Categoria: CALCIOSCOMMESSE | LE CAMARILLE

Maxi truffa in forniture di gasolio

ALDO VINCENT ARRESTATO

L’inchiesta, nata dall’esposto presentato due anni fa alla procura di Roma da un funzionario pubblico che aveva maturato dei dubbi sulla regolarità delle forniture, si è presto estesa ad altre regioni: gli indagati sono in tutto 45, mentre le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite tra Lazio, Abruzzo e Campani
ROMA – Si aggiudicavano gran parte degli appalti pubblici grazie a vantaggiosissimi ribassi d’asta. Ma quando le autobotti andavano a rifornire i clienti, grazie a contalitri taroccati agli acquirenti finiva dal 30 al 50% di gasolio in meno di quello ufficialmente erogato e contabilizzato.
E’ una megatruffa ai danni di enti pubblici quella scoperta dal nucleo regionale di polizia tributario del Lazio della guardia di finanza: l’operazione, denominata «Dirty diesel», ha portato all’esecuzione di 19 ordinanze di custodia cautelare – di cui sei in carcere – ai danni di altrettanti amministratori e dipendenti di un cartello di imprese facenti capo alla famiglia Lilli di Cappadocia (L’Aquila). Tra le vittime del raggiro, ospedali, asl, scuole, ministeri ma anche caserme dei carabinieri, dell’esercito e della marina.

L’inchiesta, nata dall’esposto presentato due anni fa alla procura di Roma da un funzionario pubblico che aveva maturato dei dubbi sulla regolarità delle forniture, si è presto estesa ad altre regioni: gli indagati sono in tutto 45, mentre le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite tra Lazio, Abruzzo e Campania. Almeno quattro le società coinvolte: la L.M. Petroli Srl di Carsoli (L’Aquila), la Lilli Petroli Spa di Scurcola Marsicana (L’Aquila) e la Petrol Car Srl di Cave (Roma) erano quelle titolari delle forniture irregolari, mentre la Casilina Petroli Srl di Casagiove (Caserta) provvedeva a riciclare il prodotto in eccedenza.

Agli arrestati viene contestato il reato di associazione per delinquere finalizzato alla truffa in danno alla pubblica amministrazione, alla frode in commercio e alla ricettazione, ma un’altra tranche – tuttora aperta – dell’inchiesta mira ad accertare le eventuali connivenze di pubblici ufficiali: tra i sospettati, almeno una decina, ci sarebbero per lo più responsabili amministrativi dei controlli ma anche personale dell’esercito.

«Le prove del raggiro sono numerosissime, e indiscutibili – ha spiegato in una conferenza stampa Brizio Montinaro, procuratore della Repubblica di Avezzano, che ha coordinato le indagini – abbiamo intercettato circa 10mila tra comunicazioni telefoniche e fax, perquisito oltre 50 tra abitazioni e società e acquisito una copiosa documentazione contabile parallela, totalmente in nero». I sequestri operati dagli uomini delle Fiamme gialle hanno riguardato anche un serbatoio da un milione di litri, 37 tra autocisterne e rimorchi utilizzati dalle società per le forniture, due cisterne aeree e le relative colonnine erogatrici.

«Tutto è stato ricostruito nei minimi dettagli – ha sottolineato il procuratore – in sette danni di attività, dal ’97 al 2004, il prodotto petrolifero sottratto illegalmente alla fornitura ha raggiunto i 25 milioni di litri complessivi, mentre quello riciclato supera i 17 milioni di litri».
Ingenti anche i danni arrecati al fisco – 13 i milioni di euro di accise e 18 i milioni di euro di imposte e di Iva evasi – e alle casse di ministeri, regioni e comuni, che anticipavano ingenti somme per gasolio mai arrivato a destinazione.
«Ci sono state persino mancate consegne – ha ricordato il comandante del nucleo regionale di polizia tributaria, colonnello Giovambattista Urso – giustificate da fatture fasulle, ma lo stratagemma più collaudato era quello della consegna parziale, con il contalitri taroccato elettronicamente: la sera prima della consegna, l’autista (ricompensato con 2,5 centesimi a litro, ndr) riceveva precise istruzioni sulla quantità di gasolio da sottrarre e predisponeva l’eprom, l’apposito misuratore montato sull’autobotte».
A consegna ultimata, il gasolio rimasto veniva riciclato ad un secondo acquirente, che nella maggior parte dei casi conosceva l’origine del prodotto ed acquistava in nero (è il caso, tra gli altri, di molti condomini), ma che qualche volta era in perfetta buonafede.

