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Bollette, “il ruolo del meteo”: cosa può accadere tra poche settimana

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È proprio un bollettino di guerra-bis quello che stiamo combattendo sul fronte delle tariffe. Continuiamo, infatti, a registrare rialzi-record un po’ dappertutto ed il nostro rientro dalle ferie si presenta più che nero: nerissimo. Basti solo pensare alle bollette della luce schizzate alle stelle con il Prezzo unico nazionale dell’energia che è quasi triplicato rispetto allo scorso gennaio. A questo punto, c’è solo da sperare che i prossimi mesi siano particolarmente tiepidi sul fronte meteorologico: così non spenderemo troppo nel riscaldamento ma potremo anche mettere davvero in naftalina i condizionatori d’aria che, in questa torrida estate, sono diventati un salasso per le nostre tasche. Basti solo pensare che, a tenerli accesi, finiremo per sborsare oltre duecento euro in più al mese, una tassa che rischia di congelarci più degli stessi condizionatori.

 

 

In effetti, dagli anni dell’austerità, mai rientro dalle ferie è stato più glaciale di questo: oggi siamo letteralmente sommersi dalle stangate che non concedono alcuna tregua e moltissimi “signor Rossi” si stanno chiedendo come fare ad arrivare alla fine del mese. In tanti si stanno anche interrogando su cosa succederà all’indomani delle elezioni quando il governo Draghi toglierà definitivamente il disturbo. In realtà, non dovremo attendere il dopo-25 settembre perché la situazione è insostenibile già adesso, con Super Mario ancora in carica. Piuttosto che domandarsi su cosa potrà succedere domani, sarebbe opportuno fare già oggi il punto della situazione.

 

 

CORNUTI E MAZZIATI
Chi non ricorda, al riguardo, cosa disse lo stesso Draghi nello scorso mese di aprile? Con aria molto sicura, il premier rispose così alla domanda di un giornalista: «Ci chiediamo se il prezzo del gas possa essere scambiato con la pace… cosa preferiamo la pace oppure star tranquilli con l’aria condizionata accesa tutta l’estate?». Un interrogativo, quello sollevato allora dal capo del governo, che è stato superato dai fatti perché, nonostante il caldo torrido di questi mesi, spesso e malvolentieri abbiamo dovuto razionare comunque l’aria fresca nonostante le temperature sahariane e, in cambio, non abbiamo ottenuto nulla: la guerra in Ucraina ha continuato ad imperversare implacabile (anche se sui mass media se ne parla oggi molto meno rispetto alla scorsa primavera) e le bollette della luce sono rincarate sempre di più. In altre parole, parlando di noi consumatori, potremmo davvero dire: cornuti e mazziati. E, allora, non ha molto senso concentrarci solo sugli scenari all’indomani del voto per il semplice motivo che l’esecutivo prossimo venturo non potrà fare altro che cercare di superare le stesse emergenze che Draghi & C. stanno già oggi affrontando di petto. A questo punto, c’è solo da sperare che l’erede dell’attuale inquilino di Palazzo Chigi sia almeno più fortunato di quanto lo sia stato colui che gli americani chiamarono “the unitalian”, tanto sembrava così poco italiano. 

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