Categoria: cronaca

Geotermia e pompe di calore per raggiungere l’autosufficienza energetica. E l’ambiente respira: 2200 tonnellate di CO2 in meno

Duemiladuecento tonnellate di anidride carbonica emessa in meno nell’aria. Un numero, relativo agli ultimi tre anni, che fotografa il “peso” della sostenibilità di Eneren, azienda del sistema HiRef, che dal 2007 sviluppa soluzioni di climatizzazione tecnologiche, affidabili, sostenibili ed ora anche di design. Precursori in Italia nel campo della geotermia, il team dell’azienda padovana sta rispondendo ora ad un aumento esponenziale di richieste per le pompe di calore e gli altri prodotti del catalogo Eneren.

«Da edifici complessi di grandi dimensioni alle case di ognuno di noi: il nostro know-how ci permette di intervenire analizzando con modelli matematici precisi le diverse situazioni progettando soluzioni ad hoc, con la capacità di individuare il prodotto migliore: un servizio che copre quindi tutta la filiera delle esigenze del cliente, dall’idea all’installazione – spiega Alberto Salmistraro, General Manager di Eneren –. Ultimamente ci troviamo di fronte ad un grande aumento di richieste: solo nel primo quadrimestre 2022 abbiamo portato a termine un numero di interventi quasi uguale a quello dell’intero 2021. Un risultato che premia in primis la nostra capacità di crescere che abbiamo avuto dal 2007, data di fondazione di Eneren, ad oggi: abbiamo saputo anticipare le domande che il mercato ci avrebbe posto. A far crescere la richiesta di pompe di calore ci sono anche altri due motivi: gli incentivi, ovvero gli ecobonus, e ora la guerra in Ucraina, con il pericolo di carenza energetica che ne consegue. Sta cambiando il punto di vista di molti: se prima la sostenibilità veniva vista come un elemento in più che poteva dare valore agli edifici, ora invece viene percepita sempre più essenziale, tanto che sempre più persone si domandano come fare per raggiungere, possibilmente, l’autosufficienza dal punto di vista energetico».

Uno dei punti di forza di Eneren è l’esperienza accumulata nel campo della geotermia: ovvero la capacità di utilizzare il calore che c’è nel sottosuolo per raffreddare o raffrescare edifici. «Utilizziamo modelli geotermici per utilizzare, dove possibile, una risorsa totalmente non inquinante, il calore della terra – ricorda Salmistraro –. Quindici anni fa la geotermia era poco conosciuta in Italia: noi siamo stati precursori nel campo e abbiamo contribuito a diffondere un know-how che prima non c’era nel Paese».

H-FARM E L’EFSA DI PARMA

Dalla terra agli edifici, quindi. Come dimostrano due impianti realizzati da Eneren. Il primo è la sede dell’EFSA (European Food Safety Authority) di Parma. Un impianto costituito da 80 sonde geotermiche da 100 metri, con utilizzo di acqua pura: la nostra competenza progettuale ci ha permesso di realizzare un impianto senza additivi chimici anticongelanti.

«La scelta di un ente europeo importante come EFSA di adottare un impianto geotermico è sintomo di consapevolezza della necessità di scegliere soluzioni green a servizio di edifici così impattanti all’interno dei territori urbani», ricorda Salmistraro.

La geotermia è al centro anche dell’impianto installato a H-Farm a Roncade (Treviso) uno dei maggiori poli di formazione e innovazione a livello europeo. Uno spazio ampio: abbiamo realizzato un impianto ad anello a servizio di tutte le sottocentrali termiche degli edifici. Grazie a questa particolare soluzione il corretto dimensionamento del campo di geoscambio è garantito dalla presenza di un unico “motore”, in grado di bilanciare il fabbisogno di energia di tutti gli edifici. Il risultato è stato l’ottenimento di efficienze energetiche estreme, ben superiori ai tradizionali impianti aerotermici o a combustibile e un notevole risparmio economico d’esercizio.

IL DESIGN IN MOSTRA A KLIMAHOUSE

Eneren sarà presente con uno stand a Klimahouse 2022, che andrà in scena dal 18 al 21 maggio, in Fiera a Bolzano. «Porteremo una pompa di calore innovativa, con un design capace di farla diventare elemento d’arredo – conclude Salmistraro –. Ci siamo concentrati su un aspetto che ancora non viene considerato, creando un prodotto che non debba essere per forza nascosto, ma che possa aumentare il valore estetico del contesto nel quale viene inserito».

Aria pulita in classe (senza aprire le finestre): ecco i nuovi dispositivi che combattono il Covid

jonix

Garantire il ricambio d’aria fra esterno e interno e, allo stesso tempo, sanitizzare con la tecnologia al plasma freddo, ovvero quella con più evidenze scientifiche di efficacia sul mercato, l’aria stessa. Questa è l’intuizione di «vmc 4people», la nuova gamma di prodotti Jonix, Pmi innovativa e società benefit, che ha nella compagine societaria Antonio Cecchi, Mauro Mantovan Holding e Galletti Spa ed è quotata in Borsa da maggio 2021.

