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Morto Frank Drake, lo scienziato che cercava gli Ufo: cosa ha scoperto

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N= R* x fp x ne x fl x fi x fc x L. Sembra roba astrusa, questa “Equazione di Drake”: dal nome di Frank Donald Drake, professore emerito di astronomia e astrofisica ed ex preside di scienze naturali all’Università della California di Santa Cruz, nato a Chicago il 28 maggio 1930, scomparso per cause naturali venerdì all’età di 92 anni nella sua villa di Aptos in California. Ma è invece talmente pop che ha ispirato film di successo. Da “Independence Day” a “Contact”, peraltro tratto da un libro scritto da quel Carl Sagan (1934-1996) che oltre a essere suo collega è stato l’altro grande creatore del SETI: Search for Extra-Terrestrial Intelligence.

CIVILTÀ INTELLIGENTE
Cercando di essere il più semplice possibili: R* è il numero medio di nuove stelle che si formano ogni anno nella nostra galassia; fp la frazione di stelle R* che possiedono pianeti; ne il numero di questi pianeti che possiedono condizioni compatibili con la vita; fl la frazione di questi pianeti che sviluppa la vita; fi la frazione di pianeti che hanno sviluppato vita intelligente; fc la frazione di pianeti che hanno sviluppato vita intelligente in grado di comunicare con le onde radio; L la stima della durata media della vita comunicativa di tali civiltà. E N sarebbe appunto il numero di civiltà intelligenti nella nostra Galassia in grado di comunicare tra di loro.

In realtà, poi, sulla determinazione di tutti questi parametri c’è un dibattito furibondo. Sicuramente N deve essere almeno 1, perché noi esistiamo. Per il resto, le stime variano da 8 a 60.000. E a questo punto salta fuori il Paradosso di Fermi: ma se ci sono, perché questi alieni intelligenti non si fanno sentire? E qua pure le risposte sono molteplici: dal semplice «c’è troppa distanza tra di loro e noi»; al pessimista «perché le civiltà tecnologicamente avanzate a vedere il nostro esempio devono avere la tendenza ad autodistruggersi in tempi rapidissimi»; a un ottimista «ci deve essere un’etica spaziale che impone di non interferire finché una civiltà non arriva a un certo grado di maturità», che è poi un plot tipico della fantascienza.

Drake pensò però che era il caso di verificare sul campo; sia creando sistemi di ascolto delle onde radio provenienti dallo spazio; sia mandandoli noi questi messaggi. Dopo alcuni esperimenti negli anni ’60, nel 1974 il programma SETI parte ufficialmente grazie alla collaborazione con l’osservatorio di Arecibo. Da lì viene inviato nello spazio un messaggio con una composizione di numeri primi in codice binario, in grado di mostrare importanti informazioni su di noi, sul nostro pianeta e sulla genetica alla base della vita. Ma già nel 1972 lui e Sagan avevano disegnato assieme la piastra collocata sulle sonde Pioneer 10 e 11, il primo messaggio fisico inviato nello spazio.

Progettata per essere comprensibile da un eventuale extraterrestre. Anche su ciò la fantascienza sguazzò, immaginando civiltà ostili che invece di rispondere arrivano a distruggerci. Ma anche ciò contribuì alla fama di Drake e del SETI.

OLTRE LA TERRA
Drake del consiglio di amministrazione del SETI Institute è stato presidente per 19 anni. Con sede a Mountain View, in California, è un’organizzazione senza scopo di lucro che si occupa di ricerca delle forme di vita oltre la Terra. Nel ferragosto del 1977 sembrò aver fatto un clamoroso “bingo”, quando l’astronomo Jerry R. Ehman nello studiare gli ultimi tabulati prodotti dal radiotelescopio “Big Ear” vide su uno dei fogli una dicitura fuori dagli schemi: un segnale di intensità incredibile, proveniente dalla costellazione del Sagittario. Per molto tempo sia Drake sia Sagan difesero la teoria dell’origine aliena: sostenevano infatti che un segnale così forte dovesse essere per forza qualcosa di intenzionale, che necessitava di un grande utilizzo di energia, al fine di focalizzarlo in un punto ben preciso. Tra 2015 e 2017 è stato ipotizzato che più probabilmente il segnale sia stato dovuto a un passaggio di comete. Dal 1999 gli scienziati del SETI per risolvere i problemi di calcolo crearono una rete a calcolo condiviso che finì nel Guinness dei Primati.

Le trasmissioni partite dal SETI sono state una ventina: la più vicina arriverà nel 2036 e potrebbe avere una risposta nel 2069. Nel 1992 il governo statunitense finanziò un programma SETI di ricerca mirata di 800 specifiche stelle vicine. Nel 1993 il Congresso tagliò i fondi, non senza qualche sarcasmo sui “cacciatori di alieni”. Ma nel 1995 il SETI Institute fu in grado di far ripartire il tutto con il nome di Progetto “Phoenix”, supportato da fonti di finanziamento privato. Col SETI lavora un centinaio di persone tra scienziati e specialisti, su un budget da 100 milioni di dollari. Drake è stato presidente della Società astronomica del Pacifico e membro dell’Accademia Nazionale.

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