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Cosmetici e creme, anche gli Usa si avviano a vietare PFAS e Co (prima dell’Europa)

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Se credi che ogni prodotto in commercio sia, bene o male, sicuro, solo perché ne è ammessa la vendita, il California Toxic Free Cosmetics Act – il primo del suo genere negli Stati Uniti – potrà farti cambiare idea. Ha finalmente stabilito un divieto a livello statale di 24 ingredienti nei prodotti di bellezza e per la cura della persona, comprese molecole da tempo e indubbiamente collegate a impatti dannosi sull’ambiente e sulla salute umana, inclusi il rischio di cancro, difetti alla nascita, danni al sistema riproduttivo e tossicità degli organi. Naturalmente, quando queste sostanze chimiche permeano il suolo e si diffondono negli oceani, danneggiano gli habitat naturali e la fauna selvatica, ed entrano nella catena alimentare senza confini di sorta (nella pesca, ad esempio, ma vele anche per la carne o altri generi alimentari). Il disegno di legge che ora sta per vietare la produzione, la vendita, la consegna, la detenzione o l’offerta di prodotti contenenti alcuni degli ingredienti più notoriamente dannosi, entrerà comunque in vigore con calma, a partire dal 1 gennaio 2025. I prodotti in questione sono per il 63% trucchi, per il 13% prodotti per unghie, mentre l’8% sono prodotti per la pelle e il 6% prodotti solari. Non mancano comunque creme da barba e prodotti per la cura dei bambini fatto con ingredienti che possono causare appunto cancro, danni riproduttivi o danni allo sviluppo. Di cosa si tratta?
Dibutilftalato – plastificante usato per ridurre fragilità e screpolature
Ftalato di dietilesile: aggiunto ad alcune materie plastiche per renderle flessibili
Formaldeide: aggiunta ai cosmetici come conservante
Isobutylparaben – conservante antimicrobico utilizzato nei cosmetici
Isopropilparaben – conservante usato per prevenire la crescita di batteri e muffe
Glicole di metilene – forma idratata di formaldeide, utilizzata principalmente nei prodotti per lisciare i capelli
Mercurio – aggiunto ai cosmetici antietà come agente schiarente della pelle e conservante
Paraformaldeide – versione in polvere di formaldeide polimerizzata che diventa formaldeide una volta dissolta.
O-fenilendiammina – pigmento utilizzato nelle tinture per capelli.
M-fenilendiammina – pigmento utilizzato nelle tinture per capelli.
Quaternium-15 – conservante utilizzato in cosmetici, saponi e shampoo.
13 PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) – note anche come “sostanze chimiche per sempre”, vengono aggiunte ai cosmetici per aumentarne la vestibilità a lungo termine.
Molti di questi sono già da qualche anno illegali in Italia e in Europa. Ad esempio l’o-fenilendiamina lo è dal 2009. Era usata come intermedio nella produzione di sostanze chimiche nell’agrochimica, prodotti in gomma sintetica, anti-corrosivi, adsorbenti ultravioletti, prodotti farmaceutici e coloranti e pigmenti usati per colorare pellicce e tinture per capelli. Molti altri, sebbene ci si stia lavorando, sono tranquillamente prodotti, venduti e acquistati in tutta Europa e ne ipotizza il bando solo tra 8 anni. Ad esempio i PFAS, che più di altri prodotti impattano anche sull’ambiente, oltreché sulla salute umana. Questi composti sono infatti particolarmente resistenti al degrado e possono contaminare il suolo quando entrano nella rete idrica per finire nella catena alimentare di animali e persone. Elevati livelli di fluoro (un indicatore di PFAS) sono stati trovati nel 63% dei fondotinta, nel 55% dei prodotti per le labbra e nel 47% dei mascara analizzati da uno studio dell’Università di Notre Dame su 231 cosmetici di uso comune. Ventinove tra questi prodotti contenevano tra quattro e 13 diversi tipi di PFAS. Ma la stessa allerta – alti livelli di fluoro – ha fatto scandalo di recente in Italia, perché è emersa dall’analisi dei piatti usa e getta usati nelle mense scolastiche italiane. Gli smalti per unghie, uno dei prodotti più tossici che l’umanità poteva pensare di spalmarsi addosso, possono contenere ftalato di dibutile al fine di ridurre le screpolature nelle unghie smaltate. In natura – in genere vicino ai corsi d’acqua degli stabilimenti che lo producono – questo elemento può alterare già a breve termine i microrganismi nel metabolismo del carbonio, dell’azoto e dello zolfo nei terreni. Sembra impossibile ma il mercurio viene ancora utilizzato negli Usa in creme schiarenti e prodotti antietà per rimuovere macchie dell’età, lentiggini, imperfezioni e rughe, ma la sostanza chimica viene utilizzata anche in numerosi altri processi industriali. Gli studi dimostrano che l’inquinamento ambientale da mercurio può accumularsi nei tessuti vegetali commestibili e provocare la contaminazione della catena alimentare, colpendo sia gli esseri umani che la fauna selvatica. Per questo motivo, ad esempio, il pesce non è più considerato da tempo un alimento sicuro, e viene raccomandato un consumo contenuto nelle donne incinte e nei bambini.

L’articolo Cosmetici e creme, anche gli Usa si avviano a vietare PFAS e Co (prima dell’Europa) proviene da The Map Report.

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