LE SCUOLE AL CENTRO DELL’ATTENZIONE DI JONIX

L’azienda padovana continua così a fornire soluzioni per combattere la presenza del Coronavirus (e di batteri e altri agenti patogeni) con una linea di prodotti pensata ad hoc per gli edifici scolastici. Se infatti sono già oltre 4.500 i dispositivi installati nelle scuole di tutto il mondo capaci di sanitizzare l’aria grazie alla Non Thermal Plasma Technology, forma evoluta di ionizzazione che garantisce ambienti decontaminati in modo continuativo, senza utilizzo né residui di sostanze chimiche, ora le unità «vmc 4people» aggiungono anche il ricambio costante d’aria. Quello che bisogna fare manualmente, aprendo e chiudendo finestre, adesso può essere fatto in automatico da un dispositivo capace di far girare 500 metri cubi di aria l’ora. Non solo: tener aperte le finestre, con temperature rigide, mette anche a rischio la salute degli studenti, costretti a subire continui sbalzi di temperatura. «vmc 4people» è l’unica linea di dispositivi sul mercato che abbina alla filtrazione un sistema brevettato per la sanificazione attiva dei filtri e delle superfici interne dei dispositivi. Prodotti non invasivi: attaccati al soffitto, possono sfruttare anche le finestre per garantire il ricambio d’aria.

«Garantire a studentesse e studenti di poter seguire in presenza le lezioni è fondamentale per favorire la loro formazione e socialità – spiegano i due fondatori di Jonix Mauro Mantovan Antonio Cecchi –. Ecco perché, sulla scia del grande successo ottenuto dai prodotti Jonix per gli edifici scolastici, abbiamo pensato a dei dispositivi che oltre a sanitizzare l’aria, ne permettano anche il riciclo costante».

A certificare l’efficacia dei dispositivi Jonix è il dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova, diretto dal professor Andrea Crisanti, ha sottoposto la tecnologia Non Thermal Plasma presente nei dispositivi Jonix a test di laboratorio per verificarne l’attività virucida. I risultati ottenuti mostrano che il dispositivo utilizzato (Jonix CUBE – tecnologia Non Thermal Plasma), opportunamente utilizzato e dimensionato, agisce nei confronti di SARS-CoV-2 (il cosiddetto Covid-19), con un abbattimento della carica virale fino al 99,9999%. Così come, sempre la stessa équipe, ha testato nel 2021 l’efficacia di Jonix nel combattere la presenza di batteri multiresistenti, spesso causa di epidemie nelle strutture sanitarie.

L’alta moda si indossa con la realtà virtuale: la startup più innovativa del fashion retail premiata a Expo Riva Schuh

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Una piattaforma per aiutare i brand della moda a virtualizzare le loro collezioni, creando modelli 3D “indossabili” dai clienti tramite applicazioni di realtà aumentata. Future Fashion è la startup vincitrice del primo Innovation Village Retail di Expo Riva Schuh & Gardabags, un’area espositiva, oltre che un contest, dedicata alle realtà più innovative del fashion retail.

A selezionare la realtà con il progetto più avveniristico – che parteciperà come espositore all’edizione estiva di Expo Riva Schuh & Gardabags – è stata la giuria presieduta da Alberto Mattiello, membro del comitato scientifico della fiera, al termine di una rassegna che ha visto le 10 finaliste selezionate mettersi in mostra con la partecipazione a pitch e momenti di presentazione. La soluzione proposta dalla marchigiana Future Fashion consiste in una piattaforma omnicanale in grado di diminuire i costi di campionario dei brand, creando cataloghi virtuali in cui è possibile navigare e “provare” i modelli 3D dei capi attraverso la realtà aumentata.

L’Innovation Village Retail, che ha accompagnato l’edizione invernale di Expo Riva Schuh & Gardabags, ha dato l’opportunità ad aziende, istituzioni e professionisti di condividere la spinta innovativa delle startup presenti, coltivando occasioni di networking e di business. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Blum e Retail Hub, si è tenuta nel quartiere fieristico di Riva del Garda, nella cornice della più importante fiera internazionale dedicata alla calzatura e all’accessorio.

«Una fiera nella fiera», ha dichiarato la direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi, Alessandra Albarelli. «L’Innovation Village Retail ha rappresentato un importante valore aggiunto, trattandosi del primo ed unico evento sull’innovazione del Retail nel settore della moda. Siamo certi che i contatti coltivati in questi giorni tra le startup che hanno partecipato all’evento e i partner industriali presenti in fiera genereranno numerose opportunità di crescita per tutti nei mesi a venire».

