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Il sondaggista che affonda Letta e Calenda: la frase terremoto sul voto

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Brutte notizie per Enrico Letta. La sua alleanza con Carlo Calenda non porterà Pd e Azione molto lontani. Parola dei sondaggisti. “Al momento il Pd vale il 23%, Azione/+Europa il 6% e, anche aggiungendo il 3-4% delle altre formazioni minori, si arriva al massimo al 33-34%”, conferma Alessandro Amadori, direttore scientifico di Yoodata. A fargli eco lo stesso Nicola Piepoli: “Diciamo che quel che prima era un 3-0 è diventato un 3-1”. Per il sondaggista il centrodestra ha la meglio anche nei collegi uninominali, quelli determinanti per la vittoria finale e dove la coalizione Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia “è in vantaggio 60 a 40”. 

 

 

Un altro ostacolo all’avanzata di Calenda sono proprio i dem. Secondo Amadori, infatti, difficilmente un elettore di destra voterebbe un partito alleato del Pd. Sempre lui, raggiunto dal Giornale, conferma di non vedere “una fuga di elettori di destra verso sinistra perché c’è Calenda. Lui non catalizza un voto personale come fa Silvio Berlusconi“. D’accordo con i colleghi Renato Mannheimer: “Il centrosinistra dovrebbe fare una campagna elettorale straordinaria per sovvertire il risultato”. 

 

 

A Calenda sarebbe dunque andata meglio se avesse creato un suo polo centrista. In ogni caso la partita non è ancora chiusa. “Tutto può succedere – conclude il sociologo -, ma è molto difficile che Calenda prenda il 10%”. D’altronde anche l’immagine è importante e la percezione dell’ammucchiata non aiuta: il centrodestra appare più compatto rispetto a un campo larghissimo come quello di Letta. Calenda e chi più ne ha più ne metta.

 

 

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