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“Becero populismo razzista”. Caos Forza Italia, il big lascia e insulta: altro colpo al cuore del Cav

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Caduta “massi” in Forza Italia. Già, lo strappo governativo, l’astensione alla fiducia che ha poi determinato la caduta del governo e di Mario Draghi, non è piaciuta a molti, nel partito azzurro. La vicenda è sotto gli occhi di tutti: la prima a lasciare è stata Mariastella Gelmini, dunque un pezzo di storia forzista come Renato Brunetta, quindi Andrea Cangini. Ma, come detto, la valanga continua ad ingrossarsi. E per certo, Silvio Berlusconi vive il momento con dolore e forse un pizzico di angoscia.

Eccoci infatti all’ultimo addio al partito, quello del deputato Roberto Caon, che conferma: con Forza Italia ha chiuso. “Ho sempre creduto e portato avanti in Parlamento i valori liberali della democrazia, garantita anche dal Patto Atlantico, del libero mercato e dei diritti del singolo individuo – premette -. Oggi Forza Italia non rappresenta più questi ideali di libertà e si è ridotta a costola del più becero populismo illiberale, razzista e qualunquista“, picchia durissimo motivando il suo addio.

E ancora, Caon aggiunge: “La decisione di non votare la fiducia alla personalità più prestigiosa che l’Italia potesse vantare a livello internazionale come quella di Mario Draghi è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Lascio il partito del presidente Berlusconi per continuare a rappresentare i valori che mi hanno portato in Parlamento e che non intendo tradire per meri interessi elettorali. Oggi le priorità da affrontare sono il rincaro del prezzo dell’energia, l’abbassamento del cuneo fiscale e il costo delle materie prime”, conclude Caon il suo intervento di fuoco.

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