«Aiutiamo i brand a diventare più sostenibili grazie a una piattaforma 3D che taglia i costi di campionario e aumenta la customer experience», spiega Andrea Carpineti, CEO e co-founder di Future Fashion. «Per noi l’Innovation Village è stata una grandissima occasione, abbiamo potuto validare il nostro mercato con tanti espositori a cui abbiamo presentato le nostre soluzioni ricevendo ottimi feedback».

Organizzata da Riva del Garda Fierecongressi SpA, Expo Riva Schuh & Gardabags tornerà a giugno con la seconda edizione del 2022. La kermesse da anni rappresenta il punto di riferimento del mondo della calzatura e dell’accessorio, riconosciuto dai maggiori distretti produttivi mondiali come una piattaforma di incontro ideale per i principali attori del mercato internazionale. Nella cornice del Lago di Garda, la manifestazione propone un format che mette in mostra le eccellenze del territorio, suggerendo un modo diverso di vivere gli affari: attraverso incontri e scambi dall’anima business-leisure.

Decathlon lancia il primo servizio clienti in Italia accessibile in lingua dei segni

decathlon servizio clienti lis veasyt

Un servizio clienti accessibile anche alle persone sorde che utilizzano la lingua dei segni italiana (LIS) attivabile in qualsiasi momento grazie al video-interpretariato da remoto di «VEASYT Live!». Decathlon è la prima azienda retail in Italia a mettere a disposizione dei clienti sordi un servizio di assistenza clienti totalmente inclusivo, grazie alla possibilità di contattare il customer service di Decathlon direttamente in LIS. Il servizio di video-interpretariato professionale in LIS di VEASYT mette a disposizione in tempo reale, tramite videochiamata, un interprete che supporti la conversazione tra operatore e cliente sordo, traducendo simultaneamente tutto quello che viene detto, dall’italiano alla LIS e viceversa.

Usufruire del servizio è semplice quanto telefonare al tradizionale centralino: basta selezionare l’opzione «Servizio clienti LIS» dal menu dell’assistenza clienti sul sito di Decathlon per avviare istantaneamente la videochiamata con l’interprete. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 15.

 

Decathlon «campione del servizio»

Proprio nelle ultime settimane, il customer care Decathlon ha vinto il sigillo di qualità Migliori in Italia – Campioni del servizio 2022, dell’Istituto tedesco di qualità e finanza, che realizza la più ampia indagine sulla qualità dei servizi offerti dalle aziende in Italia.

Servizi che ora, per Decathlon, vanno ulteriormente ad arricchirsi. «Sviluppare la nostra mission significa proporre prodotti e servizi che possano mettere il maggior numero di persone nelle condizioni ideali di praticare sport», ha commentato Sabrina Femia, Customer Service Country Manager di Decathlon Italia. «Da tempo, in azienda, è nato un movimento LIS grazie al talento ed alla passione di alcuni collaboratori e collaboratrici. È in questo contesto che abbiamo fortemente voluto ampliare le possibilità di assistenza del Servizio clienti, legandoci ad un partner di eccezione nel panorama dell’interpretariato LIS».

 

«VEASYT Live!», interpreti a disposizione in meno 30 secondi

VEASYT srl (che sta per visit-easy – una visita facile, un’esperienza semplificata) nasce nel 2012 come spin off dell’Università Ca’ Foscari Venezia, uno dei punti di riferimento per la ricerca e la didattica della LIS in Italia. Un’azienda lanciata con l’obiettivo di sviluppare servizi professionali che mettono a frutto la competenza degli interpreti formati nel capoluogo lagunare, creando piattaforme di traduzione simultanea da remoto in LIS e in lingue vocali. Nel 2014 nasce così «VEASYT Live!», un servizio di video-interpretariato professionale a distanza fruibile in videochiamata da computer, tablet e smartphone. Il servizio mette a disposizione, in meno di 30 secondi dall’avvio del collegamento, uno degli oltre 20 interpreti LIS di VEASYT, tutti professionisti di esperienza decennale, che potrà agevolare in tempo reale la conversazione tra la persona sorda e l’interlocutore udente.

Un notevole valore aggiunto, da un punto di vista sociale, senza grandi sforzi logistici. «Il nostro servizio è in grado di rendere accessibile un servizio a distanza, ma può fare lo stesso anche per un’interazione con un cliente in presenza», spiega Enrico Capiozzo, CEO di VEASYT. «Il funzionamento è il medesimo: per interagire con una persona che comunica in LIS, basterà premere un pulsante e avviare una videochiamata da uno smartphone o tablet. In un negozio, così come in qualsiasi altro contesto quotidiano. In un Paese in cui ancora troppo spesso inclusione significa assistenzialismo, questo sistema cerca di favorire autonomia e indipendenza».