FONTE: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/35270/maxi-truffa-in-forniture-di-gasolio.html

Di Giuseppe, Campitelli, Di Nicola

Di Giuseppe, Campitelli, Di Nicola

Di Giuseppe, Campitelli, Di Nicola

La Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei giorni scorsi, ha inviato l’avviso di conclusione delle indagini a circa 80 indagati nell’ambito dell’inchiesta Dirty Soccer, tra cui anche quelli relativi alla combine dell’ormai famigerato match del girone B di Lega Pro tra Savona e Teramo giocato lo scorso 2 Maggio allo stadio “Bacigalupo” per la quale il club biancorosso ha già pagato con la revoca della promozione in serie B sul piano sportivo, con conseguente ammissione dell’Ascoli Picchio nel torneo cadetto.

Chiusa quindi l’indagine penale a carico del patron del Teramo Luciano Campitelli, dell’ex direttore sportivo del Diavolo Marcello Di Giuseppe, dell’ex responsabile dell’area tecnica de L’Aquila Ercole Di Nicola, del direttore sportivo Giuliano Pesce, dell’ex consulente di mercato del Savona Marco Barghigiani, dell’ex allenatore del Barletta e del Savona Ninni Corda e dell’ex calciatore dell’Atletico San Paolo Padova Davide Matteini.

Per tutti gli indagati l’accusa è di frode sportiva, tranne che per Ercole Di Nicola al quale viene contestato anche il reato di associazione a delinquere per altre vicende. Adesso le difese potranno prendere visione di tutti gli atti della Procura di Catanzaro e predisporre le memorie difensive, dopodiché i Pubblici ministeri potranno chiedere il rinvio a giudizio al Giudice per le indagini preliminari.

Roma, drone in volo su piazza Pio XII, denunciato turista russo

Avvistato nella notte dai carabinieri della Compagnia San Pietro: violava la “No fly zone” istituita per motivi di sicurezza nel centro storico della CapitaleUn drone in volo nelle immediate vicinanze di piazza San Pietro è stato avvistato nella notte dai Carabinieri della Compagnia Roma San Pietro che sono immediatamente intervenuti per identificare il “pilota” che stava violando la “No fly zone” istituita per motivi di sicurezza nel Centro Storico della Capitale.

I militari sono riusciti a “pizzicare” un cittadino russo di 41 anni, incensurato, che si stava divertendo a scattare foto e girare video da un punto di vista sicuramente privilegiato, ma in violazione dell’Art. 1102 del Codice della Navigazione.

Per

questo motivo, il drone, il radiocomando e la scheda di memoria sono state sequestrate dai Carabinieri e per il turista è scattata la denuncia a piede libero con l’accusa di violazione del divieto di sorvolo.

Si tratta del secondo drone sequestrato dai carabinieri di Roma nelle ultime settimane: il 27 agosto scorso, infatti, stessa sorte era toccata al quadricottero di un 37enne statunitense che stava filmando dall’alto il Pantheon.

