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COP27, cala il sipario: trovato accordo sui “loss & damage”, ma non sui combustibili fossili

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“Siamo stati all’altezza della situazione. Abbiamo lavorato 24 ore su 24, giorno e notte, ma uniti per raggiungere un obbiettivo comune. Alla fine il risultato è arrivato. Abbiamo ascoltato le voci della disperazione e dell’angoscia”. È il commento finale del ministro degli Esteri egiziano e presidente di COP27 Sameh Shoukry, sull’accordo finale raggiunto Sharm el-Sheikh venerdì all’alba, con due giorni di ritardo sul programma di marcia. Nonostante i molti punti lasciati incompiuti nell’accordo, la COP27 passerà alla storia come quella in cui i Paesi del Sud del mondo sono riusciti ad ottenere il traguardo inseguito per oltre 30 anni: la creazione di un Fondo di compensazione per le Perdite e Danni, che impegna i Paesi ricchi a risarcire quelli più danneggiati dal cambiamento climatico e che sarà operativo dalla COP28. Bisogna ancora stabilire chi ne avrà diritto (si tratta di circa 300-500 miliardi di dollari l’anno) e chi dovrà pagare, ma è il primo riconoscimento ufficiale per il diritto dei Paesi vulnerabili a essere risarciti da quelli industrializzati.

Proprio quando ogni speranza di trovare un accordo sembrava perduta, dopo due settimane trascorse a dibattere sui loss and damage, punto che ha visto schierati con una compattezza mai vista prima i Paesi del gruppo G77 e tema spinoso per gli Stati Uniti che si sono dimostrati fino all’ultimo all’ipotesi del risarcimento, venerdì il vice-presidente della Commissione europea Frans Timmerans ha invertito la rotta, schierandosi a favore dell’apertura di un fondo per l’assistenza finanziaria ai Paesi in via di sviluppo.
Centrale quindi il ruolo dell’Unione Europea, che ha anche mantenuto la promessa di presentare aggiornamenti dei propri impegni nazionali al 2030, fissando un nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra del 57% rispetto al 1990 entro il 2030, un più 2 rispetto a quanto stabilito dal pacchetto fitfor55.
Mancato, ancora una volta, l’obiettivo di raccogliere i 100 miliardi all’anno previsti dall’accordo di Parigi e nessun passo avanti, inoltre, sul tema della mitigazione, ossia le misure per ridurre l’uso di combustibili fossili e, di conseguenza, le emissioni. Viene mantenuto l’obiettivo di mantenere l’innalzamento delle temperature globali entro +1,5°C, ma con riferimenti poco chiari sul come si intenda raggiungerlo. E, soprattutto, non si parla ancora di ridurre o eliminare il petrolio e il gas: rimane inalterata la formula negoziata a Glasgow, con il il phase down (riduzione graduale) del carbone unbated.

L’articolo COP27, cala il sipario: trovato accordo sui “loss & damage”, ma non sui combustibili fossili proviene da The Map Report.

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