rimembranze. Anche lei soccorsa in codice rosso, è stata portata al Niguarda dove si trova in prognosi riservata.

Milano: Atm, l’allarme dei lavoratori sui turni di servizio

La denuncia: “Entro alle 23, esco alle 6,30. Costretto a lavorare sempre di notte”

I nuovi assunti dell’azienda dei trasporti per i primi 5 anni sono senza alternative, mai un orario normale, una prassi che grava sui più giovani. Hanno minore potere contrattuale. Uno degli operatori della società partecipata milanese, con la garanzia del completo anonimato, racconta a Repubblica: “L’entrata? Tutte le sere alle 23, senza che ci possano essere cambiamenti. L’uscita è alle 6,30 tutte le mattine, esclusi i fine settimana che per fortuna abbiamo liberi. Abbiamo provato a parlarne con i referenti, con l’ufficio del personale. E perfino con i sindacati: niente. All’inizio dovevano essere turni occasionali, poi sono diventati fissi per i primi cinque anni dall’assunzione. Adesso, addirittura, ci hanno detto che sarà così per sempre, a tempo indeterminato. Ma non possiamo andare avanti così, ne va della salute”.

Il contratto di lavoro firmato dal lavoratore con Atm prevede una prestazione di 39 ore a settimana, divisa per turni. Che possono essere organizzati, carte alla mano, “in regime di settimana sia corta che lunga e con turni di lavoro anche rotativi, turni notturni e notturno fisso, secondo le esigenze produttive della società scrivente”. Tradotto: Atm stabilisce in modo autonomo i turni di lavoro del dipendente e li organizza a seconda di quelle che sono le sue necessità

Incidente via Cassia: morto un uomo di 31 anni all’Olgiata „Incidente sulla Cassia: perde controllo dell’auto, muore trafitto da guardrail“

Incidente via Cassia: morto un uomo di 31 anni all’Olgiata
„L’impatto è avvenuto all’altezza dell’ingresso nord con l’Olgiata. Sul posto la Polizia Locale di Roma Capitale, i Carabinieri e i Vigili del Fuoco“

Incidente via Cassia: morto un uomo di 31 anni all’Olgiata

morto sul colpo un uomo di 31 anni, rimasto vittima di un incidente stradale in via Cassia, all’altezza del civico 1961. E’ successo all’altezza del ponte dell’ingresso nord con l’Olgiata. La tragedia è avvenuta intorno alle 22:40 circa di sabato 9 marzo con la strada rimasta chiusa da Olgiata Golf Club a Le Rughe, fino alle 8 del mattino di oggi, domenica 10 marzo, per la pulizia del manto stradale. 

Sul posto i Carabinieri della Compagnia Cassia, i Vigili del Fuoco, che hanno estratto il corpo senza vita del giovane dalle lamiere, e la Polizia Locale di Roma Capitale per i rilievi scientifici del caso, con i gruppi Montemario e Cassia, e per la rimozione del veicolo.

Secondo una ricostruzione il conducente dell’auto, una Daihatsu trevis, ha perso il controllo e aderenza sull’asfalto finendo contro il guardrail. Il divisore stradale, probabilmente a causa dell’alta velocità, ha distrutto la parte frontale della vettura.

A causa dell’impatto il 31enne è morto sul colpo. A chiarire l’esatta dinamica dell’incidente mortale, però, saranno solamente le indagini della Polizia Locale. Nel sinistro non sono rimasti coinvolti altri veicoli. La salma del giovane è stata affidata all’Autorità Giudiziaria.“

FONTE: http://www.romatoday.it/cronaca/incidente-stradale/morto-via-cassia-cosa-e-successo.html
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Etiopia, precipita aereo diretto a Nairobi con 157 persone a bordo

Il Boeing 737 era partito da Addis Abeba ed era diretto verso la capitale del Kenya

Un Boeing 737 della Ethiopian Airlines è precipitato questa mattina mentre era in volo fra Addis Abeba e Nairobi: a bordo, secondo quanto riferito dalla compagnia etiope, c’erano 149 passeggeri e 8 membri dell’equipaggio. Secondo le prime valutazioni della compagnia aerea, il Boeing sarebbe precipitato vicino Bishoftu, nella regione di Debre Zeit, a circa 62 chilometri a Sud-Est di Addis. L’aereo era decollato alle 8,38 e i contatti radio si sono interrotti alle 8.44 locali, 6 minuti dopo il decollo.

