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COP27, la giornata dei giovani e lo scandalo dell’app usata come strumento di spionaggio

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I vestiti bianchi, i pugni alzati e la bocca tappata da un fazzoletto bianco, simbolo della politica repressiva del governo egiziano. Sugli striscioni la scritta “Non c’è giustizia climatica senza diritti umani”.
Si è aperta così, con una protesta guidata dalle donne arrivate da dall’Amazzonia, dal Sud Africa, dalle Filippine, dall’Africa e in generale dai Paesi più colpiti dalla crisi climatica, la quinta giornata della COP27, quella dedicata alla scienza e ai giovani, che di anno in anno conquistano sempre più spazio alle conferenze sul clima.
Quest’anno, oltre ad essere il primo in cui è stata nominata una Inviata Speciale dei Giovani per la Presidenza, è stato introdotto il “Youth Dialogue Forum”, uno spazio che ha permesso ai giovani di partecipare a incontri formali con i presidenti delle Parti.
Nel corso della giornata sono stati poi presentati i risultati di un’indagine sulla percezione dei giovani riguardo il tema della giustizia climatica. L’analisi, condotta da Climate Outreach per il Consorzio Spark, un gruppo di 20 organizzazioni che operano in 13 Paesi europei, ha coinvolto oltre 6.000 giovani, di età compresa tra i 18 e i 35 anni provenienti da sei Paesi europei (Repubblica Ceca, Germania, Spagna, UK, Romania e Italia).
Come riportato dall’Italian Climate Network, dalla ricerca è emerso che:

  • 4 giovani europei su 5 (81%) concordano sulla necessità di trasformare la società e di cambiare il funzionamento della nostra economia per affrontare il cambiamento climatico;
  • il 58% è favorevole a che i Paesi più ricchi compensino i Paesi più poveri che subiscono Perdite e Danni a causa dei cambiamenti climatici;
    quasi 1 giovane su 10 si dice disposto a violare la legge per affrontare il cambiamento climatico;
  • i giovani adulti preoccupati per il cambiamento climatico sostengono l’idea di portare l’etica e la morale nelle discussioni sulla crisi climatica, compreso un ampio sostegno a meccanismi come il principio “chi inquina paga”
  • i giovani adulti si sentono impotenti a cambiare lo status quo e resistono all’idea che loro stessi debbano assumersi il peso della responsabilità.
© European Union

Record di lobbisti dei combustibili fossili
La notizia che a Sharm el-Sheikh sono presenti oltre 600 lobbisti dell’industria dei combustibili fossili ( il 25% in più rispetto all’anno scorso), ha scatenato la pronta reazione degli attivisti per la giustizia climatica presenti alla Cop27, che hanno chiesto alla polizia di cacciare “gli inquinatori criminali”.
“Siamo qui in rappresentanza di milioni di persone che chiedono che gli inquinatori siano cacciati” perché per “oltre mezzo secolo hanno nascosto la verità sui danni” causati dai combustibili fossili e hanno “ritardato l’azione a causa dell’avidità”, per questo non si può “consentire che siano i criminali a dettare le regole”, ha affermato Aderonke Lge di Public Participation Africa, secondo quanto riporta il Guardian.
L’indagine di Politico
Ha contribuito ad inasprire l’aria già tesa che si respira in questi giorni a Sharm el-Sheikh, la notizia che l’app ufficiale della COP27 – messa a punto dal ministero della Comunicazione egiziano – che gli ospiti vengono invitati a scaricare al loro ingresso nella sede per orientarsi al meglio tra i padiglioni, sarebbe, in realtà, un’arma di spionaggio del governo egiziano.
Lo ha rivelato un’inchiesta indipendente condotta dal sito d’informazione Politico, secondo il quale l’app permetterebbe al ministero della Comunicazione egiziano di aver accesso a vocali, alle e-mail e anche ai messaggi condivisi tramite servizi crittografati come WhatsApp.
L’app, inoltre, fornisce al Ministero delle Comunicazioni e della Tecnologia dell’Informazione egiziano altri “privilegi backdoor”,ossia la possibilità di scansionare i dispositivi delle persone.
Secondo quanto riferito dall’Onu, sono oltre 30mila i partecipanti registrati all’evento, tra rappresentanti di governi, aziende, Ong e società civile.
Mentre Politico fa sapere che tra coloro che hanno già scaricato l’app ci sono responsabili politici di Germania, Francia e Canada, altri governi occidentali hanno consigliato ai propri funzionari di non scaricare l’app.

L’articolo COP27, la giornata dei giovani e lo scandalo dell’app usata come strumento di spionaggio proviene da The Map Report.

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