Senza categoria

Le Big Oil investono di più per comunicare quanto sono green che per esserlo

Michele Mazzon ml international

Le grandi compagnie petrolifere e del gas spendono in media il 12% della spesa in conto capitale nelle attività a basse emissioni di carbonio, mentre investono quasi tutto il loro budget dedicato alle comunicazioni per enfatizzare il loro impegno per l’ambiente: 750 milioni di dollari all’anno, complessivamente, per apparire green. L’analisi – condotta da InfluenceMap, un think tank indipendente che si occupa di finanza climatica – non ha tra l’altro considerato gli uffici stampa esterni, ma solo quelli interni alle società, approssimando quindi probabilmente al ribasso la stima della contraddizione. Inoltre, se lo studio ha analizzato 3.421 contenuti tra articoli e post sui siti web aziendali, comunicati stampa, relazioni, discorsi e account sui social media di aziende e CEO, non è invece stato possibile avere dati degli annunci pubblicitari, valore che verosimilmente avrebbe ulteriormente spostato l’asticella verso l’amore per il green washing. Il risultato comunque, anche senza l’analisi degli annunci promozionali, è evidente. Infine, addirittura la comunicazione delle Big Oil tralascia o trascura le attività “sporche”: sono citate in meno di un quarto del materiale pubblicitario preso in analisi da InfluenceMap. ​​Lo studio ha analizzato la comunicazione pubblica di 5 multinazionali che operano nel settore petrolifero e nel gas: BP, Chevron, ExxonMobil, Shell e TotalEnergies. Ben il 60% della loro comunicazione pubblica riporta nel corso dell’ultimo anno almeno un’affermazione sulle loro azioni a favore della sostenibilità ambientale.

“In sostanza, abbiamo scoperto che le grandi compagnie petrolifere spendono milioni di dollari in pubbliche relazioni ecologiche, con una campagna davvero sistematica per presentarsi come favorevoli al clima”, ha commentato Faye Holder, responsabile del programma di InfluenceMap, “ma allo stesso tempo continuano a fare pressioni per mantenere i combustibili fossili e investire in un futuro energetico davvero insostenibile, con alti livelli di petrolio e gas e una spesa molto bassa per attività a basso contenuto di carbonio”. Come fanno comunicazione le multinazionali del greggio? Le dichiarazioni più ricorrenti emerse dall’analisi comprende la descrizione degli sforzi per una “transizione del mix energetico” in tutte le compagnie prese in esame. Al contrario, nessuna di loro inserisce nelle pagine Chi siamo dei loro siti web il semplice fatto che siano compagnie petrolifere e del gas. “Il miglior esempio, a mio avviso, è stato quello della BP: nella loro pagina Chi siamo, menzionano la parola petrolio solo 2 volte e in fondo alla pagina, tra l’altro in una sezione chiamata La nostra storia” sottolineando nel contempo che però l’azienda è sempre stata “un’azienda energetica in transizione, dal carbone al petrolio, al gas, fino a questo futuro a basse emissioni di carbonio”, spiega Holder. Insomma, se era già chiaro il concetto, è interessante vederlo descritto con i numeri e i fatti, per valutare fino a che punto le multinazionali del petrolio riescono a presentarsi al pubblico in modo paradossalmente dissociato da queste fonti inquinanti, accostando, invece, con la massima decisione la propria immagine ai concetti di clima e futuro, transizione e sostenibilità. Sommando gli sforzi di tutte e 5 le Big Oil, sono 750 i milioni di dollari investiti ogni anno per farsi belli agli occhi del mondo, in tema clima, e ricordiamo che la cifra non include i costi delle agenzie pubblicitarie o di PR esterne. Ma chi tra le 5 Big, secondo lo studio, raggiunge i numeri più alti nel promuovere una bella immagine? Shell è in testa per il numero di dichiarazioni ambientaliste, con il 70% delle comunicazioni pubbliche che sottolinea le attività a favore dell’ambiente, mentre solo il 10% della spesa in conto capitale è stato investito in basse emissioni di carbonio. Segue ExxonMobil (65% – 8%), e TotalEnergies (62% – 25%). Da sottolineare infine il fatto che tutte le compagnie hanno previsto un aumento della produzione di petrolio e gas nei prossimi cinque anni, per quanto riguarda la spesa in conto capitale, ad eccezione di BP, che nel 2026 dovrebbe avere livelli simili a quelli del 2021. Tra l’altro, il report ha evidenziato anche “prove del fatto che ogni azienda, ad eccezione di TotalEnergies, si è impegnata direttamente con i politici americani per sostenere i candidati che incoraggiano lo sviluppo di nuovo petrolio e gas nel 2021-22”.

L’articolo Le Big Oil investono di più per comunicare quanto sono green che per esserlo proviene da The Map Report.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: