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In tv spuntano i “fasci” di “Fratelli di Lista”: lo schiaffo alla Meloni che nessuno ha notato

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La campagna elettorale? Adesso entra pure (per sbaglio) in “Skam Italia“, la serie Netflix che sta spopolando tra i giovani. Precisiamo subito: i dieci episodi che dall’1 settembre sono sulla piattaforma streaming sono stati girati ovviamente ben prima che iniziasse la corsa al voto. Eppure, quasi per uno scherzo del destino, nella serie spuntano i “Fratelli di Lista”.
Chi sono? Ovviamente un gruppo di ragazzi di destra che si candida alla guida dell’istituto, il liceo romano in cui si consumano le vicende adolescenziali di “Skam”. E i cliché e i luoghi comuni legati alla destra non possono mancare, ci sono davvero tutti. Partiamo dal nome della lista che ricorda tanto “Fratelli d’Italia”, per poi arrivare anche al programma politico che viene bollato dagli avversari come oscurantista. I “fasci”, così vengono chiamati quelli di “Fratelli di Lista”, come nella più scontata delle narrazioni sono violenti, bulli e amano provocare. Rigorosamente con giubbini scuri, in un episodio danno vita a una scazzottata con Elia, il protagonista di questa stagione. Il diverbio nasce per una frase sulle prestazioni sessuali del ragazzo (tema centrale di queste 10 nuove puntate). Da lì volano parole grosse, Elia si avventa sui quattro di FdL seduti al bar e parte l’inferno. Il messaggio scontato che spesso torna come un ritornello nella cinematografia che strizza gli occhi alla sinistra è che la violenza trova spazio solo a destra. 

 

 

 

Poi, per rendere il contrasto ancora più forte, vengono esaltate le qualità morali degli avversari. Infatti a opporsi ai “fasci” c’è l’altra lista, quella dei “buoni”, “Lista Repente”, ovvero un gruppo di ragazze e ragazzi, tra cui c’è anche Elia, che invece ha un programma basato sulla distribuzione gratuita di assorbenti e preservativi per tutta la scuola. Va ricordato poi che la “Lista Repente”, collocata a sinistra, vuole chiudere anche l’unica radio presente nell’istituto: «Costa troppo». Evidentemente tra i candidati ci deve essere anche qualche fan di Cottarelli, pupillo di Letta, e della sua Spending Review.

 

 

Il giorno del voto, anche questa circostanza quasi profetica, la vittoria va a “Fratelli di Lista“. I ragazzi festeggiano indossando delle felpe con il logo del loro movimento che guarda caso ha una piccola fiammella rossa su sfondo verde. Un richiamo nemmeno tanto velato alla “fiamma” di Fratelli d’Italia che la sinistra vorrebbe censurare e che viene rivendicata con orgoglio da Giorgia Meloni. Dopo l’esito del voto, la “Lista Repente” archivia la sconfitta con dignità e con un pizzico di menefreghismo. Una delle principali candidate, Viola, dice al suo fidanzato: «Abbiamo perso? Non importa, abbiamo altre cose a cui pensare», poi i due sfrecciano via in motorino. Finirà così anche per Letta il prossimo 25 settembre? Di certo il boccone amaro di una sconfitta sarà ben più duro da mandare giù dalle parti del Nazareno…

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