Il volo ET302 era uno dei numerosi collegamenti quotidiani fra la capitale etiopica e quella del Kenya, Nairobi. La notizia del disastro è stata confermata ufficialmente dall’ufficio del primo ministro etiope Abiy Ahmed, che ha espresso “a nome del governo e del popolo etiope le più sentite condoglianze alle famiglie di coloro che hanno perso i loro cari”. Al momento la causa dell’incidente non è ancora chiara.

L’Ethiopian Airlines è conosciuta per essere una delle migliori compagnie africane, con piloti di altissimo livello professionale e una flotta di aerei moderni e costantemente manutenuti. Il Boeing 737-800 MAX che è precipitato oggi è un aereo simile a quello della compagnia indonesiana “Lion Air” precipitato in mare lo scorso ottobre, 13 minuti dopo il decollo da Giacarta, facendo 189 morti. Nel 2018 l’Ethiopian ha trasportato 10,6 milioni di passeggeri e il suo ultimo incidente di rilievo è stato quello del Boeing 737-800 precipitato nel 2010 al decollo da Beirut. L’ufficio del primo ministro ha anche confermato che sono state inviate squadre di soccorso nella zona ed è stata aperta un’inchiesta.

Prato, indagata per atti sessuali con minore. L’accusa: “Ha avuto un figlio dal ragazzo di 14 anni a cui faceva ripetizioni”

La donna ha poco meno di 40 anni. È stata sottoposta all’esame del Dna. Perquisita la sua abitazione. Indaga la polizia

Una donna che faceva ripetizionia Prato a un ragazzino di 14 anni è indagata per atti sessuali con minore. È rimasta incinta e nei mesi scorsi è nato un bambino. Secondo la procura, che ha aperto un’inchiesta sulla vicenda, quel figlio potrebbe essere nato dalla relazione sessuale tra l’insegnante e lo studente. Rapporti fra i due ci sarebbero stati a casa di lei, dove si tenevano le ripetizioni. Il ragazzo all’epoca aveva tredici anni e frequentava le scuole medie inferiori.

Dopo essere rimasta incinta l’insegnante ha portato avanti la gravidanza e partorito. La famiglia ha appreso dal figlio quanto  accaduto e i genitori, sconvolti hanno deciso di presentare un esposto in procura. Da lì sono partiti i controlli sulla donna: venerdì 8 marzo la perquisizione e il prelievo del Dna sia a lei, sia al bambino. “L’analisi sarà eseguita dalla polizia nelle prossime ore”, ha spiegato l’avvocato della docente, Mattia Alfano, che rivela di essere stato incaricato dalla stessa assistita venerdì pomeriggio quando la polizia è andata a casa della donna per la perquisizione e il sequestro di alcuni elementi nella sua abitazione.

Sul caso i magistrati hanno chiesto il massimo riserbo per non condizionare l’esito delle indagini, condotte dalla Squadra mobile che, in queste ore, sta cercando di verificare le circostanze riportate nella denuncia per accertare eventuali responsabilità rispetto all’ipotesi di reato di violenza sessuale su minore.

fonte: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2019/03/09/news/prato_insegnante_indagata_per_violenza_sessuale_su_alunno_di_14_anni-221097571/

Festa della donna, Eros Ramazzotti regala 10mila mimose alle sue fan prima del concerto a Milano

Il dono all’ingresso del Forum di Assago. E prima di cantare videomessaggio di Annie Lennox con la sua onlus per i diritti delle donne

Un rametto di mimose per 10mila fan: Eros Ramazzotti, in concerto al Forum di Assago proprio la sera della Giornata della Donna, ha scelto di omaggiare così le sue fan. Il concerto si è aperto con un videomessaggio di The Circle Italia e Annie Lennox, fondatrice della onlus che sostiene i diritti delle donne e l’uguaglianza: un network di donne, provenienti da differenti paesi e ambiti (cultura, arte, spettacolo, moda, editoria, imprenditoria, giurisprudenza) unite per combattere la povertà e l’ingiustizia, favorendo azioni di raccolta fondi, comunicazione e sensibilizzazione dalla parte delle donne.

