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Medici italiani in bici contro l’inquinamento dell’aria: “Portiamo il tema della salute alla COP27”

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Hanno distribuito volantini, hanno parlato e sorriso, fermando famiglie e non solo. Medici dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP), infermieri e specializzandi si sono mossi in corteo – in bicicletta – in 4 città d’Italia per chiedere azioni più incisive alle amministrazioni locali e nazionali, contro l’inquinamento e i suoi enormi danni alla salute. “I bambini sono vittime speciali dello smog, e noi medici lo vediamo ogni giorno” spiega Pietro Rossi, specializzando in pediatria all’Università di Torino, dove ha percorso il tratto tra l’ospedale Mauriziano e l’Ospedale infantile Regina Margherita, con striscioni e cartelli, vestiti in uniforme e camici sanitari. “L’inquinamento atmosferico è la più importante minaccia ambientale per la salute pubblica e partecipa all’acuirsi dei cambiamenti climatici, che a loro volta hanno un impatto sulla salute della popolazione”, aggiunge da Milano Elena Uga, referente del Gruppo di lavoro PUMP (Pediatri per Un Mondo Possibile) di ACP, spiegando le ragioni di una protesta pacifica che ha spinto decine di medici, infermieri e pediatri a muoversi per sensibilizzare la popolazione e le amministrazioni locali e nazionali “affinché sia intrapresa anche nelle città italiane una politica più severa: adeguata alla gravità del rischio a cui l’inquinamento espone tutti noi, ma soprattutto i bambini che ci viene chiesto di curare. Vogliamo scelte più decise, proprio come sta avvenendo da anni, ad esempio, in Francia o nel Regno Unito, in particolare a Parigi e a Londra”.

Milano

Per il gruppo di medici e infermieri romani parla Federico Marolla, pediatra di famiglia: “In un momento storico in cui anche i venti di guerra ci costringono, da cittadini, a riflettere sulla transizione energetica e sul cambiamento degli stili di vita, è quanto mai necessario fare una scelta decisa”, aggiunge dalla sua bici, che ha guidato dall’Ospedale La Scarpetta fino a largo Argentina, per poi raggiungere l’Ospedale Bambino Gesù sul Gianicolo e la Clinica Pediatrica del Policlinico Umberto I in viale della Regina. Secondo i dati più recenti, oggi l’inquinamento dell’aria è collegato a esiti negativi durante la vita fetale e alla nascita, all’aumento della mortalità infantile, a disturbi dello sviluppo neurologico, all’obesità, alla compromissione della funzione polmonare, al cancro ai polmoni e a malattie cardiache. Stanno emergendo prove che associano lo smog alla demenza, al basso peso alla nascita e al diabete di tipo 2. Sappiamo che l’impatto sulla salute di un bambino può trascinarsi in età adulta e, addirittura, in modo transgenerazionale.

Modena

A livello globale, l’inquinamento atmosferico uccide circa 7 milioni di persone l’anno e anche i costi sociali sono altissimi: 166 miliardi nel 2018; mentre, in media, ogni abitante di una città europea ha subito una perdita di oltre 1.250 euro (dati European Public Health Alliance, EPHA). “Per questo oggi noi medici pediatri protestiamo in bicicletta. Chiediamo un limite alla proliferazione dei combustibili fossili, vogliamo energia rinnovabile, mobilità elettrica, un trasporto pubblico migliore e più spostamenti a piedi e in bicicletta, possibili solo con adeguate politiche di disincentivo all’uso dell’automobile, affiancate da una adeguata e capillare rete di piste ciclabili. Vogliamo più treni e a un costo competitivo rispetto all’auto, uno sviluppo serio e ragionato dei mezzi pubblici su tutto il territorio nazionale, oltreché una politica fiscale capace realmente di penalizzare le scelte più inquinanti e premiare quelle virtuose. Ma serve anche la volontà delle persone di fare scelte talvolta scomode, come mettere da parte l’auto”, spiega Ilaria Mariotti, pediatra di famiglia a Modena, che ha appena concluso la sua corsa affianco ai pediatri ideatori di Ride for Their Lives, iniziativa che comprende questo evento italiano, ideata da un gruppo di pediatri inglesi e da rappresentanti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Durante la sua corsa, il personale sanitario avanza anche l’invito a firmare la Lettera di prescrizione per un clima sano, già sottoscritta da 46 milioni di operatori sanitari nel mondo, e l’appello per un Trattato di non proliferazione dei combustibili fossili: documenti che i colleghi inglesi – assieme ad ACP – presenteranno il 9 novembre ai leader mondiali riuniti a Sharm el-Sheikh alla Conferenza delle Nazioni Unite per il Clima (COP27), affinché portino avanti azioni coraggiose, il più velocemente possibile.

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