Categoria: attualità

Novartis заявила о смерти ребенка в России при лечении препаратом Zolgensma

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МОСКВА, 12 авг – РИА Новости. Два ребенка в России и Казахстане умерли в ходе лечения спинальной мышечной атрофии (СМА) при помощи препарата Zolgensma, об этом сообщила швейцарская фирма-производитель лекарства Novartis.

Киев заявил о готовности содействовать поездке экспертов МАГАТЭ на ЗАЭС

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ООН, 12 авг – РИА Новости. Киев готов содействовать поездке экспертов МАГАТЭ на Запорожскую АЭС через подконтрольную ему территорию и в соответствии с законодательством Украины, заявил на заседании СБ ООН украинский постпред при ООН Сергей Кислица.

Maltempo: chiesti stato d’emergenza in Campania e di calamità naturale in Lombardia

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Dopo i danni provocati dall’ondata di maltempo martedì scorso, la regione Campania ha chiesto la dichiarazione dello stato d’emergenza.
“In relazione agli eventi alluvionali che hanno colpito diversi territori della Campania e con particolare intensità e gravità l’area del Comune di Monteforte Irpino, in provincia di Avellino – si legge in una nota – è stata formalizzata dal presidente Vincenzo De Luca, sulla base della relazione della Protezione Civile Regionale, la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza”. Allo stesso tempo “sono state messe a disposizione risorse della stessa Protezione civile regionale per i primi interventi”.
Sempre a causa del maltempo, la Lombardia ha invece chiesto lo stato di calamità naturale per i danni in Valcamonica e nell’Oltrepò Pavese provocati dalle piogge e dalle grandinate delle scorse settimane. Per il solo mese di luglio, nella regione si stimano danni per 171 milioni di euro.
Intenzionato a chiedere al Governo lo stato di calamità naturale è anche Monteforte Irpino, piccolo comune dell’avellinese dove martedì scorso un fiume d’acqua, fango e detriti ha invaso il corso principale e alcune vie limitrofe, causando lo sfollamento di sei famiglie (stime precise dei danni non sono state ancora fatte).
Continua intanto a raccogliere firme la petizione “Un voto per il clima” lanciata lo scorso 3 agosto su Change.org da Gree&Blue Ged. Accompagnata dalla lettera aperta scritta dagli scienziati del clima italiani ai politici, la campagna – che ha superato quota 155mila firme – intende sensibilizzare le forze politiche affinché elaborino programmi approfonditi su questi temi e ci sia una pronta azione del prossimo governo per la lotta alla crisi climatica e ai suoi impatti.
Il riscaldamento eccessivo – spiegano gli studiosi -, insieme alle fortissime perturbazioni al ciclo dell’acqua e ad altri fenomeni meteo-climatici vanno ad impattare su territori fragili e creano danni a vari livelli, influenzando fortemente e negativamente anche le attività economiche e la vita sociale. Stime assodate mostrano come nel futuro l’avanzare del cambiamento climatico ridurrà in modo sensibile lo sviluppo economico e causerà danni rilevanti a città, imprese, produzioni agricole, infrastrutture. Nel Mediterraneo e in Italia, poi, la situazione potrebbe essere anche più critica, in quanto, ad esempio, si hanno già chiare evidenze di aumenti di ondate di calore e siccità, di ritiro dei ghiacciai alpini, di aumento delle ondate di calore marine e, in parte, di aumento degli eventi estremi di precipitazione.
In questo contesto – scrivono ancora gli scienziati – ci appare urgente porre questo problema in cima all’agenda politica. E oggi, l’avvicinamento alle prossime elezioni diventa l’occasione per farlo concretamente. Chiediamo dunque con forza ai partiti politici di considerare la lotta alla crisi climatica come la base necessaria per ottenere uno sviluppo equo e sostenibile negli anni a venire; questo dato di realtà risulta oggi imprescindibile, se vogliono davvero proporre una loro visione futura della società con delle possibilità di successo. In particolare, nella situazione attuale appare urgente porre in essere azioni di adattamento che rendano noi e i nostri territori più resilienti a ondate di calore, siccità, eventi estremi di precipitazione, innalzamento del livello del mare e fenomeni bruschi di varia natura; azioni che non seguano una logica emergenziale ma di pianificazione e programmazione strutturale.

