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Disastro Nord Stream nel Mar Baltico: incidente o sabotaggio?

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“Non è una coincidenza, ma si tratta di un atto deliberato”. Esprimono “profonda preoccupazione” le parole usate dall’Alto commissario per la Politica estera dell’Ue, Josep Borrell, all’indomani dell’incidente alle condutture sottomarine del Nord Stream, che trasporta il gas russo alla Germania attraversando il mar Baltico. Secondo i primi sopralluoghi le linee 1 e 2 del Nord Stream, avrebbero subito gravi danni nel tratto di mar Baltico tra Danimarca e Svezia come documentato dalle immagini diffuse dalla Difesa danese che ha inviato sul posto elicotteri e una nave per monitorare la situazione.
È ancora tutto da chiarire cosa sia esattamente successo a 80 metri di profondità nel Bar Baltico e sono in molti, in Occidente a escludere l’ipotesi che si sia trattato di un semplice incidente. Sismologi danesi e svedesi avevano registrato due forti esplosioni in mare, attorno all’isola danese di Bornholm: la prima alle 2:03 della notte tra domenica e lunedì scorso di magnitudo 1.9, la seconda di 2.3 alle 19:04.
Nonostante il gasdotto che collega la Russia all’Europa fosse ormai fermo per la guerra in Ucraina e le sanzioni a Mosca, ad Amsterdam il prezzo del gas – che era rimasto abbastanza stabile anche in seguito alla chiusura da parte di Gazprom ad agosto – è aumentato improvvisamente arrivando a toccare i 207 euro al megawattora (+19%). Sebbene gli incidenti non provochino alcun impatto sulla fornitura di gas in Europa, si registrano ugualmente tensioni sui mercati dell’energia. Resta anche da chiarire l’esatta entità del danno ambientale, anche si esclude un disastro paragonabile a quello che provocherebbe invece un incidente ad un oleodotto. Secondo le prime stime, quanto accaduto darà luogo a un inquinamento localizzato, e in caso (molto probabile) di incendio potrebbe determinare una grande esplosione e una combustione di gas di lunga durata, fino allo svuotamento del tratto di tubo interessato. Di sicuro avrà un notevole impatto in termini di emissioni di gas serra (il metano è 28 volte più inquinante rispetto alla stessa quantità di anidride carbonica rilasciata nell’aria).

La Casa Bianca ha fatto sapere che gli Stati Uniti sono pronti a sostenere l’Unione europea nella gestione dell’incidente che intanto ha chiesto di fare maggiore chiarezza sulla vicenda.
“Gli atti di sabotaggio #Nordstream sembrano essere un tentativo di destabilizzare ulteriormente l’approvvigionamento energetico dell’Ue – ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio europeo Charles Michel -. Abbiamo bisogno di un’indagine urgente e approfondita. Coloro che hanno perpetrato questo atto saranno ritenuti pienamente responsabili e obbligati a pagare. I nostri sforzi per diversificare l’approvvigionamento energetico rispetto al gas russo continuano”.
Escludono l’ipotesi dell’incidente anche Ucraina e Danimarca: secondo il governo di Kiev si tratta di una “operazione terroristica di sabotaggio pianificata dalla Russia contro l’Unione europea”, mentre la premier danese Mette Frederiksen, denuncia l’esistenza di tre perdite, anche ad una certa distanza tra loro e conclude: “Per questo è difficile immaginare che ciò che è accaduto sia solo una coincidenza”. Dal canto suo Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, parla di “allarmante notizia che richiede una indagine urgente”, e afferma che Mosca è “estremamente preoccupata” per quanto è successo.

L’articolo Disastro Nord Stream nel Mar Baltico: incidente o sabotaggio? proviene da The Map Report.

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