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L’UE boccia (ancora una volta) l’Italia su rifiuti e smog

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Gestione dei rifiuti, qualità dell’aria e designazione delle zone protette Natura 2000 (il sistema di aree destinate alla conservazione della diversità biologica presente nel territorio dell’UE) sono i punti deboli dell’Italia in merito all’applicazione della legislazione ambientale UE. È scritto nero su bianco nel documento di valutazione dell’attuazione delle norme ambientali europee, la revisione periodica dell’applicazione delle norme Ue sull’ambiente negli Stati Membri.
Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni su economia circolare, in particolare sulla gestione dei rifiuti urbani, con l’aumento stabile e costante del riciclaggio e del compostaggio, e nella gestione dei bacini idrografici, il settore italiano dei rifiuti continua a presentare notevoli carenze.
Molto ci si aspetta dal PNRR, che, ricorda la Commissione, “prevede riforme importanti, con una strategia nazionale per l’economia circolare e un programma nazionale di gestione dei rifiuti, oltre a investimenti faro a sostegno del riciclaggio che dovrebbero migliorare l’attuazione sul campo delle norme ambientali”.
Negli ultimi anni Bruxelles ha aperto contro l’Italia ben 18 procedure di infrazione in materia ambientale, tuttora in corso. Nove di queste sono nella seconda fase, quella che può portare la Corte di Giustizia Ue a infliggere sanzioni pecuniarie.
Ad oggi, l’Italia già paga multe per milioni di euro per l’emergenza rifiuti in Campania (sentenza Corte 2015), discariche illegali (sentenza 2014) e scarico delle acque reflue urbane in aree sensibili (sentenza 2018). Il “caso Campania” è tra i primi citati nel documento di revisione, insieme alla necessità di interventi supplementari per garantire che lo smaltimento dei rifiuti nel rispetto del diritto dell’Unione.
Già negli anni passati la Commissione aveva invitato il nostro paese ad adeguarsi alle norme comunitarie in particolare su una serie di aspetti:

  • in materia di gestione dei rifiuti urbani, perché si limitasse progressivamente il conferimento in discarica a favore di uno sviluppo della raccolta differenziata, soprattutto al Sud;
  • nel trattamento delle acque reflue, richiedendo maggiori investimenti in strutture adibite a gestirlo in maniera efficace;
  • nella riduzione di particolato (PM10 e PM2,5) e di biossido di azoto, intervenendo sulla riduzione del traffico;
  • nel completamento dell’individuazione dei siti marini di conservazione speciale, nell’ambito del programma Natura 2000, con la designazione di obiettivi specifici di conservazione per ogni sito;
  • in generale, nel migliorare l’efficienza con cui vengono impiegate le risorse destinate alla protezione ambientale.

L’articolo L’UE boccia (ancora una volta) l’Italia su rifiuti e smog proviene da The Map Report.

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