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Mario Draghi ai saluti: “Anche il cuore dei banchieri viene usato”. E intanto la Bce alza i tassi: non accadeva dal 2011

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Mario Draghi

Il voto di fiducia di ieri pomeriggio al Senato non è bastato. La crisi di governo è stata confermata: Mario Draghi lascerà le redini dell’esecutivo e rimetterà le decisioni al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Aprendo così all’ipotesi di elezioni anticipate, già a fine settembre, e scatenando i timori degli investitori e i mercati. Al momento, infatti, il Ftse Mib di Milano sta cedendo il 2,53%, spinto dalle performance negative dei titoli bancari.

La fine del governo di Mario Draghi

  • Nonostante la fiducia ottenuta ieri al Senato, con 95 voti favorevoli (in sintesi una fiducia “tecnica”), il presidente del consiglio Mario Draghi è pronto a lasciare le redini dell’esecutivo, a causa proprio di un’assenza di un largo patto di governo. M5S, Forza Italia, Lega e Fratelli D’Italia, nella giornata di ieri hanno deciso di non votare, dando quindi il benservito a Draghi.
  • Dopo la breve informativa di oggi alla Camera, Mario Draghi si è recato al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella confermando le sue dimissioni (che erano state respinte settimana scorsa). “Qualche volta anche il cuore dei banchieri centrali viene usato. Grazie per il lavoro fatto insieme. Alla luce del voto espresso ieri dal Senato della Repubblica chiedo di sospendere la seduta perché mi sto recando dal Presidente della Repubblica per comunicare le mie determinazioni”, ha dichiarato in apertura lo stesso Draghi.
  • Dopo aver ceduto l’1,6% – anche in virtù del fatto che lo strappo decisivo è avvenuto a mercati chiusi – oggi il Ftse Mib, principale indice di Piazza Affari, sta cedendo circa il 2,5%, spinto soprattutto dalle performance negative dei titoli bancari che in media sono in discesa di oltre il 4%. Maglia nera Poste Italiane che sta perdendo quasi l’8%. Seguono Unicredit, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo e Bper Banca.
  • Lo spread Btp-Bund dopo essere schizzato a inizio seduta a 243 punti base, adesso si trova in area 238 punti base. Comunque in notevole crescita rispetto ai 221 punti base di ieri sera. Il rendimento è al momento a 3,65%, ieri era a 3,47%.

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Le reazioni della stampa estera

E se è stato tradito l’appello “L’Italia ha ancora bisogno di Mario Draghi” del Financial Times, il New York Times ieri non le ha mandate a dire. Scrivendo che per l’Italia è iniziata “una nuova stagione di caos politico” in un “momento critico in cui l’Unione europea lotta per mantenere un fronte unito contro la Russia e far rivivere la sua economia”. “L’influenza e la credibilità dell’Italia sono stati messi da parte mercoledì, lasciando il paese navigare verso una nuova stagione di caos politico in un momento critico in cui l’Unione europea sta lottando per tenere unito un fronte unito contro la Russia e per far rinascere le sue economie”, ha evidenziato il giornalista Jason Horowitz. “È un dramma di potere in più atti che va in scena da diversi giorni a Roma”, lo definisce invece il francese Le Figaro.

A margine

Intanto la Bce ha comunicato di aver alzato i tassi d’interesse di mezzo punto. Il tasso principale sale a 0,50%, il tasso sui depositi a zero e il tasso sui prestiti marginali a 0,75%. È il primo rialzo dal luglio del 2011. Risale l’euro, che, dopo aver toccato i suoi minimi storici, scendendo anche al di sotto della parità nei confronti del dollaro, in questo momento scambia a 1,0267 dollari.

L’articolo Mario Draghi ai saluti: “Anche il cuore dei banchieri viene usato”. E intanto la Bce alza i tassi: non accadeva dal 2011 è tratto da Forbes Italia.

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