Categoria: attualità

Cristiano Fini nuovo presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani

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ROMA (ITALPRESS) – Cristiano Fini è il nuovo presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani. Imprenditore modenese, di Castelfranco Emilia, 50 anni, è stato nominato dall’ottava Assemblea elettiva, riunita a Roma presso il Teatro Eliseo e composta da 399 delegati, in rappresentanza dei quasi 900 mila iscritti in tutt’Italia. Fini, agrotecnico, è il titolare di un’azienda agricola e vitivinicola con 13 ettari investiti a vigneto biologico, già presidente di Cia Emilia-Romagna dal 2018 e, precedentemente, di Cia Modena. Succede a Dino Scanavino, al vertice di Cia negli ultimi 8 anni.
“Stiamo attraversando una fase davvero complicata: la pandemia, la guerra, i rincari eccezionali delle materie prime, il rischio di una crisi energetica e alimentare, i cambiamenti climatici. Eppure – ha spiegato Fini – il nostro settore, con tutte le difficoltà resta uno dei cardini dell’economia nazionale. Il valore aggiunto dell’agricoltura italiana, pari a 33 miliardi circa, resta il più elevato dell’Ue. Il sistema agroalimentare, nel suo insieme fa il 15% del Pil. Ecco perchè possiamo e dobbiamo lottare, rimettendo al centro le nostre priorità, le nostre battaglie”.
“Servono azioni precise e puntuali su larga scala, come una politica energetica nazionale ed europea che cerchi di calmierare i costi e le speculazioni, oltre a misure a sostegno delle filiere produttive, messe in ginocchio dagli incredibili rincari produttivi e dall’instabilità dei mercati. Ma soprattutto – ha continuato il presidente di Cia – c’è bisogno finalmente di una redistribuzione del valore lungo la filiera. Dobbiamo gridare la necessità di un reddito equo per gli agricoltori, facendo squadra su questo obiettivo comune, come su investimenti importanti nella ricerca per dotare il settore primario di strumenti innovativi contro il climate change. E poi: spinta alle nuove tecnologie digitali e apertura chiara alle tecniche di miglioramento genetico in ottica sostenibile; invasi per l’accumulo di acqua utile nei periodi più siccitosi, ma anche assicurazioni e fondo mutualistico nazionale per affrontare le calamità”.
“Alla vigilia delle grandi campagne – ha sottolineato Fini – resta urgente anche il problema della manodopera nei campi, dal punto di vista sia dei costi che della reperibilità. Così non siamo più competitivi. Occorre più flessibilità, come sperimentato con i voucher. Cambiamo la parola se non ci piace, ma è lo strumento che serve. E ancora: accesso alla terra e al credito per il ricambio generazionale; valorizzazione delle donne del settore che sono ormai il 30%; pensioni giuste per chi ha passato tutta la vita nei campi e ora prende poco più di 500 euro”.
“Queste sono le nostre priorità – ha evidenziato il nuovo presidente di Cia – insieme al rilancio delle aree interne. Zone svantaggiate che hanno un’importanza strategica per tutto il sistema Paese, ma vengono lasciate sempre sole. Per le zone rurali servono politiche e strategie: defiscalizzazione, connessione, sbloccare lo spopolamento e riportare persone e ricchezza. Sono le nostre rivendicazioni, come quella sulla fauna selvatica, con la riforma della legge 157 per tutelare l’agricoltura, mettere al sicuro strade e cittadini, salvare gli allevamenti suinicoli dal rischio PSA. Tutte sfide che dobbiamo portare avanti tenendo sempre insieme proteste e proposte”.
“Ci attende una nuova stagione, più inclusiva e innovativa – ha aggiunto Fini – dentro l’organizzazione e nei rapporti con la società civile e con le istituzioni, con tutte le altre rappresentanze agricole, agroalimentari ed economiche del Paese”.
“C’è bisogno di un patto con tutte le componenti del sistema, a cominciare dai consumatori – ha ribadito il presidente di Cia – e il miglior veicolo per spiegare quello che facciamo sono gli agriturismi, la vendita diretta, l’agricoltura sociale, le fattorie didattiche. Dobbiamo far capire a tutti che l’agricoltura non è quella che inquina, che tratta male gli animali e sfrutta i lavoratori, ma il settore che custodisce il territorio, che difende l’ambiente e le persone, che fa crescere l’economia e la società. Anche in Europa dobbiamo contare di più, avendo in mente che dove andiamo uniti come sistema Paese, portiamo a casa il risultato”.
Appena proclamato, Fini ha voluto ringraziare per il lavoro fatto il presidente uscente Dino Scanavino e il suo antagonista in campagna elettore Luca Brunelli.