 

Decathlon

Decathlon è ideatore, produttore distributore di articoli sportivi. Attraverso il sito decathlon.it e gli oltre 1600 store in 59 Paesi realizza la propria mission: rendere durevolmente accessibili il piacere ed i benefici dello sport al maggior numero di persone. Nel 2020 Decathlon Italia ha realizzato un fatturato omnicanale di 1.387.729.000€, proveniente per il 13.1% dai canali digitali, in netta crescita rispetto al 2019. Insieme alla grande crescita dei canali di e-commerce, sei nuovi negozi hanno aperto le loro porte agli sportivi nel 2020 ed otto nel 2021.

Officina Mps rinnova il «campus» per le sue startup scegliendo i corsi di Lacerba

team lacerba

Un ambiente di studio virtuale per permettere a decine di startup di coltivare le proprie competenze di marketing digitale e in ambito tech in generale. Dopo il primo esperimento della scorsa primavera, OfficinaMPS – il laboratorio permanente di Banca Monte dei Paschi di Siena dedicato alle startup – ha deciso di prolungare l’esperienza di «OfficinaMPS Campus», rinnovando la collaborazione con Lacerba, giovane realtà specializzata nella creazione di programmi formativi online.

All’interno di OfficinaMPSCampus, Lacerba mette a disposizione delle startup una serie di programmi completi e trasversali, accessibili in modo indipendente e personalizzato grazie a una piattaforma costruita su misura con il servizio software «Skillsincloud», sviluppato proprio da Lacerba. Tutti i corsi sono pensati per permettere agli studenti di imparare a lavorare passo a passo sulle materie insegnate, per applicare immediatamente le strategie e le tecniche apprese nel raggiungimento dei propri obiettivi. Le lezioni sono sempre accessibili da remoto e on demand.

Finora sono state oltre 600 le lezioni completate sulla piattaforma. Tra i corsi più richiesti dalle startup ci sono: Facebook advertising, Social media strategy, Brand storytelling e Digital copywriting, Podcasting, Comunicazione aziendale integrata.

«La riconferma della partnership con Lacerba ci consente di continuare il percorso di cambiamento intrapreso a inizio anno. Nell’attesa di poter creare nuovi momenti per fare network crediamo che puntare sulla formazione possa essere un modo per aiutare le startup a crescere e prepararsi per le nuove sfide, alla luce del nuovo scenario economico che si sta delineando dopo la pandemia», ha detto Luca Grassis, responsabile di OfficinaMPS. «Con Lacerba stiamo preparando nuovi moduli da inserire nel percorso formativo di OfficinaMPS Campus, con una particolare attenzione alle tematiche di attualità come, ad esempio, il PNRR».

«Le startup, soprattutto quelle agli inizi, sono spesso focalizzate sullo sviluppo del loro prodotto o servizio, e faticano a destinare le giuste risorse al raggiungimento di nuovi clienti», spiega Michele Di Blasio, Ceo e co-founder di Lacerba. «Conosciamo bene queste dinamiche, ci siamo passati anche noi. La pandemia, poi, ha reso più complessa l’attività di vendita diretta, obbligando molti imprenditori ad aprirsi maggiormente verso i canali digitali. Trasmettere quindi le competenze per affrontare al meglio questo compito ci è subito parso il punto di partenza ideale per aiutare gli imprenditori a trasformare le incertezze e i rischi portati dalla pandemia in opportunità».

Lacerba

Lacerba è una startup innovativa che crea e progetta corsi di formazione online, per aziende e privati, legati allo sviluppo delle competenze digitali. Dopo essere stata lanciata a Berlino, la startup ha messo definitivamente radici a Milano. Oltre a offrire decine di corsi on demand, Lacerba è specializzata nel design di percorsi formativi customizzati e nello sviluppo di tecnologie cui facilitare i processi di upskilling e reskilling. Nel corso dell’ultimo anno, con la progressiva digitalizzazione del mondo della formazione digitale, Lacerba ha potuto raccogliere i frutti di un lungo lavoro di produzione di contenuti «nativi» per l’erogazione online, vedendo raddoppiare il suo fatturato e addirittura triplicare le ore di contenuti visualizzati. I corsi Lacerba sono condotti da pool di docenti professionisti del marketing e della programmazione. Lacerba eroga anche due Executive Master, in Digital Strategist e in Web Content Manager, riconosciuti dall’Università LUM.

 

OfficinaMPS

OfficinaMPS è un laboratorio permanente aperto a tutte le startup che vorranno contribuire, attraverso idee innovative e all’avanguardia, all’evoluzione di Banca Mps in un contesto sfidante per le giovani realtà imprenditoriali. Un’occasione unica di crescita e di valorizzazione reciproca. OfficinaMPS è una fabbrica pensata con prodotti e servizi mirati per il target startup, con professionisti dedicati che affiancheranno i partecipanti nella ricerca di soluzioni coerenti con gli obiettivi strategici della Banca, in termini di innovazione e sostenibilità, e garantire una rapida messa a terra dei progetti.