FANNY E EMILY photo

D’altronde, quale discoteca può dire di avere sul palco una ex ginnasta professionista? “Il mondo della notte è vario – spiega Fanny – in base alla serata si lavora con persone differenti e bisogna tenere occhi sempre bene aperti”. Ma le strade delle due sorelle iniziano, come detto, dalla Toscana, per poi trasferirsi alle porte di Milano per coltivare il sogno della ginnastica. Un mondo nel quale ci si sono buttate quando ancora erano alla scuola materna, “uno sport che ci ha dato disciplina e insegnato il rispetto dell’avversario” e ha tolto loro altrettanto: “Poca vita sociale, scarsi guadagni, tantissima fatica in palestra per 7 ore al giorno, sette giorni su sette”. Oltre che dal nome fuori dal comune, Fanny ed Emily Armi sono accomunate dalla passione per il ballo latino-americano, per il piacere di sentirsi belle davanti all’obbiettivo della macchina fotografica e per aver vissuto più di metà della loro vita in una palestra alle prese con corpo libero e parallele. Se i loro nomi vi dicono qualcosa, sappiate che non vi sbagliate: Emily Armi è stata fra le protagoniste della serie tv “Vite Parallele”, ha rappresentato la Nazionale Italiana di Ginnastica Artistica a tre Europei e due Mondiali, portandosi a casa un argento a squadre e un bronzo individuale ai Giochi del Mediterraneo del 2009.

La sorella Fanny, di tre anni maggiore, nel 2007 si è laureata Campionessa Italiana ed è salita sul podio anche negli Italiani Junior e Senior di Firenze e Ancona. Insomma, sportive e senza troppi fronzoli, orgogliosamente toscane – per la precisione di Montevarchi – e più che mai richieste dai fotografi italiani per set, shooting, progetti fuori dal comune. Entrambe testimonial di brand di abbigliamento e accessori, Fanny Armi è oggi una performer acrobata richiesta in ogni parte d’Italia e non solo.
Se lo rifarebbero? Emily Armi non ha dubbi, lei che ha vissuto gli anni d’oro di una regina della Ginnastica Artistica Italiana come Vanessa Ferrari: “Sì, lo rifarei per arrivare a livelli ancor più alti. Ma devo dire grazie alla Ginnastica Artistica perché oggi mi sta dando l’opportunità di lavorare in questo mondo che sono tornata a sentire mio dopo aver smesso con le gare. In quel di Napoli, come Responsabile tecnico regionale del Centro Sportivo Educativo Nazionale (CSEN), si occupa di crescere le nuove leve della ginnastica e di aggiornare i docenti, istruendoli per far sì che ogni allenamento sia sempre più personalizzato.

Sarà per il corpo atletico, sarà per quel sorriso sempre splendente, fatto sta che anche Emily Armi è diventata testimonial per vestiti, costumi e accessori di numerosi brand italiani. Una ribalta che ha accresciuto la sua enorme popolarità ricevuta dall’aver partecipato a Vite Parallele, che tramite Mtv ha aperto all’Italia intera le porte della disciplina dell’Artistica: “Un mondo dove, purtroppo, non è tutto così vero come sembra e in cui la fatica dell’allenamento non è sempre ripagata in maniera corretta”.

Ne sa qualcosa la sorella Fanny, atleta promettente ad inizio Millennio che ha poi chiuso con l’Artistica dopo qualche esperienza tutt’altro che da raccontare. Cosa che fanno crescere. Per una porta che si è chiusa, un’altra se n’è spalancata. Occhi magnetici, capelli scuri, fisico scultoreo e sorriso perenne. I fotografi hanno iniziato a richiederla appena maggiorenne ed oggi, a 25 anni di età, ha all’attivo decine di shooting, qualche copertina patinata sulle riviste di moda, pubblicità, servizi per fotografi internazionali e un elenco interminabile di animazioni notturne.

Il suo essere ballerina e performer l’ha portata nel teatro delle navi da crociera, alla sfilata di Expo Milano 2015 e ancora alla Spring Break Invasion. “Sono performer, insegno pole dance e burlesque, non smetto mai di migliorarmi per poter essere originale”. Originale, proprio come i nomi delle due sorelle Armi: “Mamma voleva due figlie fuori dal comune, direi che le ha avute…”.

Alberto T.

