Categoria: attualità

COVID, NO ALL’OBBLIGO DEL VACCINO E AL PASSAPORTO SANITARIO

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COVID, NO ALL’OBBLIGO DEL VACCINO E AL PASSAPORTO SANITARIO

Nessuno Stato deve rendere la vaccinazione contro il Covid-19 obbligatoria e nessuno deve imporre l’utilizzo di certificati di vaccinazione come fossero dei passaporti, dei “lasciapassare” per poter svolgere determinate attività

Lo ha affermato l’assemblea del Consiglio d’Europa, l’organizzazione internazionale che promuove democrazia, diritti umani e identità culturale, che si è riunita in plenaria per discutere il rapporto dal titolo “Vaccini Covid-19: questioni etiche, legali e pratiche”. A larghissima maggioranza il Consiglio ha chiesto che sia garantita la priorità per la vaccinazione a tutto il personale medico e ai soggetti vulnerabili prima di estenderla al resto della popolazione sottolineando nel rapporto che “gli Stati devono informare i cittadini che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno deve farsi vaccinare se non lo vuole”, aggiungendo che deve essere garantito che nessuno sarà discriminato se non vaccinato.

Appunti e sottolineature che sembrano un chiaro monito per chi volesse invece andare nella direzione opposta, un po’ come già accaduto in alcune regioni d’Italia dove i governatori hanno tentato di proporre l’introduzione di un passaporto sanitario per consentire solo a chi si fosse sottoposto al vaccino determinate attività: dall’ingresso ai ristoranti, alle palestre, ai cinema o ai teatri.

I passaporti sanitari “contrari alla scienza”

I componenti dell’assemblea hanno votato quasi all’unanimità un emendamento in cui si dicono contrari all’uso dei certificati di vaccinazione come passaporti. “I certificati di vaccinazione devono essere utilizzati solo per monitorare l’efficacia, i potenziali effetti collaterali e negativi dei vaccini” viene scritto nell’emendamento, che continua: “Utilizzarli come passaporti sarebbe contrario alla scienza in assenza di dati sulla loro efficacia nel ridurre la contagiosità, la durata dell’immunità acquisita”.

Dall’assemblea del Consiglio d’Europa arriva quindi una chiara e netta indicazione, viene tracciata una strada che, almeno per il momento, sembra aver messo tutti d’accordo.

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Spegniamo la televisione del dolore e della paura. Accendiamone una nuova, che smetta di trattarci come telespettatori o clienti di una televendita. Una televisione dei cittadini, per i cittadini. Nel 2020, con il vostro aiuto, l’abbiamo fatta nascere, e oggi ci sono App su tutti i dispositivi e ben tre regioni sul digitale terrestre, Lazio, Lombardia e Piemonte. Nel 2021 dobbiamo completare l’opera e coprire l’intero territorio nazionale. Dobbiamo! Non c’è alternativa, lo sai anche tu.

Non importa quanto sembri difficile: nessuno credeva che saremmo arrivati fin qui, senza i soldi delle multinazionali, delle banche, dei governi, dei grandi “filantropi”. E invece… Quindi, dimmi: adesso cosa ci impedisce di compiere anche il prossimo passo? L’unico limite è la nostra volontà. L’unico ostacolo è la nostra convinzione. Con li tuo aiuto possiamo farcela, possiamo arrivare ovunque. Perché tutti insieme siamo un’onda gigantesca. Un’onda che travolge tutto.

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A PRAGA I RISTORATORI SI RIUNISCONO IN UN PARTITO PER AGGIRARE LE MISURE ANTICOVID19

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A PRAGA I RISTORATORI SI RIUNISCONO IN UN PARTITO PER AGGIRARE LE MISURE ANTICOVID19

La strada della nuova resistenza alle misure restrittive, messe in atto dai governi per far fronte all’emergenza, passa per la Repubblica Ceca.