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ASviS alle forze politiche: 10 proposte per un’Italia sostenibile

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In vista delle prossimi elezioni politiche fissate per il 25 settembre, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) ha presentato alle forze politiche un decalogo di proposte da integrare nei programmi elettorali per orientare verso lo sviluppo sostenibile le attività di governo e parlamento della prossima legislatura, come già accaduto per le elezioni del 2018.
Il 25 settembre 2022, fra l’altro, coincide in maniera significativa con il settimo anniversario dell’approvazione dell’Agenda 2030 (il Piano globale Onu per le persone, il Pianeta e la prosperità).
Il decalogo è costituito da un documento che riunisce dieci concetti chiave: accelerare la transizione ecologica; attuare politiche coerenti nel rispetto della costituzione; analizzare puntualmente gli scenari futuri; promuovere giustizia, trasparenza e responsabilità; integrare la sostenibilità nel funzionamento del parlamento; garantire maggiore equità tra i territori; ridurre le disuguaglianze di genere, territoriali e generazionali; assicurare a tutti i diritti di cittadinanza; tutelare la salute con un approccio integrato; promuovere la pace, la giustizia e il multilateralismo a livello globale.
Per promuovere il decalogo l’ASviS lancia anche una campagna di sensibilizzazione invitando la società civile a sottoscrivere il documento sulla piattaforma Change.org.

L’iniziativa – spiega l’ASviS – intende dare forza alle molte voci che si sono levate dalla società civile in questi giorni (come la recente lettera aperta degli scienziati sul clima) per chiedere ai partiti programmi e impegni orientati non solo al breve termine, ma a una visione dell’Italia in grado di affrontare le grandi sfide del futuro.
“Molte delle proposte che abbiamo formulato nel 2018 sono diventate realtà, come il richiamo alla tutela dell’ambiente e alla giustizia intergenerazionale inserito nella Costituzione grazie a un ampio consenso parlamentare e la trasformazione del Comitato interministeriale per la Programmazione economica (Cipe) in Comitato interministeriale per la Programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) – hanno spiegato Marcella Mallen e Pierluigi Stefanini -. Oggi, anche grazie al lavoro dell’ASviS, il concetto di sostenibilità è divenuto centrale nel dibattito pubblico, nelle strategie delle imprese, nell’azione della società civile, nelle scelte quotidiane delle persone. Ma non basta. Le diverse crisi in atto hanno rallentato l’attuazione dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 in Italia”.
Mallen e Stefanini hanno aggiunto: “Per invertire la tendenza bisogna compiere presto nuovi passi in avanti. Le rappresentanti e i rappresentanti della cittadinanza nella nuova legislatura dovranno sforzarsi di far proseguire le politiche attuative avviate in nome dell’Agenda 2030, l’architrave dello sviluppo dell’Italia e dell’Unione europea, andando oltre a quanto previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), le forze politiche dimostrino una visione del futuro saldamente ancorata agli Obiettivi globali, impegnandosi a coinvolgere la società civile per rispondere alle domande di sostenibilità che emergono in particolare dalle giovani generazioni. Per questo con l’ASviS chiediamo ai partiti e ai movimenti che partecipano alla campagna elettorale di assumere pubblicamente l’impegno a operare per conseguire l’Agenda 2030 attraverso dieci azioni, tutte di eguale importanza, selezionate tra le proposte che saranno contenute nel Rapporto ASviS 2022, considerando la scelta per la sostenibilità dello sviluppo non come un lusso ma come la chiave di volta fondamentale per uscire dalle crisi che stiamo vivendo e garantire un benessere durevole nel tempo”.

