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Guido Crosetto, “tutto ma non premier”. Centrodestra, chi affonda con una frase

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Tutto, ma non premier. Antonio Tajani, “spinto” a Palazzo Chigi dal Partito popolare europeo, spacca il centrodestra. E’ in particolare Fratelli d’Italia, come ovvio, a protestare. Ovvio perché il coordinatore di Forza Italia, uomo forte dell’Italia nel Ppe, è l’alternativa da opporre, nel piano dei popolari, alla “sovranista” Giorgia Meloni

 

 

 

“Non è il Ppe che decide chi fa il premier in Italia – tuona Guido Crosetto, fondatore di FdI -. Deve essere il migliore della coalizione vincente alle urne”. “Personalmente – spiega dalle colonne del Quotidiano nazionale – penso che Tajani premier non sia in agenda. Il premier non si impone dall’esterno, lo scelgono i cittadini”. E aggiunge, per gettare altra benzina sul fuoco dell’alleanza: “Io, personalmente, preferirei altri. Con tutto il rispetto, Tajani può andare agli Esteri, fare il presidente della Camera o Senato, non il premier. Non è questione di intelligenza, ma di predisposizione”.

 

 

 

 

Il braccio destro di Silvio Berlusconi domenica aveva commentato l’indiscrezione con parole sibilline: “Io non ho ambizioni di premierato, non sono candidato, sono a disposizione di Berlusconi della coalizione per quello che tutti insieme vorremmo fare. Sono sempre stato un soldato, non ambisco a nulla se non essere utile al Paese al centro destra. Sono argomenti di cui parleranno presti leader che stanno per incontrarsi. Senza alcuna preclusione verso alcuno, che sarebbe insensata perché quello che conta oggi è la squadra, non un nome”. Più duro di Crosetto, nei suoi confronti, è stato il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, uno dei big di Fratelli d’Italia: “Mi sembra strano, il presidente Tajani era addirittura monarchico – ha detto a Repubblica -. Con tutto il rispetto per il Ppe, del quale Meloni è stata parte senza che nessuno eccepisse nulla, al governo italiano pensano gli italiani”. Oltre ai collegi, insomma, il centrodestra ha iniziato a litigare anche sulla leadership prima ancora di aver vinto le elezioni.

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