Indagati i due carabinieri accusati di violenza da due studentesse americane

Le due giovani li accusano di averle violentate dopo che erano intervenuti per sedare disordini fuori da un locale
Sono stati individuati e indagati i due carabinieri accusati da due ragazze statunitensi di averle violentate. L’inchiesta sulla vicenda è stata aperta dalla procura di Firenze. I due militari sono tra quelli che, nella notte tra il 6 ed il 7 settembre, sono intervenuti in una discoteca di Firenze, chiamati dal titolare, per disordini che si erano verificati nel locale. I due carabinieri, secondo l’accusa delle ragazze, le avrebbero accompagnate a casa dove si sarebbero verificati gli abusi.
Ci sarebbero testimoni che hanno visto le due ragazze salire sull’auto di servizio dei carabinieri, davanti alla discoteca, e il percorso fino davanti l’abitazione delle due giovani statunitensi, nel centro di Firenze, sarebbe confermato anche dalle immagini di alcune telecamere di sorveglianza. I due militari non sarebbero ancora stati ascoltati dalla procura, né al momento, raggiunti da informazione di garanzia.
Gli inquirenti hanno sentito le ragazze ancora in procura ieri fino a tarda notte, separatamente, e il loro racconto è adesso al vaglio degli uomini della squadra mobile. Gli inquirenti avevano deciso di risentirle per chiarire alcuni punti e colmare alcune lacune presenti nel primo resoconto che avevano fornito a poche ore dal fatto. Le due ragazze avevano confermato la loro versione.
Intanto il console generale Usa a Firenze, Benjamin Wohlauer, ha incontrato il questore di Firenze Alberto Intini stamani in questura. Il colloquio tra il diplomatico ed il questore è durato poco meno di un’ora ed il console ha lasciato la questura senza fare dichiarazioni. Firenze è una delle città italiane con la maggiore concentrazione di sedi di università americane, alle quali si aggiungono le numerosissime scuole di lingua italiana per stranieri.

Vaccini, Zaia sospende decreto di moratoria

Ci risiamo, stanno provando a dare una svolta alla befana di Piazza Navona. Non siamo sicuri che sia quella che vogliono i romani, non siamo sicuri che sia quella della tradizione e non siamo sicuri che gli errori del passato, i privilegi a pochi, per parlarci chiaro a poche famiglie di bancarellari scompariranno d’incanto. Provare per credere. Per ora ci sono dei criteri. Giudicherà il mercato, e cioè la gente. Intanto ci saranno 48 banchi invece di 103 e più possibilità di gioco per i bimbi. I criteri di scelta saranno «a favore dell’ambiente» e premieranno «l’uso di prodotti ecocompatibili». Introdurre una concorrenza più aperta e trasparente tra gli operatori sarà uno degli obiettivi. Sono questi i requisiti principali del bando per la Befana presentato in Campidoglio, la cui volontà è «ripristinare la tradizione di una festa davvero a misura di bambino, assicurando il decoro e il rispetto del prestigio storico-architettonico che si devono a piazza Navona». In piazza ci saranno 28 banchi per il commercio e 20 per l’artigianato. E poi, come da tradizione, la giostra, il teatro dei burattini e il grande presepe artigianale. L’avviso pubblico predisposto dal dipartimento Attività produttive prevede lo svolgimento della festa ogni anno dal 1° dicembre al 6 gennaio (solo quest’anno si inizierà il 2) e introduce alcune rilevanti novità sul fronte della selezione. La più importante è che fino all’80% del punteggio attribuibile sarà legato alla qualità dei prodotti e dell’offerta, al rispetto dell’ambiente, alla tutela sociale. L’anzianità di impresa invece varrà solo per il 20% . Per garantire maggiore concorrenza non potrà essere assegnata allo stesso soggetto più di una concessione per ogni tipologia di posteggio, alimentare e non. La concessione durerà nove anni. I vincitori dovranno allestire a proprie spese il banco secondo le prescrizioni della Soprintendenza archeologia, ma quest’anno sarà consentito l’uso di strutture autoportanti di colore bianco. Saranno premiati i dolciumi natalizi con marchio di certificazione di qualità; l’utilizzo di ingredienti biologici; la presenza di prodotti per celiaci. Nel settore artigianale, più punti per addobbi e presepi realizzati a mano e sul posto e con materiali naturali o riciclati. Spazio anche alla solidarietà, con la previsione di un punteggio aggiuntivo per chi offre prodotti provenienti dalle zone colpite dai terremoti. Per la prima volta entreranno nella festa spazi per la dimostrazione di tecnologie innovative, come la stampa digitale. Premiati anche gli esercenti che si impegneranno a usare sacchetti e contenitori ecocompatibili e che utilizzeranno lampadine a risparmio energetico. Ci piacera?

