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“Con Giorgia Meloni torna il fascismo?”: Paolo Mieli ridicolizza la sinistra

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Secondo il New York Times la possibile ascesa al governo di Giorgia Meloni sarebbe un “evento sismico” perché per la prima volta “un partito di estrema destra arriva alla guida di una grande economia dell’Eurozona“. Tesi che Paolo Mieli, in collegamento con Agorà, su Rai 3, nella puntata del 27 luglio, smonta completamente: “Facile capire perché all’estero ci sia paura per l’Italia: la caduta di Draghi non era prevedibile, non l’avevamo prevista nemmeno noi. Il resto l’hanno fatto le tendenze sovraniste e le simpatie putiniane. Non condivido i timori, ma li comprendo”.

 

 

Non solo. Secondo lo storico ed editorialista del Corriere della Sera, “Ogni minuto dedicato a parlare del fascismo e a insinuare l’idea che con Giorgia Meloni si ripresenti il fascismo perché in qualche sezione c’è il barone nero o si fa il saluto romano è una cosa che fa sorridere. Per la sinistra parlare di questo è inefficace e controproducente. Sono cose che al massimo possono piacere alla stampa estera”, prosegue Mieli. Che poi conclude con una domanda ai telespettatori e ai presenti: “Ma voi pensate che in Italia qualcuno pensa che se vincono Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Meloni torni il fascismo o la sua versione moderna? È una cosa del tutto implausibile”. 

 

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