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Boschi e foreste: arriva il drone solare che stana gli incendi

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Si chiama “FireHound Zero”, che letteralmente significa “Segugio del Fuoco Zero”, e ha la forma di un mini-aeroplano che grazie a piccoli pannelli fotovoltaici installati sulle ali, può volare alla luce del giorno in maniera autonoma e senza sosta per oltre 8 ore. È il primo drone solare italiano progettato per rilevare incendi o avvisaglie di piccoli focolai. L’apparecchio è in grado di monitorare superfici di circa 500 ettari all’ora grazie a un sofisticato sensore all’infrarosso che comunica alla centrale di controllo le coordinate precise di eventuali roghi anche di dimensioni ridotte (addirittura 30-40 centimetri di diametro, come un falò di campeggiatori) prima che l’incendio divampi e possa provocare danni irreparabili.
Secondo Effis, il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi che supporta i servizi preposti alla protezione delle foreste dagli incendi nell’UE e nei paesi vicini e che fornisce ai servizi della Commissione Europea e al Parlamento Europeo aggiornamenti sui roghi in Europa, nel 2021 in tutta Italia sono andati in fumo oltre 1.500 chilometri quadrati di boschi e foreste. In molti casi si tratta di incendi di grandi dimensioni che, se fossero stati individuati per tempo, avrebbero potuto essere circoscritti efficacemente. Una flotta di “FireHound Zero” (detti anche “FH-0”) potrebbe, dunque, garantire la copertura continuativa di ampie aree di territorio a rischio, fornendo un allarme rapido e preciso in caso di focolai accidentali o anche di azioni dolose di piromani e favorendo così un tempestivo intervento antincendio.

Il “FireHound Zero” vanta dimensioni particolarmente ridotte (lungo appena 87 centimetri, ha un’apertura alare di 2 metri, pesa 1,5 chilogrammi e sulle ali monta circa 0,5 metri quadrati di celle fotovoltaiche che ricaricano la batteria e forniscono energia al motore elettrico) ed è stato sviluppato da due aziende hi-tech italiane: la Npc di Imola (Bologna), specializzata nel settore metalmeccanico e nella produzione di microsatelliti per impieghi scientifici e commerciali, e la Vector Robotics di Mogliano Veneto (Treviso), specializzata nella progettazione e produzione di droni innovativi a propulsione solare per l’impiego anche in missioni di esplorazione spaziale.
Il drone, che ha un raggio d’azione di 10 chilometri che è possibile estendere, con la tecnologia 4G/5G già installata a bordo, a diverse centinaia di chilometri, è in grado di volare a una quota operativa di 120 metri e a una velocità di circa 40 chilometri orari. È inoltre dotato di una termocamera prodotta dall’azienda americana Teledyne Flir, capace di individuare i roghi grazie alla temperatura delle fiamme. Estremamente facile, infine, la sua gestione: può essere agevolmente lanciato a mano da un operatore per atterrare poi, al termine della missione, in un punto predeterminato.
“Crediamo di aver trovato uno degli utilizzi più nobili per un drone, che presto sarà di grande aiuto per individuare e prevenire gli incendi ed evitare la distruzione ogni anno di centinaia di ettari di boschi e foreste – spiega Andrea Beggio, project manager di Vector Robotics e maggiore esperto italiano di droni a propulsione solare -. Siamo attualmente in trattativa con alcune istituzioni nazionali e amministrazioni locali che vorrebbero utilizzare flotte di droni ‘FireHound Zero’ per monitorare continuativamente dal cielo le aree a rischio di incendi nei loro territori e fornire informazioni rapide e precise per l’intervento tempestivo delle forze antincendio terrestri e aeree. Lo ‘zero’ nel nome del nostro drone vuol essere un auspicio: ridurre fino a zero il numero degli incendi che divampano senza essere stati individuati e circoscritti per tempo”.

