Giornata contro la violenza sulle donne. Istat: più della metà uccise dal partner o dall’ex

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In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre oggi, 25 novembre, l’Istat ha pubblicato un rapporto sugli omicidi in Italia, da cui emergono alcuni dati allarmanti: quasi la metà degli omicidi avvenuti in Italia nel 2021 si sono verificati in una relazione di coppia o in famiglia. Si parla, in questo caso, di 139 vittime, di cui 100 sono donne e 39 sono uomini. Il 58,8% delle donne è vittima di un partner o di un ex partner.
Nel 2021 gli omicidi risultano in lieve calo, ne sono stati commessi 303 (315 nel 2019, 286 nel 2020). In 184 casi le vittime sono uomini e in 119 sono donne. Di questi 119, ben 104 sono identificabili come femminicidi.
Nello specifico: 70 sono le donne che sono state uccise nell’ambito della coppia, dal partner o ex partner; 30 sono state uccise da un altro parente; 4 da conoscenti in ambito affettivo o
relazionale.
La definizione di femminicidio
Ma quando si può parlare di femminicidio?
Nel suo rapporto l’Istat riporta i criteri che permettono di ascrivere un omicidio nella categoria di femminicidio. Si tratta di parametri che sono stati a lungo oggetto di studio e che sono stati riconosciuti ufficialmente a marzo 2022 durante la 53a sessione della Statistical Commission.
Sicuramente per identificare un femminicidio sono necessarie informazioni sua sulla vittima, sia sull’autore, sia sul contesto della violenza.
In sintesi, esistono tre categorie di femminicidio:

  • gli omicidi di donne per mano del partner;
  • gli omicidi di donne da parte di un altro parente;
  • gli omicidi di donne da parte di un’altra persona, conosciuta o sconosciuta, che però avvengano per motivazioni legate al genere.
    Vi sono poi specifiche informazioni che vanno tenute in considerazione nella definizione di femminicidio. Tra queste vi sono informazioni riferite a specifiche condizioni, tra cui: se la vittima ha subito altre violenze in precedenza da parte dell’autore dell’omicidio, se ha subito forme di sfruttamento illecito, se si trovava in una situazione in cui è stata rapita o privata illegalmente della sua libertà; se lavorava nell’industria del sesso; se vi è stata una violenza sessuale contro la vittima prima e/o dopo l’uccisione; se vi era una differenza di posizione gerarchica tra la vittima e l’autore; se il corpo della vittima ha subìto mutilazioni; se il corpo è stato abbandonato in uno spazio pubblico; se la motivazione dell’omicidio costituiva un crimine d’odio di genere (cioè se vi era un pregiudizio specifico nei confronti delle donne da parte degli autori).

In Italia livelli di omicidio inferiori rispetto al resto d’Europa
All’interno dell’Unione europea, quindi in un contesto culturale più affine e che si presta, pertanto, a una maggiore comparabilità, In Italia il numero degli omicidi di donne risulta tra i più bassi, pari a 0,38 omicidi per 100mila donne.
Numeri più elevati si riscontrano in in Austria, Repubblica Ceca e Slovenia mentre in Germania, Ungheria, Slovacchia e Croazia sono pressoché uguali.

L’articolo Giornata contro la violenza sulle donne. Istat: più della metà uccise dal partner o dall’ex proviene da The Map Report.

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