– foto ufficio stampa Cia-Agricoltori Italiani –

(ITALPRESS).

Ucraina: Renzi, ‘meno male che si sono mandate le armi’

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Milano, 21 mag. (Adnkronos) – “Meno male che si sono mandate le armi in Ucraina. C’è chi si è scoperto pacifista all’improvviso. Se hai fatto il presidente del Consiglio e hai aumentato le armi più di altri, non puoi dire che sei pacifista in base ai sondaggi”. Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, parlando alla scuola politica della Lega. “Non seguite i sondaggi, le armi sono state fondamentali. Adesso credo che ci voglia anche l’iniziativa diplomatica. Chi la sta facendo? Erdogan, i cinesi”, ha aggiunto. Secondo Renzi, “è evidente che aver inviato le armi non è sufficiente, occorre una soluzione politica, che non è facile da trovare. Ci saranno conseguenze nei prossimi decenni” dalla guerra in Ucraina.

Lega: Renzi, ‘noi di sinistra…sono venuto qui solo per dirlo’

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Milano, 21 mag. (Adnkronos) – Scambio di battute tra Matteo Renzi e il direttore del Tg2, Gennaro Sangiuliano, alla scuola politica della Lega. “Ho parlato troppo. Sa, noi di sinistra facciamo discorsi castriani”, dice il leader di Italia Viva, subito incalzato da Sangiuliano: “Noi di sinistra chi?”. E lui: “Sono venuto dalla Lega solo per dire che sono di sinistra. Non potevo certo farlo alla festa di Leu”, ribatte Renzi. Punti di contatto tra Italia Viva e la Lega ce ne sono? “Non mi pare, solo sulla carta di identità, il nome Matteo”.

Satec 2022, Confindustria Nautica fa il punto sulle sfide della filiera

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Viareggio, 21 mag. (Adnkronos) – Si è svolto oggi sabato 21 maggio alle ore 10:00 a Viareggio e in teleconferenza il Convegno “La Nautica: un industria di filiera” nell’ambito della Convention SATEC 2022, organizzata da Confindustria Nautica, che ha riunito in presenza gli stati generali della nautica da diporto italiana per fare il punto su sfide e opportunità del comparto, fiore all’occhiello del made in Italy, in tutti i suoi segmenti.

Dopo i saluti di Giorgio Del Ghingaro Sindaco di Viareggio e di Saverio Cecchi Presidente Confindustria Nautica, sono intervenuti Giovanni Toti Presidente Regione Liguria, l’onorevole Umberto Buratti della Commissione Finanze, il senatore Massimo Mallegni della Commissione Lavori pubblici, Marco Bucci Consigliere ANCI e Sindaco di Genova, Massimo Franchini Studio Franchini, Carlo Iacovini General Manager Energica Inside, il Prof. Elio Jannelli Ordinario di Sistemi Energetici Università Parthenope e Giovanni Faroti di Andersen Tax & Legal. A moderare l’evento, Simone Spetia, giornalista Radio 24, e Roberto Neglia, Responsabile Rapporti istituzionali Confindustria Nautica.

Nel cuore pulsante della produzione mondiale quale è Viareggio, l’incontro ha affrontato trasversalmente importanti aspetti legati allo sviluppo dell’intero settore, con focus sui temi che riguardano gli strumenti di sostegno agli investimenti produttivi delle grandi aziende e delle PMI, lo sviluppo tecnologico delle nuove motorizzazioni e delle nuove mobilità, l’accessibilità al mare per la nautica sociale e il tema caldissimo la riforma del demanio marittimo.

Saverio Cecchi, Presidente di Confindustria Nautica: “Questo SATEC rappresenta la mia visione di rappresentatività associativa. Nel nostro settore ogni anello è essenziale alla catena, ognuno è portatore di valore per la nautica. Siamo impegnati su tutti i fronti, in attività di sostegno a tutti i segmenti del comparto, imprese grandi e piccole. Il numero dei nostri Soci è cresciuto di oltre 100 membri in virtù di questa visione. Ringrazio le istituzioni che lavorano in sinergia con noi e ci supportano, un grazie anche ICE e Simest e Agenzia delle dogane.”

Giorgio Del Ghingaro Sindaco di Viareggio: “La nautica da diporto a Viareggio è motore di sviluppo della città e della regione, pezzo di Pil importantissimo, che va sostenuto dal punto di vista strutturale e infrastrutturale. Un altro tema è quello della formazione inerente alle professionalità e ai mestieri legati al settore, qui abbiamo corsi di livello internazionale, ci auguriamo che venga colta l’opportunità di sviluppare un centro di formazione a 360° nella ex caserma Mazzini”.

Si è parlato innanzitutto di riforma del demanio marittimo e dell’impatto sulla portualità turistica dell’applicazione delle nuove regole che il Governo vuole introdurre per gli stabilimenti balneari. Il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti: “Dobbiamo trovare soluzioni condivise e non semplicistiche dal punto di vista politico, che tengano conto delle peculiarità e raccolgano le istanze delle diverse realtà sul territorio, cosa che fino ad oggi non è stata fatta e si è perso tempo. È una questione intricata, che comunque va affrontata definitivamente, diversamente ci troveremmo nuove pronunce giurisprudenziali negative per il settore”.

On. Umberto Buratti: “E’ necessario che il Partito Democratico faccia riconoscere nella sua azione il valore delle Aziende che insistono sul demanio”.

Il Senatore Massimo Mallegni: “Il Governo, per adesso, ci ha cassato la proposta sul riconoscimento del valore d’impresa. Forza Italia e Lega la riproporranno martedì in Commissione e mi auguro che abbia anche il sostegno degli altri componenti della maggioranza”.

In conclusione, i partecipanti al dibattito hanno convenuto che le concessioni relative ai porti turistici non possono e non devono essere coinvolte in quando la legge Bolkestein si applica soltanto sulle attività di servizi, come sottolineato da Roberto Neglia, e Confindustria si aspetta che allo stesso modo sia risolto il nodo della rateizzazione del saldo degli arretrati.

Il secondo focus ha riguardato un patto di sviluppo della nautica con l’Associazione dei Sindaci italiani, per quanto concerne in particolare la realizzazione delle opere, pubbliche e su iniziativa privata, destinate alla piccola nautica e la realizzazione di porti a secco e di scivoli attrezzati per i natanti.

Marco Bucci, Consigliere ANCI e Sindaco di Genova: “I Sindaci delle città che si affacciano sui nostri 7 mila km di coste devono avere, nella loro visione di città, una visione della nautica da diporto. La nautica diffusa oggi non è presa sufficientemente in considerazione, il nostro compito deve essere quello di arrivare al mare. L’obiettivo è far arrivare al mare trovando soluzioni facili e prendendo spunto da quello che già si fa da tempo in America. Noi Sindaci siamo al servizio dei cittadini e i Comuni devono supportare le iniziative capaci di portare ricchezza al territorio.”

Massimo Franchini, Naval Architect: “L’esempio del lavoro commissionatomi nel 2019 dall’amministrazione comunale di Riccione mette il porto al centro della città e della cultura turistica, ma si estende anche all’interno e alla periferia. Si è ideata una soluzione alternativa puntando al turismo nautico, con un porto a secco, da collocare lungo il fiume, come avviene negli Stati Uniti. In Italia sono poche le strutture come questa, è una realtà fin ora poco conosciuta che ha solo vantaggi e rappresenta un punto di attrazione per il turismo internazionale della nautica carrellabile. Va innescato un progetto virtuoso e di attrattiva. Il progetto di Riccione è autosostenibile, l’infrastruttura è facilmente removibile, impatta poco sull’ambiente, e si inserisce perfettamente nel tessuto urbano.”

Si è parlato di futuro relativamente allo sviluppo tecnologico delle nuove motorizzazioni e delle nuove mobilità con il dott. Carlo Iacovini, General Manager Energica Inside e il Prof. Elio Jannelli, Ordinario di Sistemi Energetici Università Parthenope.

In merito all’elettrico, Carlo Iacovini ha ricordato come “Le sfide saranno di tipo tecnologico, economiche, burocratiche e culturali. La chiave di volta è quella di capire che la transizione ecologica che si basa anche sull’elettrico è un cambiamento che sta arrivando e conviene gestirlo più che subirlo. È compito degli imprenditori cavalcare questo rischio e sviluppare le competenze che andranno evolute. La nautica ha molte potenzialità ed ha la grande opportunità di fare leva su 12 anni di sviluppo tecnologico in altri settori che possono ora essere messi a disposizione del settore per poter navigare senza rumore e in modalità ecologica.”

Il Prof. Jannelli, uno dei maggiori esperti di propulsione a idrogeno, ha sottolineato come oggi “il processo della decarbonizzazione ci imponga di fare delle scelte. La capacità italiana industriale di avvicinare il progresso tecnologico ci aiuterà ad agevolare tale processo. La tecnologia a idrogeno non è una tecnologia matura per la nautica, rappresenta la frontiera. Nell’automotive i problemi ad essa legati sono stati risolti. Gli investimenti attualmente in atto sulla mobilità potrebbero far evolvere queste tecnologie e ridurne i costi per farle avvicinare anche al settore della nautica da diporto.”

Il dott. Giovanni Faroti di Andersen è infine intervenuto sui Contratti di sviluppo del MiSE, destinati all’agevolazione degli investimenti delle imprese maggiori e delle piccole Aziende del settore. “Il contratto di sviluppo – ha spiegato – è il principale strumento agevolativo che mira a sostenere investimenti di ameno 20 milioni di euro per lo sviluppo industriale, sviluppo per la tutela dell’ambiente, sviluppo di attività turistiche. Può essere portato avanti da un soggetto singolo o da un gruppo di imprese tramite un contratto di rete. I contratti di sviluppo prevedono agevolazioni che dipendono dalla tipologia del progetto: sviluppo, ricerca o innovazione. Sono previste ulteriori premialità se nel progetto sia prevista una PMI. Esiste poi l’Accordo di innovazione che rappresenta uno strumento agevolativo dedicato al sostegno degli investimenti di minori dimensioni rispetto a quelli rientranti nel contratto di sviluppo riguardanti attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi delle PMI”.

Nell’ambito del programma SATEC 2022 Confindustria Nautica, unitamente agli appuntamenti in programma dell’Assemblea Generale dei Soci del XXXI Premio Pionieri della Nautica e del Convegno istituzionale ha organizzato con Agenzia ICE un press trip per la stampa estera con la partecipazione di un gruppo di giornalisti delle più importanti testate di settore internazionali (Francia, Inghilterra, Emirati Arabi, Svezia e Olanda) che hanno visitato i distretti industriali del comparto in Liguria e in Toscana.

Lega: applausi per Renzi alla scuola politica

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Milano, 21 mag. (Adnkronos) – Applausi per Matteo Renzi alla scuola politica della Lega, dove è stato invitato e sarà intervistato dal direttore del Tg2, Gennaro Sangiuliano. Il leader di Italia Viva è stato salutato calorosamente dai presenti mentre saliva sul palco, una sessantina di persone. “Sono venuto qui perché sono stato invitato, non sono qui a lisciare il pelo”, ha chiarito subito l’ex presidente del Consiglio.

Ambiente: Confagricoltura, in Italia agricoltori garanti patrimonio unico biodiversità

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Roma, 21 mag. (Adnkronos) – “L’Italia vanta un patrimonio unico e irripetibile di biodiversità. E gli agricoltori, con il loro lavoro quotidiano, sono i principali garanti di questa immensa ricchezza”. Lo sottolinea in una nota il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che si celebra il 22 maggio. In Italia, ricorda l’associazione, oggi sono protetti oltre 3 milioni di ettari, pari a circa il 10,5% della superficie nazionale e tale sistema si integra alla Rete Natura 2000, istituita ai sensi delle Direttive Uccelli 2009/147/CE e Habitat 92/43/CEE, che interessa una superficie totale di circa 6 milioni di ettari, il 19,3% del territorio nazionale.

“Gli agricoltori – si legge nella nota – contribuiscono alla conservazione della biodiversità, una ricchezza di straordinario valore culturale, prima ancora che economico. Circa il 21% della superficie agricola italiana è potenzialmente classificabile come area agricola ad alto valore naturalistico (Avn), in cui si mantiene un elevato numero di specie e di habitat naturali. Una vera e propria infrastruttura verde, che oltre a produrre cibo fornisce numerosi servizi ecosistemici essenziali per lo svolgimento delle diverse attività economiche e sociali: la regolazione del ciclo delle acque, la difesa idrogeologica, il sequestro del carbonio, la tutela del suolo e del paesaggio, oltre a significativi servizi culturali, formativi e turistici. Permette anche di migliorare la connessione con le aree naturali protette”, spiega ancora Confagricoltura.

“Gestire il patrimonio naturale – sottolinea il presidente di Confagricoltura – significa tutelarlo in modo lungimirante, e soprattutto concreto. Servono quindi politiche agricole, a livello europeo e nazionale, che favoriscano pratiche sostenibili e compatibili con la tutela della biodiversità, ma che garantiscano al tempo stesso una stabilità di mercato e una equa remunerazione agli agricoltori e a tutti gli attori della filiera. In questo ci possono aiutare la ricerca e l’innovazione tecnologica applicate ad un’agricoltura moderna e competitiva, che migliori le performance e valorizzi l’ambiente e il paesaggio, in primis preservando le risorse naturali”.

Come si legge ancora nella nota, sono oltre 700mila aziende agricole attive sul territorio nazionale a garantire, con il loro lavoro quotidiano, la tutela del patrimonio boschivo e delle biodiversità colturali attraverso pratiche in linea con modelli di produzione evoluti. Innovazione e ricerca sono temi d’interesse per Confagricoltura, che in questi anni ha investito molto con iniziative e progetti, anche sul piano della formazione.

“Attraverso le attività agricole e forestali, che gestiscono quasi il 60% del territorio italiano – conclude Massimiliano Giansanti – si potrebbero recuperare in modo strategico molte aree del nostro Paese, non solo per evitare di sottrarre terreni coltivabili all’agricoltura e aumentare zone verdi, ma anche per migliorare l’aspetto dei luoghi dal punto di vista paesaggistico e la qualità della vita, a beneficio delle generazioni presenti e future”.

**Ucraina: Agenzia Cybersicurezza, ‘attacchi hacker di ieri non intaccano sistemi’**

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Roma, 21 mag. (Adnkronos) – Gli attacchi hacker di tipo Ddos in corso da ieri contro siti web di istituzioni e pubbliche amministrazioni non intaccano i dati. Lo riferisce l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale spiegando che “questi attacchi, benchè possano rendere indisponibili i siti per un certo periodo di tempo ad utenti legittimi creando alcuni disagi, non intaccano la integrità e la confidenzialità delle informazioni e dei sistemi colpiti a differenza, ad esempio, di un attacco di tipo ransomware”.

L’Agenzia sta monitorando la situazione e sul portale dello Csirt Italia ha pubblicato un bollettino tecnico contenente le linee guida aggiuntive per la mitigazione delle diverse tipologie di attacchi Ddos, “raccomandando l’adozione di tutte le misure indicate da parte delle pubbliche amministrazioni, dei media e di tutti quei privati che offrono servizi di pubblica utilità. I siti che adottano appropriatamente tali misure – si sottolinea – in caso vengano attaccati, riusciranno a ben mitigare gli attacchi azzerando o diminuendo al minimo i disagi per gli utenti legittimi”.

“Avete 5 giorni di tempo, poi…”: arriva la raffica di lettere del Fisco, chi rischia il prelievo sul conto corrente

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Arriva la raffica del Fisco. L’Agenzia delle Entrate prepara il maxi piano di riscossione. Di fatto l’attività di prelievo fiscale è ripartita con grande ritmo, come riporta Italia Oggi. Una pioggia di avvisi infatti è stata scatenata in queste ore. Bisognerà rispondere in tempi molto, molto stretti. Di fatto il Fisco dà a disposizione al contribuente circa 5 giorni di tempo. Poi scatta la riscossione con prelievo coattivo, pignoramento del conto corrente, fermo amministrativo e anche pignoramenti immobiliari. Un vero e proprio tornado fiscale che a quanto pare si sta abbattendo su milioni di italaini.