Con più di 600 startup iscritte, OfficinaMPS è anche un hub che mette in connessione realtà industriali affermate, professionisti di settore, docenti universitari e aziende specializzate in innovazione con gli startupper attraverso momenti formativi e workshop per aiutare le startup a liberare il loro potenziale.

all’inizio del XX secolo, Hollywood è stata l’epicentro dell’industria cinematografica americana.  3232 3471062433 2344321Sebbene il primo film realizzato interamente a Hollywood

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all’inizio del XX secolo, Hollywood è stata l’epicentro dell’industria cinematografica americana. Sebbene il primo film realizzato interamente a Hollywood fosse un cortometraggio intitolato “In Old California” nel 1910, il primo film hollywoodiano completato, “Il conte di Montecristo” del 1908, iniziò la produzione a Chicago. Il primo studio cinematografico di Sunset Boulevard aprì intorno al 1911 e alla fine molti studi della East Coast si erano trasferiti a Los Angeles nel 1915. Da allora, gli studi di produzione sono sbocciati al di fuori di quelli di Los Angeles, e sebbene rimanga la location principale per tutti i film, la Paramount è l’unico studio cinematografico ancora situato nella stessa Hollywood.

Nonostante si espanda oltre Hollywood in luoghi come New York e Atlanta, la produzione cinematografica americana ha ancora una presa molto salda sul consumo di cinema in tutto il mondo. Ciò include innumerevoli contributi al canone della storia del cinema, capisaldi senza tempo che trascendono l’età o i riconoscimenti e visioni singolari considerate alcune delle più grandi opere d’arte mai realizzate. E mentre i film americani non dovrebbero essere visti come i migliori o gli unici film che un cinefilo desideroso dovrebbe consumare – c’è una ricchezza infinita di cinema coinvolgente, mozzafiato e stimolante proveniente da paesi di tutto il mondo – l’influenza duratura che i film americani hanno portato a la cultura cinematografica mondiale non può essere trascurata.

Stacker ha raccolto dati su migliaia di film americani per ottenere un punteggio Stacker, un indice ponderato diviso equamente tra le valutazioni IMDb e Metacritic, che ci ha permesso di classificare i 100 migliori film americani di tutti i tempi. Per qualificarsi come americano, il film doveva essere prodotto da studi di produzione americani, anche se questo non significa che il film sia necessariamente in inglese o si svolga sul suolo americano. Il film doveva anche avere almeno 5.000 voti degli utenti di IMDb. I pareggi sono stati rotti da Metascore e ulteriori pareggi sono stati rotti dalla valutazione degli utenti di IMDb.

Ecco i migliori 100 film americani di tutti i tempi, a partire dal numero 100 e il conto alla rovescia fino al numero 1.

Davide Polidoro Commercialista spiega Ecobonus 110%: occhio a non commettere reati!

Ecobonus 110%: occhio a non commettere reati!

 

Ho deciso di scrivere questo articolo per approfondire il tema della “responsabilità Ecobonus”, sia dal punto di vista di chi deve effettuare interventi trainanti e trainati, sia da quello dei professionisti che prenderanno parte alla ristrutturazione e alla riqualificazione di uno specifico immobile.

E visto che i controlli Ecobonus 110% dell’Agenzia delle Entrate saranno fatti a tappeto, è meglio chiarire tutte le questioni penali, civili e amministrative per evitare di veder sfumare l’opportunità di sfruttare questa grande agevolazione e pagare sanzioni salate.

“La legge non ammette ignoranza” e… analizziamo insieme tutte le norme relative all’Ecobonus 2020 per individuare le più pericolose trappole di natura penale, ma anche sul procedimento amministrativo e civile.

 

Il “profilo penale” dell’Ecobonus al 110%: attenzione alle asseverazioni!

Sul Decreto Asseverazioni del Mise abbiamo già speso qualche parola, ma in questa occasione scaveremo più a fondo per capire quali errori non commettere per beneficiare in sicurezza della maxi agevolazione.

Prendendo in esame la legge e tutti i decreti attuativi Ecobonus è facile comprendere che, sotto il profilo penale, sono 2 le principali criticità per poter accedere al 110%:

le asseverazioni dei tecnici abilitati per verificare il rispetto dei requisiti tecnici per singolo intervento, il superamento dei limiti previsti dalla nuova legge e la congruità delle spese sostenute per gli stessi interventi di riqualificazione;
la conformità urbanistica dell’immobile da ristrutturare e riqualificare.

Aspetti che abbiamo già trattato negli articoli sull’Ecobonus che puoi leggere su questo blog, ma che ho deciso di affrontare di petto, cioè facendo un collegamento tra gli articoli della legge in vigore per l’efficientamento energetico degli edifici e il codice penale.

Partiamo dal comma 14 dell’articolo 119 del Decreto Rilancio:

“Ferma l’applicazione delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato, ai soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni infedeli si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 a euro 15.000 per ciascuna attestazione o asseverazione infedele resa”.

