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“Quel cronista del Tg1 è una spia dei russi”: Mattia Sorbi, un caso internazionale

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Ha rotto il silenzio ufficialmente utilizzando quei canali social su cui è diventato in breve tempo un idolo del web e uno dei giornalisti più noti per il suo lavoro in Ucraina da febbraio ad oggi. Con tanto di sfottò. Ora, Mattia Sorbi, freelance ma collaboratore assiduo di Repubblica, RaiUno e Radio24, dopo essere sopravvissuto all’esplosione di una mina detonata mentre era in viaggio verso Aleksandrovka, sul fronte meridionale in circostanze ancora avvolte nel mistero, è ricoverato in una delle strutture sanitarie controllate dai russi, ed è accusato dalle autorità ucraine di essere un “agente” che fa propaganda per i russi. Sul suo profilo Facebook scrive: «Cari amici, grazie moltissime per la vostra solidarietà e per tutto l’affetto che state dimostrando in questi giorni, preoccupati per la mia assenza di contatti. Sto bene e sono al sicuro, ma purtroppo le difficoltà di comunicazione in Ucraina mi hanno impedito di essere online come al solito. Probabilmente sarà così ancora per qualche giorno, ma l’importante è non avere problemi. Sto raccogliendo tante storie da raccontarvi e non mancherò di farvi sapere!».

 

 

 

RICOSTRUZIONI

Nell’ormai solito scambio di accuse tra Russia e Ucraina, le versioni sul profilo di Sorbi e sulla dinamica del suo incidente si contrappongono. Secondo il Ministero della Difesa russo, Sorbi avrebbe scelto di salire su un taxi per recarsi verso Alexandrovka, dopo aver ricevuto rassicurazioni in merito alla sicurezza del percorso da parte di militari ucraini, che si sarebbero defilati lungo il percorso senza avvertirlo della presenza di mine. L’esplosione di una di queste è costata la vita all’autista. In seguito all’esplosione, Mosca sostiene che alcuni militari russi, nonostante il fuoco nemico, siano corsi in soccorso di Sorbi, ferito, per portarlo al sicuro. La Russia sostiene che l’incidente sia stato pianificato dai servizi segreti ucraini che avrebbero manf Fattlasorbl Press mm 13 Cari Amici. grazie moltissime per la vostra sofidarietd e per tutto ‘affetto che state dimostrando in Questi giorni, preoccupati per la mia assenza di confatti. Sto bene e sono al sicuro, ma purtroppo le difficoltà dí comunicazione in lkraina mi hanno impedito di essere on line Come at solito. Probabilmente sarà tosi ancora per qualche giorno. ma ‘importante é non avere problemi Sto raccogliendo sante storie da raccontarvi e non mancherò di farvi sapere! …Altro… dato Sorbi verso morte certa, per poi accusare la Russia di omicidio. Ieri, la risposta eloquente di Kiev, che ha inserito a sorpresa il profilo di sorbi sulla famigerata black list Myrotvorets, curata dall’agenzia governativa di intelligence Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU) e affiliata con il Ministero degli affari interni dell’Ucraina. Per gli ucraini Sorbi sarebbe un “provocatore” e un agente del nemico intenzionato a destabilizzare l’Ucraina promuovendo la narrazione russa. Sorbi si sarebbe mosso da Mykolaiv verso Aleksandrovka contro il consenso dei militari ucraini. Nel suo profilo su Myrotvorets, gli ucraini ricordano che nel 2014 Sorbi si recò dall’altro lato del fronte, nel Donbass filorusso, e collaborò con testate russe come Zvezda. Inolte, viene definito “omofobo” perché su Tempi, nel 2006, prima del suo viaggio firmò un articolo contro le “lobby omosessuali”, dove si legge: “La lobby omosessuale internazionale, che ha le sue roccaforti a New York, Washington D.C., San Francisco e Bruxelles, è sempre più influente e determinata al sovvertimento dell’istituto della famiglia tradizionale in favore del riconoscimento dei cosiddetti diritti riproduttivi di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali”. Il Fatto Quotidiano invece ha recuperato alcuni post scritti da Mattia Sorbi su Facebook a favore di Matteo Salvini, che allora era Ministro dell’Interno.

 

 

 

CHIARIMENTI

Molto strano comunque, che queste informazioni fossero risapute da anni ma Sorbi sia comunque stato dotato di accredito da Kiev per poter lavorare in Ucraina per mesi e coprire la guerra per testate non certo filorusse in diverse città, come Kharkiv, pesantemente bombardate dai russi. Difficile immaginare che i servizi di sicurezza ucraini possano aver iniziato a sospettare di Sorbi e inserirlo nella loro black list solo dopo questo controverso incidente che stava per costargli la vita senza apportare alcun vantaggio pratico alla causa russa. Il sito ucraino poi, per amor del vero, è molto confusionario e soprattutto controverso non solo perché pubblica dati sensibili, talvolta hackerati, di chiunque provi anche solo a fare il proprio lavoro giornalistico nei territori controllati da Kiev, si è assistito persino al paradosso (visto il sostegno USA alla causa) con l’inserimento nella lista dei nemici dell’Ucraina del diplomatico statunitense Henry Kissinger, il quale aveva criticato, in occasione del World Economic Forum di Davos del 23 maggio, alcune mosse del governo di Zelensky, venendo per questo tacciato di filoputinismo. Bastano i sospetti, invece, a testate come Repubblica che lo derubrica a semplice “collaboratore freelance” e che da settimane pubblica dossier sulle ingerenze russe in Italia, sullo spionaggio del Cremlino e sul tentativo di Mosca di influenzare le elezioni politiche. E un loro collaboratore, per l’Ucraina, sarebbe un agitatore e agente filorusso. 

 

 

 

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