 

Infatti a quanto pare gli avvisi sono arrivati ad almeno 16 milioni di contribuenti. A dettare una accelerazione in questo senso sarebbe la mole di crediti non incassati dalle Entrate e che di fatto rischiano di finire nel nulla con un mancato gettito per l’Erario. Era stato proprio il numero uno dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini in audizione in commissione Camera-Senato riunite, a parlare di un magazzino delle cartelle ormai fuori controllo. “Annualmente in agenzia entrate riscossione entrano 70 miliardi di crediti da riscuotere sempre riscossione, la riscossione normale, pre-pandemia, sta sotto i 10 miliardi di riscossione ottenuta”, ha spiegato lo stesso Ruffini.

 

 

Le Entrate stimano che ci sono  già pronte 130- 140 milioni di cartelle per un controvalore numerico di 230 milioni di credito in capo a 16 milioni di cittadini iscritti a ruolo. Il consiglio per chi riceve una cartella in queste ore, come riporta Italia Oggi, è sempre lo stesso: verificare per bene le voci e soprattutto controllare se ci sono nuovi ruoli. Insomma la tempesta del Fisco è iniziata e non risparmierà nessuno. 

Sicilia: Nel centrodestra scoppia la guerra dei sondaggi

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Palermo, 21 mag. (Adnkronos) – Scoppia la guerra dei sondaggi nel centrodestra in Sicilia in vista delle elezioni regionali che si terranno in autunno. Come scrive oggi La Sicilia ci sarebbero due sondaggi segreti che dividono il centrodestra sulla scelta del candidato per le Regionali. L’istituto demoscopico è lo stesso: Euromedia Research diretto da Alessandra Ghisleri. Ma i committenti sono diversi, “così come l’impostazione scientifica”, spiega Mario Barresi. “E soprattutto sono molto distanti gli scenari politici che emergono”. L’ultimo sondaggio, in ordine di tempo, è quello sfoderato da Silvio Berlusconi nel vertice di Arcore dei giorni scorsi.

“La rilevazione è molto più complessa, ma i punti di caduta sono due. Il primo è il giudizio dei siciliani. Misurato con una domanda precisa: ‘Pensando alla regione Sicilia e agli ultimi 5 anni, lei quanto si ritiene soddisfatto dell’operato, del lavoro e dei risultati ottenuti dall’attuale Giunta regionale guidata da Nello Musumeci?’. I riscontri positivi si fermano al 26,4% (appena il 3,6% è «molto» soddisfatto; il 22,8% «abbastanza»), mentre più di due elettori su tre si esprimono in termini negativi: il 31,5% è «poco» soddisfatto», il 35,9% «per nulla». “Una sostanziale bocciatura. Non soltanto personale, ma dell’intera giunta di centrodestra; compresa quella dei No-Nello – scrive Barresi – Ma la tesi che Musumeci non sia il candidato vincente, sostenuta dall’asse LegaForza Italia, si fonda su un altro dato del sondaggio commissionato da Arcore: in un’ipotetica sfida fra il governatore uscente e Caterina Chinnici (candidata unitaria di centrosinistra e M5S), l’eurodeputata dem vincerebbe al fotofinish col 36,2% contro il 35,8%. Un distacco minimo, soprattutto considerando il margine di errore, ma abbastanza allarmante per riflettere”.

Dall’altro lato c’è il ‘Rapporto Sicilia’ consegnato a Giorgia Meloni, che appoggia Musumeci. “In cui si misura innanzitutto notorietà e gradimento di alcuni potenziali candidati governatori. A partire da quelli di centrodestra”. Qualche esempio? Gianfranco Miccichè è conosciuto dall’87% dei siciliani, ma il leader forzista incassa il giudizio «negativo» del 66% («positivo» per il 14%, «sufficiente» per il 19%),un risultato quasi allineato al 33% di stima per il meloniano Raffaele Stancanelli e del 32% per il segretario della Lega, Nino Minardo, con l’altro salviniano Alessandro Pagano sotto il 30%. Analogo schema per “pesare” Cateno De Luca, bocciato dal 64% del campione (5% di riscontro «positivo» e «sufficiente» per il 29%). E Musumeci? Nel sondaggio segreto di FdI ha un 48% di gradimento (16% «positivo», 32% «sufficiente»), bocciato da poco più di un siciliano su due, ma comunque col miglior gradimento nel centrodestra. La guerra demoscopica continua.