Terremoto devastante in Messico, 8,1. Allarme tsunami

E’ salito a 32 vittime il bilancio del terremoto di magnitudo 8.2 che ha colpito il Messico nella notte. Secondo quanto riferito dal presidente Enrique Pena Nieto, che ha parlato al termine di una riunione del Centro nazionale di prevenzione dei disastri: le vittime sono state registrate nello stato di Oaxaca, nel Chiapas e nello stato di Tabasco. La scossa è stata avvertita con molta forza anche a Città del Messico, in gran parte restata senza corrente. Molti i cittadini scesi in strada.

Si teme che il bilancio delle vittime possa aggravarsi. Ci sono ancora 4 persone intrappolate nell’hotel “Ane Centro”a Matias Romero, nell’Istmo di Tehantepec (Oaxaca). L’albergo, di sei piani, è crollato dopo il terremoto. Lo riferisce la protezione civile, precisando che l’hotel è crollato parzialmente ed è rimasto appoggiato su uno dei lati. Diversi i feriti mentre i soccorsi lavorano per rimuovere le macerie. Altri 5 ospiti dell’albergo sono stati tratti in salvo.

Nella vicina località di Juchitan è crollata una piccola chiesa, oltre al palazzo municipale, alcune abitazioni e negozi: si teme quindi che ci possano essere delle vittime. Il governatore dello stato del Chiapas, Manuel Velasco, aveva chiesto di evacuare le aree abitate della costa a seguito dell’allerta tsunami, poi rientrato all’alba, dopo il forte terremoto di questa notte in Messico avvertita con forza anche nella capitale.

Il governatore di Tabasco, Arturo Nunez, ha reso noto che una delle due giovani vittime è morta in seguito al crollo di un muro. Il secondo, un neonato, a causa del black out nell’ospedale in cui era ricoverato e quindi del blocco della macchina da cui dipendeva per respirare.

Molto forti anche le scosse di assestamento: se ne sono giù avvertite oltre 40. Le persone sono uscite dagli edifici nel sud ovest del paese. Il Servizio Sismologico Nazionale del Messico ha stimato in 8,2 Richter la magnitudo del terremoto che ha colpito il Paese ieri sera. Xyoli Perez, responsabile del Servizio, ha detto che si è trattato del sisma di maggior magnitudo mai registrato nella storia del Paese.

Anche se non in modo strutturale, alcune autostrade messicane hanno subito danni per il terremoto nella notte nel paese: lo rende noto Luis Felipe Puente, responsabile della protezione civile. A subire dei danni sono stati anche alcuni ospedali pubblici nello stato di Oaxaca, ha aggiunto Puente, precisando che i pazienti ricoverati sono stati fatti evacuare per poter valutare i danni. Sempre a Oaxaca, il terremoto ha d’altro lato provocato l’esplosione di una raffineria. Non ci sono stati feriti nè danni.

L’allerta tsunami era stato diramato ancche sulla costa occidentale di Messico, Ecuador, Nicaragua, Panama, Guatemala, Honduras, El Salvador e Costa Rica.

L’epicentro del sisma è stato registrato a 165 chilometri da Tapachula, al largo delle coste dello stato meridionale del Chiapas, ad una profondità di 35 chilometri. Anche gran parte di Città del Messico è restata senza luce.

