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Lettera aperta degli scienziati ai politici italiani: il clima deve essere una priorità

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La Sisc, Società italiana per le scienze del clima, lancia un appello alla politica in vista delle prossime elezioni, affinchè la gestione della crisi climatica venga messa in cima alle agende politiche. Con una lettera aperta, gli scienziati ricordano come “l’Italia, inserita nel contesto di un hot spot climatico come il Mediterraneo, risente più di altre zone del mondo dei recenti cambiamenti climatici di origine antropica e dei loro effetti, non solo sul territorio e gli ecosistemi, ma anche sull’uomo e sulla società, relativamente al suo benessere, alla sua sicurezza, alla sua salute e alle sue attività produttive”.
Tra i firmatari della lettera figurano anche da Carlo Barbante e Antonello Pasini del Cnr e Antonio Navarra dell’università di Bologna, che si offrono volontari per supportare la politica nell’elaborazione di una strategia per arginare le conseguenze del cambiamento climatico.
“Come scienziati del clima siamo pronti a fornire il nostro contributo per elaborare soluzioni e azioni concrete che siano scientificamente fondate, praticabili ed efficaci. Ma chiediamo con forza alla politica di considerare la crisi climatica come un problema prioritario da affrontare, perché mina alla base tutto il nostro futuro. Ci aspettiamo dunque elaborazioni di programmi politici approfonditi su questi temi. E una pronta azione del prossimo governo sul tema della lotta alla crisi climatica e ai suoi impatti”.
Si unisce al coro anche il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi, che in un’intervista rilasciata a Repubblica richiama agli elettori alla responsabilità di sceglire i politici che trattano la crisi climatica come un problema primario da affrontare.

Photo by Mika Baumeister on Unsplash

Al giornalista che gli domanda per quale motivo sia così cruciale che si parli di ambiente proprio adesso, alle prossime elezioni, risponde: “Perché i prossimi anni saranno cruciali. Più si aspetta a prendere provvedimenti, più il riscaldamento continua e diventerà difficile tornare indietro. Si potrebbe arrivare a una situazione capace di innescare enormi incendi, per esempio nelle foreste artiche del Canada o della Siberia, o in quella pluviale dell’Amazzoni, e a quel punto le emissioni di CO2 sarebbero enormi, con conseguenze che i modelli matematici attuali non sono nemmeno in gradi di prevedere. È come una diga che incomincia a perdere acqua: se i buchi li tappi quando sono piccoli bene, ma se aspetti di tappare i buchi quando sono grandi fai una fatica enorme e rischi anche che la diga ti caschi addosso”. Parisi punta poi il dito contro la scarsa lungimiranza dei politici italiani, che non guardano oltre il periodo del proprio mandato, evidenziando come quello climatico sia un problema che più di altri risente di questo difetto.
Per unirsi all’appello degli scienziati e dare il proprio sostegno alla causa, è possibile firmare la petizione qui.
Intanto, di seguito riportiamo la versione integrale della lettera aperta:
“La scienza del clima ci mostra da tempo che l’Italia, inserita nel contesto di un hot spot climatico come il Mediterraneo, risente più di altre zone del mondo dei recenti cambiamenti climatici di origine antropica e dei loro effetti, non solo sul territorio e gli ecosistemi, ma anche sull’uomo e sulla società, relativamente al suo benessere, alla sua sicurezza, alla sua salute e alle sue attività produttive.
Il riscaldamento eccessivo, le fortissime perturbazioni al ciclo dell’acqua e altri fenomeni meteo-climatici vanno ad impattare su territori fragili e creano danni a vari livelli, influenzando anche fortemente e negativamente le attività economiche e la vita sociale. Stime assodate mostrano come nel futuro l’avanzare del cambiamento climatico ridurrà in modo sensibile lo sviluppo economico e causerà danni rilevanti a città, imprese, produzioni agricole, infrastrutture. Per ogni grado di riscaldamento climatico, ad esempio, avremo mediamente un aumento del 30% di frequenza ed intensità degli eventi estremi (siccità, inondazioni, ondate di calore o gelate tardive etc.) ed una rilevante diminuzione del prodotto interno lordo.
In questo contesto, ci appare urgente porre questo problema in cima all’agenda politica. E oggi, l’avvicinamento alle prossime elezioni diventa l’occasione per farlo concretamente. Chiediamo dunque con forza ai partiti politici di considerare la lotta alla crisi climatica come la base necessaria per ottenere uno sviluppo equo e sostenibile negli anni a venire. Questo dato di realtà risulta oggi imprescindibile, se vogliono davvero proporre una loro visione futura della società con delle possibilità di successo.
In particolare, nella situazione attuale appare urgente porre in essere azioni di adattamento che rendano noi e i nostri territori più resilienti a ondate di calore, siccità, eventi estremi di precipitazioni violente, innalzamento del livello del mare e fenomeni bruschi di varia natura; azioni che non seguano una logica emergenziale ma di pianificazione e programmazione strutturale.
A causa del’inerzia del clima, i fenomeni che vediamo oggi saranno inevitabili anche in futuro, e dunque dobbiamo gestirli con la messa in sicurezza dei territori e delle attività produttive, investendo con decisione e celerità le risorse peraltro disponibili del PNRR. Allo stesso tempo, dobbiamo anche fare in modo che la situazione non si aggravi ulteriormente e diventi di fatto ingestibile, come avverrebbe negli scenari climatici peggiori. Per questo dobbiamo spingere fortemente sulla riduzione delle nostre emissioni di gas serra, decarbonizzando e rendendo circolare la nostra economia, accelerando il percorso verso la vera transizione energetica ed ecologica.
Come scienziati del clima siamo pronti a fornire il nostro contributo per elaborare soluzioni e azioni concrete che siano scientificamente fondate, praticabili ed efficaci, ma chiediamo con forza alla politica di considerare la crisi climatica come un problema prioritario da affrontare, perché mina alla base tutto il nostro futuro. Ci aspettiamo dunque elaborazioni di programmi politici approfonditi su questi temi e una pronta azione del prossimo governo sul tema della lotta alla crisi climatica e ai suoi impatti”.

L’articolo Lettera aperta degli scienziati ai politici italiani: il clima deve essere una priorità proviene da The Map Report.

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