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Omm, l’energia produce i 3/4 delle emissioni: “Più rinnovabili o città come Cortina saranno irriconoscibili”

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“Il cambiamento climatico, eventi meteorologici più estremi e lo stress idrico potrebbero mettere a rischio la nostra sicurezza energetica e a repentaglio le forniture di energia rinnovabile”. Lo dice l’Omm, l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), braccio dell’Onu specializzato su meteo, clima e acqua nel suo rapporto ‘Stato dei servizi climatici 2022’. Il report, a cui hanno lavorato anche altre 26 organizzazioni internazionali, si concentra sull’energia “perché è la chiave per gli accordi internazionali sullo sviluppo sostenibile”, ma anche perché “è la fonte di circa tre quarti delle emissioni globali di gas serra”. “Il passaggio a forme pulite di generazione di energia, come solare, eolico e idroelettrico, e il miglioramento dell’efficienza energetica sono fondamentali se vogliamo prosperare nel ventunesimo secolo”, continua il rapporto, anche perché negli ultimi 10 anni si è registrato un aumento della domanda del 30%. Per quanto riguarda il nostro Paese, il rischio climatico è reso emblematico dal “caso” Cortina: la cittadina simbolo della settimana bianca all’italiana potrebbe divenire inadatta allo sci a causa della neve bagnata. Il rischio è stato previsto da uno stress test condotto da Omm nella regione delle Dolomiti. Nell’area si stima un aumento fino al 6,2% del rischio climatico diretto e del 10,2% del rischio climatico indiretto, in particolare nella provincia di Belluno, tra il 2036 e il 2065. Lo stress test ha mostrato che “alcune aree presentano combinazioni di rischi multipli a livelli più elevati, da considerate attentamente nella pianificazione”. È il caso delle aree chiave per la produzione di occhiali (Longarone, Sedico, Agordo), dove è incerto il futuro per gli sport invernali. Ancora più rilevante è la combinazione di rischi elevati per il turismo estivo con rischi da moderati ad alti sia per la distribuzione di energia elettrica che per gli sport invernali nell’area di Cortina. Per evitare o almeno mitigare tutto questo, la fornitura di elettricità da fonti di energia pulita “deve raddoppiare entro 8 anni per limitare l’aumento della temperatura globale”, mentre gli investimenti nelle energie rinnovabili “dovranno triplicare entro il 2050, per portare il mondo su una traiettoria di emissioni nette zero di gas serra entro metà secolo”.

Immagine NASA / ©iStock/Elen11

Non ultima si evidenzia l’importanza crescente di previsioni meteorologiche e climatiche accurate. I cambiamenti climatici hanno reso le previsioni meteo più difficili, perché si basano su modelli precedenti che sono, in gran parte – appunto – mutati, a causa del riscaldamento globale. Ma mai come oggi i fenomeni atmosferici si fanno più estremi e pericolosi, e poterli prevedere è di vitale importanza. “L’accesso a informazioni e servizi affidabili su meteo, acqua e clima sarà sempre più importante per rafforzare la resilienza delle infrastrutture energetiche e soddisfare la crescente domanda”. Migliorare e supportare questa scienza ha un’importanza cruciale: informazioni localizzate sulle risorse eoliche, ad esempio, stanno aiutando il processo decisionale dell’industria eolica, mentre le misurazioni della radiazione solare stanno supportando il posizionamento di pannelli solari sulle barriere antirumore in Germania. Il report dedica un capitolo all’Africa che, scrivono gli autori, potrebbe essere uno dei principali attori delle energie rinnovabili, dato che il continente “sta già affrontando gravi effetti dei cambiamenti climatici, tra cui enormi siccità, nonostante abbia la minima responsabilità per il problema”. Eppure ha ricevuto solo il 2% degli investimenti nell’energia pulita negli ultimi due decenni. Ma il calo dei costi delle tecnologie pulite, prosegue l’Omm, “è una nuova promessa per il futuro dell’Africa” e potrebbe mutarne il destino. L’importanza di solare ed eolico è particolarmente cruciale se consideriamo poi che in Africa come in Italia le risorse idriche stanno scarseggiando, mettendo a rischio la produzione di elettricità non solo per l’idroelettrico. “Nel 2020, l’87% dell’elettricità globale generata da sistemi termici, nucleari e idroelettrici dipendeva direttamente dalla disponibilità di acqua”, hanno spiegato i ricercatori. Vale tra l’altro anche per il 15% delle centrali nucleari esistenti, che “dipendono dall’acqua per il raffreddamento”, e che l’Omm auspica aumentino fino al 25% nei prossimi 20 anni.

L’articolo Omm, l’energia produce i 3/4 delle emissioni: “Più rinnovabili o città come Cortina saranno irriconoscibili” proviene da The Map Report.

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