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Motus-E: calano ancora le immatricolazioni di auto elettriche in Italia

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In controtendenza rispetto al generale andamento europeo, l’Italia fa registrare una nuova frenata nelle immatricolazioni di auto elettriche. A rilevarlo è Motus-E, l’associazione italiana degli stakeholder della mobilità elettrica, secondo cui a novembre 2022 le auto elettriche pure circolanti nel nostro Paese sono poco più di 166.000, con le immatricolazioni full electric (le cosiddette BEV, Battery Electric Vehicle) nel mese che risultano in calo del 25,9% sul 2021 a 5.133 unità. Numeri diametralmente opposti a quelli di tutti i principali Paesi europei che continuano a registrare invece una netta crescita delle immatricolazioni.
L’Italia – osserva Motus-E – rimane sola tra i Paesi europei con cui ci confrontiamo (Belgio, Francia, Germania, Olanda, Spagna e UK) ad avere una quota di mercato dei veicoli BEV in calo nei primi 7 mesi (-19,7%), negli altri la quota sale di un valore che oscilla dal +13% della Germania (che conta ormai circa 200.000 BEV immatricolate da inizio anno) al +81% del Belgio, nonostante in tutti i Paesi il total market sia in calo. Questo segnale rende i dati negativi dell’Italia ancor più preoccupanti.

©iStock/SimonSkafar

Motus-E sottolinea come la programmazione delle politiche di supporto negli altri Paesi sostenga il mercato delle auto elettriche nonostante le contingenze geopolitiche comuni a tutti gli Stati europei.
L’associazione italiana smentisce anche la tesi secondo cui le basse immatricolazioni sarebbero da addebitare all’inadeguatezza della nostra rete di ricarica, osservando come i numeri del confronto europeo ci pongano in una situazione tutt’altro che arretrata. L’Italia, infatti, risulta avere più punti di ricarica per veicolo circolante elettrico del Regno Unito, della Francia, della Germania e della Norvegia, oltre ad avere un livello di potenza media degli stessi più alto della media Europea e di Germania, Francia, Svezia e Spagna. Anche in termini di punti di ricarica pubblici per 100.000 abitanti, quindi senza considerare la penetrazione di mercato dei veicoli elettrici, l’Italia è avanti rispetto alla Francia che conta nel 2022 una quota di mercato di auto BEV oltre il 12% (rispettivamente 49 e 44 punti di ricarica ogni 100.000 abitanti).
Secondo Motus-E, non è quindi corretto continuare ad attribuire la causa della crescita lenta del nostro mercato delle elettriche a una carenza di infrastrutture di ricarica. Tuttavia è necessario aumentare il numero di infrastrutture di ricarica ad accesso pubblico, con più di di 40.000 punti di ricarica ad alta potenza da installare con fondi PNRR entro il 2026 e accelerando sui bandi per la ricarica lungo le autostrade. Occorre, inoltre, semplificare l’installazione di punti di ricarica privati e c’è da crescere con il numero di veicoli elettrici (anche per poter far stare in piedi il business delle ricariche, visto che non le installa lo Stato gratuitamente ma società private che investono fondi propri).
L’Italia – conclude Motus-E – è ormai fanalino di coda sulle immatricolazioni dei veicoli elettrici, se confrontata con Belgio, Francia, Germania, Olanda, Spagna e Regno Unito, che sono ormai proiettati in modo chiaro in una transizione verso l’elettrico e hanno adottato una chiara programmazione. Nonostante in tutti i Paesi il total market sia in calo, in tutti contemporaneamente cresce la market share delle elettriche. Basti pensare che in Germania si immatricolano nel solo mese di settembre più veicoli di quanti in Italia se ne sono immatricolati da inizio anno, con una quota di mercato che a settembre sfiora il 20% (19,8%). Considerando le immatricolazioni da inizio anno, invece, la quota di mercato scende solo in Italia.
Cosa aspettarsi per il futuro? Secondo Motus-E, difficilmente si supereranno le 50.000 BEV immatricolate quest’anno (con un calo quindi di più del 25% rispetto al 2021), in attesa che riprenda a pieno regime la produzione delle auto elettriche in Europa. In questo modo l’Italia rischia di diventare sempre meno attrattiva per le case automobilistiche che vogliano inserire nel mercato veicoli elettrici e si configurerebbe come un buon mercato per vendere diesel e benzina, facendoci diventare un Paese arretrato sia a livello di circolante BEV sia nello sviluppo di competenze professionali legate al circolante (sviluppo rete di ricarica, aftersales e riparazione, riciclo delle batterie, eccetera).

L’articolo Motus-E: calano ancora le immatricolazioni di auto elettriche in Italia proviene da The Map Report.

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