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Cibo e istruzione per nutrire il futuro

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A New York si stanno incontrando questi giorni i leader del mondo nella 77esima edizione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Tra i vari incontri, summit, conferenze, discussioni e tavole rotonde, è presente anche il “Transforming Education Summit“, organizzato per gettare luce e fornire proposte in risposta alla crisi globale dell’istruzione. Purtroppo lontana dai riflettori mediatici, questa crisi ha un impatto tuttavia devastante sulle vite e sul futuro di centinaia di milioni di bambini nel mondo, soprattutto nei paesi più vulnerabili. In Somalia, devastata dalla siccità e sull’orlo della carestia, centinaia di scuole sono chiuse, cancellando opportunità di istruzione per migliaia di bambini. A Capoverde e in Sri Lanka, l’impennata dei prezzi del cibo ha peggiorato la fame e, insieme ad altri fattori, reso i programmi di alimentazione scolastica gestiti dai governi troppo dispendiosi. Molti governi stanno drasticamente riducendo la quantità e la qualità dei pasti a scuola o il numero di bambini che ne beneficiano.

Burundi. Nel 2021, oltre 600.000 studenti hanno ricevuto pasti a scuola in 849 istituti © WFP/Fredrik Lerneryd

I mesi di restrizioni dovute alla pandemia di Covid-19 hanno esacerbato una crisi educativa già presente da tempo. Secondo la Banca Mondiale, si aggira intorno ai 17 mila miliardi di dollari (una cifra folle) il valore dei guadagni persi nel corso della vita dalle generazioni di studenti di oggi a causa della mancata istruzione durante il Covid-19. I paesi a basso reddito ne fanno le spese maggiori: il 70 per cento di bambini al di sotto dei 10 anni ha difficoltà anche a leggere o scrivere una semplice frase. I pasti a scuola forniscono non solo cibo ai bambini ma anche un forte e convincente incentivo ai genitori a mandare i propri figli e figlie a scuola.

Sierra Leone. I programmi di alimentazione scolastica del WFP raggiungono oltre 216.000 bambini in 970 scuole © WFP/Michael Duff

Bisogna riportare i pasti a scuola al centro delle agende politiche, perché rappresentano un cruciale strumento di protezione sociale. Il costo? Si stima bastino 5,8 miliardi di dollari, un’inezia rispetto alle conseguenze economiche, sociali e politiche di non farlo, affinché i bambini più vulnerabili non rimangano indietro ma beneficino, a scuola, di interventi alimentari e a protezione della salute. Chiedetelo a paesi come il Ruanda, il Benin o l’Honduras, sapranno spiegarlo meglio di chiunque altro.

L’articolo Cibo e istruzione per nutrire il futuro proviene da The Map Report.

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