Per questo punto, che riguarda direttamente i professionisti che prenderanno parte alla riqualificazione dell’immobile, il riferimento è all’articolo 481 del Codice Penale, “Falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessita”:

“Chiunque, nell’esercizio di una professione sanitaria o forense, o di un altro servizio di pubblica necessità, attesta falsamente, in un certificato, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 51 a euro 5161”.

E il tecnico asseveratore svolge proprio un ruolo di pubblica necessità!

Ma la cosa fondamentale è che nella sua asseverazione è obbligato a certificare il vero, altrimenti ci sarà la configurabilità del reato definito dall’articolo del Codice Penale prima citato.

Questo è quanto previsto esaminando il profilo oggettivo, ma cosa potrebbe succedere in caso di errore nelle asseverazioni?

 

Asseverazioni Ecobonus: errore commesso per colpa, dolo o indotto?
Importante è valutare anche il profilo soggettivo.

Prima di soffermarci sulle sanzioni previste per aver reso dichiarazioni false, è bene analizzare la questione delle “false asseverazioni” con 4 occhi:

2 sono gli occhi del tecnico asseveratore;
2 gli occhi del committente.

Che cosa voglio dire?

Nel nostro caso, il riferimento al dolo è d’obbligo, inteso come coscienza e volontà di rappresentare il falso.

Ecco trovata una pericolosa trappola!

Quanto appena detto può essere ricollegato all’articolo 48 del Codice Penale, “Errore determinato dall’altrui inganno”. Siamo nella fattispecie di reato del “falso per induzione”, che potrebbe agevolare il tecnico e mettere in serio pericolo il committente dei lavori.

Perché il tecnico asseveratore dovrebbe attestare il falso, o meglio, non sarebbe più semplice affermare che l’errore fatto nella stesura dell’asseverazione è stato determinato dall’altrui inganno?

Che cosa significa?

Che del fatto commesso dalla persona “ingannata”, in questo caso l’asseveratore, risponde la persona che, appunto con l’inganno, l’ha spinto a commetterlo.

Ecco che per il tecnico asseveratore che commette un errore per colpa o per dolo, sarà più facile dimostrare che l’errore è stato commesso per essere stato tratto in inganno dal committente – per dimostrare la falsa esistenza dei presupposti per accedere all’Ecobonus 110% – invece che dichiarare la propria colpa.

Quindi, attenzione a chi ti affidi!

 

Ecobonus: cosa è previsto per la conformità urbanistica dell’immobile?

Altro aspetto da valutare è la conformità urbanistica dell’immobile da riqualificare.

Richiedere il 110% per poter ristrutturare e riqualificare dal punto di vista energetico un edificio urbanisticamente non conforme può trasformarsi in una sorta di auto-denuncia per i reati indicati all’articolo 44 D.P.R. 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia):

Salvo che il fatto costituisca più grave reato e ferme le sanzioni amministrative, si applica:

l’ammenda fino a 10329 euro per l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive previste dal presente titolo, in quanto applicabili, nonché dai regolamenti edilizi, dagli strumenti urbanistici e dal permesso di costruire;
l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 5164 a 51645 euro nei casi di esecuzione dei lavori in totale difformità o assenza del permesso o di prosecuzione degli stessi nonostante l’ordine di sospensione;
l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 15493 a 51645 euro nel caso di lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio, come previsto dal primo comma dell’articolo 30. La stessa pena si applica anche nel caso di interventi edilizi nelle zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico, ambientale, in variazione essenziale, in totale difformità o in assenza del permesso.
La sentenza definitiva del giudice penale che accerta che vi è stata lottizzazione abusiva, dispone la confisca dei terreni, abusivamente lottizzati e delle opere abusivamente costruite. Per effetto della confisca i terreni sono acquisiti di diritto e gratuitamente al patrimonio del comune nel cui territorio è avvenuta la lottizzazione. La sentenza definitiva è titolo per la immediata trascrizione nei registri immobiliari.
2-bis. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche agli interventi edilizi suscettibili di realizzazione mediante segnalazione certificata di inizio attività ai sensi dell’articolo 23, comma 01, eseguiti in assenza o in totale difformità dalla stessa.

 

Quindi, meglio evitare di richiedere l’agevolazione per lavori da effettuare su immobili dove, ad esempio, c’è stato un aumento di volumetria mai dichiarato.

E non dimenticare che i controlli Ecobonus non saranno fatti “all’acqua di rose”!

 

Ecobonus e diritto amministrativo: servono particolari permessi per eseguire i lavori?

Il dubbio è questo: per portare a termine interventi trainanti e trainati previsti dall’attuale legge sull’Ecobonus al 110% è obbligatorio richiedere titoli abilitativi o permessi?

Con l’Ecobonus siamo nel campo dell’ “edilizia libera” e i riferimenti normativi da considerare sono 2:

6 del D.P.R. 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia);
Glossario di cui al D.M. del 2 marzo 2018.

Perché sono così importanti queste fonti appena citate?