Anche se distante dalla capitale, numerose persone hanno abbandonato le case e sono scese in strada al buio.
Circa 50 milioni di persone hanno avvertito la scossa: lo ha detto il presidente del Paese, Enrique Pena Nieto. In una breve dichiarazione a Televisa, il capo dello Stato ha invitato la popolazione a stare all’erta, in vista di possibile repliche nelle prossime 24 ore.
Venerdì 8 Settembre 2017 – Ultimo aggiornamento: 16:16

Irma davasta i Caraibi: 16 morti. Ora punta su Cuba e Florida

Irma davasta i Caraibi: 16 morti. Ora punta su Cuba e Florida

PLAY FOTO L’uragano Irma devasta i Caraibi
«Dovete andare, adesso! Mettete le vostre famiglie in salvo!». Il governatore della Florida, Rick Scott, guida così, con questo appello perentorio, l’allerta che le autorità del “Sunshine State” lanciano da ore in attesa del mega-uragano Irma in arrivo, inesorabile, minaccioso come non mai. Nelle ultime ore la categoria è scesa da cinque a quattro, ma il suo potenziale di devastazione supera anche l’incubo “Andrew”, l’uragano che colpì la Florida nel 1992 uccidendo 60 persone al suo passaggio. Le immagini di quella distruzione sono ancora vivide nella memoria dello Stato solitamente baciato dal sole che rivive la paura, mentre Irma ha già seminato morte tra le Virgin Islands britanniche e americane, St. Martin e St. Barts, le isole di Anguilla e Barbuda. Il suo bilancio di vittime è salito a 20.

FOTO  di 

Gli sforzi in queste ore sono tutti concentrati sulla prevenzione, perchè l’evento si preannuncia «catastrofico» ha ripetuto il governatore Scott nell’ennesimo aggiornamento, comparendo a cadenza regolare davanti alle telecamere. Per la Florida è un test epocale, letteralmente, per verificare se le misure adottate dopo il passaggio di ogni uragano – e che hanno segnato il destino e la storia di questo stato – sapranno reggere l’urto della violenza di questo nuovo “mostro”. Contromisure abbozzate già negli anni ’20, quando Miami Beach aveva un altro profilo, e dopo il passaggio di Andrew”, quando furono imposti nuovi standard per la costruzione degli edifici nello stato più esposto alla furia degli uragani e per questo diventato quello con le regole più severe. Miami in particolare è la città che più deve temere la furia di Irma, stando alle previsioni dei meteorologi, e dove sono in corso operazioni di evacuazione massicce, come in tutto il sud della Florida. Un vero e proprio esodo, nella consapevolezza che anche dopo il passaggio di Irma l’intera zona potrà rimanere isolata e con difficoltà di accesso per giorni. Perdere tutto e ricominciare che è l’incubo che perseguita centinaia di migliaia di residenti in quell’America, per molti da sogno e da cartolina, ma che da sempre è anche esposta alla furia della natura.

Da Washington il presidente Donald Trump guarda con apprensione e twitta il suo appello a mettersi al sicuro dall’uragano di «proporzioni epiche», loda l’operato delle autrorità e intanto dichiara lo stato di emergenza anche in Georgia, mentre la Camera approva dopo il Senato lo stanziamento di 15,3 miliardi di dollari in aiuti per le vittime di Harvey, con il provvedimento che adesso attende soltanto la firma del presidente. Irma minaccia però anche gli interessi personali del tycoon, ovvero la sua residenza a Palm Beach, Mar-a-Lago Club, che è stata sprangata, così come sono stati chiusi i vicini golf club e resort di proprietà dei Trump, che non accettano nuove prenotazioni e hanno revocato tutte le penali legate alle cancellazioni. Davanti alla Florida un altro paradiso dei turisti: Cuba, dove pure è scattato l’allarme per l’arrivo dell’uragano Irma e sono almeno 51 mila i turisti che le autorità dell’isola stanno evacuando, stando al New York Times: di questi 36 mila si trovavano nei vari resort sulla frequentatissima costa settentrionale dell’isola, tra la capitale Avana e la località balneare di Varadero.

