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Caviglie gonfie | Sintomo di una patologia grave ma subdola: come capire se può degenerare

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Se soffri spesso di caviglie gonfie, presta attenzione: potrebbero essere un segnale forte del corpo prima di questo evento acuto.

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caviglie gonfie (fonte pexels)

La sensazione di gonfiore alle caviglie assale molte donne, specialmente dai 25 anni in su. Molte ore trascorse in piedi o, al contrario, uno stile di vita eccessivamente sedentario può minare considerevolmente la circolazione del sangue, impedendo il giusto afflusso negli arti inferiori.

Se nella maggior parte dei casi possiamo attutire il disturbo grazie a specifiche calze contenitive, esiste anche la possibilità che le caviglie gonfie siano l’alert per un disturbo ben più pericoloso. Scopriamo di che si tratta, e come scongiurare qualsiasi fattore di rischio.

Caviglie gonfie e trombosi venosa: cause, sintomi e strategie preventive

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caviglie gonfie (fonte pexels)

La trombosi è una condizione clinica piuttosto grave, e prevede la formazione di coaguli nel sangue nelle vene profonde. Tali grumi sanguigni possono staccarsi e circolare fino ad arrivare ai polmoni, bloccando così l’afflusso ematico e scatenando la letale embolia polmonare.

I principali fattori di rischio possono essere la presenza di malattie ereditarie in famiglia, sovrappeso, eccessivo consumo di fumo, assunzione regolare della pillola contraccettiva, traumi o interventi chirurgici, nonché prolungate posture in posa sdraiata. Altri fattori scatenanti possono essere alcuni tipi di cancro, terapie ormonali sostitutive e l’inserimento di peacemaker e cateteri venosi. La formazione dei coaguli può altresì corrispondere anche ad alterazioni del flusso sanguigno e ad aumenti della coagulazione del sangue.

Considerando la predisposizione femminile a sviluppare tale patologie, e gli innumerevoli fattori di rischio, è importante cercare di prevenire la trombosi venosa. Possiamo rivolgerci in anticipo al nostro medico curante, il quale potrà indirizzarci verso un’eventuale terapia farmacologica ad-hoc. L’utilizzo delle succitate calze contenitive, per quanto pesanti e compressive, può allontanare lo spettro della trombosi, almeno durante le lunghe ore di lavoro in piedi. Anche in caso di posture eccessivamente sedentarie, possiamo sfruttare i momenti di pausa per sgranchirci le gambe, camminando e ruotando le caviglie per riattivare la circolazione.

Il movimento fisico resta sempre un toccasana per l’organismo, e aiuta a regolarizzare l’ossigenazione e la pressione sanguigna. Non trascuriamo dunque di effettuare moderata attività settimanale, controllando costantemente ii segnali che il nostro organismo ci manifesta.

 

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