Hanno definito un vero e proprio elenco degli interventi che, nel settore dell’edilizia, possono essere effettuati senza speciali permessi. E tra questi rientrano anche:

isolamento termico delle superfici opache dell’involucro edilizio;
sostituzione delle vecchie caldaie e rimodernamento degli impianti di climatizzazione invernale;
sostituzione dei vecchi infissi.

Ovviamente, l’elenco è molto più lungo, ma questi sono i principali interventi previsti dall’Ecobonus 2020 e utili per migliorare la classe energetica di un edificio in modo significativo.

Attenzione!

Per evitare di commettere un reato di natura amministrativa sarà sempre obbligatorio rispettare la normativa vigente in materia di:

sicurezza;
antincendio;
efficientamento energetico;
antisismica;
beni culturali e paesaggio.

Il consiglio non può che essere quello di affidarsi sempre a professionisti qualificati per l’Ecobonus, in grado di portare a termine uno studio di fattibilità e progettare tutti gli interventi rispettando queste norme e gestendo in sicurezza il cantiere.

Non ci resta che esaminare l’Ecobonus 110% con il Codice Civile in mano.

 

Cessione del credito e Diritto Civile: il visto di conformità può evitare spiacevoli sorprese

La cessione del credito Ecobonus è uno degli aspetti più interessanti della nuova legge.

Riassumendo: i beneficiari dell’Ecobonus possono, alternativamente alla detrazione diretta, optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito alle banche.

Ma che cos’è la cessione del credito?

È un vero e proprio passaggio di testimone, cioè il credito si trasferisce dalla sfera giuridica di un soggetto (ad esempio, il committente cedente) alla sfera giuridica di un altro soggetto (il cessionario, che può essere l’impresa o la banca).

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito quali sono gli obblighi del cedente per poter sfruttare la cessione del credito Ecobonus senza commettere illeciti civili.

Infatti, secondo l’articolo 1262 del Codice Civile, il cedente dovrà consegnare al creditore cessionario i documenti che provano l’esistenza del credito.

E i provvedimenti attuativi Superbonus dell’Agenzia delle Entrate hanno illuminato il percorso da seguire per non perdersi nel labirinto di documenti necessari per accedere al 110% e sfruttare queste misure alternative alla detrazione diretta.

Che cosa serve?

Il visto di conformità che attesta la sussistenza di tutti i presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta. Lo stesso deve essere rilasciato da professionisti abilitati: commercialisti, periti commerciali, consulenti del lavoro, responsabili del CAF.

Con il visto di conformità è possibile dimostrare che quanto asseverato dai tecnici, sia per gli interventi che per le spese sostenute, dà diritto alla detrazione e, quindi, alla possibilità di cedere il credito.

 

Con un professionista qualificato al tuo fianco sarà tutto più semplice
Ristrutturare e riqualificare casa grazie al nuovo Ecobonus al 110% è davvero complicato. Tanti sono i documenti necessari per accedere alla detrazione e tanti sono i professionisti da contattare. Per non parlare degli step da seguire che formano una catena che non può essere spezzata in alcun modo per “accorciare i tempi”.

Ma per avere la certezza di riqualificare la tua casa senza commettere errori, sia di natura tecnica che fiscale, devi affidarti a professionisti qualificati.

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Ager Oliva raddoppia le adozioni di ulivi, così la startup toscana fa rivivere il territorio e mette al sicuro l’olio di Leonardo Da Vinci

Adozioni di ulivo raddoppiate in meno di sei mesi e già sei ettari di terreno salvati dall’incuria e dall’abbandono. Inoltre, 1.200 litri di olio in consegna tra il 15 e il 22 novembre. Ager Oliva, la startup pistoiese procede speditamente verso il suo obiettivo: recuperare il patrimonio agricolo sempre più a rischio idrogeologico, tornare a rendere produttivo l’ulivo e aumentare la produzione di extravergine toscano. Quello stesso olio che arriverà nelle case di chi aderisce all’adozione delle piante. Ma non è finita: l’azienda guidata da Tommaso Dami, una laurea in Economia e una passione per l’agricoltura, ha appena preso in gestione un nuovo uliveto sopra la casa museo di Leonardo da Vinci. Presto quegli alberi verranno messi in salvo e torneranno a produrre olio.

Numeri e nuovi progetti

L’azienda è partita lo scorso marzo riportando in vita 600 piante in quattro mesi. Ora è arrivata a 1.200, prevedendo un ulteriore raddoppio – oltre tremila alberi – per il prossimo anno. Finora i campi sottratti al degrado sono stati sei ettari. Il futuro è più che roseo perché si prevede di recuperare almeno 15 ettari di terreni così da restituire vita al patrimonio paesaggistico toscano. Inoltre, l’istituto Diocesano di Pistoia che gestisce i terreni a Vinci, attorno alla casa museo del grande scienziato e artista toscano, ha affidato ad Ager Oliva tre ettari di terreno – che conta seicento piante – abbandonato da oltre dieci anni. Presto quel campo e quelle piante torneranno a vivere e potrà arrivare nelle case di chi adotta quegli ulivi l’olio di Leonardo: un progetto molto ambizioso e di alto valore ambientale, sociale, agricolo e culturale.