RELOAD 2014 giornaliste vendute

RELOAD 2014 giornaliste vendute


27 mar 2014 13:21

TELEGIORNALISTE A BRUXELLES! LA CORSA DEI PARTITI PER ACCAPARRARSI I VOLTI NOTI ACCHIAPPAVOTI DA SPEDIRE ALL’EUROPARLAMENTO: FORZA ITALIA PUNTA SU FARFALLINA PETRUNI (TG1), IL PD SPERA IN BIANCA BERLINGUER (TG3)

Con “Fratelli d’Italia” spuntano Chiara Capuani (Rai Parlamento) e Ida Peritore (Tg1), Sonia Sarno (Tg1) per la Lega, i vendoliani vogliono Maria Cuffaro (Tg3), con i berluscones si parla anche di Maria Antonietta Spadorcia (Tg2). La veltroniana Ilaria Capitani (Tg2) potrebbe entrare nella lista Pd…

1 – TELEGIORNALISTE PRONTE PER BRUXELLES
Defilè europeo per Bruxelles. Partiti a caccia di candidate, soprattutto se di casa in tv e acchiappavoti. Da Saxa Rubra sono pronte a sbarcare con “Fratelli d’Italia” Chiara Capuani di Rai Parlamento e la notista politica del Tg1, ida Peritore, che verrebbe candidata in Sicilia perché originaria di Licata e dovrebbe vedersela con un’altra sicula doc, la fedelissima di Schifani Simona Vicari, capolista Ncd nelle isole.
SUSANNA FARFALLINA PETRUNISUSANNA FARFALLINA PETRUNI 

 Per il Pd scenderebbe in lista Ilaria Capitani, molto vicina a Walter Veltroni. Per la Lega disco verde per Sonia Sarno del Tg1, mentre i vendoliani di Sel attendono una risposta da Maria Cuffaro del Tg3. Imbarazzo della scelta, invece, per Forza Italia, che dovrà optare fra due telegiornaliste pronte a candidarsi: Susanna Petruni del Tg1 e Maria Antonietta Spadorcia del Tg2.

2 – EUROPEE. BONACCINI: BERLINGUER UN BEL NOME, MA HA DETTO NO
(DIRE) – “Per quanto mi riguarda, quello della giornalista Bianca Berlinguer e’ un nome che avrebbe caratteristiche sicuramente adeguate a poter far bene al Parlamento Europeo, ma so per certo che non sarebbe disponibile”.
FRANCESCO BOVE E SUSANNA PETRUNIFRANCESCO BOVE E SUSANNA PETRUNI

  Lo ha dichiarato il Responsabile Nazionale Enti Locali del PD, nonche’ Segretario Regionale del partito in Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ospite dell’ultima puntata del programmatelevisivo “KlausCondicio”, condotto da Klaus Davi e in onda su You Tube (www.youtube.com/klauscondicio).
Bianca BerlinguerBianca Berlinguer 
 Interpellato sulla ricandidatura, forse come capolista, di David Sassoli, Bonaccini ha ribadito: “David e’ il capogruppo uscente ed e’ naturale la sua ricandidatura, avendo egli fatto bene, poi certo in lista avrebbe fatto ottima presenza magari anche un nome come quello di Bianca Berlinguer, ma non era disponibile a candidarsi col PD alle elezioni europee. Ho visto che e’ girato sui giornali nei giorni scorsi, ma, come ho gia’ detto, non ci sara’ nessuna candidatura di Bianca Berlinguer. Mi hanno chiesto che cosa ne pensi e ripeto che la stimo molto, ma che non avrebbe accettato”.
MARIA CUFFAROMARIA CUFFARO
ida peritoreida peritore

Messico, terremoto di magnitudo 8,2: almeno 15 morti. Rientrato allarme tsunami

Messico, terremoto di magnitudo 8,2: almeno 15 morti. Rientrato allarme tsunami

Messico, terremoto di magnitudo 8,2: almeno 15 morti. Rientrato allarme tsunami
(ansa)

L’epicentro sarebbe al largo della costa sud occidentale del Paese, ma la potenza della scossa ha fatto tremare la Capitale dove la gente ha abbandonato i palazzi. L’allarme per un possibile maremoto era stato diffuso fino al El Salvador e Costa Rica