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Calenda “Renzi mi ha proposto come leader, grazie per la generosità”

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ROMA (ITALPRESS) – “Renzi mi ha proposto di fare il leader della coalizione. Ringrazio Renzi per la sua generosità. E ora corriamo insieme con un’agenda che è la prosecuzione dell’agenda Draghi e speriamo sia, il terzo polo, la novità vera di queste elezioni. Domani presenteremo il programma…”. Lo ha detto, in collegamento con Zona Bianca su Rete4, il leader di Azione Carlo Calenda. “Mai alleato con Renzi? Lo dissi in passato.
Molto banalmente, all’epoca, Renzi ha fatto il Governo con l’M5S, io ho un’avversione molto forte per i cinque stelle, non li ho mai voluti vicino. Tra di noi c’è stata una divisione molto netta su questo…”. “Mandare a casa l’uomo più illustre che c’è in Italia è stato un errore clamoroso…”. Per Calenda: “La prima cosa che c’è da fare è chiudere a chiave dentro Palazzo Chigi Mario Draghi…”.
(ITALPRESS).

– credit photo agenziafotogramma.it –

“Ha fatto fuori tutti. Ma ora…”: Di Maio azzera Conte, che fine farà

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Luigi Di Maio è stato ospite in studio a In Onda, la trasmissione di La7 attualmente condotta da Marianna Aprile e Luca Telese. Il ministro degli Esteri non le ha mandate a dire a Giuseppe Conte, anzi ha spiegato con lucidità perché dal suo punto di vista i 5 Stelle sono così in difficoltà sotto la leadership dell’ex premier. Di Maio è partito dalla nuova alleanza con Letta per arrivare poi al capitolo-Conte.

 

 

“Il percorso con il Pd – ha dichiarato – è iniziato tempo fa. Questo percorso è stato un processo di evoluzione che ha riguardato me ma doveva riguardare anche il Movimento. I cittadini continuano a votare sempre meno il partito di Conte perché chi avevano chiesto di prendere delle istanze forti, portarle al governo, fare riforme e cambiare il Paese: invece il Movimento è diventato un partito che sfascia i governi in un momento critico. Non è una cosa che nasce adesso l’alleanza con il Pd, stavamo facendo un percorso evolutivo come Movimento, poi è stato deciso di tornare alle origini, ma non abbastanza da soddisfare Di Battista: è diventato il partito di Conte perché ha fatto fuori tutti”.

 

 

Di Maio ha parlato anche di Carlo Calenda, che ne ha dette di ogni su di lui negli ultimi tempi: “Mi sono preso una settimana di attacchi e insulti da Calenda. Ha deciso di fare un’altra strada, ha perso pure l’alleato +Europa, quindi è stato costretto a fare l’accordo con Renzi”.

“Non si sopportano”. Retroscena su Calenda-Renzi: “Un minuto dopo il voto…”, già tutto scritto

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A In Onda, la trasmissione di La7 condotta attualmente da Marianna Aprile e Luca Telese, si parla soprattutto dell’accordo tra Carlo Calenda e Matteo Renzi. Non potrebbe essere altrimenti, dato che la nascita del cosiddetto terzo polo è la notizia politica del giorno: un minuto dopo l’ufficialità dell’accordo, in molti hanno attaccato Calenda per ricordargli quello che dichiarava soltanto un anno fa.

“Non farò politica con Renzi, l’ho detto sei mila volte… perché questo modo di fare politica mi fa orrore”, le parole del leader di Azione risalenti al 22 novembre 2021. L’impressione è che l’alleanza maturata in queste ore è di convenienza per entrambi, che sono così sicuri di entrare in Parlamento. “I retroscenisti riportano da tempo che i due in realtà non si sopportano – ha ricordato Fiorenza Sarzanini, intervenuta in collegamento a In Onda – tra l’altro non si sono presentati per annunciare l’accordo. Anche il video dell’assist di Renzi serve a marcare i ruoli: Calenda ci mette la faccia, Renzi rimane un passo indietro e poi si vede cosa succede”.

Secondo la vicedirettrice del Corriere della Sera, entrambi saranno pronti a “dare la colpa all’altro” se le cose non dovessero andare bene. Inoltre pare che Renzi non sarà presente al programma del terzo polo, affidata al solo Calenda. “Saremo un’alternativa alla destra e alla sinistra – ha dichiarato il leader di Azione – per quanto diversi caratterialmente, io e Matteo Renzi abbiamo molte cose in comune nei nostri programmi. Faremo una suddivisione equa. L’accordo per il terzo polo c’è, ringrazio Matteo per il supporto”.