Il recupero

«Siamo molto felici di questi risultati e dell’emozione che percepiamo negli occhi e nelle parole dei nostri sostenitori italiani e stranieri, siano essi aziende o privati», dice Tommaso Dami. «Questi risultati ci portano sempre più vicini al nostro obiettivo: salvare quattro milioni di ulivi abbandonati. Non possiamo abbandonare le colline e gli ulivi dando un calcio alla storia, alla cultura e alla tradizione che contraddistinguono la nostra comunità come popolazione mediterranea. A oggi abbiamo oltre dieci collaboratori – prosegue Dami -, età media 35 anni: tutti affiatati e disponibili. Possiamo dire di aver creato un’onda di emozione in un settore che si sente da troppo tempo in crisi. Non vediamo l’ora di incontrare di persona tutti i sostenitori al prossimo pic-nic in campo nel 2022, magari proprio nel campo che vogliamo recuperare sopra la casa di Leonardo Da Vinci».

L’idea e il team

Salvare un ulivo e aderire all’adozione è facile. Sul sito http://www.ageroliva.it si sceglie la zona geografica e addirittura la singola pianta. Con il costo di 49 euro l’anno si potrà poi dare il nome all’albero, che avrà il cartello in bella vista, fare visita alla pianta e ricevere due litri d’olio d’oliva extravergine per ogni pianta adottata. Un’altra possibilità, sempre scegliendo l’ulivo ed il nome, è quella di regalarlo ai propri amici, familiari o ai dipendenti della propria azienda, regalando così un pezzo di terra toscana. La procedura è rigorosa: dopo il taglio di eventuali rami infestati e secchi, vengono falciate l’erba e i pruni intorno alla pianta, sistemati gli argini e le fosse limitrofe, tagliati quindi i polloni (rami sterili che tolgono nutrimento all’albero) che crescono alla base del tronco. Poi si passa alla concimatura organica delle piante. Molto spesso gli ulivi abbandonati presentano varie malattie e un’evidente mancanza di nutrimenti. Per questo si interviene con trattamenti biologici per eliminare il problema. Con la potatura, si ripristina la chioma dell’ulivo. Si porta così la pianta nella situazione ottimale per dare il frutto. Tra ottobre e novembre si raccolgono le olive e, in 24 ore, si portano in frantoio per la spremitura a freddo. Lo stoccaggio dell’olio avviene in tini di acciaio per non far modificare le qualità organolettiche, prima dell’imbottigliamento e della spedizione che avviene subito dopo la spremitura. A questo punto arriveranno a casa due litri di olio per pianta.

All’interno del team, insieme a Tommaso, c’è Ana Soto, 27 anni, laurea in Economia e Commercio Internazionale. Ora lei è a capo del marketing e del customer care. Sempre all’interno della squadra troviamo anche Cosimo Lunetti, 22 anni, che è il social media manager. Una squadra pronta alla prossima sfida.

Covid, 27 giugno: in Piemonte tasso di positività allo 0,3%. Ricoveri in lieve calo

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Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 31 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 4 dopo test antigenico), pari allo 0,3% di 9.041 tamponi eseguiti, di cui 6.238 antigenici. Dei 31 nuovi casi, gli asintomatici sono 23 (74,2%).

I casi sono così ripartiti: 8 screening, 22 contatti di caso, 1 con indagine in corso; per ambito: 0 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 1 scolastico, 30 popolazione generale.

Il totale dei casi positivi diventa quindi 366.877 così suddivisi su base provinciale: 29.587 Alessandria, 17.493 Asti, 11.526 Biella, 52.935 Cuneo, 28.260 Novara, 196.362 Torino, 13.737 Vercelli, 12.979 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.501 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.497 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 15 (-2 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 174 (- 6 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 872.

I tamponi diagnostici finora processati sono 5.386.513 (+ 9.041 rispetto a ieri), di cui 1.758.612 risultati negativi.

I decessi rimangono 11.694. Nessun decesso di persona positiva al test del Covid-19 è stato comunicato dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte. Il totale rimane quindi di 11.694 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.566 Alessandria, 713 Asti, 432 Biella, 1.454 Cuneo, 943 Novara, 5.588 Torino, 525 Vercelli, 373 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 100 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

354.122 guariti. I pazienti guariti sono complessivamente 354.122 (+74 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 27.927 Alessandria, 16.745 Asti, 11.023 Biella, 51.395 Cuneo, 27.247 Novara, 190.182 Torino, 13.161 Vercelli, 12.590 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.436 extraregione e 2.416 in fase di definizione.