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Greenpeace: si producono più auto a combustione di quanto vorrebbe il target climatico di +1.5°

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Toyota, Volkswagen, Hyundai/Kia – solo per fare alcuni nomi – sono tra le case automobilistiche che si apprestano a produrre più auto a benzina e diesel di quanto sia sostenibile, se il mondo vuole tentare di limitare il riscaldamento globale all’obiettivo dell’Accordo sul clima di Parigi di 1,5°C. Come noto, l’impatto dei trasporti privati e pubblici alimentati da motori a combustione è tra le principali fonti inquinanti che contribuiscono all’alterazione del clima. Per questo, l’Unione Europea ha stabilito ad esempio che nei suoi Paesi membri non potranno più essere vendute auto e veicoli commerciali leggeri a benzina, diesel e con motori a combustione interna a partire dal 2035. Anche il governo australiano ha di recente preso la stessa decisione, allineandosi alle direttive del Vecchio Continente, come pure il Regno Unito, l’Austria, il Canada, Capo Verde, il Cile, El Salvador, la Nuova Zelanda e una trentina di altri Stati. Tutti gli altri, lo hanno stabilito per il 2040. Ma le decisioni non hanno forse convinto i diretti interessati. Secondo il rapporto appena presentato da Greenpeace, le più grandi case automobilistiche del mondo (ne sono state analizzate 12) hanno in programma di costruire circa 400 milioni di auto diesel e benzina in più rispetto a quanto è sostenibile per contenere il riscaldamento globale. Lo studio della University of Technology Sydney (UTS), della University of Applied Sciences of the Industry di Bergisch Gladbach e di Greenpeace Germania ha confrontato la velocità con cui il mondo ha bisogno di adottare veicoli a emissioni zero, con la velocità con cui le principali case automobilistiche stavano pianificando di produrre nuovi veicoli del vecchio tipo.

©iStock/AvigatorPhotographer

I ricercatori hanno anche calcolato il bilancio globale del carbonio, ovvero la quantità di carbonio che il mondo può ancora emettere rimanendo all’interno del limite di incremento delle temperature a 1,5°C, utilizzando un modello climatico sviluppato da UTS e hanno ottenuto una cifra di 53Gt. Cosa significa? “Il budget di carbonio di 53Gt consente la vendita di altri 315 milioni di veicoli ICE – motori a combustione interna – a partire dal 2022”, spiega il rapporto. “Ma le vendite previste variano tra almeno 645 e 778 milioni di veicoli. Ciò rappresenta un superamento dal 105% al ​​147% rispetto al numero di vendite compatibili con l’obiettivo di +1,5°C”. Quindi sebbene le case automobilistiche in tutto il mondo si stiano spostando verso i veicoli elettrici – con aziende come Volvo, General Motors e Mercedes-Benz che hanno annunciato di voler interrompere la produzione di motori a benzina già nel 2025 – le produzioni tradizionali starebbero procedendo comunque in modo sospetto, ben oltre gli annunciati stop dei vari Paesi. Toyota ad esempio, dice lo studio, produrrà 63 milioni di auto a benzina e diesel in più rispetto a quanto è sostenibile, seguita da Volkswagen con 43 milioni e Hyundai con 39 milioni. “Entro il 2030 al più tardi, tutti i nuovi veicoli venduti sul mercato devono essere elettrici”, ha affermato Sven Teske, professore associato presso UTS e coautore del rapporto. Ma sappiamo bene che non sarà così. Anche l’Italia, Paese fondatore dell’Unione europea e dunque legata a doppio filo al limite imposto, sta frenando – anziché aumentando – la diffusione dei veicoli elettrici, anche per colpa di una politica fiscale al contrario, che agevola chi inquina. Tra i problemi, è necessario citare anche quello che affligge l’industria di mezzo mondo: i problemi di approvvigionamento. Un portavoce dell’Electric Vehicle Council ha detto ad esempio che la domanda di veicoli elettrici è buona in Australia, ma resta insoddisfatta di fronte alle lunghe attese che affliggono i clienti “a causa della mancanza di fornitura. La realtà è che ogni veicolo elettrico in arrivo qui è stato venduto” e le liste di attesa si sono fatte particolarmente lunghe.

L’articolo Greenpeace: si producono più auto a combustione di quanto vorrebbe il target climatico di +1.5° proviene da The Map Report.

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