Esasperati da mesi di chiusure forzate i gestori di pub e ristoranti a Praga ed in altre città del paese hanno deciso di riaprire, scendendo in piazza per protestare contro l’operato del governo che – secondo loro – dovrebbe rassegnare le dimissioni.

Ma c’è di più. Gli imprenditori della ristorazione hanno trovato un modo per aggirare le restrizioni imposte e rimanere aperti. Lo scorso autunno numerosi gestori di locali pubblici hanno fondato il movimento Chcipl PES, letteralmente “cane morto”, dove il termine PES, in ceco “cane”, è anche l’acronimo del sistema che si occupa delle restrizioni anti-Covid19.

L’idea di fondare un partito risponde ad un obiettivo preciso: siccome le riunioni per scopo politico non sono vietate in Repubblica Ceca, ogni ristorante, bar e pub diventerà una piccola “cellula politica” dove le persone potranno riunirsi, aggirando così la regola che impone il divieto di assembramento nei locali pubblici.

In Repubblica Ceca pub, ristoranti, cinema e discoteche sono chiusi da mesi, con un breve periodo di riapertura concesso in occasione delle festività natalizie. Coloro che non rispettano le restrizioni rischiano multe fino a 932 dollari statunitensi (20,000 corone ceche).

“Mi sono unito alla protesta perché penso che l’operato del governo e quello che ci ha fatto negli ultimi cinque mesi sia assolutamente sbagliato. Il  numero di casi è ancora in aumento, mentre i ristoranti sono più o meno chiusi da ottobre”, ha detto Martin Macek, proprietario di due ristoranti nella parte orientale del Paese.

Vedremo come andrà l’iniziativa dei ristoratori in Repubblica Ceca e se l’idea sarà ripresa in altri paesi europei.

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LE NOSTRE VITE SARANNO DETERMINATE DAGLI ALGORITMI E DALLA DEMOGRAFIA – Paolo Borgognone

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Il Covid19 fin da subito si è caratterizzato come una questione non solo sanitaria ma anche – e forse soprattutto – politica e mediatica.

Nel suo ultimo saggio, ‘Covid 19. A cosa serve, come ce lo raccontano, a chi giova’, lo storico Paolo Borgognone prova a riannodare i fili dell’intricata matassa del virus, mettendo in evidenza gli aspetti le interferenze fra la gestione sanitaria e quella politico-istituzionale del virus sia in Italia che in Europa. Uno di questi aspetti è quello demografico.

Per lo storico l’invecchiamento della popolazione europea, ed in particolare quella italiana, non ha fatto altro che acuire gli effetti disastrosi del virus. Non è un caso infatti che in Africa il Covid19 non ha colpito allo stesso modo che in Europa. Nel continente africano la giovane età della popolazione ha rappresentato una barriera contro il virus.

Dall’altro lato abbiamo i paesi europei con un’età media elevata. Solo in Italia l’età media è 40 anni, con punte di 49,2 in Liguria. “La gestione dell’emergenza – spiega Borgognone – avrebbe dovuto tenere conto di questo cambiamento demografico, e invece non si è tenuto in considerazione questo aspetto”.

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TG BYOBLU24 | 27 gennaio 2021 | EDIZIONE 19.00

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27 gennaio 2020 – Alcune delle notizie del Tg:

Il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, collegata da remoto, ha partecipato al forum economico mondiale di Davos. Nel suo intervento ha parlato molto di fake news e delle censure operate dalle piattaforme digitali. Ma qual è la proposta di regolamento dell’Unione europea.

In Repubblica Ceca i ristoratori e gestori di locali, esasperati da mesi di chiusure e restrizioni, fondano un partito politico in modo da aggirare le regole governative e finalmente riaprire le loro attività, visto che riunioni e assemblee di partito sono concesse in questi mesi di emergenza in Repubblica Ceca.

Sono iniziate le consultazioni. Si chiuderanno venerdì pomeriggio. E in Senato intanto nasce il gruppo parlamentare Europeisti che si muove per sostenere Giuseppe Conte. Sembrerebbe che il capogruppo designato Raffaele Fantetti aspetti un contatto telefonico con il presidente dimissionario. Al momento ne fanno parte 10 senatori. Ma a quale leadership si aggrappano davvero?

Chi è Alexei Navalny? Questo dissidente russo che viene dipinto dai politici e dai media italiani come il principale oppositore di Vladimir Putin e come un paladino delle libertà, nasconde in realtà una storia molto più complessa

In nome del politicamente corretto (o di un falso moralismo) la piattaforma Disney Plus censura e vieta ai bambini sotto i 7 anni di guardare tre dei cartoni animati più iconici di sempre: Dumbo, Peter Pan e gli Aristogatti, accusati di essere discriminatori.

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DALL’ANARCHIA DEI SOCIAL ALLA CENSURA DI STATO DELL’UE?

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censura di stato

Le fake news sono il loro tormento. Ovviamente quando parlano di notizie false, noi dobbiamo sempre tradurre “informazione libera e indipendente” che non riescono a controllare.


Uno degli obiettivi di molte istituzioni mondialiste resta sempre lo stesso: il controllo totale dell’informazione.

L’intervento della von der Leyen al forum economico mondiale

Il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento online al forum economico mondiale di Davos, si è concentrata in diversi passaggi sulla censura e sul potere delle multinazionali dell’alta tecnologia. Leggiamone alcuni passaggi chiave:

“Dobbiamo contenere il potere immenso delle grandi compagnie digitali. Significa che ciò che è illegale offline dev’esserlo anche online. Vogliamo che le piattaforme digitali siano trasparenti sugli algoritmi e sia definita chiaramente la loro responsabilità su come selezionano e diffondono contenuti”.

Sembrerebbero parole e concetti giusti e condivisibili a prima vista, ma subito dopo le parole della von der Leyen svelano il vero obiettivo.

“Vogliamo che sia chiaramente stabilito che le compagnie internet si assumano la responsabilità del modo in cui diffondono, promuovono e rimuovono i contenuti. Non importa quanto possa essere stato allettante per Twitter spegnere l’account del presidente Trump, una così grave interferenza con la libertà di espressione non dovrebbe essere basata solo sulle regole aziendali. Ci deve essere un quadro normativo per decisioni di così ampia portata”.

In primo luogo desta molti sospetti che il fatto che la von der Leyen abbia preso le difese di Trump solo ora e non quando la censura di Twitter nei confronti dell’ex presidente degli Stati Uniti è avvenuta. In secondo luogo occorre capire qual è, e cosa propone, il quadro normativo in discussione nelle stanze dei palazzi dell’Unione europea.

Cosa dice il Digital Services Act?

Il quadro normativo che propone l’UE si chiama Digital Services Act, il regolamento sui servizi digitali.


Un punto chiave e controverso della proposta di regolamento riguarda proprio i nuovi sistemi di rimozione di contenuti illeciti. In caso di effettiva conoscenza dei contenuti illeciti, le piattaforme devono essere obbligate a rimuovere il contenuto e, se non lo fanno, devono considerarsi responsabili.


Questo sistema indurrebbe le piattaforme digitali private a rimuovere qualsiasi contenuto considerato illecito per non incappare in responsabilità.


Passeremmo così da una totale deregolamentazione della materia che lascia un immenso potere alle multinazionali del big tech (con i risultati di censura che sappiamo) a una regolamentazione della materia che introdurrebbe però una sorta di censura imposta per legge comunitaria. A quel punto il rischio è che l’unica informazione lecita diverrebbe quella ufficiale, la così detta mainstream.

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Disney censura tre cartoni animati in nome del politicamente corretto #Byoblu24

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Disney censura tre cartoni animati in nome del politicamente corretto #Byoblu24

Gli Aristogatti, Dumbo e Peter Pan, i cartoni più iconici di sempre, sono colpevoli per il colosso Disney Plus di diffondere messaggi sbagliati e “stereotipi dannosi”.

Per questo sono stati cancellati dalla sezione bambini della piattaforma. La Disney ha deciso di lasciarli disponibili solo nella sezione adulti, con il divieto di visione ai minori di 7 anni

Il colosso dei cartoni animati è da tempo impegnato in un personalissimo revisionismo storico, iniziato già nel 2019 quando a finire sotto accusa fu Lilli e il Vagabondo

Vennero cancellate dalle scene del remake i due mici Si e Am, “troppo stereotipati” e “offensivi per il pubblico asiatico”.

Oggi nella piattaforma Disney plus, nella sezione per adulti c’è una nota introduttiva che spiega come i programmi “includono rappresentazioni negative e/o denigrano popolazione e culture” e quindi “piuttosto che rimuovere questi contenuti, vogliamo riconoscerne l’impatto dannoso, imparare da esso e stimolare il dibattito per creare insieme un futuro più inclusivo”. 

A questo punto sorge spontanea una domanda a tutti quelli che invece sono cresciuti con questi cartoni, oggi bollati come discriminatori: Vi sentite di essere stati minati nel vostro integralismo, o nella morale comune? Oppure ritenete questa censura che non risparmia adesso neppure i cartoni animati risponde a scelte ‘falsamente moraliste’

Nel caso degli “Aristogatti“ ad essere incriminata, pensate, è la scena in cui compare il gatto che suona il pianoforte e una batteria fatta di pentole. Con gli occhi a mandorla, i denti pronunciati e le bacchette, la Disney l’ha “bannato” perché indurrebbe a una forma di “discriminazione razziale nei confronti degli asiatici”.

A “Dumbo” invece, l’elefantino dalle grandi orecchie, vengono contestati i versi di una canzone, a quanto pare irrispettosi verso gli schiavi afroamericani che lavoravano nelle piantagioni.

Demonizzato dal politically correct al punto da essere stati presi come esempio dannoso per i più piccoli è anche “Peter Pan” che per la Disney è diventato razzista, dal momento che avrebbe denigrato i nativi americani chiamando i membri della propria tribù Giglio Tigrato “pellirosse”, un titolo considerato offensivo.

E così si cancellano i cartoni più famosi di sempre, fingendo che non siano mai esistiti. Lasciamo a voi i commenti.

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ARRIVANO GLI EUROPEISTI PURE IN SENATO. ECCO IL NUOVO GRUPPO PARLAMENTARE #Byoblu24

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Sono iniziate le consultazioni. Si chiuderanno venerdì pomeriggio e in Senato intanto nasce il gruppo parlamentare Europeisti che si muove per sostenere Giuseppe Conte.

Sembrerebbe che il capogruppo designato Raffaele Fantetti aspetti un contatto telefonico con il presidente dimissionario.

Al momento, a far parte del gruppo, sono 10 senatori. Per la conta finale al momento cambia poco perché si tratta di dieci parlamentari che già avevano votato a favore della fiducia a Conte. A meno che non arrivino altre new entry

Il neonato gruppo salirà al Colle domani e sarà ricevuto nella fascia riservata per il gruppo Misto. La nuova formazione ha scelto un nome che richiama chiaramente l’europeismo e l’appello di Conte, prima pronunciato davanti alle Camere e ripetuto dopo le dimissioni, è stato proprio rivolto a “chi ha a cuore il destino del Paese”, quelli, secondo Conte, che mettono al centro i valori dell’Ue.  

Non appena ci sono segnali di debolezza nel Governo, il richiamo da parte di una certa parte politica è sempre verso l’Unione europea quasi fosse il vero, loro unico leader

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Riflettendo su questo si può… Leggi tutto

NAVALNY: UNA CREAZIONE DELL’OCCIDENTE PER ATTACCARE PUTIN?