Festa della donna, Eros Ramazzotti regala 10mila mimose alle sue fan prima del concerto a Milano

Il post su Instagram di Luisaventurellimati

“Benedetto autismo”, il grande affare delle coop sociali gestito dall’ex deputato arrestato per mafia

Dall’inchiesta su Paolo Ruggirello salta fuori il business delle cooperative riconducibili all’ex parlamentare del Pd. Che garantivano soldi grazie alle buone relazioni con gli uffici della Regione. E lui al telefono diceva: “Benedetto autismo

di MARCO BOVA

Ogni vulnerabilità era pronta a diventare un business. Dalle procedure per l’accreditamento, all’affitto dei locali fino alle assunzioni. A creare e tenere in vita i progetti delle coop era Paolo Ruggirello, l’ex deputato all’Ars arrestato martedì dai carabinieri nell’ambito del blitz “Scrigno”. Con lui sono finiti in carcere altre ventiquattro persone, tra cui i fratelli Francesco e Pietro Virga (figli del capomafia Vincenzo, in carcere dal 2001) ritenuti a capo della famiglia di Trapani e il loro luogotenente Franco Orlando ma i boss nei progetti sanitari non c’entrano nulla.

Ruggirello faceva tutto da solo, con l’aiuto di medici, funzionari e dirigenti delle Asp, delle Asl, della Regione, dei comuni e contattando perfino l’allora assessore alla Sanità Gucciardi. C’era Ruggirello alle spalle della “Serenità società cooperativa sociale onlus”, impegnata nel settore dell’assistenza sociale residenziale e di fatto gestita da Stefania Mistretta, psicoterapeuta legata sentimentalmente a Ruggirello. Il politico si era occupato “dell’accreditamento” utile alla concessione dei fondi pubblici ma era pronto a creare una società per investire sul «benedetto autismo», così diceva intercettato al telefono. La patologia era finita al centro di uno dei progetti della coop, un “Centro per l’autismo” attivato a Marsala, in contrada Strasatti.

Lui si occupava di tutto e quando le pratiche non andavano avanti alzava la cornetta e tutto si sbloccava. «Amici miei che si sono aggiudicati una gara riguardante il sociale stanno avendo dei problemi», diceva Ruggirello al sindaco di Marsala, Alberto Di Girolamo prima di fiondarsi a casa sua per parlarne. Quando i problemi nascevano alla Regione, chiedeva l’intervento del ragioniere generale Salvatore Sammartano, e appena venivano risolti bastava un semplice sms con scritto «Grazie», come accadde con l’allora direttore dell’Asp, Fabrizio De Nicola. Oltre al “Centro per l’autismo” la coop gestiva anche un altro progetto. Si tratta di una “Casa di accoglienza a favore di gestanti, ragazze madri e donne in difficoltà» attivata nella frazione trapanese di Guarrato, il quartier generale del politico trapanese. Il centro sorge all’interno dell’ex sede della Banca Industriale Trapanese, l’istituto finanziario acquistato negli anni ‘70 dal padre di Ruggirello, Giuseppe, che da piccolo ragioniere avviò una scalata economica diventando anche presidente del Trapani calcio, prima di finire in un’indagine su Enrico Nicoletti, all’epoca cassiere della banda della Magliana. Per l’affitto dei locali, di proprietà di Paolo Ruggirello, la coop pagava 24 mila euro all’anno e inoltre il politico era riuscito a far assumere sua moglie e la fidanzata del nipote Nicola Sveglia, già consigliere comunale a Trapani. Da tempo l’accreditamento delle coop era diventato il suo core business.

«L’accordo con Ruggirello, con me è che lui vuole salvare a Lillo e in contropartita, io ho un progetto da presentare e lui me lo fa approvare, per fare una cosa per anziani». A parlare ad ottobre 2013 è Francesco Marino, consigliere comunale di Castelvetrano. Lillo, invece, è Calogero Giambalvo, finito in una controversa vicenda giudiziaria che nonostante la sua assoluzione in appello portò allo scioglimento del comune di Castelvetrano. Poi ci sono anche i nomi di altri politici siciliani, tuttora in auge. «Quando io ho iniziato questo percorso ne parlai con questo Fallaci Del Sette che è “cazzo e culo” con Turano – racconta Mistretta a Ruggirello – perché mi continuano a dire che comunque dietro la struttura di Alcamo per quanto c’è Faraone, c’è anche Turano». Il riferimento è al centro diurno Autos, inaugurato nel luglio 2017 alla presenza di Davide Faraone, all’epoca sottosegretario alla Salute, e Mimmo Turano, oggi assessore alle Attività produttive del governo Musumeci