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Morto Leonardo Del Vecchio? Il nodo dell’eredità: a chi finiscono milioni e impero

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 «Ho un solo vero rammarico. Ho sempre pensato prima di tutto al lavoro. Io non ho avuto una famiglia. Non ho mai avuto un padre. A sette anni mia mamma mi ha portato in collegio (quello dei “Martinitt”, degli orfanelli di Milano, ndr). Ed è stata una fortuna, perché il collegio è diventato la mia famiglia. Stavo bene, mi hanno insegnato le regole e dato un lavoro. E poi l’azienda è diventata la mia famiglia. Solo adesso mi rendo conto che dedicando tutto me stesso alla fabbrica, ai miei collaboratori – perché ci tengo veramente, ho rispetto del lavoro e delle persone – ho passato poco tempo con i miei figli. Ecco il mio unico cruccio». È una delle tante confessioni che Leonardo Del Vecchio aveva confessato al giornalista di Bloomberg Tommaso Ebhardt che da poco ha pubblicato una biografia (Sperling&Kupfer).

RELAZIONI INTENSE – Sei figli da tre diverse compagne, la seconda delle quali sposata per ben due volte. Dal primo matrimonio avvenuto nei primi anni ’50, con Luciana Nervo, nascono tre figli: Claudio, Marisa e Paola. Poi, nel 1995, arriva Leonardo Maria, il quartogenito avuto dalla relazione con Nicoletta Zampillo – già sposata con il finanziere Paolo Basilico, fondatore di Karios, con cui ha dato alla luce Rocco. Una relazione intensa, coronata da un matrimonio nel 1997, ma che dura soltanto tre anni. Ossia fino a quando il padron di Luxottica s’ innamora di un’altra donna, Sabina Grossi, ex investor relator del gruppo. Da quest’ ultima relazione verranno al mondo altri due figli: Luca e Clemente, attualmente ancora minorenni.

 

 

Insomma, una vera e propria famiglia allargata di cui per decenni Del Vecchio, troppo preso dal lavoro e dalla carriera imprenditoriale e dall’instancabile voglia di di primeggiare, non è riuscito quasi mai a dedicarsi se non nei giorni delle feste comandate o delle vacanze. Il cambio di rotta arriva negli ultimi anni e, probabilmente coincide con l’avanzare dell’età di Del Vecchio, che inizia appunto a dare molto più spazio agli affetti più cari: i figli ma anche i diversi nipoti. Un modo quasi per tentare di riparare alle mancanze degli anni passati. Ed è proprio in questo periodo che, da uomo avveduto come è ed è sempre stato, Mister Agordo comincia a stabilire regole chiare per quando deciderà di “lasciare gli occhiali al chiodo”. Su come organizzare la sua successione tentando di non far torti a nessuno sul fronte dell’eredità di un impero oggi vale circa 30 miliardi di euro.

DINASTY – Se nel 2014 aveva previsto di suddividere in identiche parti le quote della Delfin, la holding familiare per capirci la vera cassaforte – con base in Lussemburgo, tra i sei figli, 16,38% a ciascuno di loro in nuda proprietà con usufrutto e potere di voto rimasto al patron. Ma lo scenario muta completamente dopo qualche mese quando Andrea Guerra, il manager che il patron aveva scelto come successore alla guida del suo impero degli occhiali, viene rimosso. Del Vecchio, infatti, d’improvviso, assegna all’attuale moglie, Nicoletta Zampillo – con cui nel frattempo s’ è risposato nel 2010 – la quota che in base alla legittima in quanto consorte le spetterebbe per legge. Così a lei andrà un quarto della holding che custodisce le varie partecipazioni, da EssiLux, alla finanza, con Generali e Mediobanca, al grande potentato nell’immobiliare con Covivio.

 

 

Agli altri figli, Leonardo Maria compreso, spetta il 12,5%. Tutti i figli peseranno allo stesso modo. In più, secondo le modifiche statutarie decise dallo stesso Del Vecchio, viene stabilito che ogni deliberazione della finanziaria sia presa col via libera di tutti gli eredi. Ma molti insinuano che che sarà lei, la Zampillo, a tenere le redini in mano: ma lei smentisce tutto. Quando tempo fa le chiesero quale fosse il suo ruolo nell’impero del marito, rispose: «Uno solo: madre dei miei figli e moglie di mio marito. Tutto qui».

Intanto, per portarsi avanti, i suoi figli già lavorano in azienda: Leonardo Maria è nel board ed è ad della Salmoiraghi e Viganò. Mentre il primogenito Rocco Basilico, figlio del precedente matrimonio, è manager di EssiLux ed è a capo del progetto con Facebook per lo sviluppo degli smart glasses. In realtà il primo a mettere un piede in azienda fu Claudio che, dopo vari dissidi col padre, nel 2015 abbandonò per volare negli States e dedicarsi al rilancio dello storico marchio di camicie, Brooks Brothers, avventura chiusasi col fallimento e la successiva vendita del brand. Chissà se dopo la dipartita regnerà la pace o inizierà la guerra… 

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