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“La Cina è una fonte di preoccupazione”. Nato, fuga di notizie sul report segreto: mai accaduto prima, cosa significa

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La Cina di Xi Jinping “fonte di preoccupazione” per Joe Biden e la Nato. Non è una frase sfuggita o un pensiero in libertà, ma quanto scritto nero su bianco nella nuova, imminente versione del “Concetto strategico” che verrà siglato al prossimo vertice di Madrid. Una inquietante rivoluzione copernicana, visto che nel documento precedente del 2010 il regime di Pechino non era stato inserito tra gli argomenti “caldi”, vale a dire possibili fronti di tensioni militari, economiche e geopolitiche a livello mondiale. 

 

 

A sganciare la soffiata-bomba, spiega il Corriere della Sera, è stato un alto funzionario della Casa Bianca in un briefing con la stampa sul viaggio del presidente americano in Europa per i summit del G7 e della Nato. La fonte americana parla espressamente di “sfide poste dalla Cina”. Un riferimento alla situazione di Taiwan, da molti considerata una delle possibili “detonazioni” della Terza Guerra mondiale: Pechino ha assicurato di voler riprendere il controllo dell’isola, Washington da tempo ha avvertito il regime comunista che sarà pronto a intervenire in difesa dell’autonomia dello Stato “occidentalizzato” a poche miglia dalla costa cinese.

 

 

Ma c’è in ballo, ovviamente, anche la guerra in Ucraina che sta ridisegnando gli equilibri del mondo. Da una parte Usa ed Europa, sotto l’ombrello della Nato, dall’altro la Russia con gli “alleati” dei Brics, gli Stati emergenti predominanti per popolazione mondiale e con tutto l’interesse a rovesciare l’ordine imposto dall’Occidente dopo il 1945 e ancor più il 1991. Non è un caso che proprio al Business Forum dei Brics, poche ore fa, Xi Jinping abbia stigmatizzato le sanzioni unilaterali imposte contro Mosca e messo in guardia dai rischi dell’espansione delle alleanze militari.

 

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