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COP27: dal blitz dei Fridays for Future alla proposta anti-combustibili fossili di Tuvalu e le dichiarazioni di Zelenskiy

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Piuttosto ricca di avvenimenti la terza giornata – 8 novembre – della COP27. Pochi minuti dopo la conferenza stampa tenuta da Sanna Seif per denunciare le condizioni del fratello, l’attivista Alaa Abdel Fattah, uno dei più importanti prigionieri di coscienza in Egitto attualmente in carcere, i manifestanti di Fridays For Future, guidati da Vanessa Nakate, hanno fatto irruzione con un blitz pacifico.
Mani in alto, palmi dipinti che mostrano le scritte “No gas”, “No oil, Mr Sholz”, “No new gases”, in segno di protesta contro il cancelliere tedesco Sholz e quel suo strizzare l’occhio all’industria dei combustibili fossili.
Proprio sui combustibili fossili è arrivata ieri una proposta senza precedenti. Tuvalu, nazione insulare dell’Oceano Pacifico, ha chiesto di redigere un trattato internazionale di non proliferazione dei combustibili fossili, che eliminerebbe gradualmente l’uso di carbone, petrolio e gas. Riprendendo lo schema del trattato di non proliferazione delle armi nucleari del 1968, un simile documento equiparerebbe i combustibili fossili alle armi nucleari, bollandoli ufficialmente come un rischio mortale per il Pianeta.
“Insieme a centinaia di premi Nobel per la pace, e migliaia di scienziati in tutto il mondo, sollecitiamo i leader mondiali ad aderire al trattato di non proliferazione dei combustibili fossili per gestire una giusta transizione dai combustibili fossili”.
“Paesi come Tuvalu sono quelli in prima linea, sanno che non possono semplicemente cedere agli interessi delle compagnie di combustibili fossili”, ha affermato Harjeet Singh, capo della strategia politica globale presso Climate Action Network International. “Sappiamo chi sono le vittime della crisi climatica e sappiamo chi sono i carnefici, ma non discutiamo mai di combustibili fossili, l’elefante nella stanza”.
Come abbiamo già ripetuto più volte, i Paesi vittime della crisi climatica sono i protagonisti di questa COP, dove si sta parlando molto di “Loss & Damage”, ossia degli aiuti per sostenere economicamente i Paesi in via di sviluppo più colpiti dai cambiamenti climatici. La prima sessione negoziale formale sull’argomento è avvenuta ieri, è durata soltanto un’ora e ha visto gli interventi di Repubblica Dominicana, Ecuador, Maldive, Antigua e Barbuda, India, Sud Africa, Messico e Tuvalu.
Le istanze di queste Paesi sono state riportate, a fine seduta, dal delegato dell’Ecuador, che ha parlato a nome del Gruppo dei 77 più Cina, promotori dell’iniziativa politica su perdite e danni. Le loro richieste comprendono la creazione di un fondo di risposta su perdite e danni che sia adatto allo scopo e multilaterale; la separazione dei fondi “Loss & Damage” dagli aiuti economici a sostegno delle azioni di adattamento; l’accessibilità a tutti i Paesi dei finanziamenti, che dovrebbero essere per lo più pubblici; l’istituzione di un organismo di coordinamento e controllo della finanza su perdite e danni, addizionale a quelli esistenti su mitigazione e adattamento.

© European Union

L’appello di Zelenskiy
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy è intervenuto con un video messaggio, mettendo in guardia i leader mondiali: a meno che non si ponga fine all’invasione russa dell’Ucraina, non ci sarà margine di affrontare in modo risolutivo la crisi climatica globale.
“Non ci può essere una politica climatica efficace senza la pace. La guerra russa ha provocato una crisi energetica che ha costretto dozzine di paesi a riprendere la produzione di energia a carbone, così da abbassare i prezzi dell’energia per la popolazione”.
Senza fare riferimento a Paesi specifici, il presidente Zelenskiy ha poi aggiunto: “Ci sono ancora molti per i quali il cambiamento climatico è solo retorica o marketing, non un’azione reale. Sono loro che ostacolano l’attuazione degli obiettivi climatici; sono loro che nei loro uffici prendono in giro coloro che lottano per salvare la vita sul Pianeta… Sono loro che danno inzio a guerre di aggressione, mentre il Pianeta, che necessita di un’azione congiunta globale, non potrebbe permettersi neanche un solo colpo di pistola”.

L’articolo COP27: dal blitz dei Fridays for Future alla proposta anti-combustibili fossili di Tuvalu e le dichiarazioni di Zelenskiy proviene da The Map Report.

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