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NAVALNY: UNA CREAZIONE DELL'OCCIDENTE PER ATTACCARE PUTIN?

La politica e la stampa italiana si sono mobilitate per difendere Alexei Navalny, il blogger russo recentemente arrestato a Mosca. Leader dell’opposizione contro Putin, il Nelson Mandela russo, con questi roboanti slogan viene descritto questo personaggio, che nasconde in realtà una storia più controversa. Politici e media sono davvero a conoscenza della persona che stanno difendendo?

Navalny: da blogger xenofobo a novello Mandela

La confusione che regna su Navalny è molta e a contribuire a crearla ci hanno pensato gli stessi media che oggi lo dipingono come un paladino della libertà. Nel 2012 La Stampa parlava infatti di Navalny come “blogger xenofobo”, definendo “galassia destrorsa” e “ultranazionalista” l’area politica entro cui militava e milita tutt’ora Navalny.

Quantomeno curioso notare la giravolta compiuta dallo stesso giornale che oggi cambia etichetta per descrivere il dissidente russo, non più “blogger xenofobo“, ma addirittura “il Nelson Mandela russo”. Cos’è cambiato in questi 8 anni? A guardare il suo curriculum però Navalny è rimasto sempre lo stesso. Il blogger russo non ha infatti mai nascosto le sue posizioni nazionaliste, identitarie e anti immigrazioniste.

Quando Navalny paragonava gli islamici agli scarafaggi

Anzi queste idee venivano rilanciate dallo stesso Navalny attraverso video difficilmente male interpretabili. Come un filmato con cui il blogger intende evidentemente mostrare la sua proposta politica su come affrontare il tema dell’estremismo religioso di matrice islamica. Nel breve estratto Navalny interpreta la parte di un conduttore di televendite, spiegando i vari rimedi disponibili per scacciare insetti e scarafaggi. Sul finire del video però questi animali si trasformano all’improvviso in estremisti religiosi di chiara fede islamica, che Navalny consiglia di scacciare con l’uso di una pistola.

Islamici paragonati a insetti e incentivo all’utilizzo delle armi come difesa personale. Chissà se il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti era a conoscenza di queste idee di Navalny prima di esporsi in prima persona per chiedere il rilascio del blogger russo.

Leader dell’opposizione russa per finta

Se Navalny non è quindi sicuramente un paladino di libertà e inclusione, non può essere nemmeno certamente descritto come leader dell’opposizione russa. Navalny è stato infatti membro del partito Jabloko per poi arrivare a fondare il proprio movimento nel 2018 denominato Russia Unita. In entrambi i casi si tratta di presenze minoritarie all’interno del panorama politico russo. Per intendersi alle ultime presidenziali Jabloko ha ottenuto l’1.05% delle preferenze, mentre Russia Unita non ha nemmeno partecipato alle elezioni nazionali, presentandosi solo alle elezioni comunali di Mosca e ottenendo un discreto risultato.

Ci si chiede quindi su che basi la stampa italiana continui a descriverlo come “leader dell’opposizione”, come fatto recentemente dall’AGI, dal Corriere della Sera, da Wired e da molte altre. Si tratta però di semplici sviste o c’è dell’altro? Insomma perché un blogger, rappresentante di un’ala minoritaria della politica russa, è diventato all’improvviso uno strumento dell’Occidente per mettere sotto pressione la Russia?

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2021: ECCO LE COSE CHE ABBIAMO FATTO E QUELLE CHE VORREMMO FARE

Hai guardato il video che racconta tutte le cose che abbiamo fatto, insieme, nel 2020? Bene: quest’anno dev’essere l’anno della svolta. Insieme, dobbiamo arrivare nelle case di tutti gli italiani.