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Una forte scossa di terremoto di magnitudo 8.2 è stata avvertita nella notte alle 23.49 (6.49 ora italiana) a Città del Messico. L’epicentro è stato individuato sotto l’oceano Pacifico, 87 km a sudovest di Pijijiapan, a una profondità di 69,7 km. Al momento confermate quindici vittime:10 persone hanno perso la vita nella zona dell’Istmo di Tehuantepec, a Oaxaca, tre persone sono morte in Chiapas, e due minori a Tabasco. “È stato il più forte dal 1932”, ha detto il presidente messicano, Enrique Peña Nieto, ed è stato avvertito da 50 milioni di persone in diverse zone del Paese. “È un sisma di grande scala, più potente di quello del settembre 1985”, ha proseguito il presidente, aggiungendo che ci sono già state 65 repliche e che il rischio è che entro 24 ore ce ne siano altre, anche potenti e pericolose.

L’alalrme tsunami è rientrato in tarda mattinata (ore italiane). Nonostante ciò, il governatore del Chiapas Manuel Velasco ha chiesto di evacuare comunque le aree abitate della costa perchè sono state registrate onde molto alte dal Centro di allerta tsunami del Pacifico. Peña Nieto ha poi annunciato che il Chiapas è in stato di emergenza: in questo modo lo Stato, il più colpito dal sisma, riceverà più facilmente gli aiuti necessari.

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#ÚltimaHora @VelascoM_ urge a poblacionescosterasevacuar trasalertade oleajetras#temblor https://t.co/FGvnsnoQdJ pic.twitter.com/h0lnmRcgVQ

— ElUniversal (@El_Universal_Mx) 8 settembre 2017</blockquoteclass=”twitter-tweet”>

Ci sono state stime contrastanti sulla magnitudo del sisma: per il Centro di allerta tsunami del Pacifico è stata di 8,2 (dato ufficializzato dal presidente Peña Nieto), per il Servizio Sismologico Nazionale del Messico di 8,4, per il Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs) di 8,1. Il meccanismo che ha generato questo terremoto, ha osservato il sismologo Alessandro Amato dell’Ingv, è legato alla placca oceanica che spinge sotto quella continentale americana. Ha tremato anche l’Angelo dell’indipendenza, lo storico monumento che si trova sul ‘Paseo de la Reforma’ nella Capitale, della quale è uno dei simboli. La colonna, che è stata eretta nel 1910, è crollata durante il terremoto del 1957.

Il forte sisma è stato seguito da altre sei scosse di magnitudo tra 4,4 e 5,7. Lo Us Geological Survey pochi minuti dopo la forte scossa aveva diramato un allerta tsunami che dalla costa occidentale del Messico ha interessato poi Ecuador, Nicaragua, Panama, Guatemala, Honduras, El Salvador e Costa Rica.

Terremoto a Città del Messico: gli abitanti si riversano in strada

La potenza della scossa è stata tale da far tremare anche i palazzi della Capitale, distante dall’epicentro quasi mille chilometri, provocando fughe di massa nelle strade. Le sirene degli allarmi hanno suonato, in alcuni quartieri di Città del Messico è andata via la corrente elettrica e migliaia di persone hanno lasciato le abitazioni. Il governo messicano ha reso noto che le scuole nella Capitale, Città del Messico, oggi rimarranno chiuse “per poter precedere ad una revisione delle infrastrutture”.

Tomamos la decisión de suspender las clases mañana en todo el estado en tanto se realizan labores de evaluación de edificios.

Sulla città pochi minuti dopo l’allarme hanno cominciato a volare elicotteri della protezione civile per verificare che non vi fossero stati crolli. La compagnia petrolifera statale, Pemex, ha annunciato l’avvio di verifiche sugli impianti, in particolare sulla raffineria di Salina Cruz che si trova nella regione dell’epicentro. Le autorità del Salvador hanno messo in preallarme le comunità locali per un’eventuale evacuazione della popolazione dalle zone costiere.

Come sempre accade in casi di crisi, guerre e calamità, tante informazioni arrivano attarverso i social. Ed è Twitter, in questo caso, a dare la notizia di persone intrappolate nell’Hotel Anel a Oaxaca.