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Politiche: quasi la metà dei giovani è per il nucleare, ma tanti non sanno ancora chi votare

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Non sarà un sondaggio formale, ma conferma una tendenza che in Italia va avanti almeno da quando siamo diventati ufficialmente un Paese di gerontocrati: i giovani sono pochi e dunque poco pesano nella politica. Di conseguenza, trovano sostanzialmente inutile andare a votare: e il problema si allarga. I giovani italiani fra i 18 e i 34 anni andranno alle urne, in maggioranza (il 68%), ma la fiducia nella politica è ai minimi storici. Quasi 9 su 10 dichiarano di nutrire poca (56%) o nessuna (33%) fiducia nella politica, che infatti li ignora, contro un 10% che concede di averne “abbastanza” e uno sparuto 1% che ne ha invece “molta”. Alla domanda: la classe politica conosce i problemi delle nuove generazioni? Il 90% ha risposto no, su oltre 22.300 giovani interpellati. Il sondaggio è stato realizzato via Instagram della media company Cnc Media, in collaborazione con il Sole 24 Ore. Gli utenti hanno risposto a 10 domande nelle stories della pagina @cnc_media, che vanta un milione di follower. Ma per quel poco di fiducia che resta, cosa votano i giovani? In questa fascia, tra i votanti, quasi 1 su 2 sceglierà il centrosinistra (ovvero il 45%), ma ben il 59% deve ancora capire chi votare. Il 15% sceglierà il Movimento Cinque stelle e il 12% il cosiddetto Terzo Polo, ovvero Azione-Italia Viva, lasciando alla destra – Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia – il 28% dei consensi totali. Sostanzialmente un rovesciamento dei sondaggi reali, quelli che coinvolgono tutti gli aventi diritto al voto. In questo senso, un’ipotetica alleanza fra centrosinistra e terzo polo raggiungerebbe tra i giovani il 57% dei voti, addirittura raddoppiando i consensi della coalizione data per vincente.

Le priorità? Naturalmente lavoro (per il 46%) del totale e ambiente (28%), con un particolare riferimento alla crisi climatica, mentre scarso interesse solleva l’istruzione (solo il 16% del totale lo considera una priorità) e ancora meno i diritti civili (appena il 10% li considera il tema più rilevante per la politica attuale). Comunque un bel 17% di persone in questa fascia d’età non andrà a votare e un 15% ci sta pensando. Focalizzando sul principe di tutti i problemi, il lavoro, grande successo lo riscuote l’istituzione del salario minimo: ad approvarlo è l’87% degli intervistati, contro un 7% ostile e un 6% che “non sa”. Sul fronte ambientale, il 63% dei rispondenti si schiera a favore della costruzione di centrali nucleari, contro un 21% contrario e un 16% che non sa. Sui diritti civili, il 53% degli interpellati è favorevole allo ius scholae, ovvero il diritto alla cittadinanza italiana a seguito della frequenza del ciclo scolastico nel nostro Paese, mentre il 18% è contrario e il 31% non sa orientarsi. Tutti o quasi contrari alla flat tax, ovvero una tassa con la stessa aliquota per tutte le fasce di contribuenti: per il 48% degli intervistati non è da fare, mentre il 21% è a favore, con un limbo del 31% che evita di esprimersi.

L’articolo Politiche: quasi la metà dei giovani è per il nucleare, ma tanti non sanno ancora chi votare proviene da The Map Report.

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