Conosci il vecchio detto “l’unione fa la forza“? Oggi è più attuale che mai: è il solo modo che abbiamo di reagire a un mondo che sappiamo istintivamente essere sbagliato e che vogliamo cambiare, prima che lui cambi noi.

Spegniamo la televisione del dolore e della paura. Accendiamone una nuova, che smetta di trattarci come telespettatori o clienti di una televendita. Una televisione dei cittadini, per i cittadini. Nel 2020, con il vostro aiuto, l’abbiamo fatta nascere, e oggi ci sono App su tutti i dispositivi e ben tre regioni sul digitale terrestre, Lazio, Lombardia e Piemonte. Nel 2021 dobbiamo completare l’opera e coprire l’intero territorio nazionale. Dobbiamo! Non c’è alternativa, lo sai anche tu.

Non importa quanto sembri difficile: nessuno credeva che saremmo arrivati fin qui, senza i soldi delle multinazionali, delle banche, dei governi, dei grandi “filantropi”. E invece… Quindi, dimmi: adesso cosa ci impedisce di compiere anche il prossimo passo? L’unico limite è la nostra volontà. L’unico ostacolo è la nostra convinzione. Con li tuo aiuto possiamo farcela, possiamo arrivare ovunque. Perché tutti insieme siamo un’onda gigantesca. Un’onda che travolge tutto.

Coraggio: metti la tua goccia nel vaso, e facciamolo traboccare!


Claudio Messora

Uno per tutti e tutti per uno!

Non fatevi mai corrompere per favore

Anche voi avete bisogno del denaro per poter fare le cose. Non bastano idee, volontà e cuore. Ma cosa è il denaro ? Da dove viene ? Il denaro ci domina. Ma il rapporto che abbiamo con il denaro è quello giusto ?


Riflettendo su questo si può… Leggi tutto

SEMPRE PIÙ “ABBRACCIATI” ALLA CINA – Gianluigi Paragone #Byoblu24

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Con la consegna delle proprie dimissioni al Presidente della Repubblica, Giuseppe Conte ha ufficialmente aperto la crisi di governo. Byoblu ha incontrato il senatore di Italexit Gianluigi Paragone per ascoltare le sue opinioni sugli scenari che si aprono da questo momento: “Se Mattarella dovesse affidargli un mandato esplorativo, Conte potrebbe avere qualche carta da giocarsi per far nascere un suo terzo governo. Però io penso che Conte abbia stressato i palazzi oltre misura e dunque lui e il suo staff (Casalino) possono essere considerati come una parte del problema. Se Mattarella volesse invece occuparsi in prima persona delle consultazioni, la partita sarebbe 1-X-2, nel senso che tutte le opzioni sono aperte: tra cui quella di Stefano Patuanelli alla Presidenza del Consiglio”.


Il timore è che da questa crisi emerga un esecutivo che manifesti una “sensibilità” ancora più spiccata ai desiderata dell’Unione Europea, cioè che sia disposto a incardinare le riforme volute da Bruxelles in vista dei fondi del Recovery Fund e che conduca il nostro Paese tra le braccia della Cina.

“Io credo che questo gruppo di potere sta portando sempre di più l’Italia ad un pericoloso sodalizio con la Cina, non possiamo nasconderci che la Nuova Via della Seta sia una realtà che è stata portata a termine con delle enormi forzature e che Huaweii sia un serio problema per la sicurezza nazionale. Inoltre, finire nell’orbita cinese significherà andare sempre di più nella direzione di una compressione dei diritti fondamentali”.


Paragone si abbandona infine ad una impietosa analisi sul Movimento 5 Stelle, che anche nella gestione di questa crisi sembra aver tradito i valori e le promesse che lo avevano condotto a diventare il primo partito italiano: “Sono passati da Gianroberto Casaleggio a Tabacci, dalla Taverna a Maria Rosaria Rossi. È persino umiliante doversi ancora occupare del Movimento 5 Stelle”.

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Hai guardato il video che racconta tutte le cose che abbiamo fatto, insieme, nel 2020? Bene: quest’anno dev’essere l’anno della svolta. Insieme, dobbiamo arrivare nelle case di tutti gli italiani.

Conosci il vecchio detto “l’unione fa la forza“? Oggi è più attuale che mai: è il solo modo che abbiamo di reagire a un mondo che sappiamo istintivamente essere sbagliato e che vogliamo cambiare, prima che lui cambi noi.

Spegniamo la televisione del dolore e della paura. Accendiamone una nuova, che smetta di trattarci come telespettatori o clienti di una televendita. Una televisione dei cittadini, per i cittadini. Nel 2020, con il vostro aiuto, l’abbiamo fatta nascere, e oggi ci sono App su tutti i dispositivi e ben tre regioni sul digitale terrestre, Lazio, Lombardia e Piemonte. Nel 2021 dobbiamo completare l’opera e coprire l’intero territorio nazionale. Dobbiamo! Non c’è alternativa, lo sai anche tu.

Non importa quanto sembri difficile: nessuno credeva che saremmo arrivati fin qui, senza i soldi delle multinazionali, delle banche, dei governi, dei grandi “filantropi”. E invece… Quindi, dimmi: adesso cosa ci impedisce di compiere anche il prossimo passo? L’unico limite è la nostra volontà. L’unico ostacolo è la nostra convinzione. Con li tuo aiuto possiamo farcela, possiamo arrivare ovunque. Perché tutti insieme siamo un’onda gigantesca. Un’onda che travolge tutto.

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Claudio Messora

Basta lobotomia di massa!

Anche noi infermieri “pensanti” siamo censurati e osteggiati, fate sentire la nostra voce!

Siete bravissimi! Forza byoblu! Io sono von VOI.


GRAZIE DI ESISTERE!

…. contro i nuovi roghi ….

non possiamo accettare una “dittatura sanitaria” che azzeri le più elementari “libertà personali” in nome di una pandemia surreale ed una informazione manipolata dal mainstream

LA FORZA DEL DRAGONE: COSÌ LA CINA TIENE IN MANO LE REDINI DEL MONDO – Michele Geraci

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“Non si può non mettere in dubbio quel modello liberista che caratterizza le economie occidentali così fragile al punto da mostrare gravi falle nei momenti di crisi mentre dall’altra parte l’economia centralizzata di super potenze come la Cina cresce senza sosta”.


Lo spiega l’economista Michele Geraci nel corso di una lunga intervista su Byoblu24 direttamente collegato da Shanghai, città nella quale vive e lavora da anni insegnando “Finanza” alla New York University. Il professore racconta il Paese del Dragone a 360 gradi, dalla questione Covid-19 di Wuhan, oggi ritornata alla normalità, ai rapporti internazionali con le altre super potenze mondiali. “La nuova presidenza Biden sembra aggravare le tensioni tra i due Paesi. Il nuovo inquilino della Casa Bianca – spiega Geraci – ha un approccio ideologico alle diverse questioni che dividono Usa e Cina, per questo non sarà facile trovare un terreno comune”.

Inevitabile un commento sul momento politico che vive l’Italia: “Renzi voleva far cadere il Governo e c’è riuscito, vedremo adesso quali scenari si apriranno”, spiega l’ex sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico. Analizzando, infine, i rapporti con l’Unione europea, il professore Geraci considera una occasione importante quella del Recovery Fund ma sottolinea la necessità di individuare obiettivi chiari e precisi su come spendere questi soldi. E sul Mes appare lapidario: “È una follia finanziaria per un Paese come l’Italia”.

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Claudio Messora

Un piccolo contributo per un grande aiuto che state dando a chi pensa e si pone delle domande prima di accettare le assurdità che ci… Leggi tutto

Grazie per il vostro lavoro, non traditeci come i 5stelle però!